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Anno XI
F1 STORY: VENTI ANNI FA L'ULTIMA VITTORIA LOTUS 15.10.07 - C'è una ricorrenza quest'anno che, per gli amanti della Formula 1 e non solo, assomiglia molto ad un colpo di mannaia sulle gengive. Ci eravamo quasi dimenticati: sono passati esattamente venti anni dall'ultima vittoria Lotus. Correva l'anno 1987. A far trionfare per l'ultima volta la casa inglese, un certo Ayrton Senna.
XLV Grand Prix Automobile de Monaco. 31 maggio 1987. Montecarlo. Sulle celebri stradine monegasche, si disputa il quarto Gran Premio della stagione. Per Senna e la sua Lotus-Honda Turbo, l'inizio di campionato è stato più che positivo. Solo un podio - il secondo posto ad Imola alle spalle della Williams-Honda Turbo di Mansell e davanti alla Ferrari Turbo di Alboreto - e due ritiri al Jacarepagua e a Spa, ma sempre la sensazione di competitività, specie in qualifica.
Sulle strade del Principato, Ayrton è un fenomeno. Sono previsti 78 giri, per un totale di 259,584 Km. Mansell è in pole (1'23"039), Senna ha il secondo tempo con 1'23"711. L'inglese della Williams, al 29° giro, è costretto al ritiro per noie al Turbo. Senna, così, ha la strada spianata verso la vittoria. Al traguardo precede di poco più di 33 secondi il rivale Nelson Piquet su Williams-Honda Turbo e le Ferrari di Alboreto e Berger, rispettivamente terzo ad oltre 1 minuto e quarto doppiato di un giro. Completano la zona punti Jonathan Palmer (Tyrrell-Cosworth) ed Ivan Capelli su March-Cosworth.
Subito dopo Monaco, il circus approda negli States. Il 21 giugno 1987, si corre il VI Detroit Grand Prix. Un altro circuito cittadino, lungo 4 chilometri e 23 metri. Sono previsti 63 giri, per un totale di 253,449 Km. In pole, vi è ancora la Williams di Mansell (1' 39''264), affiancato sempre dal brasiliano della gialla Lotus (1' 40" 607). Senna, ancora una volta, sfodera tutto il proprio talento. Vince il GP in 1h 50m 16.358s alla media di 137.903 Km/h, precedendo Piquet di poco meno di 34 secondi e la McLaren-TAG Porsche di Prost di poco più di 45. Quarto, ad oltre un minuto, è Berger, quinto e doppiato di un giro Mansell, sesto e col serbatoio a secco Cheever su Arrows Megatron.
Il campionato 1987 è, per la Lotus e Senna, un'annata straordinaria. Senna conclude al terzo posto in classifica generale con 57 punti. Ottiene due esaltanti vittorie (anzi, una doppietta!), quattro secondi posti, due terzi, un quarto e due quinti posti. E solo cinque zero in casella. A far brillare ancor di più i risultati del brasiliano, vi è il mezzo flop delle McLaren-TAG Porsche di Prost (quarto con 46 punti) e di Johansson (sesto a quota 30) e l'aver concluso alle spalle delle impareggiabili Williams di Piquet e Mansell. Per non parlare di Satoru Nakajima, compagno di squadra di Senna, il quale riesce a totalizzare solo 7 punti.
Quelle del compianto Ayrton Senna sono le ultime due vittorie della Lotus in Formula 1. Precisamente, i successi numero 78 e 79. Da quel Gran Premio degli Stati Uniti 1987, la Lotus non è stata più in grado di vincere una corsa, di pungere, di mettere il proprio zampino, di ambire a posizioni di primato. Fino al triste ed inevitabile epilogo, il ritiro dal mondo della F1 avvenuto nel 1994. C'è chi sostiene che il declino Lotus abbia il suo punto di origine con la scomparsa di Colin Chapman. Siamo nel 1982. Difficile, tuttavia, appoggiare una simile tesi. Stagioni di magra, infatti, ci sono state anche con il genio di Chapman ancora in vita (1979, 1980, 1981), come è vero che campionati estremamente positivi sono sbocciati dal 1984 al 1987.
Tutti gli appassionati di Formula 1 dovrebbero esser grati alla Lotus di ciò che ha saputo dare all'automobilismo sportivo. Sei titoli mondiali Formula 1 (1963 e 1965: Clark; 1968: Graham Hill; 1970: Rindt; 1972: Emerson Fittipaldi; 1978: Mario Andretti), innovazioni tecniche epocali, vetture stupende, due trionfi alla Indy 500 (1965-1966) con Clark e Hill. Ed inutile nasconderlo. Ai più giovani il nome Lotus suona sconosciuto, misterioso. Non dice niente. Male, malissimo. Non conoscere la storia e le imprese di tale Marchio equivale ad ignorare il proprio nome, cognome e gruppo sanguigno. Le vittorie Lotus? Una più bella dell'altra. Ma forse, la più significativa per noi italiani è quella ottenuta da De Angelis al GP di Austria 1982. Un arrivo in volata con la Williams di Rosberg da crepacuore. Chapman lancia in aria il suo cappello per l'ultima volta.
Già, il 1987. Ayrton Senna, mago degli stratagemmi per far "impazzire" gli avversari in pista, al GP d'Austria subisce il più classico dei contrappassi. Ayrton, infatti, è solito dare un colpetto di freno (anche in rettilineo?!) per scrollarsi di dosso il pilota alle sue spalle. Lo fa in prova, e lo fa in gara. Alboreto, stufo di questo giochetto, si vendica. Il ferrarista è davanti al brasiliano, ma quest'ultimo è ben lungi dal mollare la presa. Ci pensa Michele. Un colpetto di freno?ed ecco il muso della Lotus di Senna urtare contro il cambio della Ferrari. A fine gara, Senna ed Alboreto si incontrano, ma il silenzio del brasiliano è eloquente. Da quel momento, Senna non ha osato più "giocare" con Alboreto. Con Michele, almeno!
Anche questo è Formula 1. Anche questo è Senna. Anche questo è... Lotus!
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Lotus, Ayrton Senna e Michele Alboreto, che bella formula uno che era, forse quella autentica.
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Anonimo: Lotus, Ayrton Senna e Michele Alboreto, che bella formula uno che era, forse quella autentica.
Alex
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