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AAA, CERCASI PILOTI ITALIANI IN F1
14.11.07 - I piloti italiani e la Formula 1. Un binomio spesso burrascoso ma che oggi sta diventando sempre più spento e scolorito. La stagione 2007 appena archiviata, in cui i piloti tricolori non hanno certo brillato, ha messo in luce, ancora una volta, quanto nel nostro Paese sia sempre difficile coltivare giovani talenti per la Formula 1. Ed ora, Fisico e Liuzzi tremano.

La stagione 2007 appena trascorsa ha visto trionfare la Ferrari dopo due anni di digiuno. Ma l'automobilismo sportivo italiano non può e non deve limitarsi solo ed esclusivamente al mito del Cavallino. Anche i piloti italiani meritano attenzione. Nonostante i risultati negativi. La pattuglia tricolore composta da Fisichella, Trulli e Liuzzi non può di certo dirsi soddisfatta dell'andamento della loro stagione. Partiti con ben altre aspettative, specie il romano della Renault e l'abruzzese della Toyota, essi hanno raccolto e seminato ben poco. Non solo quanto a punti racimolati nel corso del campionato ma, soprattutto, quanto a sensazioni, a talento espresso, ad aggressività in gara, doti che emergono a prescindere dalla bontà della vettura, dai punti finali o dal numero di podi e vittorie.

Fisichella, poveraccio, si è ritrovato tra le mani una Renault indecifrabile. Senza dubbio, non la stupefacente vettura che ha permesso ad Alonso di vincere due titoli consecutivi (ma Nando la faceva andare!), tuttavia nemmeno da buttare come si è spesso detto. Fisico ha patito più che mai la pressione del nuovo ruolo di prima guida in un Team vincente e campione del mondo uscente, quindi la mancanza di un leader al suo fianco. Poteva essere l'anno buono per puntare a qualcosa di importante (lo si dice ormai da troppo tempo!). Ha fallito pienamente, soverchiato dal proprio compagno di Scuderia - il debuttante Kovalainen - e quasi sempre incapace di tirar fuori dalla propria monoposto qualche guizzo degno di nota. Fisichella, pertanto, per tutta la stagione ha annaspato nelle retrovie, racimolando 21 punti (8° posto finale), contro i 30 di Kovalainen (7°), ed un quarto posto a Montecarlo come miglior risultato. Per lui, 2008 a rischio.

Diverso discorso - solo in parte - per Trulli e Liuzzi. Il pilota della Toyota, poveraccio pure lui, ha lottato con una vettura davvero fiacca. Ha quasi sempre concluso le corse, raccogliendo, tuttavia, solo 8 punti (13° in classifica), solo tre in più di un evanescente Ralf Schumacher (16°). Ma anche il pescarese non è che abbia fatto chissà cosa. Liuzzi, invece, ha ben lottato con una modesta Toro Rosso, ma ha denotato ancora una certa propensione all'errore e alla iella! Alla fine, ha raccolto 3 punti (18° nella generale) frutto del sesto posto cinese ma, ironia della sorte, si è ritrovato tra i piedi un Vettel che ti arriva quarto in Cina (5 punti e 14° posto nella generale con 6, ma uno raccolto con la BMW) e già in grado di stare davanti allo iellato Vitantonio. Anche per lui, 2008 in forse.

Il discorso, però, è più ampio. Da anni, il motorsport italiano è incapace di sfornare nuovi e capaci piloti per la Formula 1, a fronte di un florido vivaio ultradecennale che va ad alimentare categorie che - per pura ignoranza sportiva - in Italia hanno pochissimo seguito. Ci riferiamo, in particolare, alle ruote coperte, dove da anni Case italiane e piloti italiani, anche quelli più "stagionati", vincono e convincono. In F1, invece, la situazione è fossilizzata stabilmente da un decennio sul duo Fisichella-Trulli, piloti di cui si dice e si è detto un gran bene. I due, però, per un motivo o per l'altro, non sbocciano mai. E mai, forse, lo faranno, pur avendo dimostrato in pista di essere bravi. Bravi, nulla più. Trulli, in particolare, lui sì che agli inizi in F1 sembrava potesse sbocciare, per poi spegnersi gradualmente. E i due hanno anche avuto a disposizione la medesima vettura, le stesse chance, la stessa fiducia che la Renault ha riposto in Alonso. Sappiamo come è finita, nonostante la poca esperienza dello spagnolo e la tanta dei due italiani.

Il rischio è quello di ricalcare le orme degli Anni 60 e 70, un lungo periodo desertico in cui i piloti italiani in F1 si potevano contare sulle dita di mezza mano. Poi, sul finire dei '70, negli Anni 80 sino alla prima metà dei '90, il boom: ne veniva fuori uno ogni mese, tutti - chi più chi meno - straordinariamente veloci e indiavolati, sebbene molti di loro abbiano militato in Team non di vertice, e capaci di monopolizzare dei podi. Quindi, l'incantesimo si è rotto nuovamente. Colpa delle categorie cadette, troppo frammentate e dall'appeal decisamente scaduto, e di una F3 italiana incapace di promuovere giovani talenti per la F1. Per non parlare di sponsor e Team, i quali, spesso, investono su gente, diciamo, con molti Santi in Paradiso.

Cercasi disperatamente piloti italiani per la F1. Non bidoni, possibilmente!

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonimo:
Na chi le ha scritte ste cavolate? Fisichella meglio di Trulli? :-\  

Lelu:
fisichella è il peggior pilota che ci sia in tutta la formula 1...una vita in cui non riesce a concludere nulla...
Tra i tre per me il migliore è Luizzi.  

davide:
non la smetterò mai di dirlo fisichella è il biagi della f1 sa trovare solo e soltanto scuse niente di più. liuzi mi piace tantissimo come pilota se avesse una macchina migliore penso farebbe delle belle cose.  

Anonimo:
Fisichella è un pilota molto sovravalutato, ha avuto molte fortune, ha giudato macchine poi diventate campione del mondo, e dove alonso volava lui arrivava sempre 7-8, quindi non ci sono scuse, vada in pensione, sa solo LAMENTARSI.  

Federica:
A Paolo Pellegrini (l'autore dell'articolo) ma nonn capisci proprio un cxxxo!!!
Che hai detto??? Trulli ha avuto le stesse possibilità di Alonso???? Con la stessa vettura???? A parte che anche quando stava in Renault Trulli veniva sfavorito (non ostante ciò nel 2004 ha vinto una volta come Alonso, poi sfortunato, ha subito molti ritiri).
Ma la Renault del 2004 non è certo stata quella del 2005, tanto che nel 2004 anche Alonso non ha vinto un cavolo.
Trulli è molto, molto sottovalutato, è un grande pilota e avrebbe fatto quanto alonso se fosse stato in Renault nel 2005 e 2006.  

fra:
comunque pellegrini ha ragione per quanto riguarda i santi in paradiso  

Anonimo:
trulli nel 2004 le ha suonate sonoramente ad Alonso per tutta la prima metà della stagione, poi Alonso è stato favorito e Trulli non ha più combinato nulla fino a che non se n'è andato prima del tempo, comunque le sue gare mi sembrano sempre promesse non mantenute, bene in prova, bene nella prima parte e poi dopo i pit stop scomparsa, in alcuni momenti mi sembrava meglio ralf che faceva prove da schifo e poi rimontava, fino a che non sbagliava, fisichella ha perso la sua carta e quest'anno specialmente è stato sconsolante nel confronto con un rookie come Heikki, Liuzzi mi sarebbe piaciuto vederlo al posto di Nakajima, è con molto sconforto che vedo fare a Ferrari sempre scelte verso stranieri e mai puntare su un nostro giovane e se non valuta una squadra italiana i piloti italiani chi lo può fare, chiaramente toro rosso è tutto tranne che italiana  

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