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Anno XII
BOURDAIS (TORO ROSSO), L'IDOLO FRANCESE PADRONE DEL SUO DESTINO 29.11.07 - Sebastien Bourdais sarà uno dei nuovi volti della Formula 1 del futuro. Il ventottenne francese, che dal 2008 guiderà la Toro Rosso, si è subito immerso a testa china nel mondo della F1. Da novellino, ma senza timori reverenziali. Occorrerà tenerlo d'occhio: è veloce, la Francia ha già il suo idolo.
Che Le Mans fosse terra di corse e di motori, questo già si sapeva. Ma che abbia dato i natali, il 28 febbraio 1979, ad uno dei piloti più poliedrici, versatili e veloci dell'automobilismo sportivo del nuovo millennio, questa è una assoluta novità. Sebastien Bourdais non ha corso, per il momento, un solo GP in Formula 1. La Toro Rosso l'ha provata solo nei test collettivi di Barcellona; una Str2 versione 2007 a cui era stato semplicemente inibito il controllo della trazione. Eppure, l'occhialuto francesino fa già parlare di sé. Nonostante la sua giovane età, Bourdais può già vantare un curriculum eccelso. Diciamolo francamente: oggi è merce rara trovare giovani piloti con una notevole esperienza sia nelle monoposto che nelle ruote coperte. Ebbene, con Sebastien Bourdais carta canta.
Dapprima la Formula Campus (1995), poi il passaggio nella Formula Renault francese (secondo posto nel 1997 e quattro gare vinte), quindi l'approdo alla Formula 3 francese nel 1998. Cinque gare vinte e sesto posto assoluto, trionfo nel 1999 su Dallara-Renault ed otto vittorie. Il passaggio all'International F3000 Championship è presto detto. Qui vince il titolo nel 2002, con la Lola del Team Super Nova. Dal 2003, Bourdais gareggia nel campionato Champ Car americano, nel Team Newman-Haas. Nella combattuta categoria yankee, Seb ottiene una stupefacente quaterna, dal 2004 al 2007, coronata da una impressionante striscia di vittorie. Ma il capitolo ruote coperte è altrettanto succulento. Seb corre - ritirandosi al 134 giro - la sua prima Le Mans 24h nel 1999, al volante di una Porsche 911 GT2 (condivisa, tra l'altro, con il grande Jean-Pierre Jarier). Nel 2000 giunge quarto assoluto alla classica francese con una Courage del Team Pescarolo Sport, divisa con Clerico e Grouillard. L'anno successivo, ci riprova sempre alla guida della Courage C60 di Pescarolo: male, 13° assoluto, risultato condiviso con Boullion e Redon. Le Mans è sempre Le Mans, ed ecco che Bourdais si spara altre 24 ore nel 2002 nella Courage C60 di Pescarolo assieme a Boullion e Lagorce: 10° assoluto. Pausa nel 2003, ritorno nel 2004: Pescarolo diventa costruttore (sfruttando le Courage C60) e Seb, assieme a Collard e Minassian, è costretto al ritiro al 282 giro. Altra pausa, ma ritorno in grande stile nel 2007. È la Peugeot che chiama, la quale tenta - con la magnifica 908 HDI FAP spinta da un V12 di 100° di 5499cc turbo-diesel - di contendere la massacrante corsa all'Audi R10 anch'essa turbo-diesel e di rinverdire i fasti della gloriosa 905, vincitrice a Le Mans nel 1992 e 1993. Insieme a Lamy e Sarrazin, Bourdais ottiene la pole e giunge secondo assoluto, ad 11 giri dalla imprendibile Audi R10 (e sono due!) di Biela-Werner e del nostro Pirro (e sono cinque!). Avrà finito con Le Mans, Bourdais? Sì, dopo che l'avrà vinta!
Dunque, il giovane francese di auto "come Dio comanda" ne ha guidate. Ora, la sfida della Formula 1. E con Bourdais, finalmente, ritorna in F1 un francese in linea teorica assai competitivo e, in ottica futura, senz'altro vincente. Da qualche tempo, infatti, la presenza transalpina in F1 aveva assunto i contorni di un miraggio sahariano. Il solo Panis, per qualche anno pilota titolare Toyota, teneva alte le note della Marsigliese in F1; fu lui, in un memorabile GP di Montecarlo 1996, a conquistare l'ultima vittoria di un pilota francese in F1 e, allo stesso tempo, a regalare alla gloriosa Ligier la sua ultima vittoria, nel suo ultimo anno di vita. Bourdais è l'erede naturale della nutrita ed assatanata pattuglia transalpina dei tempi d'oro: Beltoise, Pescarolo, Cevert, Jassaud, Depailler, Lafitte, Jarier, Prost, Arnoux, Jabouille, Tambay, Pironi, tanto per citare i primi che sovvengono alla memoria. Anche in Francia, è riscontrabile - con le dovute differenze - la medesima situazione italiana, ossia una certa difficoltà di promuovere giovani talenti per la F1 (la F3 francese ha chiuso i battenti a fine 2002, con Gommendy ultimo vincitore), a fronte di una vera e propria "offensiva" transalpina in stile napoleonico nelle ruote coperte, in cui piloti e auto francesi abbondano (e vincono) in ogni dove.
In una recente intervista ad 'Auto Sprint', Bourdais si sbottona, circa la sua nuova avventura in F1: "Con queste vetture sei il padrone del tuo destino. Guidare così è molto divertente. E anche se non c'entra proprio nulla con la Champ Car, a me piace da matti". Sapessi a noi, caro Seb!
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peccato che ora che la francia ha trovato il suo nuovo idolo, a quanto si vocifera rischi di perdere il suo GP: da quel che dicono gli addetti ai lavori pare proprio un pilota a tutto tondo, molto determinato, e anche molto aperto. Voi che ne pensate? Anonimo:
Non mi isulta sia a rischio il Gp di Francia, in programma il 22 Giungo a Magny-Cours.
Quanto a Bourdais è sicuramente un ottimo pilota che ha saputo vincere sia in europa che nelgi USA, però la F1 è dura, soprattutto se affrontata con una macchina non all'altezza! Vittorio 84:
Sul GP di Francia: avete ragione entrambi. Perché nel 2008 si farà, ma dal prossimo anno potrebbe saltare. In realtà già nel 2008 non si sarebbe disputato, ma Ecclestone ha ammesso che non è riuscito "a trovare di meglio". Anonimo:
E' un FRANCESE
Commenti di:
Quanto a Bourdais è sicuramente un ottimo pilota che ha saputo vincere sia in europa che nelgi USA, però la F1 è dura, soprattutto se affrontata con una macchina non all'altezza!
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