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LA FORMULA 1 E I PRIVATI, SODALIZIO DA RINNOVARE
27.11.07 - La mancata iscrizione della Prodrive al Mondiale di Formula 1 2008 riapre il dibattito circa l'entrata in F1 dei privati. La F1 ha bisogno di quanti più Team possibili, sia costruttori diretti, sia di utilizzatori esterni. Ma, a quanto pare, questa F1 non è ancora pronta ad accettare il ritorno vero e proprio dei Team privati.

"Non c'è alcuna chance di vedere una Prodrive in F1 nel 2008. La F1 resta la nostra ambizione, ma siccome vogliamo utilizzare un telaio fornito da un'altra squadra (probabilmente McLaren, n.d.r), ci saranno sempre problemi giuridici". Così parlò David Richards, capo della Prodrive, alla testata 'Auto Moto und Sport'. Le sue parole parlano chiaro: la F1 non è pronta per accogliere nuovamente Team privati.
Troppi, ancora, i cavilli burocratici e giuridici ad ostacolare il rientro delle cosiddette scuderie private. La F1 ha perso un'ottima occasione per compiere un ulteriore passo indietro, in direzione di una F1 più "umana", a portata di tutti, di piccoli e grandi costruttori, di Team factory e privati. Ancora sono in tanti a storcere la bocca di fronte a salutari Team satelliti-derivati come Toro Rosso e Super Aguri, figuriamoci al ritorno di privati che utilizzerebbero telai di altre Case! E in prima linea, a tuonare contro Toro Rosso, Super Aguri ed eventuali privati, sorpresa, c'è la Williams. Strano, la stessa Williams di quello stesso Frank che mosse i primi passi in F1 nel 1969 gestendo una Brabham BT26 per Piers Courage, quindi le De Tomaso e nel 1971 una March per Pescarolo, che nel 1972 gestì le Politoys/Iso-Marlboro, che utilizzò una Hesketh 308C venduta a Walter Wolf e ribattezzata FW05, che nel 1977 schierò al GP di Spagna una March con il belga Neve alla guida, che nel 1980 mise a disposizione dei privati le proprie vetture. Risultato: Ruppert Keegan - tutto sommato non sfigurando affatto - partecipò a sette GP con la FW07 gestita dal Team RAM, Emilio De Villota al solo GP di Spagna (sempre con il RAM) e Desireè Wilson tentò di qualificarsi - non riuscendovi - al Brands Hatch. Evidentemente, in Williams hanno la memoria corta. Con tutta la simpatia possibile verso il Team di Frank!

La storia ci insegna che le cosiddette "vetture cloni" ed i Team privati sono linfa vitale per la F1. Lo ha ammesso anche Mosley. Intervistato da 'Auto Sprint' (AS N.22, 2007), il boss della FIA afferma: "I clienti non acquisteranno le vetture vecchie, ma quelle dell'anno in corso. Ogni Team deve essere libero di costruirsi le vetture oppure di comprale. La Ferrari potrebbe costruire 4 vetture, 2 rosse e 2 blu da chiamare Maserati, con piccolissime differenze". Premettendo che alle parole è bene che seguano i fatti e che la Ferrari difficilmente metterà in piedi una scuderia satellite o venderà - nel caso - vetture a clienti (in F1 è sempre stata restia in questo senso, salvo episodi isolati nei primi Anni '50), Mosley ha colto in pieno. Alla F1 servono quanti più partecipanti. La attuale griglia, tutt'altro che povera, potrebbe essere ulteriormente rimpolpata, a tutto vantaggio della vivacità in pista. E, perché no, un Team privato potrebbe levarsi lo sfizio di andare come - se non più forte - di uno ufficiale. Una realtà, questa, da sempre radicata nel motociclismo e in altre categorie automobilistiche. E, perché no, si dovrebbe lasciar libero un Team privato di modificare profondamente a suo piacimento la vettura, qualora ne sentisse la necessità. Ora, si fa un gran rumore per la presunta illegalità di vetture "cloni" quali Toro Rosso e Super Aguri, quando le ultime Ligier del biennio 1995-1996 altro non erano che Benetton verniciate in blu e con diverso motore. Eppure, chi si lamentava, all'epoca? Ad elencare i Team "cloni" e privati vissuti in F1 - anche in sporadiche occasioni o in apparizioni mordi e fuggi - ci metteremmo un intero giorno. Dagli Anni 50 agli 80, la storia della F1 ne è piena zeppa. Si pensi alla Matra-Cosworth iridata nel 1969 con Stewart del Team Tyrrell, alle Embassy-Hill (dapprima una Shadow DN1, poi Lola, quindi la GH1, cioè una Lola modificata), al Chesterfield Racing/Liggett Group/B.S. Fabrications che nel 1978 fece esordire al volante di una vecchia McLaren M23/26 un giovanissimo Nelson Piquet, alla Boro 001 del Team H.B. Bewaking (ossia delle Ensign MN175), al Team Interscope che utilizzò in pochi GP tra il 1977 ed il 1978 una Penske PC4 ed una Shadow DN9 condotte da Ongais, al Team Rebaque che dapprima utilizzò le Lotus 78 e 79 prima di dare vita ad una propria vettura, al Team RAM, che schierò Brabham, Williams e March prima di avventurasi nella realizzazione di vere e proprie RAM F1, o alla Onyx che si trasformò da gestore di vetture F2 e F1 in costruttore. E che dire delle March che furono, monoposto curate da molti privati e dalle quali nascevano interessanti derivati, Eifelland su tutti. Per non parlare di Team presenti solo in qualifica, o di piloti iscritti a titolo personale, solida quanto casereccia realtà degli Anni 50 e 60. Eccetera, eccetera, eccetera. Ecco cos'era la F1 degli anni ruggenti: un crogiolo di inventiva ed iniziativa, in cui, pur di parteciparvi, Team e piloti si arrabattavano come meglio potevano. Curando vetture già esistenti, magari superate, oppure elaborandole.

Tutto ciò può e deve rifiorire anche nella moderna F1. Con norme precise, chiaro, ma che non impediscano ad un Team privato di comprare e gestire delle McLaren, BMW o quello che sia, di elaborarle ulteriormente, o di creare Team satelliti - ancorché indipendenti - come Toro Rosso e Super Aguri.
Una sfida in più per tutti, una autentica goduria per gli appassionati.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Meck:
Sono pienamente d'accordo sul fatto che i team privati
siano indispensabili alla Formula1.
La cosa che penso è:
invece di comprare delle vetture da squadre presenti nel mondiale,
sarebbe, secondo me, utile per un team nascente, la possibilità di rivolgersi a produttori esterni, come in America con la Dallara,
per poi assemlarle con un motore
che rientra nelle loro possibilità economiche.
Questa è la strada secondo me per avere in futuro nuovi grandi team,
e non restare all'infinito con le solite mclaren williams e ferrari.  

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