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Anno XI
SPIA CHE TI PASSA 09.11.07 - Un'altra spy story sta per irrompere nel mondo della Formula 1? Ancora è presto per dirlo con assoluta certezza. Tuttavia, i veleni ed i sospetti sono già in circolo. Stavolta è la Renault l'accusata. Responsabilità a parte, perché in pochi mesi ci ritroviamo con due casi di spionaggio? Sono logiche conseguenze di questa siffatta F1?
Può andare liscio qualcosa in Formula 1 da un anno a questa parte? Neanche schiantati. Le accuse FIA alla Renault per "possesso non autorizzato di documenti McLaren" sono solo gli ultimi tasselli che vanno a comporre un mosaico di una F1 più sciroccata che mai. I vertici della Casa francese respingono le accuse. Intanto, dovranno presentarsi il 6 dicembre prossimo davanti al Consiglio Mondiale della FIA (ancora lui!) per le ovvie delucidazioni e cercare di chiarire la propria delicata posizione. Nello specifico, si parla di dati rubacchiati circa "rifornimento, assemblaggio del cambio, impianto di raffreddamento". Bah, sarà vero? È troppo presto per tirare le somme ed avanzare giudizi dissacranti contro la Renault. Bisogna attendere, vedere come evolve la situazione, quindi, solo allora, si potranno scagliare le pietre contro gli eventuali colpevoli. Fino a quel momento, però, la Renault deve godere dello status di presunta innocente. In ogni caso, le nostre riflessioni ce le facciamo eccome. Curioso: la Renault è l'indiziata del momento, proprio colei che ha fatto del giustizialismo ai danni della McLaren la propria bandiera. Alla McLaren se la staranno spassando. Non le pare vero condividere, almeno per il momento poi si vedrà, il sospetto di spionaggio assieme alla Renault. A Woking cavalcheranno l'onda finchè il vento lo consentirà, facendo di tutto per trascinare a fondo anche la Renault. Del resto, alla FIA deve essere giunta una soffiata simile ad una tromba d'aria. Proveniente da Woking?
Pensando a questa storia, non può non venirci da ridere. Hi, hi! Che comica: la McLaren che spia la Ferrari, la Renault che (forse) spia la McLaren. Ma la McLaren spia la Ferrari, quindi la Renault, che spia la McLaren, è come se avesse spiato indirettamente la Ferrari! Nemmeno 007 riuscirebbe a raccapezzarsi! Vabbè, soffochiamo le risate. A prescindere dalla eventuale colpevolezza Renault, è chiaro un fatto: gli spioni in F1 ci sono. La spy story Ferrari-McLaren ne è la conferma. Già, ma come arginare questa dolente e dilagante piaga? Come evitare il proliferare di casi di spionaggio? E come evitare che nascano e si diffondano soltanto simili sospetti? Anzitutto, è necessario un serio provvedimento deterrente. Tradotto: pene certe e severe per coloro i quali commettono tali infrazioni che, particolare non da poco, sfociano nel penale. In soldoni, bisogna che la FIA faccia capire che chi osa fare il furbo (o ladro) la pagherà cara, in termini sportivi ed economici. Pene tutte da ridere come quelle inflitte alla McLaren non servono a nulla. Anzi, mettiamoci l'anima in pace. Ci sarà sempre qualcuno che tenterà di rubacchiare illecitamente informazioni riservate e gli Stepney ed i Coughlan si moltiplicheranno come i pani e i pesci. Tanto, se gli dice bene e non vengono scoperti, buon per loro. Se gli dice male, male che vada ci sarà una multa e una manciata di punti tolti. Ma il Mondiale piloti è salvo e, si sa, è quello che conta e ti fa entrare nella storia. Ma la sola "repressione" non basta. Che fare?
Buffo. Le spy stories (al plurale) trovano terreno fertile in una F1 in cui anche le misure dei bulloni e delle rondelle sono rigidamente regolamentate e dove lo spazio di manovra e intervento si è sempre più assottigliato. Che dovranno spiare, allora? Dubbio, domanda: non sarà questa siffatta F1 - blindata, chiusa in sé stessa, dalla quale nulla trapela - ad indurre ingegneri, progettisti e dirigenti a cadere in tentazione, ossia a trovare nello spionaggio industriale un sistema sì rischioso ed illecito, ma altresì facile e redditizio per conoscere in anticipo cosa faccia la concorrenza, in che direzione si muova e in che modo si districhi tra i cavilli regolamentari? Del resto, soffocando la fantasia progettuale, ecco che le sfumature assumono un ruolo determinante. E conoscerle in anticipo costituisce un enorme vantaggio. Chapman si starà rivoltando nella tomba, disgustato nel vedere che tipo di gente circoli in F1. Gente disposta a tutto pur di conoscere i segreti (!) di un sistema di raffreddamento. Gente, anche navigata, ormai ridotta a progettare auto con poco cervello, zero fantasia e tanti software tra una spiata e l'altra. Gente superpagata che fa la spola da un anno all'altro da un Team all'altro solo per vedere aumentare le proprie quotazioni nel listino ingegneri, così da alzare all'inverosimile la soglia di ingaggio (impossibile impedire il passaggio di menti e idee, ma c'è uno stile ed un buon gusto in tutto). Gente che non ha mai preso in mano una chiave inglese ma che non si pone il minimo scrupolo di metter mano ai CD altrui.
A rimetterci, come sempre, sono gli onesti (tanti), coloro i quali lavorano sodo e che se anche la loro vettura, frutto del loro limpido lavoro, non va oltre un 17° posto tornano a casa soddisfatti e con la coscienza pulita. Perché sanno che hanno fato il massimo, il possibile, con onestà, disciplina, correttezza. Rigore umano, ancor prima che professionale. E chi ci rimette è la F1, la sua credibilità. Ma questo, ai maghi della spia, pare non fregargliene un emerito cavolo.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Commenti di: Blade Runner:
Il problema dello spionaggio industriale è sempre esistito e lo è in maniera eclatante, per i risvolti che ne conseguono e per il clamore che ne deriva, in Formula 1. Ogni volta che viene fuori un nuovo modello di auto da corsa decine di occhi osservano, centinaia di film vengono girati insieme a migliaia di fotogrammi scattati di nascosto. Paolo Pellegrini pone un paradosso come quesito: proprio oggi dove anche il più piccolo bullone è regolamentato si moltiplicano i casi di spy stories; ma è proprio la ristrettezza delle regole a creare i casi di spionaggio. In uno sport di auto tutte eguali, o quasi, nelle dimensioni, nel motore e nell'elettronica, sono i piccoli particolari, quelli un po' nascosti, quelli sperimentali, che fanno la differenza e per questi particolari non bastano occhi e foto, ci vuole di più. Ecco perchè McLaren, pur essendo diversa strutturalemnte dalla Ferrari, ha tratto, tuttavia, vantaggio dalla conoscenza di parametri relativi ai consumi di carburante e delle gomme, alle caratteristiche aerodinamiche, cioè da informazioni statistiche più che da dati metrici; senza contare, inoltre, lo scambio di tecnici che passano, legalmente, da un team all'altro e che produce un travaso di idee e di informazioni che non può essere bloccato da leggi o regolamenti. Credo che fino a quando la fantasia tecnica e la capacità di sperimentare nuove soluzioni vengono imbrigliate in regolamenti sempre più chiusi e restrittivi, si parlerà sempre più spesso di spy stories e sempre meno di sport. Arianna S.F. F1:
Cari appassionati, lo Spionaggio esiste anche nella vita reale, anche nelle piccole società. Non ascoltate i TG? Pure negli alberghi ci sono le microcamere..Io stessa ho dovuto acquistare un rilevatore di microspie e disattivarne 2 dentro al mio ufficio!
Il Rilevatore l'ho comprato quì: http://www.protezioneglobale.com Anonimo:
ahah la cosa più bella è che la mclaren ruba, la renault ruba e chi vince? LA FERRARI!! SIETE DEI BUFFONI NON RIUSCITE NEMMENO A VINCERE RUBANDO! BABBIII BABBIII AHAHA Anonimo:
Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog. fra:
non è nè bello nè sportivo, ma qualcuno fra gli addetti ai lavori, quelli ora in pensine e che fanno solo i commentatori,(non ricordo con esattezza il nome ma l'ho sentito in tv) disse agli albori della spy ferrari mclaren che sospetti simili e cose così sono spesso successe e che neppure la mia adorata ferrari, sebbene si parli quasi di preistoria, ne sia rimasta perfettamente indenne solo che se ne faceva meno chiasso e c'era la tendenza a lavarsi i panni in privato: più dignità? Non saprei, trovo però che la Renault avendo prontamente sospeso il reo e avvisato la Mclaren e favorendo ogni tipo di controllo abbia tenuto un comportamento corretto e non punibile: dopotutto gente ce n'è tanta in una squadra e può capitare di non accorgersi immediatamente di una mela marcia, magari sarebbe meglio un controllo più accurato nell'immediatezza dell'assunzione di un nuovo elemento proventiente da altro team. Perchè Ron Dennis non ha fatto altrettanto? Forse non è così cristallino come vorrebbe far credere. Ma chi gli crede dopo ciò che i suoi ex piloti( anche quelli degli anni passati) vanno via via dicendo dopo essersene andati? Vittorio Alfieri:
Ragazzi vi offro un nuovo spunto di discussione: Todt lascerà il posto a Domenicali alla fine dell'anno. E' ufficiale! E alla Honda arriverà Ross Brawn. E' ufficiale pure questo. fra:
bhe, come ho già detto per me un po' troppo tardi, non ho apprezzato la gestione Todt men che meno quest'anno e nemmeno i suoi pregiudizi: se ne va a giochi fatti e fatti male!
Commenti di:
Blade Runner: Il problema dello spionaggio industriale è sempre esistito e lo è in maniera eclatante, per i risvolti che ne conseguono e per il clamore che ne deriva, in Formula 1. Ogni volta che viene fuori un nuovo modello di auto da corsa decine di occhi osservano, centinaia di film vengono girati insieme a migliaia di fotogrammi scattati di nascosto. Paolo Pellegrini pone un paradosso come quesito: proprio oggi dove anche il più piccolo bullone è regolamentato si moltiplicano i casi di spy stories; ma è proprio la ristrettezza delle regole a creare i casi di spionaggio.
In uno sport di auto tutte eguali, o quasi, nelle dimensioni, nel motore e nell'elettronica, sono i piccoli particolari, quelli un po' nascosti, quelli sperimentali, che fanno la differenza e per questi particolari non bastano occhi e foto, ci vuole di più. Ecco perchè McLaren, pur essendo diversa strutturalemnte dalla Ferrari, ha tratto, tuttavia, vantaggio dalla conoscenza di parametri relativi ai consumi di carburante e delle gomme, alle caratteristiche aerodinamiche, cioè da informazioni statistiche più che da dati metrici; senza contare, inoltre, lo scambio di tecnici che passano, legalmente, da un team all'altro e che produce un travaso di idee e di informazioni che non può essere bloccato da leggi o regolamenti. Credo che fino a quando la fantasia tecnica e la capacità di sperimentare nuove soluzioni vengono imbrigliate in regolamenti sempre più chiusi e restrittivi, si parlerà sempre più spesso di spy stories e sempre meno di sport.
Arianna S.F. F1: Cari appassionati, lo Spionaggio esiste anche nella vita reale, anche nelle piccole società. Non ascoltate i TG? Pure negli alberghi ci sono le microcamere..Io stessa ho dovuto acquistare un rilevatore di microspie e disattivarne 2 dentro al mio ufficio!
Il Rilevatore l'ho comprato quì: http://www.protezioneglobale.com
Anonimo: ahah la cosa più bella è che la mclaren ruba, la renault ruba e chi vince? LA FERRARI!! SIETE DEI BUFFONI NON RIUSCITE NEMMENO A VINCERE RUBANDO! BABBIII BABBIII AHAHA
Anonimo: Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog.
fra: non è nè bello nè sportivo, ma qualcuno fra gli addetti ai lavori, quelli ora in pensine e che fanno solo i commentatori,(non ricordo con esattezza il nome ma l'ho sentito in tv) disse agli albori della spy ferrari mclaren che sospetti simili e cose così sono spesso successe e che neppure la mia adorata ferrari, sebbene si parli quasi di preistoria, ne sia rimasta perfettamente indenne solo che se ne faceva meno chiasso e c'era la tendenza a lavarsi i panni in privato: più dignità? Non saprei, trovo però che la Renault avendo prontamente sospeso il reo e avvisato la Mclaren e favorendo ogni tipo di controllo abbia tenuto un comportamento corretto e non punibile: dopotutto gente ce n'è tanta in una squadra e può capitare di non accorgersi immediatamente di una mela marcia, magari sarebbe meglio un controllo più accurato nell'immediatezza dell'assunzione di un nuovo elemento proventiente da altro team. Perchè Ron Dennis non ha fatto altrettanto? Forse non è così cristallino come vorrebbe far credere. Ma chi gli crede dopo ciò che i suoi ex piloti( anche quelli degli anni passati) vanno via via dicendo dopo essersene andati?
Vittorio Alfieri: Ragazzi vi offro un nuovo spunto di discussione: Todt lascerà il posto a Domenicali alla fine dell'anno. E' ufficiale!
E alla Honda arriverà Ross Brawn. E' ufficiale pure questo.
fra: bhe, come ho già detto per me un po' troppo tardi, non ho apprezzato la gestione Todt men che meno quest'anno e nemmeno i suoi pregiudizi: se ne va a giochi fatti e fatti male!
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