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Anno XI
30 ANNI DI WILLIAMS, DAL SOGNO ALLA REALTA' 04.12.07 - L'anno che sta per concludersi, il 2007, è stato ricco di eventi, corsi e ricorsi, anniversari importanti. Ebbene, trent'anni fa nasceva ufficialmente, a Didcot, la Williams Grand Prix Engineering. Sorta grazie all'intraprendenza di un manipolo di sognatori, in pochi anni la Williams è salita ai massimi vertici della F1. Quando i sogni diventano realtà.
I sogni possono diventare realtà. Frank Williams, siamo sicuri, non smentirebbe. Già, perché la Williams - come costruttore di monoposto F1 sulla breccia da trent'anni - è l'incarnazione genuina di questa massima: i sogni possono diventare realtà. Di vetture, il caro Frank ne ha viste, eccome. Brabham, De Tomaso, Politoys, Iso-Marlboro, Hesketh, March. Poi, disse basta. Basta vetture costruite da altri. Perché, allora, non fare il grande salto? Già, ma con quali soldi? Che storia, la Williams. Una storia fatta di fatali incontri tra sognatori amanti della F1 e delle corse, di allegri squattrinati in cerca di gloria per le campagne inglesi, di mille fallimenti e altrettante risalite, di gente partita da zero, di bicchieri spesso mezzi vuoti, di grandi piloti e belle auto, di finanziatori e sponsor che parlano arabo e che bussano alla porta al momento giusto e con le saccocce piene di preziosi quattrini. E paf, il pranzo è servito. Chi la ferma più, la Williams! E dove lo mettiamo Patrick Head, uno di quei sognatori che ha sempre creduto in Frank ciecamente, lui che non aveva mai disegnato una F1 tutta sua nella sua vita. Quando la Fly Saudia scommise sulla combriccola di Frank, il gioco era fatto. Erano i soldi a mancare, non le idee. E che idee. Non passò molto tempo, ed ecco l'incontro con Alan Jones: un grassoccio australiano, squattrinato, mezzo sconosciuto, "gemello" di Head in quanto a doppio mento e rotoli di ciccia in vita, che tutto sembrava tranne che un pilota di F1, ma in grado di strabiliare gli addetti ai lavori nel 1977. Guidava la Shadow, vinse in Austria, si classificò 7° in campionato. "Però, ci sa fare il cicciotello canguro!", pensò Enzo Ferrari. L'anziano patron del Cavallino gli fece firmare un'opzione. E lì rimase, per sempre. Jones preferì la Williams alla ben più blasonata Ferrari. Un tuffo nel buio? Mica tanto. Jones incontrò Williams, quindi visionò i progetti di Head: fu amore a prima vista.
Nel 1978, con la Fw06, Jones si classifica 11° in campionato. Nel 1979, arriva Regazzoni e debutta la strabiliante Fw07. Clay regala alla Williams il primo storico successo in quel di Silverstone, poi esplode Jones che vince in Germania, Austria, Olanda e Canada. Secondo posto nel Costruttori dietro alla Ferrari, Jones terzo (ma assai vicino alla coppia ferrarista Scheckter-Villeneuve. Se non avesse perso punti preziosi nella prima parte del campionato?), Regazzoni quinto. Quindi, la consacrazione nel 1980 con la coppia Jones-Reutemann. Jones domina il mondiale, vince in Argentina, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Canada, USA Est, contribuendo in modo determinante alla conquista del primo titolo Costruttori per la Casa di Frank. Quello di Jones è il primo di sette titoli piloti (Jones 1980, K.Rosberg 1982, Piquet 1987, Mansell 1992, Prost 1993, D.Hill 1996, J.Villeneuve 1997), e quello del 1980 il primo di nove Costruttori (1980, 1981, 1986, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996, 1997). A tutto ciò, aggiungiamoci anche una bella manciata di titoli piloti accarezzati, sfumati per un nonnulla. Al timone tecnico vi è sempre Patrick Head, un omone che - affiancato da gente del calibro di Frank Dernie, Enrique Scalabroni ed Adrian Newey - ha fatto della semplicità progettuale la sua filosofia di vita. Basti pensare - tanto per fare un esempio - alla Fw07 del biennio '79-'80, sintesi perfetta di semplicità, pulizia, efficacia, una di quelle F1 che i giovani maghi del computer di oggi non saprebbero realizzare nemmeno con i più avanzati software e che tutti gli appassionati dovrebbero adorare a mo' di santino. Grandi macchine, le Williams.
In questi trent'anni, la Williams ne ha viste e vissute di cotte e di crude. I trionfi degli Anni '80, il grigio capitolo datato 1988, la inesorabile risalita intrapresa nel 1989 culminata nella doppietta Mansell-Prost 1992-1993. Il 1994 è l'anno della morte di Senna, dell'inizio di un lungo e snervante iter processuale, quindi - nel 1995 - il passaggio dalla sede di Didcot a Grove. Altri successi, altre vittorie, altri piloti, altre vetture, altri tonfi, altri turbolenti addii, altre annate in cui andare a podio è come una vittoria. Dieci anni fa, gli ultimi meritati titoli per la Williams.
La Williams resiste nonostante tutto, nonostante i colossi dell'automobile, nonostante non abbia alle spalle chissà quale budget e chissà quali sponsor. Resiste perché Frank è uno "di quelli di una volta", uno di quelli che la pappa pronta non l'ha mai avuta, che fa e non disfa. E se un giorno la Williams ritornasse vincente, beh, tutto di meritato. Del resto, i sogni non costano nulla. Come trent'anni fa.
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