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Leggi l'articolo completoBARRICHELLO, PERENNE INCOMPRESO O ETERNO SOPRAVVALUTATO?
21.12.07 - Quella 2008 sarà la sedicesima stagione in Formula 1 per Rubens Barrichello. Un bel record, non c'è che dire, per lo schivo brasiliano. Eppure, Rubens, ancora oggi fa discutere. Ormai, a 35 anni suonati, la carriera di Barrichello è al tramonto. Come lo si può giudicare: un perenne incompreso, o un eterno sopravvalutato?

E bravo Barrichello. La stagione 2008 sarà per il brasiliano di San Paolo la sedicesima filata in Formula 1. Inoltre, sarà la terza consecutiva alla Honda, Casa per la quale corre dal 2006. Rubens Barrichello, a 35 anni già belli che suonati (classe 1972, ne compirà 36 il prossimo 23 maggio), si avvia verso l'inesorabile viale del tramonto per quanto riguarda la sua carriera in Formula 1. Tuttavia, sebbene Rubens sia uno dei veterani del circus iridato, non smette di far discutere, di accendere gli animi e - ma che caso! - di far scrivere articoli! Per forza. Rubens è uno dei piloti più chiacchierati della generazione a cavallo tra gli Anni Novanta e quelli Duemila. In Italia, soprattutto, per via dei suoi sei anni - dal 2000 al 2005 - trascorsi a Maranello. Ma Rubens detiene un altro primato: è uno dei piloti più insultati e sbeffeggiati degli ultimi anni. E, come avrebbe detto il buon Corrado, non finisce qui. Barrichello, in tutto questo pandemonio di sentimenti contrastanti, è considerato al contempo sia un pilota eternamente incompreso (la famigerata eterna promessa), sia un sopravvalutato di prima categoria. Ovvio come le "opposte fazioni" si scontrino attorno a questo intricato punto. Già, ma come stanno realmente le cose? Difficile dare un giudizio oggettivo ed obiettivo; quando si parla di piloti, infatti, la soggettività regna sovrana. Ma vediamo un po' che si può fare.

Barrichello, sin dal suo debutto al GP del Brasile 1993 al volante della Jordan-Hart, è subito additato come "il nuovo e futuro Senna" (Piquet si era già ritirato a fine 1991!). Ma Barrichello, suo malgrado, non è mai stato in grado di mantenere la promessa avanzata - ancora suo malgrado - in primis dalla stampa, cioè di incarnare, per il Brasile e non solo, ciò che sono stati prima di lui Emerson Fittipaldi, Piquet, Senna. Ben presto, per Rubens, si delinea il classico profilo dell'eterna promessa. Le stagioni alla Jordan - vettura che certamente non può ambire a posizioni di primato - scivolano via veloci, tra alti e bassi: 2 punti nel 1993 (17° posto in classifica generale), 19 nel 1994 (6° nella generale), una pole e tanta paura ad Imola, 11 nel 1995, 2° posto in Canada e 11° nella generale, 14 nel 1996 (8° in classifica). Poi, nel 1997, è la volta della neonata Stewart, l'omonimo Team scozzese fondato dal tre volte iridato. Gli unici punti (6) di Rubens e per la Stewart arrivano a Monaco, grazie ad un insperato secondo posto. Nel 1998, solo 4 punti, nel 1999 ben 21 e tre terzi posti (Imola, Francia, Europa). Quindi, nel 2000, la chiamata Ferrari. Un bivio, l'occasione della vita. Barrichello si gioca tutta la sua carriera a Maranello, nel bene e nel male, proprio nel periodo del dream team targato Schumacher. Il primo anno giunge 4° nel Mondiale e vince in Germania, nel 2001 è terzo ma con zero vittorie, nel 2002 - l'anno dei record del Cavallino - è secondo con quattro vittorie (Europa, Ungheria, Italia, USA), nel 2003 è quarto con i trionfi in Gran Bretagna e Giappone. Nel 2004, è di nuovo vice-campione del mondo, grazie ad un filotto di podi impressionante e due vittorie (Italia e Canada). Il 2005, davvero bruttarello per la Ferrari, lo conclude all'8° posto, zero vittorie. Dal 2006, è in Honda. 30 punti al debutto (7° nel Mondiale) e confronto perso con Button, una Caporetto nel 2007: zero punti e tutta la stagione a combattere, vanamente, con una Honda che fa l'Andrea Moda e che manda al manicomio persino un demoralizzato Button (e ne aveva ben d'onde!).

La Ferrari ha segnato Barrichello. Quasi sempre scontento del trattamento a lui riservato, veramente gioioso solo in occasione di vittorie, "schiavetto" di Kaiser Schumi al quale ha dovuto cedere più volte il gradino più alto del podio, continuo, diretto e arduo confronto con lo schiacciasassi di Germania. Inevitabile, l'addio, tra musi lunghi e rinfacciamenti assortiti. Rubens tuona la rivincita alla Honda nei confronti di Schumi e la Ferrari. La vendetta è un piatto che va servito freddo, ma in Honda Rubens non riesce nemmeno a servirla riscaldata, surgelata, rimestata, allungata. C'è chi si attendeva di più dal rendimento complessivo di Rubens in Ferrari; vero (rotture a parte), tuttavia la convivenza con Schumi non deve essere stata affatto facile (sarebbe tosta per tutti). Schumi andava come andava, ma il compagno di Team era solo un accessorio, un fedele scudiero e nulla più. Le gerarchie erano ben evidenziate: il massimo che poteva conseguire era il titolo di vice-campione. E lo ha fatto due volte.

Diciamo così: Barrichello è stato e rimane un pilota veloce ed affidabile. Si è guadagnato il sedile a Maranello, onorandolo. Certo, non è mai stato e non sarà mai un talento cristallino al pari di Piquet e Senna, non ha ottenuto nemmeno un decimo dei risultati di Nelson ed Ayrton: in questo senso è stato sopravvalutato. Ma non è neppure il brocco che spesso si dipinge. È a fine carriera. Basta insultarlo e sbeffeggiarlo, seduti comodi sulla poltrona. Un pilota, anche in deficit di risultati, non merita mai le pene dell'inferno, perché rischia, sempre. Anzi, va incoraggiato.

Dai Rubens, non te la prendere. So' ragazzi!

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Anonimo:
Barrichello.....RITIRATI, che è meglio!  

Anonymous Anonimo:
Putroppo quando si capisce che non si può raggiungere certi traguardi i piloti si "spengono". Guardate Fisichella poverino, cerca disperatamente un sedile, pure sulla Force India, dicendo che è rimasto stupito del loro staff... Parliamoci chiaro: Barrichello e Schumy, stessa macchina risultati differenti. Alonso e Fisichella, stessa macchina, risultati differenti. NON CI SONO SCUSE, non tutti sono fuori classe! Meglio ritirarsi e lasciare posto a giovani promesse. Tanto di miliardi ne hanno...  

Anonymous Anonimo:
scusate barr,.......un inconpreso mma batton ritirati.  

Anonymous federica:
barrighello non è mai valso niente e noon varrà mai niente.
ritirati che è ora  

Anonymous Anonimo:
barrighello..hehehehe..si dice barricchelllo..è!o no!  

Anonymous guigal:
Secondo me, né incompreso (da chi?...) nè sopravvalutato se non da se stesso, dalla stampa brasiliana (nemo profeta in patria!...) e da quella italiana contraria per partito preso a "Kaiser Schumi".
Un bravo pilota, che ha vinto il giusto numero di corse avendo avuto, per SEI anni, una Ferrari sotto il sedere.
La differenza tra lui e Michael è che quest'ultimo riusciva a vincere anche quando la macchina era inguidabile (1996, 2003, 2005): Rubens invece arrancava, a volte, anche quando la macchina spopolava!
Forse Fisichella e Trulli avrebbero fatto meglio di lui a Maranello, ma questa è soltanto un'opinione!  

Anonymous Anonimo:
bimbo69ferrarista
come lo chiamate BARRIGHELLO hehehehe!! attenzione raga? o l'impressione che con meno elettronica, qualche vecchietto ancora in corsa, possa dire la sua, spero di non sbagliarmi, il 2008 riserverà gradite sorprese .Non aspettavamo questo? giovani contro vecchi chi vivrà vedrà.
ciao a tutti  

Anonymous Anonimo:
A me Barrichello non mi è mai piaciuto e non mi ha mai dato più di tanto.

Poi la stampa brasiliana che nomina un erede di Senna ogni 2/3 anni, ma per favore.
Di Campioni con la C maiuscola ne nasce uno ogni 8/10 anni e poi magari qualcuno di questi diventa anke Leggenda (e li si può contare sulle dita di una mano).

Comunque oltre a Barrichello dovrebbero abbandonare un pò tutti quelli che fanno parte della squadra dei perdenti cronici:

Barrichello, Coulthard,Fisichella e forse un altro che sta rischiando di entrarci è Button.

Io non riesco a immaginare quali motivazioni li spingano a continuare a correre se non x i soldi.Se non continuano se ne staranno nelle loro belle villette a godersi la vita e i soldi di una carriera pessima.


Alex  

Anonymous klein65:
Salve. Come in tutti i sport, ma anche nella vita di tutti i giorni, ci sono fuoriclasse, seconde guide, comparse e . . . raccomandati. In F1 quest'ultimi li chiamano . . .sponsorizzati. Barrichello era e rimarraà una seconda guida. Onestamente non aveva i numeri per diventare un "grande", e quindi è stato utilizzato per quelo che poteva dare. Essere in F1 da 16 anni, è comunque un bel risultato, che non tutti possono raggiungere. I vari rilanci di popolarità sono "dovuti" alla stampa, non potendo per ovvi motivi parlare solo di Schumy o Alonso. Di indubbia esperienza, e ormai ricco, credo che dovrebbe uscire dalla scena adesso che puo farlo dalla porta principale. Aggiungo che a mio avviso, alla sua altezza, attualmente ce ne sono altri nel circus, vedi . . .Button, Fisichella, Rosberg, Heidfel, ecc. Tutti piloti con grande potenziale, ma che non erano al posto giusto nel momento giusto.  

Anonymous Anonimo:
Penso che ognuno ha dei livelli di potenzialità. Dove magari andavano bene nelle formule minori, in Formula 1 solo i campioni vincono e sanno setappare le macchine. Vedi Fisichella, totale perdente su tutta la linea. Non sa setappare l'auto, e nemmeno guidare l'auto vincitrice del mondiale. Ora si dispera per avere la Force India, e sicuramente quelli della Rai (gli amici) grideranno al sacrilegio... MA PER FAVOREEE!! FisiGHELLA, stai a casa!  

Anonymous chi-vince-e-chi-parla:
sono d'accordo con GUIGAL, totalmente. Sembra quasi un mio post...
Ciao GUIGAL, buone feste!  

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