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Leggi l'articolo completoF1 STORY: MOMENTI DI GLORIA
18.12.07 - Il sesto posto conquistato dalla Super Aguri di Takuma Sato, al GP del Canada, rimane uno dei capitoli più belli di questo intenso 2007. Uno storico piazzamento ottenuto ai danni della McLaren di Alonso. La formica che schiaccia l'elefante. Il risultato della Super Aguri è solo l'ultimo esempio di una lunga serie di momenti di gloria. Ecco un assaggio.

10 giugno 2007, GP del Canada. La Super Aguri di Takuma Sato - partito dalla 6^ fila con l'11° tempo - tallona da vicino, niente popò di meno, la McLaren di Alonso, in crisi di gomme. Poi, inesorabilmente, la supera. Per la cenerentola nipponica è l'apoteosi. Sato giunge 6° al traguardo, a soli 16sec dal vincitore Hamilton. 3 punti clamorosi, insperati, più gustosi di una portata di sushi o di tempura. È questa, senza dubbio, una delle pagine più emozionanti della F1 2007.

La storia della F1, tuttavia, è ricca di episodi simili, altrettanto "commoventi". A cominciare dal GP di Monza 1960, corsa boicottata dalle scuderie ufficiali inglesi, poiché ritenevano l'anello di alta velocità eccessivamente pericoloso e usurante per le vetture stesse. Di ufficiali, solo Ferrari e Porsche. I privati gongolano, e le Cooper T51-Castellotti e quella motorizzata Maserati della Scuderia Castellotti (intitolata al celebre Eugenio) cercano il risultato clamoroso con Giulio Cabianca, Gino Munaron e Giorgio Scarlatti. Le vetture di Cabianca e Munaron sono spinte dal "vecchio" ma potente (260Hp) 4 cilindri in linea 2500cc ex Ferrari 1954-1955 e ribattezzato Castellotti. Dopo una pessima partenza con cui le due Cooper-Castellotti scivolano ultime, Cabianca si esibisce in una inesorabile rimonta. La corsa prevede 50 giri, per un totale di 500Km. Monza, anello compreso, misurava 10Km! Fuori Scarlatti e Munaron per noie meccaniche, la piccola Scuderia italica fa affidamento sul solo Cabianca. Il pilota italiano compie il miracolo: grazie ad una condotta di corsa regolare, giunge 4° a due giri, dietro le Ferrari di P.Hill, Ginther e Mairesse ma davanti a quella a motore posteriore di Von Trips e alla Porsche ufficiale di Barth. Stoico.

Al GP del Belgio 1967, sul circuito di Spa-Francorchamps, Dan Gurney mette tutti in riga. Dal 1966, guida la stupenda Eagle, monoposto che nel 1967 è spinta dal bello ma fragile 12 cilindri Weslake, in sostituzione del Climax. Quattro punti nel 1966, ancora zero nel 1967. Sino al GP del Belgio, 18 giugno. L'americano ha il secondo tempo, dietro il solito Clark. Ma in gara, tutto fila liscio. La vettura statunitense domina la corsa, Gurney - come sempre - guida che è una bellezza: Stewart (BRM) è secondo a 1min e 3sec, Amon (Ferrari) terzo ad 1min e 40sec, Rindt (Cooper-Maserati) quarto ad oltre 2 minuti. Gurney giungerà terzo in Canada, ma la sua storica vittoria in Belgio rimane l'autentico momento di gloria della Eagle. È nel 1973, al GP del Belgio corso tra mille polemiche a Zolder, che prende vita un altro momento di gloria. Lo chiamano il GP degli arrabbiati, quello del 20 maggio: i fiamminghi pretendono ed ottengono Zolder invece del circuito vallone di Nivelles (scartato Spa perché ritenuto pericoloso), lavori frettolosi, asfalto pessimo, rifacimento del manto stradale, Cevert e Stewart quasi vengono alle mani con Ecclestone (!) e Surtees. Ma si corre. E in tutto questo marasma, toh, l'italianissima Tecno PA123\6 di Chris Amon si qualifica col 15° tempo e giunge al 6° posto alla bandiera a scacchi. 1 punto! Bravi, quelli della Tecno. In F1 dal 1972, riescono a raccogliere solo delusioni. Ma sono tignosi, e gratta, gratta, arriva il punticino. L'unico, in F1. Per esser partiti dai kart, niente male! E che dire dell'Osella. Al GP di Imola 1982, l'occasione della vita. Corsa boicottata dai Team inglesi (Tyrrell e Toleman a parte), frattura fra FOCA e FISA. Ma 14 vetture salvano la corsa. Il "canaccio" Jean-Pierre Jarier parte dalla 5^ fila, giunge 4°! Che roba! Ma Ghinzani fa meglio, a Dallas, l'8 luglio 1984. Altra corsa strana, massacrante, stoppata allo scoccar delle due ore; solo 67 giri, invece dei 78 previsti. Piercarlo si qualifica 18°, finisce 5°, approfittando - zitto, zitto - dei molti ritiri. Goduria!

Il 3 maggio 1987, ad Imola, è la volta della tedesca Zakspeed ritagliarsi il proprio, meritato momento di gloria. Brundle, 15° in griglia, conclude 5°: due punti, gli unici per il volenteroso ma sfortunato Team tedesco. Buttali via! La favola prosegue nel 1988, al GP di Detroit, il 19 giugno. L'immenso Andrea De Cesaris ottiene il 12° tempo, in gara fa volare la sua modesta Rial-Cosworth sino al 4° posto! Giù le mani da De Cesaris, un pilota che sarebbe andato a podio anche alla guida di un carrello della spesa. Impresa bissata l'anno successivo: sempre Rial, ma Danner al volante. E qui, fuochi artificiali. 26° ed ultimo tempo, 4° all'arrivo! Ci si commuova pure. Tutto qui? Come no! 24 settembre 1989, GP dell'Estoril. Stefan Johansson parte con il 12° tempo. Morale della favola? Lo svedesone fa il fenomeno, terzo dietro Berger (Ferrari) e Prost (McLaren). Sì, ma lui guida una Onyx! C'è, poi, l'ultimo momento di gloria della Lotus: GP di Italia 1994, Monza. Herbert spara un clamoroso 4° tempo, alla guida dell'ormai cadavere Lotus-Mugen Honda. In gara si ritirerà, ma alla prima curva si presenta terzo e in testacoda, dietro le due Rosse. Mettici una pezza! E mettici una pezza pure al GP d'Europa 1999. E chi si rivede, Herbert! Vince il GP, davanti a Trulli (Prost) e Barrichello. E la Stewart ha il suo momento di gloria.

21 giugno 1969, GP d'Olanda, Zandvoort. Chris Amon ottiene il 4° tempo con la sua Ferrari 312, che di andare proprio non vuol sapere. Ma Amon tiene duro, resiste, magari imprecando come un diavolo: è terzo, ad oltre 30 secondi dal vincitore Stewart (Matra) e a poco meno di sei dal secondo, Jo Siffert (Lotus). Un podio che vale oro. La Ferrari conclude all'ultimo posto nel Costruttori (7 punti), alla pari con BRM. Amon racimola solo i 4 punti del podio olandese, P. Rodriguez ne acchiappa 1 in Italia e 2 in America.

Morale della favola? Di momenti di gloria, ce n'è davvero per tutti!

- Paolo Pellegrini -

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