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FIGLI D'ARTE IN F1, TRA SUCCESSI E FLOP
11.12.07 - L'arrivo di Nelsinho Piquet alla Renault, in qualità di pilota titolare nel 2008, coincide con l'ennesimo gradito ritorno nel circus di un cognome pesante. Piquet jr è solo l'ultimo esempio di figli d'arte sbarcati nel mondo della F1. Sulle orme dei loro padri, i figli hanno colto successi e delusioni.

Figli d'arte che passione. Dal prossimo anno, il pubblico della F1 conoscerà un nuovo pilota, ma dal cognome che pesa come un macigno: Nelson Piquet jr. Il giovane promettente brasiliano, che affiancherà Alonso in Renault, è solo l'ultimo esempio della stirpe dei figli d'arte approdati in F1. Una realtà, quella dei figli d'arte, diffusissima da sempre negli USA, Paese in cui la professione di pilota viene letteralmente tramandata di generazione in generazione. Basti pensare alle dinastie Unser, Foyt, Andretti. E diffusa anche in altre categorie automobilistiche: figli di Mansell, figlio di Prost, figlia di Ickx, eccetera. Da qualche anno, anche la F1 conosce il fenomeno dei figli d'arte. Tuttavia, il primo illustre caso lo abbiamo proprio in Italia, ma dobbiamo compiere un bel balzo all'indietro nel passato. E' Alberto Ascari, due volte campione mondiale (1952-1953) di F1 con la Ferrari, figlio di quell'Antonio che ben figurava nelle pionieristiche corse dei primi decenni del Novecento e che perse tragicamente la vita al GP dell'automobile Club di Francia del 1925, sul circuito di Monthléry. Alberto, all'epoca, aveva sette anni; sarebbe morto il 26 maggio 1955, a Monza, provando una Ferrari Sport. Strano, il destino: Alberto non voleva correre mai di giorno 26 e con i numeri di gara 13 e 17, padre e figlio morirono a 37 anni, entrambi il 26, a trent'anni esatti di distanza. Domande?

E' il 1992. Christian Fittipaldi - fresco vincitore della Formula 3000 su Reynard 91D ai danni di Zanardi - debutta in F1, al volante della Minardi. Figlio di Wilson - che in F1 ottenne come miglior piazzamento finale un 15° posto con 3 ounti nel 1973 - e nipote di quell'Emerson iridato nel 1972 e 1974, Christian alterna positivi risultati a debacle clamorose. Il 1992 si conclude con 1 solo punto in Giappone ed un grave incidente in Francia che lo tiene lontano dalle corse per tre GP. Il 1993 si conclude decisamente meglio: 5 punti, merito del quarto posto in Sud Africa e del quinto a Monaco (con la Minardi!). Un altro infortunio, però, lo costringe a dare forfait agli ultimi due GP della stagione. Nel 1994 passa alla Footwork; 6 punti, grazie ai due quarti posti dell'Aida e di Hockenheim. Ma, suo malgrado, Christian è legato alla F1 per uno storico, mozzafiato, pirotecnico, epocale, 360 gradi aereo completo esibito a Monza, nel 1993. La sua bianca Minardi, in pieno rettilineo, urta l'altra Minardi di Martini, decolla, rotea, il fondo che agisce come una ala, atterra mezza scassata. Roba da farti invecchiare. Dopo il 1994, Christian e la F1 prenderanno strade diverse.
Sempre nel 1992, debutta Damon Hill, figlio dell'immortale Graham. Corre per la Brabham, un Team che di solido non ha più nulla, debiti a parte. Zero punti, disastro. Ma la Williams crede in lui, e fa bene. Nel 1993 giunge terzo in campionato (69) e vince tre gare (Ungheria, Belgio, Italia), nel 1994 perde la lotta con Schumacher (e come la perde!) per un solo punto (92-91) ma vince sei volte, nel 1995 è vice campione con quattro trionfi (ma lontano da Schumi), nel 1996, finalmente, mette tutti in riga. Otto vittorie, 97 punti. Poi, l'addio alla Williams, l'approdo alla modesta Arrows, la zampata del campione: secondo in Ungheria, dopo aver dominato la corsa. Quindi, nel 1998, la vittoria con Jordan in Belgio e l'ultima stagione nel 1999. Ciononostante, Damon Hill rimane ancora oggi - inspiegabilmente - uno dei piloti più sottovalutati della storia della F1. Vai a capire perché.

Il capitolo Michael Andretti - figlio del grande Mario, iridato nel 1978 - beh, non è dei più felici. 1993, McLaren-Cosworth, Senna come compagno di squadra. Bella rogna. Andretti naviga costantemente nelle retrovie, arriva quinto in Spagna, sesto in Francia, terzo in Italia. Stop. Senna, invece, vince cinque gare, secondo in campionato. Il podio monzese non basta al sofferente Andretti per salvare il sedile. Ciao, viene Hakkinen. La F1 non fa per Michael, ma la F1 non gli ha concesso altre chance. Nel 1996, arriva il ciclone Jaques Villeneuve. Un cognome ingombrante, un carattere che è tutto l'opposto di quello di Gilles. Già, Gilles, un autentico mago del volante, ma che non avrebbe saputo vincere un mondiale nemmeno se avesse corso da solo. Giunge dagli USA, Jaques, si presenta in F1 come fresco vincitore del campionato CART e della Indy 500. La Williams crede in lui, e fa bene. Come con Hill. Capita l'antifona? Pronti via, secondo in Australia, poi vince i GP di Europa, Gran Bretagna, Ungheria, Portogallo. Secondo dietro Hill campione. 1997, duello con Schumacher e la Ferrari, sette vittorie, titolo mondiale. Il canadese non affonda nemmeno sotto i maldestri colpi di Schumi in quel di Jerez. E' freddo e sa capitalizzare i risultati. Capita l'antifona? Poi, Jaques inizia a racimolare pochi punti con BAR e Sauber, prima di essere rinnegato dal circus della F1. Anche qui, vai a capire perché.

Ora, è la volta di Nico Rosberg - figlio di Keke, iridato con Williams nel 1982 - e in F1 con Williams già da un paio d'anni, di M. Winkelhock, figlio di Manfred, ex F1 e morto nel 1985 a Mosport con la Porsche 956 nel Mondiale Prototipi, che si è levato lo sfizio di condurre la corsa al Nurburgring al volante della Spyker approfittando del marasma generato dalla pioggia, cambi gomma e safety car, di Kazuki Nakajima - figlio di Satoru - dal 2008 pilota titolare Williams e che, nell'ultima gara 2007 in Brasile, arriva 10° e trova anche il tempo di falciare i propri meccanici ai box.

Tali padri, tali figli, si direbbe.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Anonimo:
Allora speriamo nel figlio di Fisikella, visto che ha fatto una carriera orribile. Fortuna che adesso sta a piedi e lascia spazio a persone capaci.  

Anonymous Anonimo:
magari vedremo anche gina maria, la figlia di Schumi. Potrebbe essere la prima donna a vincere in F1!?!  

Anonymous Anonimo:
x il primo anonimo

ho paura che il pericolo non sia ancora scampato, la f.india è contenta di prendere un pilota coi soldi e fisico è uno di quelli, temo che prenderanno sutil e fisico.


Alex  

Anonymous Anonimo:
Caro Alex penso che hai ragione. "Fisico" c'ha i soldi e quindi lui correrebbe solo per hobby, anzi per gloria. Ma che gloria vuole avere con la force india? A meno che sono loro che non gli chiedono i soldi a lui per farlo correre... comunque sia questo sarà l'ultimo anno, poi finalmente la pensione per questo sopravvalutato pilota italiano, tanto amico dei commentatori rai da scusarlo qualsiasi cakkiata commetta!  

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