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30 ANNI DI LOTUS 79, LA F1 CHE CAMBIO' LA F1
08.01.08 - Trent'anni fa, nel 1978, il genio di Colin Chapman sconvolse il mondo della F1 con la prima "wing-car" compiuta della storia della F1 stessa. I più "stagionati" se la ricorderanno in azione, i più giovani, invece, è bene che la conoscano. Non si può prescindere da Lei, ormai una splendida donna sulla trentina. Di chi stiamo parlando? Della Lotus 79, signori!

Solo un genio come Colin Chapman poteva osare tanto coraggio: realizzare una monoposto ad "effetto suolo", sfruttando il settecentesco teorema di Bernoulli, pane quotidiano per chi ha masticato un poco di fluidodinamica. L'effetto suolo era materia già conosciuta, studiato da anni, applicato per la prima volta concretamente nelle corse da Jim Hall sulla rivoluzionaria Chaparral 2J Can-Am del 1970 ed ottenuto mediante due ventole, aspiranti l'aria passante sotto il corpo vettura, adeguatamente sigillato lateralmente. Sfruttare l'aria passante sotto la vettura, accelerarne il flusso, generare depressione che "schiacciasse" l'auto alla strada, sigillare lateralmente il fondo. Un'ala al contrario, un'ala rovesciata: ecco il segreto dell'effetto suolo. Ma per meglio comprendere il "terremoto" Lotus 79, occorre fare un passo indietro. Circuito di Snetterton, estate 1976. Gunnar Nilsson provava in gran segreto quella che sarebbe diventata la Lotus 78, antesignana delle "wing-car": fondo ad "ala rovesciata", fiancate lunghe, sigilli laterali. La vettura-laboratorio necessitava ancora di perfezionamenti, la Lotus non la fece debuttare in gara nel 1976. Ma la "78" era pronta per il 1977. Gli altri costruttori non si resero minimamente conto della rivoluzione in atto: tutti cadevano dalle nuvole, di "wing-car" neanche a parlarne. In casa Lotus si sfregarono le mani, compiaciuti dello scherzetto rifilato alla concorrenza. Sta di fatto che la "78" vinse 4 gare con Mario Andretti (USA West, Spagna, Francia, Italia), 1 con Nilsson (Belgio); "Piedone" non potè lottare a fondo per il titolo solo per qualche problema di troppo e per i vizi di gioventù della vettura. Ma la via era ormai segnata, la beffa calda e pronta per esser servita a Ferrari & Co. E Chapman non era solo geniale, ma anche furbo. Una autentica cortina fumogena fu creata attorno alle reali innovazioni della "78", ai Venturi laterali, all'effetto suolo, alle spazzole-minigonne; i meccanici Lotus che si aggiravano nella pit-lane con in mano "magici differenziali autobloccanti" rimane il più grande atto di depistaggio della storia della F1. Altro che spy-story, quella sì che era gran classe, signori! La concorrenza, inebetita, abboccò all'amo, la Lotus guadagnò un altro anno di vantaggio. Si prese gioco di tutti, regolamenti compresi, apportando innovazioni a piccole dosi. Morale della favola? Di "wing-car", nel 1978, c'era solo la Lotus!

La Lotus 78 prese parte, con il Team ufficiale (Andretti-Peterson), ancora ai GP di Argentina (1° Andretti), Brasile, Sud Africa (1° Peterson), USA West, Monaco e, con il solo Peterson, a quello del Belgio e al tragico GP d'Italia, in cui il grande Ronnie trovò la morte. Ma nessuno comprese a pieno a cosa servissero quelle curiose spazzole laterali, striscianti sulla pista. Quindi, fu la volta della Lotus 79, il capolavoro, la "wing-car" per eccellenza. Estetica completamente rivista rispetto alla "78", posto di guida più avanzato, serbatoio del carburante unico alle spalle del pilota, retrotreno carenato, fiancate ridisegnate ed accoglienti solo i radiatori ed altri organi ancorché compatti, fondo più efficiente, muso totalmente nuovo e privo di radiatore (ora tutti laterali), bandelle laterali rigide e scorrevoli all'interno delle pance, sigillanti il fondo vettura, in luogo delle spazzole. Mamma, le "minigonne"! Andretti spiegò così i benefici dell'effetto suolo: "l'auto, in rettilineo, non andava più veloce di prima, ma in curva sembrava scorresse sui binari!". Il 1978 conobbe la cavalcata solitaria della coppia Lotus, grazie alla rivoluzionaria "79": Andretti, con essa, vinse in Belgio, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Peterson, invece, si impose in Austria. La concorrenza sbaragliata, svegliatasi dal torpore, si adeguò, chi prima, chi dopo. Anzi, più (molto) dopo che prima. Nel 1978, solo pochissime Case, tra cui la Brabham-ventola che vinse in Svezia con Lauda, si adeguarono lentamente al Lotus-pensiero, iniziandolo a digerire. Ma non si poteva generare effetto suolo con la ventola aspirante, bandita, ma solo con le minigonne e fondo sagomato. La "79" corse, senza successo, anche nel 1979, in quanto alla Lotus constatarono il fallimento del progetto estremo Lotus 80, una vettura bella da far male ma che, purtroppo, come si suole dire, non camminava neppure a calci. Nel 1979, chi prima, chi dopo, tutti i costruttori schierarono "wing-car", ispirate alla "79".

"Colin era anche un uomo furbo. Sapeva benissimo che le minigonne non erano permesse. Iniziò in sordina, con delle spazzole che non facevano una grande tenuta, poi passò alle bandelle rigide vere e proprie. Giustamente, Enzo Ferrari gli fece la guerra per un anno, correndo con la T3 senza minigonne. Vincemmo lo stesso numero di gare della Lotus che primeggiò perché vinse soltanto con Andretti, mentre i punti delle nostre vittorie furono suddivisi tra Villeneuve e Reutemann" (Ing. Mario Forghieri, Quattroruote N.587, sett.2004). Vabbè, perdere fa male.

Volenti o nolenti, la F1 da quel 1978 cambiò pelle, introducendo al proprio interno il concetto di effetto suolo. Di fronte alle rivoluzioni tecniche, ai geni, alle belle macchine, non vi è regolamento che tenga. C'è solo da adeguarsi ed inchinarsi, punto. Quindi, buon compleanno, Lotus 79. 30 anni e non sentirli.



- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous fra:
sì che me la ricordo, davvero bella da far male, e maledettamente efficiente: mi sono diplomata in quegli anni e l'avevo sul mio ultimo diario accanto alla ferrari con una punta di dolore e una di ammirazione perchè non bisogna mai essere ciechi. Al mio fratellino appassionato di modellismo la regalarono assieme alla ferrari e ce l'ha ancora e fa ancora una gran bella figura!! Mamma mia che nostalgia!  

Blogger francois xavier:
La Lotus 79 era una vettuta bellissima ed efficientissima ma...
irregolare: a quel tempo, come ancora oggi, era vietata qualunque appendice aerodinamica mobile e dunque le minigonne, ovvero le paratie che scorrevano nelle fiancate in senso verticale per sigillare il fondo vettura, erano palesemente irregolari.
Non ho mai capito come mai non furono vietate subito e questo è forse l'aspetto più importante (ai fini del risultato sportivo) della vicenda. Vorrei ricordare che anche negli anni 70 i controlli della federazione erano generalmente severi (tanto da squalificare la McLaren di Hunt in Spagna '76 per l'alettone posteriore che eccedeva di 1 cm). Anche in considerazione di ciò, purtroppo, le minigonne prima di essere geniali furono anzitutto irregolari come lo fu il famoso ventilatore per generare depressione adottato dalla Brabham Alfa-Romeo al GP di Svezia del 78 e che stracciò proprio la Lotus di Andretti. Ritengo che essere geniali adottando soluzioni irregolari sia troppo facile oltre che scorretto.  

Anonymous Anonimo:
bimbo69ferrarista
Un grazie alla redazione per questi bei ricordi non vissuti completamente in pieno da parte mia(avevo 10 anni), e forse anche quella d'altri. Si queste erano f1 rischiose ma allo stesso tempo molto molto affascinanti guidate come si vuol dire di forza e la lotus ne è stata una delle migliori cooprotagoniste, dai filmatisi vari si deduce molta instabilità ma allo stesso tempo capace di prestazioni fenomenali, e cosi iniziava come per il vostro titolo un nuovo cambio generazionale di auto con caratteristiche innovative ma pultroppo allepoca "diciamo" irregolari, ma come insegna la f1 tutto ciò al momento non regolare e innovativo in futuro lo diventerà (magia della f1 e del suo regolamento).
un saluto a tutti  

Anonymous Anonimo:
GEKO
Poche storie e giù il cappello di fronte al genio capace di ideare e realizzare la fenomenale LOTUS 78 (e 79), il grandissimo Colin Chapman.
E per la cronaca, Hunt e la sua McLaren furono poi riammessi in classifica nel GP di Spagna 1976.  

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