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Anno XII
IL MONDIALE COSTRUTTORI FA 50: NON SOLO BUSINESS 16.01.08 - Quello che si assegnerà alla fine del Campionato 2008 di Formula 1 sarà il 50° Mondiale Costruttori. Una lunga, gloriosa storia, fatta di stupende auto, entrate nella leggenda. Spesso considerato come titolo secondario, a fronte del ben più blasonato titolo piloti, il Costruttori, al contrario, rende protagoniste anche le monoposto. Tuttavia, è ancora relegato in secondo piano e spesso di breve memoria. Perché?
Il Mondiale Costruttori compie gli anni. 50 anni, mezzo secolo di vita, su 58 complessivi di Campionato Mondiale di Formula 1. Era il 1958. Per la prima volta, parallelamente al più classico Titolo Piloti, veniva messa in palio anche la Coppa Costruttori. Una piccola rivoluzione era in atto all'interno dell'allora giovanissimo mondo della Formula 1: non solo i piloti ad essere glorificati, incoronati, insigniti di un titolo mondiale, bensì anche le vetture. Ecco, dunque, prender vita una seconda classifica, per Marche. Il 1958 fu un anno estremamente significativo per la F1, ad iniziare dal titolo acciuffato dal ferrarista Mike Hawtorn, sul filo di lana, nei confronti di Stirling Moss su Vanwall. Ma il mondiale 1958 ha significato anche il canto del cigno delle F1 a motore anteriore. Quello di Hawtorn, infatti, fu l'ultimo iride piloti conquistato da una F1 a motore anteriore, quello della Vanwall, invece, il primo ed ultimo titolo Costruttori di una siffatta F1. Già, la Vanwall. Fu lei - una splendida creatura in tutto e per tutto nata dall'ingegno di Colin Chapman e Frank Costin (tanto per essere chiari!) - a conquistare, strameritatamente, il primo titolo Costruttori. Vinse sei volte, quell'anno: con Moss in Olanda, Portogallo e Marocco, con Brooks in Belgio, Germania, Italia. Exploit che, di fatto, consegnarono alla Vanwall il primo titolo Costruttori della storia della F1, ai danni della Ferrari.
Da allora, il Mondiale Costruttori ha incoronato monoposto e Marchi gloriosi. Basti pensare alla doppietta Cooper-Climax 1959-1960, al primo dei 15 iridi ferraristi datato 1961, agli unici titoli ottenuti da BRM, Matra, Tyrrell e Benetton rispettivamente nel 1962, 1969, 1971, 1995. E come non ricordare i 7 allori della Lotus tra il '63 ed il '78, i 2 della Brabham ('66-'67), gli 8 della McLaren tra il '74 ed il '98, i 9 della Williams tra l'80 ed il '97 ed i 2 della Renault nel 2005-2006.
Ebbene, perché allora il Costruttori non decolla in quanto a importanza e blasone? A dirla tutta, è un vero peccato che il Costruttori non sia stato partorito assieme alla Formula 1 e al primogenito Mondiale Piloti. Sai che spettacolo: l'Alfa Romeo avrebbe dato inizio alle danze, probabilmente la Ferrari avrebbe qualche titolo in più, la Mercedes W196 avrebbe fatto doppietta negli unici anni nei quali prese parte al Mondiale di F1 - il biennio di grazia 1954-1955 -, giusto in tempo per stracciare la concorrenza, mostrare i muscoli al mondo intero, prendersi la rivincita, risalutare il circus iridato con un sorriso beffardo che andava da Stoccarda fino a Maranello e zone limitrofe.
Il Costruttori, purtroppo, è ancora considerato - specie tra gli appassionati ed il pubblico che segue le vicende della F1 - come un "contentino", un "mondialino", un ripiego, una lancia di salvataggio se non si è portata a casa la fetta di torta più gustosa, il Piloti. Per certi versi, tutto ciò è un meccanismo inevitabile e legittimo. Il Titolo Piloti (ma in cui si enuncia sempre anche la vettura al volante della quale il pilota ha conseguito il titolo!) è leggenda, mito, coraggio, prestigio, storia con la "s" maiuscola. Trasuda forza, immortalità, splendore. Ovvio che il fattore umano prevalga su quello prettamente tecnico. Tuttavia, anche il fattore tecnico merita e meriterebbe la giusta importanza, la giusta cornice di storicità che viene abitualmente conferita ai piloti. D'altra parte, i piloti di F1 non hanno mai corso a piedi, bensì seduti (sdraiati!) all'interno di splendide creature a quattro ruote. Non è un caso come siano state determinate Case "commerciali", ossia dotate di una propria produzione automobilistica di serie, a sfruttare i benefici provenienti dalla conquista del Costruttori. Lo ha sempre fatto la Ferrari (in questo è impareggiabile), lo ha fatto la Renault nel 2005-2006, in misura straordinariamente minore anche la Lotus. Inoltre, un motivo in più ad oscurare l'importanza del Costruttori può essere la sovrapposizione, l'esatta coincidenza con quello Piloti. Ad esempio, i titoli Renault hanno coinciso con gli allori di Alonso, proprio su Renault. Se vi è identità di Marchi tra i due Titoli, a "soccombere" è il Costruttori.
Giù la maschera. Il Costruttori non diverrà mai importante quanto il Mondiale Piloti, ovviamente, tuttavia non deve essere affatto "disprezzato" o relegato in un polveroso angolo. In fondo, le belle macchine sono delle creature, delle meravigliose creature immortali, delle opere d'arte che fanno vibrare l'animo. È per questo che si meritano tutta la nostra ammirazione, riconoscenza, stima, affetto. Ed un Mondiale con la "m" maiuscola, che non è solo business e premi in denaro, ma vera gloria. Vera storia.
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Bell'articolo, mah!!!, purtroppo e per fortuna i punti di riferimento di questo sport sono i piloti, ci ricordiamo SENNA,VILLENEUVE,MANSEL,SCHUMACHER,STEWART,LAUDA etc. ma non se la loro auto ha vinto il Mon. Costr. xchè noi viviamo di emozioni e siamo affascinati dalle imprese di questi GENI del volante, l'auto conta solo adesso nelle presentazioni ma è solo un mezzo per poter far vincere un pilota. Anonimo:
segue. Con due Irvine, con due Barrichello, la Ferrari non avrebbe mai vinto il costr. negli ultimi anni, ma è bastato un solo Schumy per questo ed è giusto sottolineare di più i titoli piloti, xchè loro sono gli attori e le auto sono la sceneggiatura di questo film. Marcello:
Da noi la Ferrari spesso è più importante dei piloti, prima di tutto tifiamo ferrari poi....., ma all'estero non credo sia così. Sulle tribune,dal giappone al brasile,le bandiere più numerose sono quelle col cavallino poi quelle dei piloti e poche delle altre scuderie, per noi è importante se vince un campionato la ferrari xchè è come tifare per una squadra di calcio. Gilles "27":
Quando è stato istituito il mondiale costruttori nel '58 l'intento era quello di premiare anche le scuderie che lavoravano con grande passione e pochi soldi e così è stato per molti anni a venire ma adesso con la grande conquista della fetta di mercato e con la grande partecipazione di colossi automobilistici, vedi toyota mercedes honda ferrari renault bmw, il 90% è bussiness. davide:
marcello si hai ragione noi tifiamo per la scuderia indipendentemente dal pilota,si dice rappresenta l'italia essendo italiana,mentre all'estero seguono solo ed esclusivamente per il pilota. una cosa che mi torna strana però,perchè in moto invece tifiamo la stragrande maggioranza per il pilota e no la ducati? fra:
hai ragione davide, x la ducati non funziona come per la Ferrari, e la Ferrari ha un sacco di tifosi anche stranieri e non solo gli italiani all'estero, non so come ci sia riuscito, ma il Drake nei suoi lunghissimi anni (del resto l'unico sempre presente dal principio) ha creato una magia, la Ferrari è più di una macchina, è più di un'opera d'arte, è viva, ed è per questo che l'abbiamo seguita con lo stesso identico amore anche quando non batteva chiodo, e seguiamo lei a prescindere da chi c'è dentro o malgrado chi c'è dentro. almeno secondo me. Gilles "27":
Caro davide nel motociclismo abbiamo avuto grandi piloti ma poche moto vincenti, la mv di agostini dopo di lui è sparita, dopo vinse con yahamah, ducati è risorta da pochi anni prima in superbike e ora in motogp, garelli gilera guzzi aprilia non hanno mai avuto la cassa di risonanza che ti daà la classe regina, prima la 500 e ora la motogp, ci sono degli appasionati ma nulla di più. davide:
gilles27 si ho capito ma come dice fra che la ferrari anche quando per parecchi anni non vinceva è sempre stata tifata e ci hanno patito migliaia di persone cosa che in motonon ho visto o vedo da poche persone si comportano così come con la ferrari. Gilles "27":
ok, ti dò alcuni motivi: presenza costante e spesso vincente nel mondiale f1 sin dagli anni 50, partecipazione nello sport prototipi con moltissime vittorie, colui che l'ha creata,il DRAKE, un uomo che affascinava il mondo vuoi per il carattere e determinazione vuoi per la genialità. Si è creato un MITO FERRARI anche xchè nel post guerra era l'italia vincente nel mondo. fra:
io però ribadisco che nel MITO FERRARI il tricolore c'entra, com'è ovvio, ma che tuttavia non sia la discriminante fondamentale.
Commenti di:
gilera guzzi aprilia non hanno mai avuto la cassa di risonanza che ti daà la classe regina, prima la 500 e ora la motogp, ci sono degli appasionati ma nulla di più.
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