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Anno XII
DALLA FORMULA 2 ALLA GP2, SOGNANDO LA F1 07.02.08 - Non si può parlare di Formula 1 senza sbirciare quanto sia avvenuto e quanto avvenga appena un gradino sotto. Il riferimento va alla Formula 2, Formula Aurora, F.3000, GP2, A1GP, Formula Masters. Cosa hanno dato, cosa danno e cosa potranno ancora offrire le formule di avvicinamento alla F1?
Parlare di Formula 1 senza conoscere ed approfondire la storia ed il presente delle cosiddette formule di avvicinamento alla F1 stessa, equivale a voler fare il matematico senza, però, conoscere la differenza tra un'equazione ed un calcolo integrale. La Formula 1 non piove dal cielo, quasi fosse una provvidenziale manna di biblica memoria. Per correre in Formula 1 - salvo eccezioni, in cui il conto in banca e danarosi sponsor consentono a chiunque di affittare un volante - bisogna aver sudato non sette, bensì cento camicie. Dal kart - palestra insostituibile e assai competitiva - alle formule propedeutiche, per poi approdare, il più delle volte, alla Formula 3. Certo, vi è poi chi si avvicina alla F1 intraprendendo un diverso percorso, magari iniziando dalle ruote coperte o da altre formule per monoposto. È a questo punto che si inseriscono le formule immediatamente sotto alla F1, categorie che hanno permesso e permettono tutt'ora di compiere il balzo finale, ossia il tanto ambito approdo in F1.
Formula 2 e F.3000: nomi che agli appassionati suonano come una dolce melodia. La prima - da quando la FIA, nel 1967, introdusse il nuovo concetto di campionato F2 - ha saputo sfornare nomi di assoluta levatura internazionale, grazie agli eccellenti contenuti tecnici-sportivi della categoria stessa. Basti pensare a Ickx, Beltoise, Servoz-Gavin, Jassaud, Pescarolo, Derek Bell, Regazzoni, Cevert, Emerson Fittipaldi, Peterson, Reutemann, Depailler, Lauda, Scheckter, Hunt, Jabouille, Lafitte, Arnoux, Tambay, Pironi, Patrese, Rosberg, Bellof, Nannini, Boutsen, Alboreto, eccetera, eccetera, eccetera. Poi, dal 1985, la F2 lascia il posto alla F.3000. Il risultato non cambia: livello tecnico altissimo, piloti di prim'ordine. Ed ecco i vari Capelli, Alesi, Pirro, Zanardi, Irvine, Damon Hill, Montoya, Heidfeld, Bourdais, Liuzzi, eccetera, eccetera, eccetera. Senza contare che a gare di F2 Anni' 60 e '70 - a testimoniare la sua immensa importanza - partecipavano, senza attribuire loro dei punti validi per la classifica generale, piloti navigati di F1 quali Brabham, G.Hill, Stewart, Surtees, Amon, Rindt e - una volta passati in F1 - i vari Cevert, Fittipaldi, Peterson, Jarier, Mass, Stuck e compagnia cantando. Beh, l'immenso Jim Clark perse la vita in F2, al volante di una Lotus: erano le 12:45 del 7 aprile 1968, circuito di Hockenheim. Una tragedia senza testimoni diretti, dalle cause ancora avvolte tra le pieghe della storia. E senza contare che tanto la gloriosa F2 quanto la F.3000 hanno dato i natali sportivi a piloti che, in seguito, si sono distinti nelle ruote coperte a suon di campionati o Le Mans 24h vinti a mucchi, o che hanno assaggiato la F1 senza risultati di rilievo. E che dire dell'esperimento della Formula Aurora, vere e proprie F1 "spompate"? Un tentativo naufragato presto, nulla più. Dal 1996, la F.3000 è divenuta - per regolamento - un monomarca Lola, quindi la nascita nel 1999 dell'Euro Series 3000, di fatto doppione della tradizionale F.3000 e dal quale proviene Massa (vincitore nel 2001), in seguito l'accorpamento (meno male!) delle due categorie di F.3000 con telai Lola e motori Zytek, infine - dal 2005 - la creazione della GP2 (monomarca Dallara-Renault) e la sua investitura quale categoria di riferimento europea per approdare in F1. La F.3000, pertanto, viene relegata al ruolo di apripista alla stessa GP2. Allo stesso tempo, la World Series by Renault (telai Dallara e motori V6 3.0 e 3.5) ha saputo sfornare piloti validissimi, quali Kovalainen e Kubica. Come se non bastasse tutta questa abbondanza, ecco cicciare dal nulla la A1GP - campionato per Nazioni, che peraltro entrerà nell'orbita Ferrari, ma fino adesso senza arte né parte e dai contenuti assai miseri - e la Formula Masters, ennesimo monomarca dall'appeal e dal seguito ancora tutto da verificare.
I campionati di riferimento, tuttavia, rimangono la F.3000 e la ben più importante GP2, che va in scena assieme alla F1. Campionati entrambi importanti, vivi e vitali, combattuti, con belle monoposto, ben concepite, semplici, veloci e performanti. Peccato che, per regolamento, siano dei monomarca e, pertanto, non vi sia anche un confronto tecnico come ai tempi della F2 e della F.3000 degli anni ruggenti sino al 1995. Vabbè, insomma, "ma che ha detto sto' articolo, quali sono le conclusioni?", vi starete chiedendo ora. Giusto, bravi.
Ebbene, la morale della favola è la seguente. È e sarà determinante, per il bene della F1, prendersi cura delle formule di avvicinamento alla F1 stessa, F.3000 e GP2 su tutte, perché hanno saputo, sanno e sapranno - se ben gestite - allevare le nuove leve per la F1. Ma è e sarà altrettanto determinate, onde evitare inutili sprechi di risorse umane, tecniche e finanziarie, limitare ed arrestare la frammentazione delle suddette formule. Troppe, non servono a nessuno, ad iniziare dai piloti, letteralmente spaesati sul da farsi e, nel peggiore dei casi, per nulla valorizzati. L'ideale sarebbe una F.3000 come concepita attualmente (un raffinato campionato monotelaio e monomotore) ed una Formula 2 non monotelaio e monomotore. Formula 2? Avete letto bene! Perché chiamare GP2 (che vuol dire!?) ciò che può esser chiamato più semplicemente e logicamente F2...?
Curiosità: i vincitori della F2 e della F.3000 non sono mai divenuti Campioni del Mondo di F1. Un'autentica maledizione. E con la GP2, come stiamo messi? Chissà! Finora, ciccia pure qui. Rosberg, Hamilton, Glock, dovrebbero forse preoccuparsi?i
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Quest'articolo è un frullato. Non ha né capo né coda. Il finale poi... vabbè che siamo in astineza da GP.... fra:
sembra anche a me che siamo un po' alla deriva.....
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