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Anno XII
SI ACCENDONO I MOTORI: MUSICA MAESTRO! 19.02.08 - Per alcuni è puro chiasso. Per molti benpensanti e sedicenti ambientalisti è autentico inquinamento, tale da chiudere, nelle loro intenzioni e per sempre gli autodromi. Ma per gli appassionati delle quattro ruote e della F1, il sound dei motori è celestiale melodia, divina perfezione. E allora, musica maestro!
F1 SOUND - YOU TUBE VIDEO
Si comincia da bambini. Ad amare i motori, si intende. Inizialmente, giocando con quelle splendide cose che vengono chiamate volgarmente "macchinette". Si inventano gare, addirittura interi campionati, si dà vita ad accesi duelli degni del memorabile testa a testa Villeneuve-Arnoux versione Digione 1979. Il tutto, sbracati sul pavimento di casa e, immancabilmente, accompagnando le fantastiche vicende automobilistiche di bambini con la classica imitazione dei rumori di scarico delle vetture F1. Rumori fatti con la bocca, strozzati in gola, urlati, salendo di sei marce in un battibaleno per poi scalarle - velocemente o a rallentatore, dipendeva dai gusti - almeno dieci!
Fanciullesche ingenuità! Ma che beato divertimento! Poi, si diventa ragazzetti, ragazzi, si cresce, si abbandona il pavimento di casa, ma ormai i motori sono entrati in circolo. "Mamma, papà: mi piacciono le corse!". Non se ne può più fare a meno. Si iniziano a guardare i GP alla TV con accresciuta costanza, a frequentare gli autodromi, a mirare ed ammirare le vetture dal vivo, le belle ragazze (o i piloti, nel caso del pubblico femminile), a respirare a pieni polmoni l'acre odore degli pneumatici, delle pastiglie dei freni, le caratteristiche essenze dei carburanti speciali e dei lubrificanti, l'aria del paddock, degli spalti, dei tradizionali banchetti di panini, bibite, hamburger e salsicce. E naturalmente - anzi, soprattutto - si inizia a fare il pieno di rumori, di suoni, di marce che salgono in rettilineo, di staccate garibaldine ai 50 metri, di scalate, di rantoli e risucchi, di motori improvvisamente esplosi e fumanti poiché, al loro interno, un pistone è diventato un ammasso informe di metallo fuso.
Ascoltare i rumori di scarico delle F1 è, per un appassionato, una delle massime godurie esistenziali. Da provare assolutamente, almeno una volta nella vita. Un'esperienza unica, da mozzare il respiro, da batticuore, da annebbiamento temporaneo del cervello e della parola, da pelle d'oca, anche se all'ombra fanno 37 gradi. Ragazzi, che musica! Se, poi, si ha la fortuna - e l'occasione - di vivere o rivivere quasi sessant'anni di storia della Formula 1 attraverso i rumori delle vetture, ci si rende conto di quanto la musica sia cambiata, pur conservando in ogni epoca un fascino immutato, immortale, irresistibile. Anni '50, l'epoca dei motori anteriori e del loro canto del cigno, sempre sotto i fatidici 10.000 giri/minuto, scarichi estremamente lunghi o dannatamente corti, sound unico: rombi corposi, pieni, gutturali, quasi "grattati", mai striduli, accompagnati da ottimi sentori di olio ricinato e carburanti speciali, mix esplosivi che a leggere la composizione si rimane esterrefatti. Anni '60, l'epoca del "tutto dietro", di vetture "sardina", della soglia dei 10.000 giri sempre più sfiorata e di poco oltrepassata, di scarichi tormentati, intrecciati, aggrovigliati e annodati, lasciati grezzi oppure cromati, lucidati o di bianco verniciati, a canne d'organo o quasi sempre binati, sopra o sotto. E che musica: rumori sempre più vicini a quelli di una sirena antiarea impazzita, sempre più urlati ed uniformi, eccezion fatta per il 4 in linea Climax, il più silenzioso. E venne il Cosworth, con i suoi inimitabili rantoli ed ululati. E via così, verso i mitici Seventies, verso una macedonia ancor più appetitosa, urlata e "caciarona" di suoni e rumori. V8, V12. Già i V12, contraddistinti da un urlo scorbutico e perennemente arrabbiato, semplicemente inconfondibile: "uu-aaaaaaa!". I giri motore salgono, i suoni, se vogliamo, si trasformano in sinfonie sempre più impazzite. Poi, arrivano i Turbo con le loro clamorose fiammate in rilascio manco fossero delle mitragliatrici. E giù, con l'orecchio teso, a fare gli esperti, nel tentativo (sempre vano) di capire quando e dove avrebbe "attaccato" il Turbo. Quando poi, si sa, i piloti cercavano sempre di tener il motore su di giri per beneficiare sempre della sovralimentazione. Ma quando i giri andavano giù - per un errore, per una marcia sbagliata, per un testacoda, per una imminente rottura - ecco un "u-oooo" cupo e sonnacchioso, rantoloso, lamentoso e disordinato.
Quindi, vai con l'aspirato e la crescita senza sosta del numero di giri dei motori. 12.000, 13.000, 14.000...17.000, 18.000, fino ai 19.000 (e possono essere anche 20.000!) degli attuali V8 2400 c.c. Mamma, quanto strillano! E quanto potrebbero strillare, se vi fossero anche i 10 ed i 12 cilindri! Le F1 anni '90 e 2000 (negli Anni '90 e fino a pochi anni fa vi erano ancora i 12 ed i 10 cilindri!) le vedi arrivare urlando, strillando, ululando, quasi da far sanguinare le orecchie. Poi, in staccata, "sputano" risucchi, rantoli, singhiozzi, fiammate, il tutto ad un numero di decibel spropositato. Ma la cosa veramente "raccapricciante" in senso positivo, è assistere al passaggio lento - magari in pit-lane - di una moderna F1, dopo averla mirata - ed ascoltata! - dentro il box col motore al minimo, col caratteristico "uo - uo - uo" roco e regolare. Con velocità e giri motori limitati, da quegli scarichi esce l'inferno dantesco, difficile anche da descrivere: un "ta - ta - ta - ta" ritmato, nevrotico, sofferente, sregolato, caotico, confuso, a dir poco assordante e lacerante. Sembrerà strano, ma la vera "cagnara" le F1 le fanno ai bassi regimi, più che in pieno rettilineo!
Dai, ammettiamolo, noi dei motori ci divertiamo con poco. Ci basta un motore che si accende e la calda voce che esce dagli scarichi. Ma che ne sanno, gli altri!
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Leggendo quest'articolo sono un pò tornato bambino, quando il tappeto di casa era il mio circuito di gara, quando riconoscevo le auto dal suono del motore, quando andando in auto con mio padre mi fissavo sul contagiri e sul tacchimetro, quando correvo all'angolo del giardino xchè avevo sentito il rombo di un'auto sportiva. La passione per i motori o ce l'hai oppure non puoi capire, è adrenalina pura. I cosidetti ambientalisti si occupino di cose più serie, si infilino i tappi nelle orecchie ( e magari da un'altra parte) e ci lascino vivere di emozioni, che purtroppo per loro non sono in grado di provare. WROOOOOOOOOOOOOMMMMMMMM!!! Anonimo:
già che ne sanno gli altri!! io ancora mi giro quando sento "quel rombo", mi viene automatico col fiato appena appena sospeso, anche se magari non sono in posizione x poter vedere, così come quando mi sfila accanto "quello col ferrari", che lo incontro spesso, mi sfugge in un sospiro "beato lui!" e continuo a sognare di ..... no, non possono capire!!! fra Anonimo:
questi ambientalisti non possono mai capire nnt di qll ke proviamo noi in certi momenti passati tra i motori.Della mia esperienza con i motori,da qnd sn nato ad oggi loro sono gli unici che non i hanno mai tradito,mi hanno smp ftt emozionare,in bene e in male..ma x ki cm noi è appassionato...qnd si parla di motori è solo bene...musica x le nostre orecchie..........posted by lukadtkart
Commenti di:
io ancora mi giro quando sento "quel rombo", mi viene automatico col fiato appena appena sospeso, anche se magari non sono in posizione x poter vedere, così come quando mi sfila accanto "quello col ferrari", che lo incontro spesso, mi sfugge in un sospiro "beato lui!" e continuo a sognare di .....
no, non possono capire!!!
fra
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