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Anno XII |
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GP MALESIA: DOLORI E OMBRE PER FELIPE MASSA 23.03.08 - Felipe Massa, due gare, zero punti. Felipe Massa, due gare, mille errori. Ecco, in sintesi, il bilancio del brasiliano dopo i primi due GP del 2008. Un bilancio negativo, da morale sotto i tacchi. In Malesia, Massa ha perso, malamente, il confronto con Raikkonen ed Hamilton. Forse soffre la mancanza degli aiuti elettronici? Forse...
GP MALESIA: Ordine d'arrivo | Griglia di partenza | Prove Libere III | Prove Libere I e II | Foto |
Il GP della Malesia, come quello di Melbourne, non ha tradito le attese. Risultati inattesi, godibile lotta in pista (ormai, è dal 2006 che si è tornati a vedere belle azioni), specie lo spettacolare doppio sorpasso di Heidfeld nei confronti di Coulthard ed Alonso, nelle prime fasi di gara. La Ferrari è risorta - o meglio, ha mostrato gli stessi muscoli palesati per tutto l'inverno - proprio nel giorno di Pasqua, dominando la corsa, dapprima con Massa, poi con Raikkonen. Eppure, a Maranello i sentimenti sono contrastanti. Immensa gioia per la splendida vittoria di Kimi - praticamente perfetto -, profondo dispiacere per l'ennesimo patatrac confezionato da Felipe.
Eh già, Massa l'ha rifatta davvero rossa. Sorry, grossa! Il week-end malese del brasiliano ricalca quelli già ampiamente collaudati, in più circostanze, lo scorso anno. Eccellenti qualifiche, pole-position conquistata meritatamente infliggendo a tutti distacchi consistenti, dichiarazioni di trionfo che vanno dal venerdì mattina appena alzatosi dal letto al sabato sera già bello che pantofolato, promesse di vittoria e di stracciare la concorrenza manco fosse uno squalo affamato. Insomma, Massa si dimostra sempre, alla vigilia della corsa, un vampiro assetato di sangue, vendetta e rivincita. Propositi nobili, tuttavia puntualmente - o quasi - disattesi quando si tratta di fare sul serio. A Melbourne - motore a parte - ne ha combinate di cotte e di crude. In Malesia, al contrario, stava procedendo bene - dapprima al comando, poi superato dopo il primo pit-stop da Kimi - prima di trovarsi in testacoda. Un altro pasticcio e secondo e consecutivo "zero" in casella. C'è poco da fare e da dire: Massa, a livello psicologico, soffre come un cane. Sì, ma quali sono i dolori del giovane Massa? Anzitutto, la concorrenza interna di Raikkonen, campione mondiale al primo anno in Ferrari, talento cristallino, flemmatico fuori, spietato in pista, uno che parla poco ma quaglia un sacco. Felipe lo ha sempre sofferto, Kimi; e ciò lo ha portato e lo porta - come accaduto oggi - a sbagliare, ad innervosirsi, a vivere le corse come esami continui, come ultime spiagge, come confronti diretti da promosso o bocciato. Gli occorrerebbe più calma. In secondo luogo, Massa soffre la mancanza degli aiutoni elettronici in uso sino al 2007, traction-control su tutti. È tutto l'inverno che Felipe si lamenta della "nuova" guida senza l'elettronica perdona-errori, persino della presunta (molto arcipresunta!) pericolosità delle vetture prive dell'elettronica. Detto in soldoni, Massa deve ritrovare sé stesso, in particolar modo a livello psicologico e di testa. Non è un brocco, e lo ha dimostrato.
In Malesia, inoltre, Massa non solo esce a pezzi dal confronto con Kimi - stessa vettura, stesso Team - ma anche da quello con Hamilton, attualmente leader in classifica. Come, vi starete domandando. Ebbene, il Lewis, nonostante il quinto posto dietro la Toyota di Trulli (bravissimo Jarno!), ha dimostrato ancora una volta di saperci fare. Tra le mani aveva una McLaren pressoché inguidabile, specie con gomme soft, sottosterzante, nervosa, sbilanciata, in bilico nelle staccate (alle quali Lewis arrivava puntualmente a ruote anteriori bloccate) e non sufficientemente agile da consentire all'inglese di superare l'ottima "pinnuta" Red Bull di un coriaceo Webber. Ai problemi tecnici, mettiamoci pure il disguido patito ai box, con la anteriore destra che non voleva avvitarsi (e 19 secondi persi!). Eppure, Lewis non ha sbagliato nulla: partenza magistrale, pieno controllo della sua vettura sempre e comunque - sebbene sempre sulle uova -, rimonta finale su Trulli e quarta piazza sfiorata. Insomma, un quinto posto di saggezza, di esperienza (di già?!), di astuzia, se pur tra mille difficoltà. Punti pesanti in ottica mondiale.
Beh, insomma, che altro dire. Massa merita una sonora strigliata, anche perché, in pieno stile uffici stampa, si è aggrappato sugli specchi con le unghie di mani e piedi, nel disperato tentativo di giustificare il proprio errore, dicendo e non dicendo.
Felipe dichiara sempre che vuole essere lui il numero 1. Difficile esserlo... nella ghiaia!
- Paolo Pellegrini -
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Commenti di:
Dovrebbe fare un bagno di umiltà e concedersi un paio di anni di scudieraggio tranquillo, fosse altro per imparare ad essere freddi e maturi anche quando le cose non vanno bene.
Raikkonen ed Hamilton lo hanno capito.
blade runner, forse hai raggione, do vrebbe concedersi un po' di scudieraggio, è troppo emotivo
Dovresti imparare tanto da Kimi, che ha vinto un mondiale con la stessa macchina che hai tu sotto al culo e probabilmente si ripeterà questanno.
Sei solo un brasiliano presuntuoso ke si crede di essere il migliore del mondo sempre anke dopo tanti errori e sottolineo errori da PRINCIPIANTE e si gira alla prima curva a melbourne e si gira in una curva a sepang che ha solo un unica traiettoria obbligata.
Massa oggi ha sbagliato xkè ha perso la testa dopo ke kimi ha preso il comando semplicemente xkè era convinto al 100% fin dal sabato ke avrebbe vinto.
Mi dispiace Felipe ma x me con la Ferrari hai chiuso.
Alex
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