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Anno XII |
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RENAULT, NEL BUIO BRILLA ALONSO 19.03.08 - Il movimentato GP d'Australia, a Melbourne, ha offerto numerosi spunti attorno ai quali poter ragionare. Tra essi, vi è il fattore Renault. Alonso, ottimo quarto, ha mostrato ancora una volta tutta la sua classe innata. Piquet Jr, al contrario, al debutto nel Campionato di F1, non ha mai brillato. In casa Renault, molte luci ed altrettante ombre.
Se vi è un pilota arcicontento dopo il GP di Melbourne, quel tale porta il nome di Fernando Alonso. E come non esserlo?! Ma se vi è un pilota tutt'altro che soddisfatto per il proprio debutto in Formula 1, quel tale porta il nome di Nelson Piquet Jr. Ecco rappresentati, in estrema sintesi, i due volti di casa Renault. Ma se, poi, si va a scavare ancora più a fondo, si scopre che la realtà umana e tecnica della Scuderia francese è ancor più sfaccettata e multiforme di quanto possa apparire in superficie. Procediamo con ordine.
Le luci. Il quarto posto alla bandiera a scacchi, strappato in extremis dal due volte campione del mondo di Oviedo, è - assieme al ritiro delle due Ferrari, al podio della Williams di Rosberg e alla strabiliante prova offerta da Bourdais - il risultato di maggior rilievo in quel di Melbourne. Alonso, come suo solito, ha lottato come un toro imbizzarrito (rimaniamo in tema spagnoleggiante!) per tutta la corsa, esibendosi in una eccellente rimonta. Approfittando dei molti ritiri, delle fasi di neutralizzazione e guidando superbamente, lo spagnolo si ritrova, a pochi giri dalla fine della gara, a contendere la quarta piazza alla McLaren di Kovalainen e alla Ferrari di Raikkonen. Il resto è un capolavoro. Dapprima ingurgita in un sol boccone, grazie ad una staccata da sudori freddi, Raikkonen e Kova, quindi, out Kimi, lotta duramente con il finnico della McLaren, ex Renault. Alonso, dapprima, subisce il bellissimo sorpasso di Kova, infine, risponde in rettilineo al finlandese, proprio sotto gli occhi di un incredulo e basito Ron Dennis. La rivincita (chiamatela pure vendetta) è compiuta: Alonso finisce quarto, davanti ad una McLaren, vettura di gran lunga più competitiva della R28. La Renault, insomma, inizia il 2008 come aveva finito il 2007, ossia con un buon risultato alla bandiera a scacchi.
Le ombre. L'insperato quarto posto di Alonso, tuttavia, non può cancellare con una sola passata gli evidenti problemi che ancora palesa la R28. I tempi in qualifica di entrambi i piloti, infatti, non possono soddisfare il Team di Enstone. A ciò, si aggiunga il bruttissimo week-end del debuttante Piquet, indietrissimo in griglia ed impalpabile e assente in gara, terminata poi con un ritiro. Il brasiliano, oltre ad un naturale e sincero incoraggiamento in quanto al debutto assoluto in gara, meriterebbe anche una bella strigliata, poiché conosce la vettura a menadito, avendo fatto a tempo pieno il collaudatore. Ed ecco, pertanto, sorgere gli interrogativi. Questa R28 è davvero da quarto posto? Qual è la vera faccia della Renault, quella sorridente del quarto posto di Alonso e della lotta ad armi pari con McLaren e Ferrari, o quella imbronciata e lacrimosa di Nelsinho Piquet, sempre nelle retrovie e mai in partita?
Ebbene, difficile dare una risposta definitiva ed esauriente. D'altronde, siamo solo alla prima gara. Di certo, Alonso ha messo molto, moltissimo del proprio manico nell'ottenere con le unghie e con i denti questo eccellente quarto posto. Il talento, si sa, emerge sempre e comunque. Anche quando si guida una vettura come la R28, che ancora denota evidenti problemi. La bella ed innovativa aerodinamica anteriore è ancora un punto interrogativo, così come tutta la vettura, spesso indecifrabile. Probabilmente, la verità sta nel mezzo: la vera R28 non è quella del pessimo week-end di Piquet, ma, verosimilmente, nemmeno quella estremamente competitiva del quarto posto di Alonso. Le prime risposte le avremo già dalla Malesia, tra pochi giorni. Eppure, in Renault - Briatore in primis - regna la fiducia e la consapevolezza di poter lottare per il podio.
Ma allo stato attuale delle cose, da un fatto non si scappa: la Renault dipende da Alonso.
- Paolo Pellegrini -
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 | | | GP Turchia: Luca Baldisserri (Ferrari) |
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Commenti di:
ALONSO RESISTI, NON MOLLARE!!!
Carlo.
mmm...vediamo
8 arrivati al traguardo, tenendo conto di
Burdais...(che non è arrivato)
Barrichello penalizzato prima e poi escluso per una regola assurda introdotta l'anno scorso, Nakajima arrivato (ma come in gp2 doveva combinare qualche casino), Hekki che a un giro dalla fine lascia passare Fernando...poi?
Bella la gara di Fernando...ma sopratutto per demeriti degli altri.
In quanto a Nelsinho...non mi è piaciuto in gp2 nonostante lottasse per il titolo...ma gli darei tempo, anche l'anno scorso Kovalainen lo volevano mandar via...ma poi ha fatto vedere il suo talento.
E ricordate: Piquet l'anno scorso collaudatore Renault come Alonso qualche anno fa, il quale promosso seconda guida ha dovuto aspettare che Jarno firmasse con Toyota perchè gli potesse dar biada(con la complicità di Briatore).
UG andrea ACI COMO.
in fondo la safety car ha sempre giocato a suo sfavore...
e poi è stato l'unico ad effettuare sorpassi senza insabbiarsi...
quella manovra su kimi e kovalainen poi vale da sola come una vittoria
beh ke dire:la classe non è acqua!!!
In un gran premio, debacle per tanti team, lui è riuscito a portare a casa un preziosissimo quarto posto approfittando di ogni occasione che gli è stata data, ma per fare questo occorre essere lì, pronti ad agguantare l'opportunità e non starsene rassegnati a mantenere la posizione.
Lui ci ha sempre provato e al minimo errore era lì pronto ad approfittarne.
Non si è campioni solo quando si ha il piede pesante in un'auto che va a meraviglia, si è campioni anche quando si usa la testa con una macchina inguardabile.
Non credo Hekki sia stato felice nel doversi piazzare quinto e vedersi superare da Alonso, pur guidando una macchine nettamente superiore alle altre e che non ha avuto alcun problema.
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