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1988-2008: A 20 ANNI DAL PRIMO TITOLO DI AYRTON SENNA
11.04.08 - Il 3 aprile 1988, sotto il sole brasiliano del Jacarepagua, prendeva il via il Mondiale di Formula 1. Sono passati 20 anni da allora. 20 anni dal primo titolo iridato di Ayrton Senna da Silva, "Magic", per tutti. Un campionato, quello 1988, dominato dalle imprendibili McLaren Mp4/4, motorizzate Honda, di Prost e Senna. Ayrton si ripeterà per altre due volte, nel 1990 e 1991, ma il primo alloro non si scorda mai...

"Su Ayrton Senna da Silva, 27 anni e 52 GP, comincia a pesare l'etichetta di campione di domani. Sono tre stagioni che parte con l'aureola del miglior candidato al titolo mondiale: gliela vedono tutti, attorno al casco. Poi, domani non diventa mai oggi. Nel 1985 e 1986 pareva fosse colpa del motore Renault. Quest'anno la Lotus aveva finalmente il vagheggiato, insuperabile Honda, ma è stata la nuova vettura a mostrare la corda. [...] Allora, di nuovo un appuntamento a domani, con la McLaren-Honda, accanto a Prost. Domani o mai più". Così scriveva "Quattroruote" nello Speciale Sport nel dicembre 1987. Ebbene, come preannunciato, quel "domani" si compierà nel 1988, al volante della leggendaria McLaren Mp4/4-Honda Turbo, scaturita dalle geniali menti di Gordon Murray e Steve Nichols. Una lotta fratricida, quella che sancirà il vincitore finale, tra Prost - già due volte iridato e punto di riferimento in Casa McLaren - e Senna, alla sua quinta stagione in F1. Un campionato dominato dalle vetture numeri 11 e 12: su 16 GP in calendario, solo la Ferrari - a Monza con Berger - riesce a interrompere lo strapotare di Prost e Senna, che si aggiudicano tutte le altre corse. Risultato finale: la McLaren si aggiudica il Costruttori con 199 punti, la Ferrari è seconda a quota 65!

E dire che Senna, nelle prime tre gare, conquista solo la miseria di 9 punti - contro i 24 di Prost ed i 14 di Berger -, frutto della vittoria al GP di San Marino, a Imola. In Brasile, infatti, viene squalificato, a Montecarlo, invece, urta clamorosamente contro il guard-rail alla curva del Portier mentre è comodamente in testa, con un vantaggio su Prost di ben 53". È il 66° giro, su 78 previsti! Uscito dalla vettura, va a rilassarsi nella sua abitazione monegasca, presso il tunnel. In Messico, Ayrton arriva 2° dietro Prost, poi fa sua la trasferta nordamericana, vincendo in Canada - grazie ad un bel sorpasso su Prost al tornante - e negli States, a Detroit; in America, Senna risulterà pressoché imbattibile. Il campionato, a questo punto, è delineato: è una lotta a due, tra le sole McLaren, poiché Ferrari, Lotus e Benetton non riescono a tenere il passo delle due Mp4/4-Honda. A Le Castellet, Prost precede Senna, ma sotto la pioggia di Silverstone si impone il brasiliano, il quale approfitta del ritiro del compagno di squadra per rifarsi sotto in campionato: Prost conduce a 51, Senna lo segue a 48. In Germania, a Hockenheim, piove, ragion per cui Senna si impone rifilando oltre 13" al "professore". Ayrton rivince in Ungheria, precedendo Prost al traguardo di appena mezzo secondo, e in Belgio. Quindi, inizia per "Magic" un piccolo momento di "crisi". A Monza, mentre è in testa e quando mancano solo 2 giri alla fine, si scontra in fase di doppiaggio con la Williams-Judd di J.L.Schlesser, terminando lì la gara e lasciando campo libero alla doppietta Ferrari con Berger e Alboreto. Prost, frattanto si era già ritirato al 34° giro per rottura del motore RA168E. Poi, all'Estoril - il GP delle prime, vere, storiche scaramucce dispettose tra i due rivali - Senna giunge 6°, Prost vince, quindi non va al di là di un 4° posto a Jerez, gara vinta ancora da Prost. A Suzuka, lo scontro finale. Senna è in pole, affiancato da Prost. Il brasiliano parte malissimo, facendo spegnere ingenuamente il motore. Fortuna vuole che la sua vettura sia già in movimento: Senna reinserisce la prima, parte ma è costretto ad una furibonda rimonta. Prost prende vantaggio, ma sotto l'acqua "Magic" è un fenomeno. Rosicchia secondi su secondi, poi, al 28° giro dei 51 previsti, Ayrton infila il rivale francese in fondo al rettilineo d'arrivo e va a vincere, infliggendogli alla bandiera a scacchi oltre 13". Ad Adelaide, vince Prost, Senna è 2°. Ma, ormai, il titolo è già assegnato. Prost totalizza 105 punti, Senna 94 ma, per la regola degli scarti, nella classifica del brasiliano non vengono conteggiati il 6° ed il 4° posto di Portogallo e Spagna, mentre in quella del francese i tre secondi posti di Ungheria, Belgio e Giappone. Senna è campione del mondo con 90 punti, Prost secondo a 87!

Sembra ieri, tutto questo racconto. Le roboanti domeniche regalateci da Ayrton, le sue 13 pole-position e 8 vittorie in 16 gare, l'eterna sfida con Alain Prost, e quella McLaren... accidenti, che pare di un altro pianeta, un'arma totale al servizio di uno dei più tenaci e forti piloti che la F1 abbia mai conosciuto. Bei ricordi. Ah, se lo sono! Roba da palati fini, da filosofi del volante. "Dall'errore di Montecarlo ho tratto la forza di lottare per il campionato del mondo. È stato dopo quell'incidente che ho fatto il grande passo nella mia carriera, di pilota e di professionista", diceva Ayrton nel 1988, a mondiale conquistato. Già, vero. 41 vittorie, 65 pole-position e altri due iridi in carriera ne sono la conferma.

Chi è stato Ayrton Senna? Un talento cristallino, tanto da passare in F1 dalla F3, senza nemmeno un metro di F2. Un mago del volante. Una personalità poliedrica, sfaccettata, multiforme, complicata e difficile, adorabile e sincera. Un pignolo. Un perfezionista. Uno che a perdere non ci stava. Sì, certo, è stato tutto questo e altro ancora. Ma chi è stato, davvero, Ayrton Senna? Alla McLaren, Senna era solito scegliere da sé la pressione delle gomme, con quattro diverse regolazioni "ad hoc", che differivano l'una dall'altra di appena 2 centesimi di bar (!). Jo Ramirez gli diceva: "Ayrton, tu la differenza la vivi solo nella tua testa!". E Ayrton gli rispondeva:" No Jo, va bene così, tu non potrai mai capire".

Già, non potremo mai capire.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Anonimo:
Già, non potremmo mai capire cosa sono state le domeniche (anche se favolose con le tantissime vittorie FERRARI) dopo quel maledetto 1° maggio.
Ciao AYRTON  

Anonymous Anonimo:
Già, non potremmo mai capire cosa sono state le domeniche (anche se favolose con le tantissime vittorie FERRARI) dopo quel maledetto 1° maggio.
Ciao AYRTON  

Anonymous Anonimo:
Giusto una piccola riflessione sullo stato d'animo che i sudditi di Sua Maestà avranno di questi tempi. Lo scorso anno la McLa(d)ren ha scritto la pagina più penosa della storia della formula 1 macchiandosi del reato peggiore che si possa nello sport e per questo non ha pagato in termini giudiziari quanto meritava. La loro nazionale di calcio non accede ai campionati europei e nasce un sentimento accusatorio nei confronti dei giocatori britannici definiti immaturi, viziati che conducono una vita dissoluta ed ultimamente anche LADRI. Herr Mosley viene colto col sedere per aria a giocare con le soldatesse naziste... La casa automobilistica Tata, indiana, si compera gli ultimi due simboli automobilistici britannici rimasti. Non male per una ex colonia! Per ultimo l'imbarazzante figura della McLaren domenica scorsa in Bahrein. Il loro pilota di punta che gioca agli autoscontri e giunge doppiato al traguardo. Togliamoci, quando possiamo, una piccola soddisfazione verso coloro che ci criticano costantemente dandoci bacchettate sulle mani e impartendoci quotidiane lezioni di british style; se queste sono le lezioni da imparare...Dio salvi la Regina!forza ferrari!!  

Anonymous Anonimo:
già, ayrton è un grande anche sè non c'è ma per lui c'è sempre un posto. Non mi ricordo perchè ero piccolo, ma da alcuni flash back ho visto il MAGO guidare, mi credete è solo e l'unico non ci sono paragoni.Ci manchi, Addio
AYRTON.  

Anonymous Anonimo:
Sono passati 14 anni dalla tua morte, ma ancora oggi sei presente in tutte le menti di ogni singlola persona perchè non rivedremo più le tue grandi gare, le tue rimonte i tuoi sorpassi.
Ayrton la gente non dimenticherà mai le tue geste e le tue grandi parole, perchè tu eri e sei l'unico pilota che era grande dentro e grande fuori.
Sei il più grande Ayrton, un giorno ci rincontreremo.  

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