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F1 1968: RIVOLUZIONE TRA LE LACRIME
18.04.08 - 1968. Un anno che, volenti o nolenti, nel bene e nel male, in meglio e in peggio, ha cambiato radicalmente la fisionomia della società occidentale e non solo. Ma, mentre il mondo "impazzava", anche la Formula 1 subiva profonde rivoluzioni, molte delle quali ancora vive a quarant'anni di distanza. 1968: tra gioie e lutti, la F1cambia volto...

Sono passati 40 anni da quel famigerato 1968, anno che, ancora oggi, unisce e divide come pochi altri. Nel suo piccolo, anche il mondo della Formula vive il proprio 1968, le proprie rivoluzioni tecniche e di immagine. Da dove iniziare? Il 1968 della Formula 1 è uno di quegli anni incredibilmente pregni di eventi: difficile solo evocarli tutti. Suvvia, il 1968 è l'anno della consacrazione del divino 8 cilindri a V di 90° Cosworth, motore attorno al quale Chapman realizza la altrettanto superba Lotus 49, monoposto che consentirà a Graham Hill di aggiudicarsi il titolo iridato. Un mondiale combattuto ed incerto, quello 1968. Hill, alla fine, riesce a spuntarla con 48 punti su un sempre più arrembante Stewart, fermo a 36, e sul sempreverde Hulme, a quota 33 nonché campione del mondo uscente. Eppure, non è un campionato facile, per l'estroverso baffuto inglese. Hill vince in Spagna, a Montecarlo (dove è pressoché imbattibile), infine in Messico, la gara conclusiva. Ma, in mezzo, vi è un incredibile filotto negativo: zero punti in Belgio, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Italia, gare che offrono chance iridate allo scozzese della Matra, al neozelandese della giovanissima McLaren e a Ickx, su Ferrari. In Belgio si impone McLaren su McLaren-Cosworth, in Olanda vince Stewart su Matra-Cosworth, in Francia è la volta di Ickx, in Gran Bretagna fa centro Siffert su una Lotus privata, in Germania, al Nurburgring, Stewart infligge oltre 4 minuti di distacco a Hill, in Italia e in Canada, invece, Hulme conquista una sonora doppietta al volante della arancione McLaren. I giochi si compiono in Messico. Hill è campione del mondo, la Lotus si aggiudica il Costruttori con 62 punti, contro i 49 della McLaren-Cosworth ed i 45 della Matra-Cosworth. Poi, Ferrari (32), BRM (28), Honda (14), Cooper-BRM (14), Brabham-Repco (10), Matra (8), McLaren-BRM (3).

E pensare che in Sudafrica ? la gara d'apertura ? si impone Jim Clark, su Lotus 49, davanti a Hill e Rindt. Per il più grande alfiere della Lotus è l'ultima gara in Formula 1, l'ultima vittoria di sempre. A rovinare tutto, per sempre, ci pensa un misterioso incidente in Formula 2, domenica 7 aprile 1968, prima gara di campionato, sul velocissimo tracciato tedesco di Hockenheim. È il 5° giro della prima manche, quando la sua Lotus inizia a zigzagare a 250Km\h in pieno rettilineo, esce di pista, urta contro gli alberi. Lì, dove finisce la sua vita, inizia il mito di Clark. Ma il 1968 è anche l'anno di altre tragedie. Ci lasciano, per sempre, Ludovico Scarfiotti, ultimo italiano ad aver vinto a Monza, per di più al volante di una Ferrari (1966), e Jo Schlesser, morto tra le fiamme al GP di Francia sul tracciato di Rouen-Les Essarts, il 7 luglio, al volante della bellissima quanto bizzarra Honda RA302, spinta da un coraggioso V8 raffreddato ad aria. Lacrime, lacrime, lacrime.

1968, anno di rivoluzioni. In Formula 1 iniziano a piovere quattrini e sponsor. Al GP del Sudafrica, Sam Tingle e John Love prendono parte alla corsa rispettivamente al volante della LDS-Repco N.18 e della Brabham BT20-Repco N.17. Entrambe le vetture ? e qui è la rivoluzione! ? sono iscritte dal privatissimo Team Gunston. Altra rivoluzione, Gunston è una marca di sigarette. E, rivoluzione nella rivoluzione, le vetture esibiscono in bella mostra il suddetto marchio tabaccaio. Per la prima volta, in F1, fanno capolino gli sponsor: detto, fatto, e la Lotus sfoggia una livrea che passerà alla storia, la rosso-oro "Gold Leaf". Non solo perché appagante visivamente, ma, e soprattutto, in quanto spalancherà le porte alle sponsorizzazioni.

1968. Le Formula 1 mettono le ali. Iniziano ad apparire, con maggiore frequenza, ali e alettoni sempre più complessi, davanti e dietro, a testimoniare l'importanza dell'aerodinamica al crescere delle prestazioni. Tecnicamente, le ali, sono tutt'altro che una novità, ma per la F1 sì. Macchine sempre più potenti, veloci, carreggiate più larghe, pneumatici che aumentano di dimensioni. La tecnica si evolve, si affina, si esaspera. Intanto, al GP di Monaco, debutta la delicata Matra V12, caratterizzata da lunghissimi scarichi cromati a "canne d'organo", i quali producono un "sound"...da urlo! La bella vettura francese spinta dal V12 non vincerà mai, ma ci andrà vicino: Beltoise ? che si aggiudicherà il campionato di F2 ? la porterà al 2° posto in Olanda, dietro alla gemella condotta da Stewart ma...motorizzata Cosworth.

Millenovecentosessantotto. Un anno di ordinaria follia.

- Paolo Pellegrini -

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