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Anno XII
I COSTI DELLA FORMULA 1 SOFFOCANO I PICCOLI TEAM 07.05.08 - La Super Aguri dice addio alla Formula 1. Peccato: dopo soli due anni il Team nipponico getta la spugna, costretta dalla penuria di sponsor, quattrini e compratori. Un brutto momento, per la F1. Non c'è di che gioire. L'hanno fatta fuori, la Super Aguri.
Occorre che il Circus rifletta. Si possono abbattere i costi, sempre più alle stelle, della F1? Se sì, come? E come attrarre nuovi costruttori e Team? Domande alle quali è estremamente arduo dare risposte precise e definitive.
Quando una scuderia abbandona la F1, vuoi per mancanza di sponsor, di soldi, di risultati o per qualsiasi altro motivo, si consuma sempre un piccolo lutto sportivo. Il viavai di Team e costruttori, invero, rientra nella normalità delle cose. È fisiologico, intrinseco a qualsivoglia categoria o disciplina motoristica. Quanti Team e quanti medi e piccoli costruttori hanno lasciato, in quasi 60 anni di storia, il circus iridato della F1. A bizzeffe. Dagli Anni '50 ad oggi, dalla Maserati alla Super Aguri. Per non parlare, poi, dei privati. Con l'addio della Super Aguri, la griglia della F1 si riduce di due unità, passando da 22 a 20 vetture. Una discreta griglia ma, se questo è l'andazzo, rischia di rimanere tale per chissà quanto tempo. Anzi, il pericolo è quello che si lascino per strada altri Team. Per andazzo, si intende il testardo rifiuto di riaprire le porte ai Team privati, di non voler facilitare la nascita di scuderie satellite, di osteggiare l'ingresso ai piccoli costruttori o agli artigiani dell'auto che, sino a non molti anni fa, si potevano togliere lo sfizio - magari solo per poche stagioni o per pochi GP - di correre in Formula 1, al fianco della blasonata Ferrari. Alla Prodrive, tanto per citare un esempio, loro hanno detto "no, grazie!" senza tanti complimenti. E per "loro" intendiamo FIA, Ecclestone e Team di Formula 1 i quali, per ragioni di casta, non vogliono che "estranei" entrino da privati - cioè, acquistando telai già esistenti - in Formula 1. E, già che ci siamo, diciamo pure che l'operazione di sepoltura della Super Aguri è un autentico omicidio perfetto, voluto e gestito da Honda - Fry e Brawn su tutti - per non aver più il brutto bambino frignone in mezzo ai piedi. Chiamatelo pure col suo nome: infanticidio.
Una Formula 1, quindi, in mano ai colossi dell'auto - Ferrari, Mercedes, Honda, Toyota, Renault, BMW - e ai fantamiliardari che si possono concedere il lusso di comprare Team esistenti manco fossero a Porta Portese, vedi Force India e Red Bull. Anzi, già che ci siamo, ricordiamo che anche la Toro Rosso è sull'orlo del precipizio: un caso?
Bene, a questo punto vale la pena ritirar fuori dal cassetto le dichiarazioni esternate da Ron Dennis alcune settimane fa: "serve un approccio più evolutivo per la F1. Per la competitività servono regole più stabili, che favoriscano la libertà imprenditoriale. Ma il vero problema è che ogni cambiamento di regole comporta un aumento dei costi che, immancabilmente, penalizza i Team più piccoli". Bravo, bravissimo, ben detto. La F1 non è mai stata economica; per accedervi, in ogni epoca, sono serviti tanti denari, ricchi finanziatori, quindi sponsor. Tuttavia, benché accedere alla F1 non costasse quanto un caffè al bar, le piccole scuderie scorrazzavano libere e felici sui tracciati della F1. Ora, non più. Ci risiamo: per veder convivere grandi e piccoli Team, bisogna pescare nell'Endurance, in cui Peugeot, Audi e Porsche (e negli USA Honda) condividono il nastro d'asfalto assieme a Lola, Pescarolo, Creation, Radical, WR, WF, Zytek.
Già, ma come abbattere i costi, sempre più alle stelle, della F1? Non certo congelando i motori o mettendo in atto assurdi provvedimenti del tipo "se rompi il motore, dieci posizioni dietro!" e via discorrendo. È un finto risparmio. E nemmeno investendo sui sistemi per il cosiddetto recupero d'energia, in vigore dal 2009, sistemi non solo pesanti ed ingombranti (40 Kg!), ma tremendamente costosi! Alla faccia del contenimento dei costi! E nemmeno ingessando i regolamenti: si spende molto di più nello studiare ossessivamente in galleria del vento dove schiaffare un'inutile appendice aerodinamica che a progettare un'intera vettura! È certo che una F1 auspicabile, in cui i motori non siano congelati e la libertà progettuale sia l'unica via da perseguire, costi non poco. Tuttavia, il modello da imitare può essere quello in vita sino a non molti anni fa: libertà tecnica, molti costruttori e Team impegnati, costi tutto sommato "umani". Una via, per abbattere i costi, può essere, anzitutto, ponendo un freno alla sontuosità delle hospitality dei Team, "palazzi" costosissimi (ed inutili). Impressionanti quelli di McLaren, Red Bull e Force India: al confronto, le ville holliwoodiane sembrano favelas! Quindi, limitare il numero degli addetti stampa, dei preparatori atletici, degli psicologi, dei motivatori e maghi al servizio dei piloti (profumatamente stipendiati), infine frenare il proliferare dei meccanici ai box: nei pit-stop obbligatori (da abolire), un vero (ed inutile) esercito di uomini! C'è quello che smonta la ruota, quello che monta la nuova gomma, quello che avvita il dado, quello che scopa per terra, quello che pulisce la visiera del casco, quello con la paletta, quello che con la mano dà l'ok, quelli che manco fossero i Bulgari eseguono il rabbocco di benzina, quelli che danno i bollini?troppi! Detto francamente: la F1 attuale costa uno sproposito, sebbene sia vietato questo, quello e quest'altro ancora, ed offre poco.
Insomma, taglia di qua, sfronda di là, abbattere un poco i costi si può. Certo, sono piccoli passi, ma meglio di niente. Tuttavia, la vera sfida che la F1 deve saper affrontare e vincere è riuscire ad attrarre nuovi costruttori, nuovi Team, a dare diritto di patria alle scuderie private e satellite.
Una scommessa da vincere, assolutamente. A prescindere dai costi. E costi quel che costi.
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E' incredibile da dirsi ma la SuperAguri, stava facendo meglio della Honda in passato.. non ce lo scordiamo.
Stesso motore, 100 volte capacità tecniche in meno.. evidentemente alla Honda devono fare un pò di piazza pulita, a partire dai piloti ormai bolliti.
Commenti di:
Stesso motore, 100 volte capacità tecniche in meno.. evidentemente alla Honda devono fare un pò di piazza pulita, a partire dai piloti ormai bolliti.
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