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Anno XII
MONOPOSTO DA RIVITALIZZARE 19.06.08 - Il mondo delle monoposto non scoppia di salute. Questo è il responso che emerge dopo aver analizzato lo sfaccettato mondo delle categorie a ruote scoperte, dalla F1 alla IndyCar statunitense. Negli ultimi anni, la crisi si è fatta sentire dappertutto. Come mai? Intanto le ruote coperte ballano...
Oggi, A.D. 2008, il confronto tecnico tra ruote scoperte e coperte appare impietoso. E a uscirne con le ossa rotta è il mondo delle monoposto. Esempio facile, facile. Alla recente 24h di Le Mans, la classe LMP1 ha fatto sfoggio di 8 Costruttori differenti di telai (Audi, Peugeot, Oreca Courage, Lola, Pescarolo, Creation, Dome, Epsilon Euskadi), la LMP2 di 6 (Lola, Radical, Porsche, Zytek, Embassy WF01, Pescarolo e, se avesse preso parte alla corsa, Lucchini), la GT1 di 4 (Aston Martin, Corvette, Lamborghini, Saleen), infine, la GT2 di 3 (Ferrari, Porsche, Spyker). A questo piatto ricco, occorre sottolineare le diverse caratteristiche delle vetture (anche della medesima Marca) e l'ottima varietà motoristica. L'andazzo estremamente positivo, tuttavia, contraddistingue oggigiorno gran parte del panorama delle ruote coperte: dal FIA GT all'American Le Mans Series, dalla Le Mans Series alla Grand Am, dal GT Open International dell'ex "prototipista" spagnolo Jesus Pareja alle categorie più elevate per vetture turismo, dal WTCC al Superstars, per finire alle Stock Car americane. Insomma, tanta carne al fuoco, bellissime vetture, contenuti tecnici di prim'ordine, molti costruttori. Ma se le ruote coperte ridono, ballano e fanno festa, le categorie per monoposto stanno a guardare, la faccia smunta e il capo chino, afflitte da una sinistra depressione manco fosse New York, 1929. 1: mancano i costruttori di monoposto. Sono rimasti solo Dallara e Lola, oltre a quelli impegnati in F1 (che oggi fanno solo la F1, per carità!). March, Reynard, Ralt, eccetera sono scomparse. 2: le Case esistenti si impegnano col contagocce. Tranne Dallara, che detiene il monopolio mondiale di monoposto. 3: c'è la conscia volontà di organizzare solo ed esclusivamente monomarca, per ragioni di equilibrio in pista, anche quando vi sia il desiderio da parte di una qualsivoglia Casa di partecipare ad un qualsivoglia campionato.
Negli States, la scissione di fine Anni '90 della CART per ragioni politiche ha recato non pochi danni, impoverendo gradualmente il tasso tecnico. La Champ Car (ex CART), dichiarato fallimento, ha chiuso i battenti proprio quest'anno. La IRL di Tony George, al contrario, è viva e vegeta, avendo fagocitato, come ovvio, alcuni Team provenienti dalla stessa Champ Car. Eppure, se da un lato le gare sono alquanto spettacolari (anzi, mozzafiato!), dall'altro il panorama tecnico è desolante. Tutti telai Dallara (le monoposto più belle in circolazione), tutti motori Honda. La Panoz, infatti, dopo aver abbandonato la IRL tra il 2005 ed il 2006, si è ritrovata con la Champ Car, del quale era fornitrice unica di telai (motori turbocompressi Ford-Cosworth) in luogo di quelli Lola, fallita miseramente. Ma la situazione dovrebbe volgere al meglio in un paio d'anni, in quanto la seria intenzione degli organizzatori della IRL è quella di seppellire il regime di monomarca e di motore unico, ridando anima e corpo ad una formula tradizionalmente semplice ma geniale. Insomma, più costruttori di telai e più motori, quasi certamente sovralimentati. Il resto delle categorie a ruote scoperte, invero, è all'insegna del monomarca. Scelta sensata per i trofei propedeutici, scelta ormai obbligata e legittima per la F3000 (in tale regime dal 1996, telai Lola) che ha perso l'investitura di porta d'accesso alla F1, scelta più che mai indovinata (ovviamente!) per la World Series 3.5 by Renault (telai Dallara, peraltro ottime vetture), scelta più che mai errata per la GP2. Telai Dallara e motori tutti uguali. Il mondiale (e sottolineo "mondiale") GP2, erede degli europei F2 e F3000, non può permettersi di essere monomarca. Ed anche i campionati di F3, sia nazionali che l'europeo, è bene che tornino a contemplare più costruttori di telai e motori. Anche qui, infatti, la Dallara è (quasi) in regime di monopolio.
E la F1? Se il 2005 ha significato per la F1 il punto più infimo in quanto a spettacolarità, anestetizzati dal fantomatico duello Alonso-Raikkonen, annientati sul divano da gare in grado di addormentare pure i Metallica mentre suonano "Fuel", il biennio 2007-2008 passerà alla storia come l'oblio tecnico della F1. Non solo i motori sono congelati nel loro sviluppo, ma hanno anche i parametri fondamentali standardizzati, il regime di rotazione massimo limitato, potenze praticamente livellate e via dicendo. Insomma, che differenza c'è tra il V8 056 Ferrari ed il BMW P86\8? Per non parlare del resto, molto fumo e poco arrosto. Scontato dire che questo regime di monomarca camuffato, per nulla consono alla tradizione della F1, influisce negativamente sul possibile sovvertimento dei valori in pista, sui possibili miglioramenti, anche vistosi, che un Team può compiere anche a campionato in corso. "Autosprint", in occasione del Gp del Canada (N°24, pag.17), mostra "la tecnica nei dettagli": il rinforzo sul profilo a ponte della McLaren, la BMW priva di corna anteriori, la carenatura in carbonio che riveste le sospensioni posteriori della Ferrari, piccoli ritocchi sui "turning vanes" della McLaren, il nuovo alettone della Honda. Hai capito! La realtà è che, eccezion fatta per i logici adattamenti aerodinamici per i vari circuiti, lo sviluppo delle F1 in chiave 2008 è fermo, inchiodato. Il guaio è che i Team continuano a macinare soldi su soldi per effettuare inutili test, in cui si prova...nulla, in barba al contenimento dei costi tanto sbandierato. E dire che eravamo partiti fiduciosi: senza (o quasi) aiuti elettronici, chissà! Invece, salvo qualche buona scelta stilistica, il 2008 tecnico della F1 è già finito, al capolinea, archiviato negli annali come il peggio del peggio. Anzi, non è mai iniziato.
Speriamo nel 2009, nei nuovi regolamenti, in una F1 più fresca, anche se ancora coi motori nel freezer. Non siamo nemmeno a metà campionato, è già questo 2008 è da archiviare, limitatamente alle vetture. Confidiamo nella lotta per l'iride.
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Buongiorno. Amo la Formula 1. Da sempre. Dall'epoca del grande Jackie Stewart per intenderci. Attualmente ritengo che giocare alla Playstation sia molto più divertente che seguire i Grand Prix reali. Ma di molto. Cordialmente Stefano. renault:
sono d accordo non c e piu spettacolo...e personalmente la ferrari non la digerisco come non digerisco i piloti cosi antpatici...e pieni di se...spero vivamente in una rimonta della renault...che a mio parere puo farcela...grande alonso davide
Commenti di:
Amo la Formula 1. Da sempre. Dall'epoca del grande Jackie Stewart per intenderci. Attualmente ritengo che giocare alla Playstation sia molto più divertente che seguire i Grand Prix reali. Ma di molto.
Cordialmente Stefano.
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