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VILLENEUVE E MONTOYA: NON SI CAMPA DI SOLA F1
26.06.08 - Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya. Il primo canadese, il secondo colombiano. Il primo campione del mondo di F1, il secondo no. Il primo chiuso, riservato ma scanzonato, il secondo un vulcano ancor più scanzonato. Eppure, i due hanno molto in comune. L'esser stati ripudiati e rinnegati in malo modo dal mondo della F1. Prendendosi delle belle rivincite.

"È praticamente ovvio che esistano altre forme di vita". Parafrasando una geniale canzone dei Bluvertigo, si potrebbe riassumere così la carriera post Formula 1 di Jacques Villeneuve e Juan Pablo Montoya. Per chi non avesse compreso, le altre forme di vita sono le altre categorie che vanno a comporre il poliedrico mondo dell'automobilismo sportivo internazionale. Già, perché il canadese ed il colombiano hanno capito perfettamente, sic et sempliciter, che esistono altre forme di vita all'infuori della F1, concetto che in molti, purtroppo, non riescono ancora ad afferrare. Forme di vita straordinarie, probabilmente (anzi, ormai senza dubbio) ben più attraenti e vitali della F1. Il rospo difficile da tirar fuori di bocca direbbe che Villeneuve e Montoya sono stati ripudiati dalla F1. Punto. Ripudiati, rinnegati, misconosciuti, accartocciati e gettati in malo modo al pari di una lattina di Coca Cola ormai vuota. Troppo "diversi" per far parte del Circus della Formula 1, un ambiente che seleziona rigidamente i propri adepti, quasi fosse una setta di iniziati. Troppo scanzonati, troppo "chiacchieroni", troppo politicamente scorretti, troppo scomodi in molte circostanze, troppo poco integrati negli ingessati ed ingessanti schemi della moderna F1, sempre più immusonita e ansiogena.

E pensare che il Jacques, dopo aver trionfato nel 1995 nel campionato CART e nella Indy 500 con la Reynard-Ford del Team Green, era riuscito anche a vincere più che meritatamente il titolo mondiale di F1 con la Williams nel 1997, in un'epoca in cui la F1 era niente affatto banale. Quindi, l'inizio del "declino" formulista, segnato da vetture molto poco competitive e culminato con la cacciata. E pensare che il Juan Pablo, dopo aver vinto il campionato CART e la Indy 500 nel 2000, il primo al volante della Reynard-Honda, la seconda alla guida della Dallara-Oldsmobile del Team Ganassi, era riuscito a farsi valere anche in F1. In fondo, volenti o nolenti, è stato il solo ad aver impensierito seriamente in pista quella volpe grigia di Michael Schumacher. Juan Pablo vince delle gare, fa molti podi, sfiora il titolo nel 2003, quindi il lento declino, la cacciata. Insomma, un film già visto, sebbene il colombiano sia stato, sia, sarebbe tuttora ben più veloce e scaltro di parecchi piloti che ancora si contendono i costosissimi volanti della F1. Piloti, Villeneuve e Montoya, presi sin dal principio a randellate senza pietà, dalla Formula 1, dalla stampa, dagli stessi appassionati, coloro i quali prima ti lodano, poi ti maledicono nel giro di pochi minuti. Jacques, già sulla graticola al suo esordio in F1, ancor di più dopo aver battuto Schumacher nel 1997. Juan Pablo, "odiato" sin dal primo istante, sin da quando fece la barba a Schumacher in Brasile. "Ma che diavolo vogliono questi due", avranno pensato in molti.

Suvvia, tanto Jacques quanto Juan Pablo non si meritavano quella fine. Una fine, invero, attesa, scontata: era solo questione di ore, di minuti. È stato facile, d'altra parte, da parte della F1 sbarazzarsi del canadese e del colombiano, quasi fossero due armi del delitto di cui disfarsi, e pure in fretta. Dopo il periodo d'oro, entrambi hanno avuto a che fare con auto poco competitive che neanche Schumacher o Raikkonen avrebbero fatto andare, si è fatta gradualmente attorno a loro terra bruciata. La fiducia nei loro confronti è scesa, svanita, dissolta in men che non si dica. Per entrambi i piloti, pertanto, farsi il mazzo in F1 non valeva più la pena, sfiduciati, demotivati, depressi. La F1 ha scelto Barrichello, Button, Fisichella, gente che ha dato quel che aveva da dare in F1, ma che ancora galleggia nello stagno della F1. Complotto? No, per carità. Ma è pur vero che la F1, quando vuole, sa essere spietata con chi non le va a genio, con chi non riga dritto. A ciò si aggiunga il fatto che più volte la F1 ha rispedito al mittente piloti alquanto talentuosi, ritenendoli, al contrario, mezze cartucce. Vecchia storia. Il buon Nico Rosberg, se continua a fare il sincero, il naturale e a non fingere, sarà un altro a fare le valigie. Viva la sincerità, no? Sì, ma non in F1.

Abbandonata la F1, Villeneuve e Montoya hanno salutato per sempre il carrozzone patinato del cosiddetto Circus iridato, lanciandogli frecciate al veleno, quando l'occasione l'ha richiesto. Poi, risaliti in auto, hanno mostrato ancora una volta tutto il loro valore in categorie in cui sfondare non è semplice, peraltro dominate da veri e priori mostri sacri. Villeneuve, dopo aver ben figurato nella 24h di Le Mans 2007, ha colto un ottimo secondo posto (ma in Peugeot ancora piangono!) nell'edizione 2008 assieme a Gene e Minassian, dopo aver accarezzato, anzi, toccato, la vittoria finale. Sarebbe entrato nella storia, se avesse vinto: che ci riprovi nel 2009? Montoya, invece, ha fatto magie a Daytona. Pronti via, tira fuori dal cilindro una gara magistrale nel 2007: fa sua la classicissima 24h americana, attualmente prima prova del campionato Grand Am, assieme a Duràn e Pruett, al volante della Riley MKXI-Lexus del Team Ganassi, successo bissato nel 2008 ancora su Riley-Lexus del Team Ganassi, ma assieme a Franchitti, Rojas e ancora Pruett. Non solo. I due, infatti, si sono districati anche nelle maschie e smaliziate gare di Stock Car statunitensi, in cui, però, emergere è molto, molto, molto, ma molto difficile.

Che dire. Bravi, Villeneuve e Montoya. La storia dell'automobilismo si ricorderà di voi. Perché siete già nella storia.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Dax:
Certo che ce li ricordiamo, per questo sono andati in formule meno tecniche e facili come quelle in USA.

Girare su devi ovali... mettere un bel mattone sull'accelleratore, e magari.. farsi la barba in macchina.

Siamo seri, c'hanno tutti provato dagli Usa con risultati analoghi. Son tornati sugli ovali.

Persino Fisichella li potrebbe spopolare!  

Anonymous inqualificabile:
non ce li dimenticheremo mai, patetici. tempo fa villeneuve voleva fare il cantante....era meglio; ve lo dice uno che ha vissuto le gesta del padre, gil è stato il mio eroe da ragazzino  

Anonymous giacomo:
secondo me erano due talenti immensi:
mi viene da pensare quando montoya umiliò shumacher con un sorpasso da antologia alla sua terza gara della vita, e anke al titolo vinto da villeneuve...
poi purtroppo si sono persi x strada...  

Anonymous Anonimo:
Erano dei buoni piloti con del buon potenziale che hanno sprecato per strada....ma Gilles era ed è unico ed irripetibile e senza vincere mondiali...Patty  

Blogger francois xavier:
Due talenti immensi no, ma due grandi piloti con cuore, passione e, soprattutto, personalità.
Purtroppo nell'era dei piloti preconfezionati, ligi e boriosi per loro non c'è molto spazio.
Tempo fa il dito medio alzato di Montoya in nascar fece il giro del mondo...lo volevano squalificare....

LE TROPPE REGOLE, LA POLITICA, IL BUSINESS E IL POLITICALLY CORRECT STANNO ASFISSIANDO IL MONDO!  

Anonymous Anonimo:
certo che la f1 seleziona per benino i suoi adepti eppure quel raccomandato di hamilton è riuscito ad entrarci lo stesso.
altro che lento declino a me sembra un asintoto negativo  

Anonymous Anonimo:
concordo al 100%!!!!!! io son sempre stato un fan di montoya... ma dopo il suo abbandono (ripeto SUO...perchè lui poteva tranquillamente correre in williams nel 2007 ma ha rifiutato)ancora di più...
2 24 ore di daytona e alcuni piazzamenti in nascar...e forse l'anno prossimo sostuirà stewart e potrà lottare per il titolo...
chi crede che gli ovali siano semplici non ha capito davvero niente di automobilismo...

continuate a seguire fisichella ahahaha  

Anonymous giacomo:
secondo me montoya nn è poi così inferiore ad hamilton...
mi ricordo ke nei sorpassi nn aveva rivali...peccato nn fosse molto continuo nei risultati, ma nel 2003 diede del filo da torcere a shumacher x il mondiale!!!  

Anonymous Blade Runner:
Jack Villeneuve, l'enfant prodige della F1, è stato come i figli di Verennes: ottimo DNA, lingua lunga e polemica e pochi fatti reali (prima che mi diciate che ha vinto il mondiale con la Williams, ricordo che con quella splendida macchina chiunque, anche il sottoscritto, sarebbe stato capace), quanto a Montoya "El Cabron" pochi bei ricordi: molta grinta, grandi potenzialità, molta imutile aggressività, pochi sprazzi e tante scorrettezze. Buoni entrambi per l'America.
Giuseppe  

Anonymous Anonimo:
Secondo me quei due non avevano talento, ma soltanto un ottimo mezzo su cui competere. La F1 è la regina delle competizioni e come tale seleziona i piloti in maniera inequivocabile. Schumacher era ed è uno dei migliori piloti che sia salito su una monoposto di F1 in quanto ci ha reglato poche chiacchiere e molti fatti. Stessa cosa Senna. Gli altri contavano su mezzi nettamente superiori che chiunque avrebbe potuto portare alla vittoria. E per favore smettiamola di denigrare sempre questo sport. Se non vi va a genio non lo guardate...  

Anonymous Dax:
Tra l'altro vorrei far notare che Senna e Schumy erano capaci di progredire con lo sviluppo dell'auto. Davano talmente tante informazioni corrette agli ingegneri che li mettevano loro sulla buona strada. Questo in un pilota mediocre, non capace di trasmettere le giuste sensazioni non accade. Quando poi cambia da una macchina vincente ad una inferiore, rimane li...  

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