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IL FALLIMENTO DELLA F1, DEI COMPUTER E DEI PESSIMI STRATEGHI
10.07.08 - Guardando e analizzando l'odierna Formula 1, la nostalgia cresce, cresce, e cresce a dismisura. Le recenti figuracce offerte da molti Team in quel di Silverstone, le mille contraddizioni tecniche delle monoposto nonché le assurde qualifiche non fanno altro che accrescere tale nostalgia verso un passato nemmeno tanto lontano. Insomma, c'è voglia di "antico".

Voglia di "antico" 1. Il GP di Silverstone ha rimesso in mutande l'odierna F1. Anzi, a finire in braghe di tela sono stati i Team, Ferrari in testa, ormai incapaci di gestire una gara in condizioni di pista bagnata. Il campionario è degno di una galleria degli orrori: gomme intermedie usurate mantenute a lungo sulla vettura di Raikkonen, gomme da bagnato estremo non montate sulla vettura di un Massa in netta difficoltà. Scene di ordinaria follia già viste nel 2007 al Fuji (Ferrari) e in Cina (gara in cui Hamilton ci ha rimesso il mondiale) e a Monaco 2008, con la Ferrari ancora protagonista in negativo. I Team di F1, che nell'immaginario collettivo dovrebbero rappresentare il massimo del perfezionismo e del professionismo, incappano in deleteri errori che nemmeno un principiante commetterebbe. La F1 è tutta (stupida) apparenza e pochissima sostanza. I Team esibiscono muretti da fantascienza, patetici semafori in luogo dell'uomo con la paletta, monitor, computer, grafici, tattiche, approntano le fredde strategie di gara in sala riunione, affidano le sorti di una corsa bagnata a servizi meteo da strapazzo: "tra 2 minuti smetterà di piovere!". E invece vien giù il diluvio! La verità è che i Team hanno perso il contatto con la realtà, con il campo di battaglia (la pista), con i soldati (i piloti). Essi, cioè i Team, sono gestiti sì da generali che hanno fatto l'accademia, ma che di guerra non capiscono ugualmente nulla, infarciti di teorie come sono. Il brutto è che i soldati, da subordinati, obbediscono sull'attenti, facendo la figura di fessi. In guerra, però, i bravi comandanti ed i valorosi soldati emergono sempre, in barba al nemico: saranno un caso il 3° posto di Barrichello confezionato da quella volpe bianca di Brawn (alla faccia della Ferrari!) e la superba vittoria di Hamilton? E che dire degli odierni piloti di F1, ancora descritti quale la crema del mestiere? Bah, sapranno pure guidare, ma di cervello e personalità ne hanno ben poca! Marionette al servizio dei burattinai del box, incapaci di sapersi imporre, di dire "in pista vado io, e decido io!". Le cose sono due: o non vogliono imporsi, per paura di prendere gravose responsabilità, o non possono imporsi, perché è il box che decide per loro, da contratto. Oggi, tutti, manager dei Team e piloti, si riempiono la bocca con i concetti di "squadra", "gruppo", "si vince e si perde insieme". Bene. Il fatto è che, così facendo, nessuno si accolla le proprie responsabilità, le quali vengono spalmate indiscriminatamente ed indistintamente a partire dal magazziniere sino al pilota, passando per il Team Manager. Esempio: Raikkonen sbaglia quando difende il Team. Diamine, sei tu il campione del mondo, fatti valere! Ah, i tempi in cui Prost mandava a quel paese la Ferrari, e Schumi dettava legge... Preistoria, ormai. Gli antichi rimedi sono spesso i migliori: tatto, intuito, cervello, destrezza. Scene ridicole come quelle viste a Silverstone un tempo non sarebbero successe. Tra l'altro, tali comiche avvengono solo in F1. Alla faccia del superprofessionismo!

Voglia di "antico" 2. Tecnicamente parlando, la F1 si sta riscoprendo "antica" e all'insegna della recente tradizione, ancorché vincente: sfoltimento di certa insensata e schiavizzante elettronica (a riprova che molte diavolerie aiutano, eccome!) e, dal 2009, ritorno alle slick e messa al bando di quasi tutte le orrende appendici aerodinamiche. La FIA, meglio tardi che mai, si è accorta che in F1 è stato davvero raschiato il barile in quanto ad aiutini, aiuti, aiutoni elettronici: se si vietasse anche il servosterzo, magari col ripristino di un certo effetto suolo, sai che divertimento! Sogniamo pure. Del resto, anche in ambito motociclistico, stanno emergendo tutti i limiti della esasperata ricerca in campo elettronico. La Moto GP 800cc, infatti, è sempre più accostata alla F1, con sorpassi dimezzati rispetto all'era 1000cc e alle vecchie 500 2 tempi. Lo stesso Rossi, ai microfoni di "Grand Prix", ha dichiarato che "la Moto GP sta diventando altro", definendo 125 e 250 come "le vere espressioni del motociclismo mondiale". I recenti passi indietro della FIA, quindi, altro non sono che esplicite ammissioni di colpa, lucide prese di coscienza dei propri fallimenti: ossia, l'aver imposto limitazioni laddove non necessarie (gomme rigate, ecc.) e l'aver lasciato, al tempo stesso, piena libertà laddove, al contrario, servivano regolamenti ben più restrittivi. Non vi pare una madornale contraddizione l'aver limitato gli alettoni, ridotto drasticamente l'effetto suolo, ristretto le carreggiate ed aver lasciato campo libero al proliferare di ali, alette e appendici di varia natura, che vanno a deturpare quella che è la naturale bellezza di una monoposto? Alla luce di tutto ciò, è auspicabile una F1 più "conservatrice", tradizionalista, all'insegna di un recente passato che in molti, a ragione, rimpiangono. Una F1 libera ed esasperata in molti suoi aspetti, ma ben limitata in altri. Libertà che non significa fare a gara a chi mette più appendici aerodinamiche o a chi escogita il software più evoluto. I regolamenti 2009, sebbene compiano un'apprezzabile "operazione tradizione e semplicità", ancora non incarnano l'essenza libera della F1: la fantasia progettuale telaistica, aerodinamica (ma niente appendici, grazie!) e motoristica sarà ancora eccessivamente legata, se non congelata.

Voglia di "antico" 3. Qualcuno ha capito il senso delle attuali qualifiche? Qualifiche suddivise in tre eliminatorie, in cui la eliminatoria 2 (la Q2) fa registrare tempi ben più bassi e veloci dell'ultima qualifica (la Q3), ossia quella che determina lo schieramento. La beffa è che alla storia e alle statistiche passeranno i tempi alti della Q3, fatti segnare con vetture cariche di carburante, atte a percorrere la prima parte di gara. Mah! E ancora: che senso ha la suddetta regola? Ma come, i Team non puntano a nascondere e dissimulare le proprie strategie di gara agli avversari? Esempio: era chiaro come Webber avesse fatto segnare il 2° tempo con una "pisciatine" di carburante nel serbatoio! Insomma, strategie segrete un corno!

Morale della favola. Team, box e piloti debbono riacquistare il tatto, l'intuito, il naso e la forza perdute. Altrimenti, hai voglia a figure cacine! Le monoposto debbono riappropriarsi di quella semplicità e di quella libertà progettuale anch'esse perdute, o appena riacquistate. E le qualifiche? Semplice: 1 ora, tutti in pista e carburante ridotto all'osso.

Se la F1 vuole sopravvivere, deve riscoprirsi "antica". L'elettronica, le gomme rigate e l'evoluzione di una illogica aerodinamica hanno fallito, gli strateghi da strapazzo pure. E su questo non si discute.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Dax:
Caro Paolo stavolta siamo d'accordo. Riscoprire come si correva nel passato. Il pilota contava in assoluto più della macchina, perchè poteva fare la differenza.

Oggi questi pilotini "alla Playstation" si fanno guidare dai box perchè sono meno bravi, c'è poco da fare. Nessuno tra provava ad imporre nulla a Senna, Prost, Mansell. Loro erano pagati per decidere al meglio, e decidevano!

Però poi vincevano... rischiando di loro. Erano dei campioni "completi" in tal senso. Sai un conto è affidarsi anche alla professionalità del box, che ti può dare delle indicazioni. Un altro conto è rimanere in pista (Raikkonen e Massa) contro la LOGICA a perdere decine di secondi a giro, quando un pilota con i ... sarebbe rientrato a PRETENDERE il cambio gomme!!!!!

Ho l'impressione che il muretto box Ferrari attuale non è all'altezza. Putroppo J.Todt contava veramente tanto in tal senso.  

Anonymous Blade Runner:
Voglia di antico? Certo, ma mi domando: E i team? E i piloti?
La F1 è un mano alla FIA e ad Ecclestone e i team non contano niente, oppure i team sono complici di questo stato?
E se vale la seconda ipotesi devo supporre che sono i top team ad accettare questo stato di cose e a trainare, forti del loro peso contrattuale, anche gli altri.
Fatto sta che i lacci e i lacciuoli di regolamenti sempre più cervellotici e lontani dagli obiettivi che si pongono, i circuiti sempre meno adatti ai sorpassi e una tecnica praticamente uguale per tutte le auto dove l'elettronica perdona molti difetti, hanno ucciso la F1.
Senza contare il muretto dove tra ingegneri di macchina, computer, telemetrie e strateghi hanno relegato il pilota al ruolo di longa manus del direttore sportivo.
In un vecchio racconto di Fantascienza le auto da corsa erano robotizzate e guidate da supercomputer dai riflessi fulminei; per i piloti umani non vi era più posto. Non mi sembra un futuro troppo lontano.
Giuseppe  

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