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Anno XII
LA JAGUAR E LA F1: UN PROGETTO NATO MALE, FINITO PEGGIO 07.08.08 - Per gli appassionati delle ruote coperte, il Marchio Jaguar suona come la propria canzone preferita. Quando però nel 2000, la Casa di Sir Williams Lyons fa il proprio debutto in F1, si intuisce subito che i conti non tornano. Il giaguaro non affilerà mai gli artigli. Colpa di un'organizzazione superficiale e di un progetto nato male e finito peggio.
Quando nel 2000 la Jaguar faceva il proprio ingresso ufficiale in Formula 1, noi tutti riponevamo grandi speranze sulle verdi vetture inglesi. Del resto, la Jaguar è la Jaguar: impossibile resistere al fascino di quel giaguaro pronto al balzo. Probabilmente, ai più, il Marchio Jaguar evoca auto di lusso, sedili in pelle, finiture in pregiata radica, comode berline, lussuose coupè, motori brillanti e pastosi. Tuttavia, la vera anima delle "Jags" è la pista. Basta vedere il palmares del giaguaro per rendersi conto di quanto la tradizione sportiva sia la vera essenza del prestigioso Marchio britannico, grazie ad innovatrici auto che faranno strabuzzare gli occhi per altri 1000, 2000 anni: dai trionfi di Le Mans negli Anni '50 a quelli di fine Anni '80 e del 1990, dalle vittorie nell'IMSA ai Mondiali Prototipi conquistati a cavallo tra gli Anni '80 e '90, passando per i trionfi nell'Europeo Turismo con la XJS. Piloti di grido: da Hawthorn e Moss sino a Cheever, Warwick, Boesel, Lammers, Brundle, Wallace, Dumfries, Cobb, Jones, Pescarolo, Watson, Nielsen. E come non ricordare il buon Teo Fabi, misconosciuto campione del mondo nel 1991, con la XJR-14 di tale Ross Brawn. Erano i tempi della TWR di Walkinshaw, di Ron Elkins, di Roger Silman, di Sir John Egan che festeggiava sul podio della Sarthe assieme ai magnifici tre, in quella incredibile Le Mans 1988, delle vetture Gruppo C firmate da Tony Southgate. Insomma, quando nel 2000 la "Jag" entra in F1, tutti si aspettano la stessa musica intonata nelle ruote coperte: vittorie, vittorie, vittorie. E invece...
Passo indietro. GP d'Italia 1950, Monza. Ferrari 166S #22, iscritta privatamente da Clemente Biondetti. Il motore? Un Jaguar 6 cilindri in linea di 3400cc! Clemente spara un 25° tempo da leggenda, ad oltre 30 secondi dal pole-man, Fangio! In gara si ritira al 17° giro, per il cedimento del motore di Coventry. Prima del 2000, ecco l'unica apparizione, alquanto casereccia, del giaguaro in F1. Le voci del debutto jaguarista in F1 strisciano già a fine 1998, con la Stewart indicata quale vittima sacrificale. Del resto, la Stewart altro non era che il "braccio armato" della Ford in F1; inizi stentati, poi buoni risultati, culminati con la vittoria di Herbert ed il secondo posto di Barrichello al GP d'Europa 1999. Tuttavia, l'intento di Detroit e della branca europea di Ford Motorsport è fare del Marchio Jaguar ciò che la Ferrari rappresenta per la Fiat: il cavallo di battaglia del Gruppo. Pronti via, e nel 2000 le Jaguar-Cosworth R1 progettate da Gary Anderson e John Russell steccano alla grande: 4 punti, colti da Irvine. Nel 2001, le R2 compiono piccoli progressi: 9 punti totali, 4 totalizzati da Irvine, 3 da De la Rosa. Nel 2002, la R3 di Steve Nichols e John Russell consente alla Jaguar di cogliere il 7° posto nel Costruttori, ma con soli 8 punti, tutti racimolati da Irvine. Anno 2003, si cambia ancora. A progettare la vettura, la R4, è il duo composto da David Pitchforth e Robert Taylor. Pare intravedersi la luce: la Jaguar chiude il Costruttori a 18 punti, grazie ai 17 punti messi a segno da un ottimo Webber e uno racimolato da un giovanissimo Wilson. Ma nel 2004, ecco il piccolo quanto determinante crollo: la R5 di Ian Pocock e Robert Taylor ottiene solo 10 punti, 7 strappati dal solito Webber, 3 dal giovane austriaco Klien. A fine 2004, la Jaguar si ritira malamente dalla F1. Il Team si trasforma in Red Bull.
Le ragioni del flop della "Jag" sono molteplici. Anzitutto, il pressoché nullo coinvolgimento della Casa Madre Jaguar, dal 1989 entrato a far parte della galassia Ford, ed ora nelle mani della indiana Tata. Sembra paradossale, ma a Coventry sapevano poco o nulla dell'operazione "Jaguar in F1". Anzi, parlare della avventura jaguarista in F1 con gli inglesi di Coventry equivaleva ad evocare il diavolo di fronte ad un esorcista disarmato, privo di acqua santa e crocifisso! Il tutto, infatti, fu voluto e pilotato dalla Ford, tanto Casa Madre di Detroit quanto Ford Motorsport Europa. Sorto dalle ceneri della Stewart, il Team Jaguar F1 si mostrò subito disorganizzato, senza arte né parte. Le teste saltavano via come nulla fosse, gli organici tecnici e dirigenziali venivano di continuo rimpastati, rimestati, allungati da un GP all'altro. Operazioni vane che, anzi, non fecero altro che peggiorare la situazione. È noto: cambiare troppo ed in corsa produce solo effetti negativi. Insomma, più che l'assalto di un colosso dell'auto alla F1, l'operazione aveva il sapore di una spedizione alla viva il parroco in stile Andrea Moda, anno 1992! Un po' come accaduto e continua ad accadere ad Honda e Toyota, due mostri di tecnologia zeppi di quattrini ma che faticano a prender punti. Mancò la pianificazione del progetto, dalle scrivanie alla pista: e se manca questo ingrediente nelle corse, non si va da nessuna parte. In sostanza: un'operazione commerciale più che un vero tentativo di scalare la F1. E dire che il potenziale industriale ed economico non mancavano di certo. Peraltro, impegnare un Marchio così prestigioso e vincente quale quello Jaguar, senza una adeguata pianificazione, significa rischiare di giocarsi baracca e burattini. La maggior parte degli spettatori della F1, infatti, era totalmente all'oscuro dei loschi dietro le quinte del raffazzonato progetto Jaguar. Facile, allora, compiere un processo di identificazione in negativo: "se la Jaguar ce le prende in F1, vuol dire che è alla frutta!". In poche parole, la Jaguar ha rischiato seriamente un pessimo ritorno di immagine. Infine, Jaguar fallì per la pochezza delle vetture: discrete monoposto, per carità, spinte, tuttavia, da un motore, il V10 Cosworth, lontano parente dei formidabili V8 che ancora nel 1994 erano in grado di far vincere alla Benetton e a Schumi un incredibile iride, contro 10 e 12 cilindri!
Peccato, davvero peccato. L'operazione Jaguar, accolta con grande calore dagli appassionati, si consumò nel giro di cinque stagioni, senza acuti né risultati degni del blasone del Marchio inglese. Un progetto nato male, svezzato, allattato e cresciuto peggio, privo di seria e programmatica pianificazione. Nel 2005, il Team Jaguar si trasforma nella austriaca Red Bull, scuderia viva e vegeta e pure competitiva. Una bibita che va più forte di un giaguaro: vallo a capire, lo strano mondo di oggi! Mi sa che non è una balla la frasetta "Red Bull ti mette le aalii!".
Quale futuro sportivo per la Jaguar? Attualmente, l'Apex Motosport gestisce le nuove XK nel combattuto campionato GT3, in cui, tra le altre, Ford GT e Dodge Viper sono le bestie da battere. Certo, ora sta a Tata e, naturalmente, a Jaguar Cars stabilire e pianificare eventuali programmi sportivi più ambiziosi e ad ampio respiro. Una cosa è certa: se le "Jags" tornassero nei Prototipi, allora sì che sarebbero cavoli amari...per gli altri! Non vediamo l'ora di riassaporare il clima del 1985-1986, quando i jaguaristi intonavano "'ere we go, ?ere we go!" ed esibivano striscioni di riscossa: "Will be back!".
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peccato!!!poteva essere un buon team...chissa che un giorno torni in f1. dylan:
boh tanto per scrivere quacosa. Dax:
Un ottimo articolo. Vorrei aggiungere che la Jaguar è stata appena comprata dal Miliardario Indiano Ratan Tata, che ha deciso di ridargli lustro che aveva negli anni passati.
Questa operazione sarà molto lunga, perchè Jaguar versava in condizioni critiche, lasciata "senza vita" dalla Ford che ha affossato completamente questo prestigioso marchio.
Fortunatamente abbiamo visto in questi mesi l'uscita di modelli nuovissimi, tutti stupendi : Restyle X-Type, XF, XK...
Non solo, ALFAROMEO è in trattativa per avere la trazione posteriore Jaguar e addirittura i loro pianali, su cui sviluppare nuove ammiraglie (...grande caduta di tecnica per alfa...tutto per risparmiare in progettazione).
Chissà che un giorno tra 5-6 anni magari, il livello economico non permetta un ritorno in F1 del marchio Jaguar, stavolta effettuato con gli uomini, e la tecnologia giusta per svettare tra i primi. andrea:
x me la jaguar nn puo entrare in f1 xke e stata "sostituita" dalla red bull Jones:
Avete sentito del sorpasso losco di kimi ai danni di Fernando? Guardate su eurosports Anonimo:
io spero di più ke entri l'Alfa Romeo in formula uno, secondo me potrebbe dare del filo da torcere alla ferrari.
in che senso sorpasso ''losco'' ? dylan:
cavallino nn ti preuccupare solo teorie di don flavio ho letto qualche scemenza. e stento a crederci comunque se ti interessa è fi grnprix Blade Runner:
Jaguar è un marchio storico delle corse d'auto e potrebbe rientrare alla grande in F1 se ci si mettono soldi, pazienza e tecnologia. Jones non perde mai l'occasione di dire scemenze, sta battendo tutti i record. L'Alfa Romeo non esiste più, è solo un brand della Fiat; stessi telai, stessa meccanica e stessi motori e non sarebbe in grado di rientrare in F1 a meno che non adottasse tecnologia Ferrari, e allora a chi gioverebbe? Purtroppo la F1 è nelle mani delle grosse case automobilistiche: i piccoli team stanno sparendo ad uno ad uno o vivono di grandi difficoltà economiche. Il guaio è che sono solo lievitati i costi e diminuito lo spettacolo. Giuseppe dylan:
blade la scemenza l'a letta purtroppo perchè c'è chi le scrive. lunedi 4.8.08 l'avevo letta pure io ma è una cretinata inventata dalla renault. Jones:
Eppure secondo me il cavallino deve preoccuparsi,,, come fa Kimi ad entrare ai box con un ritardo di oltre 3 secondi e uscire con un vantagio di circa 6 su fernando, quando quest'ultimo nn ha fatto nessun errore? Mi sa che hanno proprio ragione, La ferrari ha un sistema di rifornimento piu veloce... Cmq stanno investigando...
se nn ci credete guardatevi sto articolo su eurosports
http://eurosport.yahoo.com/06082008/58/renault-suspect-ferrari-pitstop.html Anonimo:
penso sia una gran cazzata, tanto x far parlare un po nelle 3 settimane vuote da qui a valencia Cavallino-Rampante:
Questo post è stato eliminato dall'autore. Cavallino-Rampante:
concordo con dylan.... ho visto questo articolo su eurosport mediaset ed è un sospetto solo della Renault, ma niente di irregolare. Purtroppo briatore quando non gli va bene qualcosa deve a forza arrampicarsi sugli specchi vedi (monaco 2006) e quando la renault aveva il mass damper che ha vinto la metà delle gare grazie a quel dispositivo nessuno della Ferrari si è lamentato... e la fia lo ha annunciato irregolare solo dopo il gp d'ungheria 2006 cioè dopo metà Campionato! il signor Briatore pensi a trovare ingegneri capaci di costruire macchine competitive non tricicli come stanno facendo da due anni a questa parte...... Anonimo:
La privacy vale anche per le persone famose! Anzi e` un valore ancora piu` importante. E` un caso serio, gestito bene dai giudici, che hanno dato ragione alla vera vittima, Max e la sua famiglia! E` un caso gravissimo di violazione della privacy con conseguenze devastanti per la famiglia Mosley. Come ho gia` detto, ci vuole la prigione per il responsabile della rivista inglese. Sveglia!!! I problemi con la sua coscienza sono solo suoi. dylan x jones:
il poblema è che raikkonen al secondo pit stop aveva ancora benzina quindi anno dovuto inbarcare meno benzina, recuperando i tre secondi, senza contare che raikkonen in quel giro in piu gia aveva recuperato qualche secondo. l'unica cosa che nn capisco è che certe cose le so io e nn flaviuccio che è nel giro della f1 da anni. forse è colpa del matrimonio Jones:
SI pero dicono che kimi ha fatto un error ein quel giro che gli ha fatto perdere dei secondi Anonimo:
un galantuomo! storie da raccontare ai nipotini!
Commenti di:
Questa operazione sarà molto lunga, perchè Jaguar versava in condizioni critiche, lasciata "senza vita" dalla Ford che ha affossato completamente questo prestigioso marchio.
Fortunatamente abbiamo visto in questi mesi l'uscita di modelli nuovissimi, tutti stupendi : Restyle X-Type, XF, XK...
Non solo, ALFAROMEO è in trattativa per avere la trazione posteriore Jaguar e addirittura i loro pianali, su cui sviluppare nuove ammiraglie (...grande caduta di tecnica per alfa...tutto per risparmiare in progettazione).
Chissà che un giorno tra 5-6 anni magari, il livello economico non permetta un ritorno in F1 del marchio Jaguar, stavolta effettuato con gli uomini, e la tecnologia giusta per svettare tra i primi.
xke e stata "sostituita" dalla red bull
Alex
in che senso sorpasso ''losco'' ?
Jones non perde mai l'occasione di dire scemenze, sta battendo tutti i record.
L'Alfa Romeo non esiste più, è solo un brand della Fiat; stessi telai, stessa meccanica e stessi motori e non sarebbe in grado di rientrare in F1 a meno che non adottasse tecnologia Ferrari, e allora a chi gioverebbe?
Purtroppo la F1 è nelle mani delle grosse case automobilistiche: i piccoli team stanno sparendo ad uno ad uno o vivono di grandi difficoltà economiche.
Il guaio è che sono solo lievitati i costi e diminuito lo spettacolo.
Giuseppe
lunedi 4.8.08 l'avevo letta pure io ma è una cretinata inventata dalla renault.
se nn ci credete guardatevi sto articolo su eurosports
http://eurosport.yahoo.com/06082008/58/renault-suspect-ferrari-pitstop.html
l'unica cosa che nn capisco è che certe cose le so io e nn flaviuccio
che è nel giro della f1 da anni. forse è colpa del matrimonio
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