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Anno XII
L'ITALIA E LA CULTURA MOTORISTICA: CATTIVI ALUNNI, PESSIMI INSEGNANTI 05.08.08 - Si può girare la frittata come pare e piace, ma alla fine il risultato sarà indiscutibile: in Italia la cultura automobilistica è davvero scarsa. E dire che siamo la Patria della Lancia e dell'Alfa Romeo, della Ferrari e della Maserati, di piloti, corse e auto che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo, ieri come oggi. In Italia si tifa, non si amano le corse.
Cosa si intende per "cultura motoristica"? Cultura non significa necessariamente conoscere a menadito la storia delle corse dalla fine dell'800 al 2008, sapere chi vinse la Targa Florio nel 1929, quante ore fece in testa la Mazda 787B alla 24h di Le Mans 1991 o i risultati della Spirit in F1. Per cultura, si intende il saper apprezzare la globalità del motorsport, a prescindere dalla copertura televisiva, mediatica e dalla preparazione e competenza di ciascuna persona. Credete davvero che ai tempi della gloriosa Targa Florio tutte le migliaia di spettatori assiepati lungo le terrificanti stradine siciliane sapessero le caratteristiche tecniche della Porsche 908 e che faccia avessero Redman e Marko? Credete davvero che tutte le centinaia di migliaia di persone che assistono ogni anno alla 24h di Daytona, Le Mans, Nurburgring e Spa o alla 12h di Sebring sappiano riconoscere le auto ad occhi chiusi, solo dal rumore di scarico? Evidentemente no, ci mancherebbe! Ovvio, in queste migliaia di persone non vi sono solo palati fini e competenti, ma anche donne, mogli e fidanzate che accompagnano a mo' di crocerossine i propri rudi maschioni, bambini, adulti che magari si avvicinano per la prima volta ad un autodromo. Ma la sapete una cosa? Queste persone si divertono, vivono un'atmosfera magica, si appassionano e magari ci ritornano. E la sapete un'altra cosa, cioè qual è la differenza tra la maggioranza degli italiani e gli altri popoli amanti dei motori? Che loro "amano le corse", le belle auto, rispettando e riconoscendo l'indipendenza e la tradizione di ogni categoria, ieri come oggi, noi italiani non più. Basti pensare alla gara del DTM al Mugello, corsa ampiamente pubblicizzata da "Autosprint". Una buona occasione per vedere, solo per curiosità, bellissime auto, ottimi piloti. C'erano tutti gli ingredienti, tranne il pubblico! La sapete la giustificazione? "Eh, ma i piloti non li conosce nessuno!". Si pensi alla gara in notturna del FIA GT ad Adria: spalti semivuoti. Si pensi al campionato stesso FIA GT, in cui da anni auto e piloti italiani vincono: frega a qualcuno? Si pensi ai pienoni che all'estero fa la World Series by Renault: in Italia non c'è nemmeno la copertura TV, in Sud America sì! Suvvia, siamo dei peracottari! Per non parlare, poi, delle corse e delle manifestazioni di auto storiche! Piace solo la "Mille Miglia", ormai solo una misera sfilata mondana di attricette ed attorucoli. Ecco perché la gente vi accorre numerosa: deve vedere gli attori della fiction "Capri"! L'italiano ha smarrito da anni la passione per le corse vere, sane e veraci.
E lo sapete perché? Perché l'italiano è tifoso, ancor prima che appassionato. Inglesi, tedeschi, francesi e così via sono appassionati, ancor prima che tifosi. E lo sapete qual è il motivo che spinge milioni di italiani a seguire solo la F1 (anche se bruttina come oggi) e a boicottare (o quasi) le altre categorie, spesso ritenute di "serie Z"? Il tifo, che molti confondono per passione. Se, ipoteticamente, la Ferrari si ritirasse dalla F1 e andasse nella LMS con un Prototipo LMP1, vedi come i media ed il pubblico se ne fregano della F1 ed iniziano a seguire l'Endurance! Come ve lo spiegate, infatti, il calo di seguito (ad iniziare dai media specializzati) che la Sport-Prototipi ebbe gradualmente in Italia a partire dal 1974, anno in cui la Ferrari abbandonò (stupidamente) la categoria? Come ve li spiegate i fischi imolesi a Patrese quando era in testa e la gioia matta quando questi uscì di pista, lasciando campo libero a Tambay su Ferrari? Neanche il pubblico tedesco, quando Nuvolari vinse al Nurburgring nel 1935 davanti alle autorità del Terzo Reich, arrivò a tanto. Anzi, applaudì l'Asso dell'Alfa Romeo. L'italiano, ormai, deve avere sempre qualcosa o qualcuno per cui tifare, altrimenti, ciao! È raro, ormai, che l'italiano si interessi alle corse a prescindere da chi o cosa vi prenda parte. A Vallelunga, presso Roma, ogni anno a novembre si disputa la 6 ore: bellissime auto, ottimi piloti, gare tirate...spalti deserti! Che tristezza, non sanno quel che si perdono. In Italia si è persa la musicalità delle corse, la bellezza di seguire "le corse di auto" come hobby, magari rinunciando ad un GP di F1 alla TV o alla classica gita al mare. Gratta, gratta, il discorso è sempre il medesimo: l'italiano è F1 dipendente, misconosce le altre categorie, prende come metro di paragone solo la F1 (anche se misera come quella attuale) per giudicare male tutto il resto, ignorando che ogni settore del motorismo ha la propria tradizione e storia, lunga o breve che sia. Aprite gli occhi, gente: lo volete capire che la F1 odierna è un monomarca camuffato? Lo volete capire che per vedere varietà di motori, oggi, bisogna rivolgere lo sguardo all'Endurance, alle GT, alla NASCAR (dove la Toyota ha dirottato i motoristi disoccupati della F1!), all'Italiano Prototipi e alle gare in salita? Sembra quasi che l'italiano abbia paura di "tradire" la F1. La colpa, tuttavia, è anche e soprattutto dei media, TV e carta stampata, i quali hanno contribuito non poco a mettere in moto questo meccanismo perverso e provinciale. Fin quando Bortuzzo (quindi, teoricamente, agli occhi del "normalman", un esperto del settore), al programma "Numero 1", si rivolge a Dindo Capello in questi termini "eh, certo che nell'Endurance ve la sognate tutta la tecnologia della F1!", dove pretendiamo di andare? Il brutto, è che il "normalman" di turno pende dalle labbra del Bortuzzo di turno. Dove pretendiamo di finire se, ormai, di motorismo parlano anche i moviolisti della domenica del pallone ed i mille Mosca che infestano la TV italica? Domenica non ho visto il GP di Ungheria: leggevo un libello in inglese sulle Le Mans dal 1983 al 1991. Ma la TV era accesa, con mio padre che faticava a seguire la gara. Ad un tratto, Mazzoni, dopo un intervento dell'ing. Bruno, risponde "eh, Bruno, non me ne volere, ma che cos'è il camber?". Ebbene, dove vogliamo andare se i maestri ne sanno meno degli scolari?
La cultura motoristica è un'altra cosa. Le 200 mila persone di Le Mans sono cultura, le 100 mila e rotte di Road Atlanta sono cultura, le 15-20 mila della 1000Km di Monza sono cultura ("streghe" che hanno rinunciato al GP di Spagna di F1: al rogo!), quelli di Goodwood sono cultura, le poche centinaia e migliaia di persone che seguono, in Italia, il resto del motorsport sono cultura. Scriveva Alberto Sabbatini su "Autosprint": "uno dice 24 ore di corsa e si immagina chissà quale effetto soporifero, abituato agli stint noiosi della F1. Niente di più sbagliato! [...] Nella 24h, sembra paradossale, non c'è un attimo di pausa. [...] È uno spettacolo magnetico. Vi mettete a vederne 5 minuti e ci restate attaccati per ore. Non sarà un caso se ci vanno 258 mila spettatori, no?". Non fa una grinza: ma, Sabbatini a parte, gli altri dov'erano? Vi rendete conto che, negli USA, non aspettano altro che la Ferrari ritorni nelle categorie Prototipi (garantisco per esperienza personale)? E in Italia? Interessa a qualcuno?
Tutto qui? Eh, no, perché Paolo "l'incompetente" ha chiesto a Mario Donnini, nobile firma di "Autosprint" e non solo, di esprimere il proprio parere a riguardo. Afferma Donnini: "Zanardi ha vinto 2 titoli CART da leggenda, con corse mito tipo Long Beach e Laguna Seca, ma non l'ha cagato nessuno, in Italia. È bastato farlo intervistare, ospedalizzato, da Carmen Lasorella per "Porta a Porta" di Vespa, subito dopo l'incidente del Lausitzring, per farlo diventare un personaggio adorato dalle mamme. Fin qui nulla di male, ci sta, ci mancherebbe, ma dov'erano, cosa facevano, perché tacevano i cosiddetti esperti di automobilismo (ce ne sono almeno 3 per ogni quotidiano) quando si trattava di lodare Alex per quello che stava facendo da pilota, con le gambe attaccate, nella seconda metà degli Anni '90? E perché tutti costoro continuano a presentare una realtà virtuale che vede l'automobilismo fatto solo di F1 plastificata, furbina, iperesclusiva, misconoscendo e snobbando realtà più vere, a dimensione d'uomo e storicamente e culturalmente assai più tridimensionali di quelle dei GP PlayStation oriented? Sai perché? Perché in Italia, fatte salve lodevoli e numerose eccezioni, c'è un analfabetismo di Motorsport che fa paura, peraltro più diffuso tra i giornalisti che tra i lettori. Gli insegnanti, insomma, sono di gran lunga più somari dei discenti. E per quanto mi riguarda prendi pure queste mie parole anche come un'autocritica che non mi esclude dai possibili colpevoli. Però, perlomeno, non faccio finta di non accorgermene".
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Entrambi!!!!! fate pena... nel amio paese (Granbretagna) alleviamo bene i piloti e li diamo fiducia, nn come il cavallino che prende solo stranieri.. poveracci andrea:
io mi ritengo un appassionato perche seguo la f1 fin da quando avevo 4 anni il mio pilota preferito era scumi massa adesso come lui. trulli lo stimo molto e l' unico italiano in f1 che non pensa di guidare un taxi ma nn lo voglio alla ferrari Agnellino:
Pellegrini vai a scrivere su siti di Corse Americane!!! Hai rotto, sempre la stessa solfa su tutti i tuoi articoli!!!! Non è davvero possibile. Cavallino-Rampante:
sono daccordo con l'ultimo commento..... sono stanco degli articoli insipidi di Paolo pellegrini, fino a quando parlava di F1 li leggevo anche volentieri i suoi articoli, ma ora parla solo di Corse Americane. Paolo siamo in un Blog di F1.... sforzati a scriveri articoli che riguardano la Formula1. Anonimo:
E' vero: mi riconosco in questo commento. Ma non è mica colpa mia se in TV trasmettono solo le gare di F1, io non ho la possibilità di vederle dal vivo! klein:
Caro Paolo, tralascio polemiche e altro, sui tuoi ultimi articoli. In parte hai ragione, perche' io sono uno tra quelli che misconoscono le varie gare, che tu hai nominato, non per scelta ma per la semplice ragione che qualcuno non me le ha mai introdotte o presentate. Mio lo sbaglio. Non punterei il dito solo sull'appassionati della F1, ma su tutti gli appassionati di sport e non solo.Quanto viene seguita una partita di calcio dei dilettanti o di serie C e D? Tranne che dai familiari e da i cerca-talenti, forse qualche curioso e basta.Estenderei il discorso ad altri sport, come l'atletica, che tutti seguiranno durante i giochi Olimpici. Quanti di noi conoscono i nomi di questi atleti? Chi li ha visti di persona durante i vari incontri che fanno nelle varie citta' Italiane? Questo solo per dirti, che noi siamo capaci, (forse), a immedesimarci nei grandi campioni, tralasciando quelli minori, o quelli che non conosciamo, o forse siamo piu' attenti al lato tecnico della macchina, e non puoi negare che in questo (concedimelo per favore) la F1 e' leader. Aggiungerei una risposta al nostro caro amico Jones. Hai ragione a evidenziare il fatto che la Ferrari non prende piloti Italiani, ma questa non deve essere una critica al Team, ma alla mancanza di infrastrutture e organizzazioni che potrebbe coltivare grandi piloti. Cio non toglie che la storia ed il presente ci regala nomi di grandi piloti Italiani . . . .forse troppo pochi per la nostra grande storia motoristica. Ciao a tutti Anonimo:
Perchè per difendere la propria passione, bisogna sempre offendere? "Le attricette e gli attorucoli" di Capri, come li definisci tu, sono grandi professionisti nel loro campo. Del resto che hai scritto non m'importa nulla perchè non mi interessa la F1, ma non offendo i piloti perchè so che sono anche loro dei professionisti. Ti prego in futuro di essere meno offensivo nei confronti di chi fa un altro mestiere, ma con eguale impegno e passione francois xavier:
Caro Pellegrini, come ho attaccato a leggere il tuo articolo mi sono subito innervosito e avrei voluto dirti "chi ti credi di essere?", poi andando avanti ho trovato anche diversi aspetti condivisibili ma il fastidio è rimasto. Se non sbaglio tu all'epoca di Gilles eri ancora in fasce. Beh io avevo 15 anni e Villeneuve ed il suo caro amico Tambay li ho visti correre. Andavo ad Imola, alla Tosa, 15 giorni prima della gara, mi scavavo una piazzola per la tenda che poi piantavo il venerdì per le prime prove. Il fine settimana di Imola era incredibile: c'era un gran tifo, si tifo, le bandiere Renault venivano fatte ammainare (del resto all'epoca andare alla Tosa per tifare Renault sarebbe come tifare per la Juve in curva Fiesole), ma te lo assicuro si respirava anche una grande PASSIONE. Molti come me facevano sacrifici per poter assistere all'adorata Ferrari ma non mancava il rispetto per tutti. Non ho parlato a caso di tifo ma che male c'è? È bello sostenere col cuore il proprio beniamino, basta avere di fondo rispetto per gli altri. E a Imola questo rispetto c'era, te lo assicuro. C'era anche quando Patrese finì fuori alle acque minerali lasciando il comando a Tambay; il rispetto c'era, o ci vogliamo formalizzare sul gesto (dell'ombrello) di qualcuno? Anche quel giorno ero lì, Tambay partiva della terza posizione in griglia dove c'era disegnata una bandiera canadese: da quella posizione era partito l'anno prima Gilles per la sua ultima corsa. Ti dico questo perché all'epoca anche cose come questa contribuivano a dare magia all'evento e i TIFOSI erano recettivi a certe atmosfere. Il tifo non si contrappone alla passione. Ricordo di aver assistito a conversazioni appassionate tra spettatori durante sedute di test a Imola come a Monza o al Mugello. Non mi dilungo, e, ti ti ripeto, su molti passaggi del tuo articolo posso concordare, per dirtene una fui disgustato dalla trasmissione di Vespa all'indomani della morte di Senna, ma permettimi di essere franco, il tuo tono e il tuo modo lo trovo da saputello supponente un po' snob. Con stima, Francois Dax:
Penso che in realtà, "il problema" di Pellegrini sia il Tifo e la sua Passione per le Corse made in USA, che traspare sempre. (E' umano!).
Però non puoi pretendere di farci digerire articoli, inserendoci dentro continui riferimenti che "loro sono meglio" in campo motoristico.
Primo perchè è assolutamente falso (tanto è vero che si stanno Europizando nel produrre le auto, da vagoni ad auto + normali come dimensioni e rifiniture), secondo i loro piloti sono dei gran temerari con molto coraggio, ma per la tecnica di guida... anche Fisichella avrebbe da insegnargli molto (E lo dimostra il chiaro fatto che ogni volta va qualcuno della F1 vince gare su gare.. mentre il contrario non avviene mai!)
Le loro auto sono dei razzi senza controllo (ma tanto devono girare sugli ovali al 90% delle loro corse), sono onestamente sempliciotte sia come aereodinamica che elettronica. Li lo spettacolo lo fa l'auto a fuoco, l'auto a 300km che va a tamponare 7 auto contemporaneamente che girano e si vanno a schiantare sui muretti.
La F1 ha molti difetti, ma rimane un polo tecnologico incredibile di sperimentazioni e idee. Se non si chiamasse "Circus F1", ne fossi il gestore ti aprirei una sezione Made in USA sulle corse, dove credo tu sia un esperto della materia! Lascia perdere il ruolo di Evangelizzatore di noi "poveretti" della F1. Ormai siamo "anime perse" :-) Mulsannes:
E' da diversi anni che giro in Italia e in Europa per seguire gare di ogni tipo... ed è dal profondo del cuore che dico: BRAVO Pellegrini perchè hai scritto cose SACROSANTE. BRAVO Pellegrini perchè hai avuto il buonsenso di scriverle. BRAVO Pellegrini perchè hai il coraggio di non schierarti con il popolo bue. BRAVO Pellegrini perchè a guardare e ad ammirare i VERI EROI del Motorsport più siamo e meglio è... E se in Italia continueremo ad essere in pochi saremo sempre e comunque POCHI MA BUONI! Mi dispiace solo che le tue giuste considerazioni (e quelle di molti altri) invece di aprire gli occhi alla massa cadranno nel vuoto. E' come predicare nel deserto. E i commenti sotto al tuo articolo lo dimostrano. "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa..." Blade Runner:
Concordo pienamente con Mulsannes e non capisco perchè ancora una volta si sia voluto travisare il senso dell'articolo di Paolo Pellegrini che riguarda la mancanza di "cultura motoristica" che riguarda "tutti" gli aspetti dello sport dell'auto e non solo fare il tifo per questo o quel pilota o questo o quel team. Detto ciò mi domando: chi non ha la possibilità, anche solo logistica di frequentare autodromi, chi dipende solo da quello che "passa" la TV come fa ad acculturarsi?. Credo che nel marasma generale una colpa ce l'abbiano anche i media che si concentrano solo su alcuni avvenimenti ignorandone anche di importanti come la 24 ore di Le Mans. Si potrebbe auspicare la nascita su digitale terrestre di un canale dedicato alle corse d'auto. Potrebbe essere un'idea. Giuseppe Agnellino:
Non mi pare che gli altri hanno travisato qualcosa, hanno avuto anzi la stessa sensazione.
X Mulsannes: "Il popolo Bue", qui si parla di mettere sempre lo sport motoristico amerikano superiore a quello Europeo. Prova a scrivere in Usa il contrario... poi vediamo come ti accolgono.
X Blade Runner: Ho l'impressione che non hai le idee chiare. Prima dici che quello che passa la TV è frutto di quello che ti vogliono far vedere... e quindi può mancare una certa informazione globale, poi speri in un altra TV dedicata (si.. che come l'altra avrà una sua linea editoriale...)
PS:La soluzione cìè già.. è un affare chiamato SATELLITE. Chi in Italia è interessato alle noiose gare Usa può comprarla e non perdersene nemmeno una! Blade Runner:
X Agnellino Non concordo assolutamente con quanto hai esposto, evidentemente frutto di una lettura frettolosa della mia opinione. Non ho affatto nostalgia delle noiose gare USA, e non mi pare che in quanto ho scritto vi fosse alcun riferimento a quelle. Piuttosto lamento il fatto che in TV, che è l'unica fonte dalla quale è possibile abbeverarsi, per chi è lontano dagli autodromi, lo sport dell'automobile, in generale, è trascurato. E questo vale sia per quelle nazionali che quelle satellitari. Auspico un canale dedicato sul digitale terrestre così come vi sono riviste specializzate. Ovviamente, pur avendo l'anello al naso, mi è giunta voce dell'esistenza del SATELLITE. Saluti Giuseppe Agnellino:
Sul fatto che tutto sommato i Motori in Italia siano trascurati è vero. Abbiamo dei gioielli che hanno fatto storia: Ferrari, Maserati, Alfaromeo, Fiat, Lancia! Ci sono paesi che non hanno nulla in confronto,molto meglio strutturati come palinsesti motori. Cosa abbiamo in Italia? GrandPrix (ormai rivolto solo alla MotoGP), le riviste di auto della Rai che fanno ridere con quei 2 e 9000 effetti ottici stile LSD. Magari avessimo rubriche come TOPGEAR! sebastiano:
Sul fatto che i motori in italia non vengono seguiti e soprattutto viene trascurato il lato tecnico che è la loro base di partenza è vero ma la colpa è soprattutto dei giornalisti che si occupano dei motori.Ricordate pochi Gran Premi fà l'inviata rai domandava a Flavio Briatore delle sue nozze a 4 minuti dal via,a voi importava qualcosa?,io mi offesi,pensai ma cosa credono questi che davanti alla TV ci sono delle vecchiette.A me personalmente avrei voluto che si parlasse di:camper,carico aereodinamico,freni,distibbuzione pesi,dettagli costruttivi e strateggici che differenziano le vetture.Insomma in formula uno ce ne sono di argomenti da palare,così da rendere più appassionante il gp,anche se capitasse che non ci fossero solpassi,sarebbe interessante vederere queste differenze come si comportano in pista sulle varie vetture.Quando mi capita di vedere una f1 da vicino mi rendo conto di tutto questo,vedo cose che dalla TV non vedono e non si sentono e che non bisogna essere per forza degli esperti per ntarle.Infine vorrei sapere se qualcno saprebbe dirmi i giorni precisi che la ferrari utilizzera per i test a fiorano nella settimana che va dal18 al 24,vorrei andarci.
Commenti di:
Ciao a tutti
come ho attaccato a leggere il tuo articolo mi sono subito innervosito e avrei voluto dirti "chi ti credi di essere?", poi andando avanti ho trovato anche diversi aspetti condivisibili ma il fastidio è rimasto. Se non sbaglio tu all'epoca di Gilles eri ancora in fasce. Beh io avevo 15 anni e Villeneuve ed il suo caro amico Tambay li ho visti correre. Andavo ad Imola, alla Tosa, 15 giorni prima della gara, mi scavavo una piazzola per la tenda che poi piantavo il venerdì per le prime prove. Il fine settimana di Imola era incredibile: c'era un gran tifo, si tifo, le bandiere Renault venivano fatte ammainare (del resto all'epoca andare alla Tosa per tifare Renault sarebbe come tifare per la Juve in curva Fiesole), ma te lo assicuro si respirava anche una grande PASSIONE. Molti come me facevano sacrifici per poter assistere all'adorata Ferrari ma non mancava il rispetto per tutti. Non ho parlato a caso di tifo ma che male c'è? È bello sostenere col cuore il proprio beniamino, basta avere di fondo rispetto per gli altri. E a Imola questo rispetto c'era, te lo assicuro. C'era anche quando Patrese finì fuori alle acque minerali lasciando il comando a Tambay; il rispetto c'era, o ci vogliamo formalizzare sul gesto (dell'ombrello) di qualcuno?
Anche quel giorno ero lì, Tambay partiva della terza posizione in griglia dove c'era disegnata una bandiera canadese: da quella posizione era partito l'anno prima Gilles per la sua ultima corsa. Ti dico questo perché all'epoca anche cose come questa contribuivano a dare magia all'evento e i TIFOSI erano recettivi a certe atmosfere.
Il tifo non si contrappone alla passione. Ricordo di aver assistito a conversazioni appassionate tra spettatori durante sedute di test a Imola come a Monza o al Mugello.
Non mi dilungo, e, ti ti ripeto, su molti passaggi del tuo articolo posso concordare, per dirtene una fui disgustato dalla trasmissione di Vespa all'indomani della morte di Senna, ma permettimi di essere franco, il tuo tono e il tuo modo lo trovo da saputello supponente un po' snob.
Con stima,
Francois
Però non puoi pretendere di farci digerire articoli, inserendoci dentro continui riferimenti che "loro sono meglio" in campo motoristico.
Primo perchè è assolutamente falso (tanto è vero che si stanno Europizando nel produrre le auto, da vagoni ad auto + normali come dimensioni e rifiniture), secondo i loro piloti sono dei gran temerari con molto coraggio, ma per la tecnica di guida... anche Fisichella avrebbe da insegnargli molto (E lo dimostra il chiaro fatto che ogni volta va qualcuno della F1 vince gare su gare.. mentre il contrario non avviene mai!)
Le loro auto sono dei razzi senza controllo (ma tanto devono girare sugli ovali al 90% delle loro corse), sono onestamente sempliciotte sia come aereodinamica che elettronica. Li lo spettacolo lo fa l'auto a fuoco, l'auto a 300km che va a tamponare 7 auto contemporaneamente che girano e si vanno a schiantare sui muretti.
La F1 ha molti difetti, ma rimane un polo tecnologico incredibile di sperimentazioni e idee. Se non si chiamasse "Circus F1", ne fossi il gestore ti aprirei una sezione Made in USA sulle corse, dove credo tu sia un esperto della materia! Lascia perdere il ruolo di Evangelizzatore di noi "poveretti" della F1. Ormai siamo "anime perse" :-)
BRAVO Pellegrini perchè hai scritto cose SACROSANTE.
BRAVO Pellegrini perchè hai avuto il buonsenso di scriverle.
BRAVO Pellegrini perchè hai il coraggio di non schierarti con il popolo bue.
BRAVO Pellegrini perchè a guardare e ad ammirare i VERI EROI del Motorsport più siamo e meglio è...
E se in Italia continueremo ad essere in pochi saremo sempre e comunque POCHI MA BUONI!
Mi dispiace solo che le tue giuste considerazioni (e quelle di molti altri) invece di aprire gli occhi alla massa cadranno nel vuoto.
E' come predicare nel deserto.
E i commenti sotto al tuo articolo lo dimostrano.
"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa..."
Detto ciò mi domando: chi non ha la possibilità, anche solo logistica di frequentare autodromi, chi dipende solo da quello che "passa" la TV come fa ad acculturarsi?.
Credo che nel marasma generale una colpa ce l'abbiano anche i media che si concentrano solo su alcuni avvenimenti ignorandone anche di importanti come la 24 ore di Le Mans.
Si potrebbe auspicare la nascita su digitale terrestre di un canale dedicato alle corse d'auto. Potrebbe essere un'idea.
Giuseppe
X Mulsannes:
"Il popolo Bue", qui si parla di mettere sempre lo sport motoristico amerikano superiore a quello Europeo. Prova a scrivere in Usa il contrario... poi vediamo come ti accolgono.
X Blade Runner:
Ho l'impressione che non hai le idee chiare. Prima dici che quello che passa la TV è frutto di quello che ti vogliono far vedere... e quindi può mancare una certa informazione globale, poi speri in un altra TV dedicata (si.. che come l'altra avrà una sua linea editoriale...)
PS:La soluzione cìè già.. è un affare chiamato SATELLITE. Chi in Italia è interessato alle noiose gare Usa può comprarla e non perdersene nemmeno una!
Non concordo assolutamente con quanto hai esposto, evidentemente frutto di una lettura frettolosa della mia opinione.
Non ho affatto nostalgia delle noiose gare USA, e non mi pare che in quanto ho scritto vi fosse alcun riferimento a quelle.
Piuttosto lamento il fatto che in TV, che è l'unica fonte dalla quale è possibile abbeverarsi, per chi è lontano dagli autodromi, lo sport dell'automobile, in generale, è trascurato.
E questo vale sia per quelle nazionali che quelle satellitari.
Auspico un canale dedicato sul digitale terrestre così come vi sono riviste specializzate.
Ovviamente, pur avendo l'anello al naso, mi è giunta voce dell'esistenza del SATELLITE.
Saluti Giuseppe
Cosa abbiamo in Italia? GrandPrix (ormai rivolto solo alla MotoGP), le riviste di auto della Rai che fanno ridere con quei 2 e 9000 effetti ottici stile LSD. Magari avessimo rubriche come TOPGEAR!
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