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QUANTO IPOCRITA BUONISMO SU VALENCIA E SUI TRACCIATI DELLA F1!
28.08.08 - Dal 1994, cioè dalla morte di Ratzenberger e Senna, i tracciati della F1 sono sotto l'occhio del ciclone. Troppo veloci? Rallentarli! Troppo "pericolosi"? Renderli sicuri! E poi venne il "satanico" cittadino di Valencia e... apriti cielo! "Non favorisce i sorpassi ed è troppo veloce!", gridano alcuni, "troppo pericoloso!", tuonano altri: magari gli stessi che rimpiangono il vecchio Hockenheim! Insomma, mettiamoci un po' d'accordo!

Le morti di Ratzenberger e Senna, nel week-end del GP di Imola 1994, hanno fatto da spartiacque, nel bene e nel male. La ricaduta negativa più evidente è toccata a molti dei tracciati che ospitano ed ospiteranno le gare di F1. Con la solfa della sicurezza a livelli siderali, i burocrati della F1 hanno pensato male di snaturare, stravolgere, uccidere alcuni dei tracciati storici della F1. Un discorso già abbondantemente sviscerato, questo, ma che oggi tiene più che mai banco: Hockenheim, da tempio della velocità, è ora un circuito grazioso ma sciapo (diciamola tutta: è un altro circuito!), stessa sorte per Silverstone (che dal 2009 lascerà il posto a Donington), Monza, pur mantenendo intatto tutto il proprio fascino e le proprie peculiarità, è stato anch'esso profondamente rimaneggiato in alcuni suoi punti (una prima variante da vomito e le Lesmo ormai un pallido ricordo delle curve cazzute di un tempo). Resistono Spa, Montreal (ma sempre accusato di essere troppo pericoloso!), Monaco, Melbourne (pericoloso pure questo!), Barcellona, Interlagos (anch'esso da tempo rivisto e rallentato), sono state abbandonate dalla F1, perché ritenute pericolose (perdonatemi il gergo ma...che palle!), piste che, invece, meritano attenzione (però molte ancora ospitano gare di altre categorie automobilistiche!), le piste neonate (Bahrain, Turchia, il nuovo Fuji, Shanghai), infine, risultano insipide, asettiche, perdoniste, perbeniste, da PlayStation. E poi, venne il nuovo cittadino di Valencia, il pomo della discordia. "Troppo pericoloso!", "troppo veloce!", troppi muretti!", "troppe curve cieche!". Buffo, perché gli stessi appassionati ed esperti del settore che sputano contro Valencia magari rimpiangono il vecchio Nurburgring: e qui, hai voglia a curve cieche, muretti, guard-rail, alberi, pali, salti, assenza di vie di fuga: che goduria, guys! Per carità, tutti i gusti sono gusti, però mi chiedo: perché accanirsi così tanto contro il cittadino valenciano? Pericoloso? Ma dove! Veloce? Bene! Non perdonista come il Bahrain? Era ora! Certo, non passerà alla storia come il miglior tracciato al mondo, tuttavia sempre meglio del Bahrain è! E poi, signori: una volta tanto che gli attuali piloti di F1 non se la fanno nelle mutande (spesse volte, obiettivamente, recitano la parte dei "rammolliti"), lasciamoli fare! E poi, signori: non è mica un brutto spettacolo un cittadino con punte velocistiche da Monza! Il punto, invece, è un altro: se è lecito e consentito realizzare un cittadino superveloce, perché non ripristinare i tracciati originali di Hockenheim e Monza? Perché le F1 possono viaggiare a 320Km\h a Valencia e non sul vecchio Hockenheim?

Alla fine, gratta gratta, il discorso è sempre il solito: si sta perdendo il senso del rischio, della sfida, ingredienti vitali nelle corse. Oggi, sono in molti ad aver dimenticato, a forza di melassa, buonismo e vie di fuga che sembrano aeroporti, quanto sia esaltante, per piloti seri e spettatori, un tracciato "politicamente scorretto", non buonista e perbenista, anzi, che possieda quella ragionevole e solleticante percentuale di rischio. A forza di moralismo, il risultato non poteva che essere il seguente: se una pista ha mantenuto (per grazia ricevuta, evidentemente!) quel tocco di antico, di asprezza, di selvatichezza, di caratteristico, di unico, ormai dicesi "pericolosa"! Ridicolo. Del resto, sono i piloti stessi (tranne quelli cresciuti e pasciuti esclusivamente nella Formula 1 del Tilke pensiero) i primi a voler correre consapevolmente ragionevoli rischi. Insomma, cosa sarebbero i rally se si corressero in sterrati con vie di fuga ai lati e prove speciali privi di salti, cosa sarebbero le cronoscalate se si corressero in autodromo invece che sulle infernali stradine locali delle Svolte di Popoli o della Trento-Bondone, cosa sarebbe il TT se si corresse in autostrada invece che tra i letali marciapiedi e saliscendi della Isle of Man, cosa sarebbe la Parigi-Dakar se si corresse in una immensa autostrada ricavata in mezzo al deserto? Se i piloti non accettassero più il rischio, beh, non avremmo di certo centinaia di iscritti e partecipanti ad ogni gara e ogni anno alle cronoscalate, al TT o alla 24h del Nurburgring! È pur vero che molti piloti, evidentemente imborghesiti, spesso palesano contraddizioni: entusiasti di correre in circuiti dal sapore antico poiché regalano sensazioni da brivido ma, allo stesso tempo, reclamano sempre più sicurezza, pretendendo di correre in circuiti in cui è impossibile rischiare, sbagliare, caratterizzati da curve facili, rettilinei banali seguiti da altre curve mollacchiose. Anche un tempo si potevano realizzare circuiti dal rischio nullo, non erano mica tordi! Non si facevano, però, perché le piste dovevano essere bizzarre, strane, tipiche, non alla portata di tutti i comuni mortali, epiche. E si doveva rischiare. Fortunatamente, tanto in Europa che in Asia, sono sopravvissuti eccellenti tracciati, di cui molti oggigiorno misconosciuti per il semplice fatto che la F1 non vi corra più o non vi abbia mai corso! Sarò impopolare (e chi se ne frega!) per quanto mi appresto ad affermare, però la più grande fetta di circuiti da "uomini veri" risiede ormai in Nord America, USA e Canada: non sto parlando di ovali, ma di Laguna Seca (non è un caso che la corsa più bella della Moto GP degli ultimi 2 anni sia andata in scena tra i saliscendi californiani), Watkins Glen, Mid-Ohio, Sonoma, Sebring, Lime Rock, Elkhart Lake, Road Atlanta, Mosport, Long Beach e via dicendo. Circuiti vecchio stampo, pochi fronzoli e tanta sostanza: se hai tecnica ed attributi bene, altrimenti buonasera! C'è da chiedersi perché, sotto la spinta dei burocrati della F1 e della FIA, oggi si realizzino solo tracciati da videogioco, tutti uguali, con curve a prova di neopatentato: forse per tenere a bada l'opinione pubblica buonista, sempre pronta a fare la ramanzina qualora succedano incidenti gravi...?

Ma non è tutto. In parecchi hanno accusato il cittadino di Valencia, dipinto come una sorta di Salerno-Reggio Calabria, quale unica causa dell'osceno, tedioso, funereo GP di F1 ivi disputato. In molti, infatti, hanno affermato che tale tracciato non favorisca i sorpassi e la lotta in pista, giustificando, sic et simpliciter, l'ennesimo squallido spettacolo offerto dalla F1 del Nuovo Millennio. Ah, ah, ah, come se i GP corsi sugli altri tracciati (Spa, Silverstone, Magny-Cours e Monza compresi) fossero zeppi di sorpassi e contraddistinti da lotta all'ultimo sangue!! A detta di tutti i piloti che hanno avuto occasione di correre a Valencia, il tracciato è in grado di offrire spettacolo: lunghi rettifili, curvoni da percorrere in pieno, staccate da tirare al limite, sede stradale larghissima. Ma tu guarda: le due gare del GT Open sono state avvincenti, così come le altrettante manche della GP2. E la gara della F1? Abbiamo visto tutti: una tragedia greca, una stancante processione decisa al semaforo verde! Si parta da un presupposto: non esistono piste in cui è impossibile superare. Certo, vi sono piste in cui superare è estremamente più difficile che in altre: ma non è il caso di Valencia! Signori, non sarebbe il caso di rivedere il GP di Phoenix 1990? Circuito atroce, un susseguirsi di curve a 90° e rettilinei lunghi quanto il corridoio di casa. Eppure, Senna ed Alesi diedero vita ad uno dei più bei duelli nella storia della F1: sorpassi a profusione (pure con i doppiati in mezzo ai piedi!), staccate a baciare in muri: che divertimento, che lezione! Per non parlare, poi, dei duelli monegaschi e delle gare all'ultima staccata sul kartodromo dell'Hungaroring, eccetera. Se oggi in F1 manca la lotta in pista è perché le auto non sono fatte per viaggiare le une vicine alle altre, le une dietro le altre, perché molti piloti hanno un fegato grosso quanto quello di un passerotto, perché le corse sono schiave delle strategie box, perché i sorpassi avvengono, appunto, ai box, senza che i piloti si affannino in pista. Certo, fin quando si loda, quale esempio di perfetta strategia F1, il GP vinto da Schumi dopo aver effettuato 4 pit-stop, ovvio che ci si disabitua alla vera lotta, ai veri sorpassi, alla vera essenza delle corse.

Ragazzi, è ora di piste e corse con le palle!

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Dax:
Sono d'accordo (PS:Pellegrini ma sei tu quello su 4 Ruote?).

Io ho la CURA per questa F1 molto monotona rispetto agli anni "d'oro" ..di 10 anni fa, si riassume nel tornare indietro!

- GOMME SLICK

- NO RIFORNIMENTI AI BOX
(Ecclestone cercava con i box di incrementare lo spettacolo con possibili fiamme, meccanici spiattellati, "botti". Abbiamo visto domenica che continuare è una follia..poi si parla di sicurezza? Non prendiamoci in giro!

- Senza i Rifornimenti, muiono di colpo LE STRATEGIE e i SORPASSI AI BOX. I Bravi piloti dovrebbero amministrare le gomme e benzina, come si faceva un tempo.. con grandi rimonte e sorpassi a + non posso.. altrimenti SI RIMANE DIETRO e non c'è strategia che tiene.

Basterebbe questo e ti assicuro che ne vedremo delle belle... poi se ci fanno anche un bel circuito da pelo sullo stomaco...  

Blogger francois xavier:
Perfettamente d'accordo.
Una piccola richiesta: articoli un po' meno lunghi.
Saluti,
François  

Anonymous Vittorio Alfieri:
E' un luogo comune anche quello di continuare a credere che la colpa sia delle piste. Lo spettacolo manca perché l'aerodinamica e tante altre assurde regole tecniche lo uccidono.  

Anonymous Anonimo:
BISOGNA FARE COME AI TEMPI DI SENNA ROSBERG PROST 185 LITRI A BORDO CON UN SOLO CAMBIO DI GOMME E POI CHI SI ATTACCA ATTACCA LI SI VEDE LE BRAVURE DEI PILOTIMENO TELEMETRIE E COMANDI DELLE AUTO DAI BOX CHE GESTISCE TUTTO CON ELETTRONICA E STRATEGIE MA COME SI PUO VEDERE UNA GARA CHE SI VINCE DURANTE CHE SI SCONTA UNA PENALITA QUESTA F1 E DINENTATA UNA VERGOGNA TOTALE.ROCCO  

Anonymous Simone:
X me i circuiti cittadini servono solo a far soldi. Finchè l'unico era monaco vabbè, ma ora ce ne sono tre: monaco, valencia e singapore. Come abbiamo visto, nè a monaco ne a valencia ci sono stati sorpassi degni di questo nome. A singapore sarà in notturna e sarà ancora peggio! Se ecclestone si ostina ad aggiungere circuiti cittadini vuol dire che dello spettacolo della formula 1 non gliene frega proprio niente...  

Anonymous Anonimo:
bellissimo articolo.  

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