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ADDIO PHIL HILL
01.09.08 - Giovedì 28 agosto, Phil Hill ci ha lasciati per sempre. Nato a Miami (California, USA) il 20 aprile 1927, Philip Toll Hill è stato uno dei più grandi e veloci piloti tra la fine degli Anni Cinquanta e buona parte dei Sessanta. Semplice e schivo, Hill ha vinto ovunque: nell'Endurance, nella Can-Am, in Formula 1. Un omaggio al grande campione.

Il 28 agosto scorso all'ospedale di Salinas, Monterey (California, USA), all'età di 81 anni, si è spento Phil Hill, affetto da tempo dal morbo di Parkinson. Immediato il cordoglio di tutta la Ferrari e del Presidente Montezemolo. Con il campione californiano, se ne va via un'altra gloriosa pagina di storia dell'automobilismo mondiale. Un altro Asso che ci lascia, per sempre. È la vita. Phil Hill, oggigiorno, a molte persone dice poco o nulla. Capirai: era americano e, come se non bastasse, risalente ad un passato sempre più passato e dimenticato. Eppure, Phil è stato uno dei più importanti, veloci e poliedrici piloti di tale passato sempre più "remoto". Hill inizia a muovere i primi passi (sportivamente parlando, si intende) in America, tra il 1953 ed il 1954, al volante di vetture Sport. Quindi, l'approdo in Europa. Qui, il veloce californiano si fa ben presto notare per le sue innate e spiccate doti velocistiche: Enzo Ferrari lo vuole nella propria Scuderia. Nel 1956, Hill vince la 6 ore di Anderstorp, nel 1958 firma la sua prima 24h di Le Mans, in coppia con Gendebien al volante della Ferrari 250TR. Sempre nel 1958, Hill debutta in F1: è il GP di Francia, la vettura è una Maserati 250F, 13° in qualifica, 7° al traguardo! Che biglietto da visita!

La carriera in Formula 1 di Hill è fulminea: una scalata ai vertici compiuta in una manciata di GP, nonostante arrivi al successo in sole 3 corse. Nel 1958, altri due GP, ma in Ferrari, con la 246: due terzi posti, a Monza e in Marocco. Nel 1959, sebbene guidi una Ferrari 246 sì veloce ma ormai anzianotta, Hill coglie ottimi risultati: 4° a Monaco, 6° in Olanda, 2° in Francia, 3° in Germania, ancora 2° a Monza. Il 1960 è, per la Ferrari, una stagione in sordina e di transizione. Hill, ancora con la 246, giunge 3° a Monaco, 4° in Belgio, quindi la prima, sospirata, meritata vittoria in F1, in quel discusso GP d'Italia (pole-position e vittoria), risultato a cui fa seguito il 6° posto al GP degli USA ottenuto al volante di una Cooper T51-Climax del Team privato Yeoman Credit Racing Team. Finalmente, nel 1961, Hill corona il sogno di diventare campione del mondo di F1. Una stagione esaltante, la sua, impreziosita da 5 pole consecutive e 2 vittorie (Belgio e Italia). Un campionato, tuttavia, segnato dalla tragedia di Monza: la morte di Wolfgang von Trips e di 14 persone tra il pubblico. Hill totalizza 34 punti, von Trips 33. Nel 1961, frattanto, Hill conquista la seconda 24h di Le Mans, ancora in coppia con l'inseparabile Gendebien. Nel 1962, sempre al volante della ormai anziana Dino 156, Hill ottiene solo 3 podi: 3° in Olanda, 2° a Monaco, 3° in Belgio. Ma si rifà a Le Mans: ancora una vittoria ferrarista, ancora con Gendebien! E fanno tre! Il 1963 è, per il californiano, un anno avaro di soddisfazioni in F1. Corre (eccezion fatta per il GP di Francia, disputato con una Lotus-BRM della Scuderia Filipinetti) per la neonata italiana A-T-S (Automobili Turismo e Sport), sorta all'indomani della diaspora di tecnici e cervelli provenienti dalla Ferrari: la pur bella vettura è un completo disastro. Quindi, nel 1964, la altrettanto fallimentare avventura in Cooper.

Nelle ruote coperte, vero terreno di caccia di Hill, i risultati non mancano. Nel 1958 e 1961 vince, sempre in Ferrari, la 12h di Sebring (la prima in coppia con Peter Collins, la seconda con Gendebien), nel 1964 fa sua Daytona (all'epoca si correva sulla distanza di 2000Km) al volante di una Ferrari 250GTO in coppia con Pedro Rodriguez, il 5 giugno 1966, in coppia con Jo Bonnier, Hill regala alla Chaparral la seconda vittoria nel Mondiale Marche (1000Km del Nurburgring), il 30 luglio 1967, infine, regala alla piccola Casa di Hall e Sharp la terza vittoria assoluta nel Mondiale Marche. La gara è la 6 ore del Brands Hatch, la vettura la Chaparral 2F-Chevrolet, il suo compagno è il britannico Mike Spence. Inoltre, nel 1966, Hill termina al 4° posto il campionato Can-Am, al volante della Chaparral 2E-Chevy, a soli 9 punti di distacco dal vincitore, Surtees su Lola T70MKII-Chevy.

Nel 1967, Hill abbandona le corse. Semplice, schivo, all'apparenza duro, Phil Hill amava alla follia i motori e le corse, collezionava e restaurava auto d'epoca a Santa Monica. Ma era anche un fine intenditore e conoscitore di musica classica, nonché eccelso osservatore della vita, degli uomini, delle loro virtù, dei loro difetti. Il pessimo e polemico rapporto con Enzo Ferrari è solo un capitolo della sua vita. Ferrari definiva Hill "un pilota amante dei rettilinei e poco delle curve, di classe non eccelsa ma sicuro e redditizio soprattutto nei circuiti ad alta velocità". Enzo Ferrari l'ingrato, si direbbe, specie (e assai ingiustamente) coi piloti d'Oltre Oceano (Ginther, Gurney e Hill, appunto): il Drake, infatti, non ricorderà e menzionerà mai nessuna delle tre vittorie di Hill conseguite a Le Mans in coppia con Olivier Gendebien, altro pilota in perenne rotta con il Commendatore. Ferrari era solito incolpare i piloti allorché le gare andassero per il verso storto, sempre e comunque, anche quando erano le vetture a rompersi. Secondo Enzo, a sbagliare era sempre il pilota, convinto della assoluta bontà delle proprie vetture. Enzo Ferrari lo scaricabarile, si direbbe. A Hill, tale filosofia non convinceva assolutamente. Per questo e molto altro ancora, Hill arrivò al punto di odiare Ferrari. Non a caso, i due piloti che più criticarono a viso aperto il Commendatore furono Hill e Gendebien, gli inseparabili. Tuttavia, il fascino di Enzo era irresistibile; Hill lo definiva un grande direttore d'orchestra, lo paragonava a Henry Ford e ad Ettore Bugatti. Scriveva Hill di Enzo: "In questo mondo di violenza, non posso immaginare che possa esistere in futuro un uomo come lui".

Addio Phil, uomo dal volto duro e dal cuore tenero.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Anonimo:
Riposa nel paradiso degli eroi grande PHIL HILL e grazie per tutto!!! Patrizia  

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