HOME | SHOP Segui CircusF1  | facebook | YuoTube | twitter | friendfeed | RSS feed |  
 
   
 
 
 
F1 RSS FEED
Il primo BLOG sulla Formula 1: news, foto e video. Dì la tua... Anno XII
 
COSTRUTTORI ITALIANI IN F1: TANTA PASSIONE, BELLE IDEE E... POCHI SOLDI
22.09.08 - La storica vittoria di Vettel e della Toro Rosso-Ferrari, al GP d'Italia a Monza, ha fatto scoprire al pubblico, italiani in testa, che oltre alla Ferrari esiste un'altra bella realtà italiana in Formula 1. I costruttori italiani e la F1: un rapporto non sempre felice, spesso fatto di tanta passione e pochi soldi, nomi dimenticati di cui si è sempre parlato poco...

Ci voleva la storica quanto inaspettata vittoria di "Seb" Vettel in quel di Monza per far scoprire al pubblico della F1, italiani in testa, la Toro Rosso! Peraltro motorizzata Ferrari: ma i propulsori della "Toro" non si rompono...! Già, la Toro Rosso. Sorta dalle ceneri della celebre Minardi quale scuderia "satellite" della Red Bull (non a caso, Toro Rosso è la traduzione letterale di Red Bull!). Scuderia italiana a tutti gli effetti, poiché basata a Faenza e con personale tecnico "nostrano", ma a capitali e proprietario austriaci. Scuderia munita di parecchi soldi (altro che Minardi: ora c'è il signor Red Bull a tirar fuori i money!). Scuderia i cui piloti, Vettel e Bourdais, sono il futuro della F1: il primo, davvero veloce, costante e redditizio, il secondo provvisto di una esperienza, tra ruote coperte e scoperte, da far invidia a molti piloti di F1 ben più anziani e titolati del francese. Scuderia la cui sopravvivenza, in prospettiva 2009, è niente affatto certa e scontata. Scuderia la cui vettura è la copia carbone della Red Bull di Newey. Scuderia che tutti, ora, esaltano, ma non prima di averla "derisa" e bistrattata fino a poche gare fa. Scuderia di cui già non si parlerà più tra una manciata di corse, qualora non riesca a compiere imprese in stile Monza 2008. Insomma, la solita storia già letta.

I costruttori italiani, eccezion fatta per la titolatissima Ferrari (sotto l'egida di mamma FIAT dal 1969: ogni tanto, ricordarlo non fa male...), hanno sempre dovuto ingoiare bocconi amarissimi (appunto...), dispensati da stampa e tifosi. Costruttori, gli altri, ritenuti figli di un dio minore. Si prenda il caso Minardi, davvero emblematico. Fin quando la Casa di Faenza è rimasta in vita, chi aveva la volontà di dire "sveglia gente, in F1 c'è pure la Minardi! Non vincerà e spesso fatica a prendere punti, però è pur sempre una bella realtà italica!"? Pochi, pochissimi. Ma da quando il marchio Minardi è scomparso dalle scene della F1, ecco sprecarsi i coccodrilli: "Minardi di qua, Minardi di là, ah quanto ci manca la Casa faentina!". E ora, col "miracolo" Toro Rosso, si è tornati a parlare di Minardi. Insomma, si parla della Minardi e di Minardi più oggi, causa il "miracolo" Toro Rosso con annessi e connessi, che ieri, quando le vere Minardi calcavano le piste del mondiale di F1! Buffo.

Figlie di un dio minore, dicevamo. Persino Maserati e Alfa Romeo, marchi che trasudano storia e vittorie da ogni poro, sono oggi considerate, sportivamente parlando, figlie di un dio minore. E che dire della Benetton? Sorta dalle ceneri della inglese Toleman, capitali e proprietari italianissimi ma strutture, tecnici e sede "very british". Una Casa anglo-italiana, appunto, capace di vincere 27 corse e due titoli piloti con tale Schumacher Michael. Eppure, ritenuta troppo inglese dagli italiani per amarla e affezionarsi ad essa. Risultato: i successi della anglo-italiana Benetton passano in sordina, sebbene la famiglia Benetton ci metta soldi, nome e, soprattutto, la faccia. In F1, hanno vinto dei mondiali solo tre Case italiane: Alfa-Romeo, Ferrari e Maserati. Ma un po' di merito, almeno metà, diamolo pure alla anglo-veneta Benetton (con l'accento sulla "o")!

Ma l'Italia della F1 non è stato e non è solo "mito Ferrari". C'è stato, infatti, un ricco "sottobosco" di marchi più o meno conosciuti (per non dire ignoti) i quali, sebbene non abbiano colto risultati di primo piano, meritano attenzione e una massiccia dose di rispetto per l'impegno profuso nelle rispettive avventure in Formula 1. Costruttori piccoli, fai da te, artigianali, dotati di ottime idee e conoscenze tecniche, ma sempre alla continua, disperata ricerca di motori, piloti, sponsor e denari, molti scomparsi nel giro di pochi anni, un anno, un gruzzolo di gare. Realtà caserecce e ruspanti ma ugualmente nobili: anzi, sicuramente più vere degli attuali marchi in salsa Force India e Red Bull. Fenomeni automobilistici, non solo italiani, che un tempo in F1 erano all'ordine del giorno. Ci hanno provato in tanti, alcuni senza nemmeno aver tempo e modo di partecipare ad un solo GP: SVA, Maserati Milano, Osca, Cisitalia, Lancia, Arzani Volpini, Tec-Mec, A-T-S, De Tomaso (marchio naturalizzato italiano, sebbene Alejandro De Tomaso fosse argentino), Iso-Rivolta (brodo primordiale dal quale sorgerà la Williams), Tecno, Merzario, ancora l'Alfa-Romeo tra la fine degli anni '70 ed il 1985, Osella (poi Fondmetal), Minardi, Dallara-Scuderia Italia, Eurobrun (Team italo-svizzero), Coloni, First, Life, Lambo, Andrea Moda, Forti. Mettiamoci pure la Trussardi, esperimento dalla storia contorta e articolata, naufragato miseramente. Era il 1987.

Era l'Italia misconosciuta della Formula 1. Sperando di non aver dimenticato nessuno!

- Paolo Pellegrini -

TUTTE LE NEWS | | F1 VIDEO



   
     
     (Condividi il post o invialo a un amico)  
     
 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Commenti di:

Blogger guga:
LE CENERENTOLE E LE REGINE.
Credo, allora, che l'anomalia, in questo impressionante quadro di sempre-perdenti (escludendo la Benettòn), sia la Ferrari!
Non mi risulta che gli Inglesi facciano pazzie per le loro scuderie minori, tant'è vero che, nascono e spariscono come i funghi o che gli Americani amino alla follia i loro piloti di F1, neanche quando vincono (Andretti - Mario - era adorato per quello che faceva in America, non in Europa...).
Gli unici che adorano i loro piloti sono i Brasiliani e il fatto si spiega con la circostanza che non hanno team di F1.
Noi italiani amiamo la Rossa: che male c'è?...
Certo, ogni tanto dovremmo spendere un applauso anche per gli ultimi e qualcuno, veramente appassionato lo fa: ma quanti sono i veri appassionati, non solo tra i tifosi ma anche tra i tecnici e i giornalisti, anche loro schierati e compatti con chi vince?...
Che, forse, avete mai letto articoli di apprezzamento per Takuma Sato o Joos Verstappen?... Col cavolo!... eppure anche loro, mutatis mutandis, sono stati dei veri fenomeni.
La Ferrari è la storia dell'Automobilismo sportivo, è la Juventus della situazione e tutti sanno che i bianconeri hanno milioni ti tifosi al di fuori di Torino.
Gli altri, giustamente o ingiustamente, sono tappezzeria, fanno parte dell'arredamento: sono importanti soltanto perché fanno risaltare le capacità altrui e costituiscono lo zoccolo duro del mondo delle corse.
Niente di più e niente di meno, con tutto il rispetto e a volte l'affetto, per i Minardi o i Jordan o i vari miliardari che a diverso titolo si affacciano, pasticciano, a volte arrivano anche a vincere, ma poi, ineluttabilmente, spariscono.
Grazie anche a loro, ma soprattutto grazie a Ferrari, Mac Laren e Williams, da sempre Regine incontrastate della Formula Maggiore.  

Posta un commento
 
Archivio Notizie »
 
 
Fotogallery
 
Fotogallery F1 Girls
Pit Babes, Pit Girls, Formula 1 Girls... Cosa aspetti? Guarda le foto esclusive.
 
 
F1 Foto Gallery
Le più belle foto dai circuiti di Formula 1. Dal '92 a oggi: Schumacher, Senna, Prost...
 
 
 
Classifica Piloti
 
J.Button85
 
 
R.Barrichello71
 
 
S.Vettel69
 
 
M.Webber51.5
 
 
Continua »
 
 
Classifica Costruttori
 
BrawnGP156
 
 
Red Bull120,5
 
 
Ferrari67
 
 
McLaren65
 
 
Continua »
 
F1 VIDEO
 
  Gratis i migliori Video di Formula 1
 
 
 
 
 
    Copyright circusf1.com - Tutti i diritti riservati -   Contattaci   Collabora   RSS   Newsletter   Disclaimer   Pubblicità