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Anno XII
CHE ERRORE E CHE ORRORE DISERTARE IL NORDAMERICA! 13.10.08 - Tra il Nord America e la Formula 1, almeno al momento, è rottura totale. Dopo la cancellazione dal calendario 2008 del GP degli Stati Uniti, ecco che anche il Canada viene depennato dalla stagione 2009. Al suo posto, entra Abu Dhabi, ennesima località desertica priva di credenziali. La cancellazione delle ormai storiche tappe nordamericane la dice lunga su quanto, ai burocrati della F1, interessi la vera cultura motoristica.
Ed anche il Canada ci lascia...le penne! Dopo la cancellazione del GP degli Stati Uniti già dalla stagione in corso, dal 2009 è il GP del Canada a salutare il circo (nel vero senso della parola) iridato della F1. È la prima volta, dal 1950, che la F1 non disputa almeno una corsa in Nord America. La tappa canadese entrava in calendario nel 1967: vinse Jack Brabham su Brabham-Repco, il tracciato era quello di Mosport. Il GP del Canada, dal 1967 al 2008, si è disputato di fronte a cornici di pubblico a dir poco imponenti (spesso oltre le 100 mila presenze), in bellissimi impianti, in suggestivi circuiti da uomini veri i quali, ancora oggi, richiedono tanto talento ed altrettanto stomaco. Stiamo parlando di Mosport Park (e chi ha il piacere di seguire le appassionanti vicende dalla American Le Mans Series può ancora godere di tale strabiliante tracciato), Mont Trebiant (ivi si corse solo nel 1968 e nel 1970), Montreal. Da quando il GP del Canada è entrato in calendario, solo nel 1975 e nel 1987 il bel Paese nordamericano non ha avuto occasione di ospitare la F1.
Ma perché il Campionato del Mondo di F1, specie ultimamente, nutre tanto "astio" nei confronti di Stati Uniti e Canada? Circa la cancellazione del GP del Canada, ufficialmente si parla di "mancati accordi contrattuali e finanziari". Mah: sembra più, invero, di essere ai soliti, patetici, pasticciati, demagogici, buonisti discorsi sulla sicurezza! Il tracciato di Montreal, secondo chi organizza il circo della F1, i piloti stessi (sempre più imborghesiti) e certa stampa specializzata (leggere il N.41 di SportAutoMoto per credere...), era ed è troppo pericoloso. Una semplice sbianchettata, ed il Canada non c'è più, preferendo i circuiti perbenisti e perdonisti alla Tilke, Abu Dhabi e i GP in notturna. Si intenda, nulla contro i GP in notturna, a patto che non diventino una moda, la regola, perché ritenuti "televisamente accattivanti" (salvo constatare che la scintillante Singapore by night tutto era tranne che bella a vedersi: pareva corressero da soli, in gabbia, col pubblico inghiottito dal buio!). Per gli Stati Uniti, invece, vengono accampate le solite brodaglie, che vogliono il pubblico americano non interessato alla F1 ed il tracciato di Indianapolis lontano da megalopoli, eccessivamente "campagnolo" e sperduto (stesso discorso messo in piedi da Ecclestone per cercar di fuggire da Magny-Cours, salvo poi andare a Donington...). A ciò, in ultimo, si è aggiunta la presunta scarsa copertura TV offerta negli USA in occasione dei GP di F1. Solo scuse, appunto. Ricordo che, sino a pochissimi anni fa, in Spagna non si trasmetteva alcun GP di F1 in TV: eppure, il pubblico spagnolo è sempre accorso numeroso in autodromo ed il GP di Spagna, salvo dal '52 al '53, dal '55 al '67 e dall'82 all?85, è sempre stato in calendario (a volte, più di un GP), e tale rimarrà! Gli USA, da sempre, sono un Paese che ama le corse, le auto, un Paese in cui la gente è sempre andata ad assistere alle corse, F1 compresa. I GP di F1 corsi negli USA rimarranno nella storia, nel bene e nel male: dapprima, dal '50 al '58, vi era Indianapolis e la sua 500 Miglia, nel 1959 resisteva Indy e subentrava Sebring, nel 1960 Indy e Sebring lasciavano il posto a Riverside, dal 1961 iniziavano i gloriosi anni di Watkins Glen (altro tracciato per uomini veri, quindi considerato "pericoloso"), nel 1976 al "Glen" si affiancava Long Beach. Iniziava, così, il fortunato periodo dei GP Stati Uniti Ovest ed Est. Quindi, toccò a Las Vegas, Detroit, Phoenix. Dal 1992 al 1999, il GP degli USA non si è disputato, salvo ritornare nel 2000, e sino al 2007, ad Indianapolis, culla delle corse automobilistiche.
Credenza vuole, ribadiamo, che agli americani interessi poco o nulla la F1. Credenza ancora oggi dura a morire ma che, in passato, era ancor più radicata e viva. Eppure, capita di aver sottomano l'annuario 1980 di AutoSprint e leggere che: GP Stati Uniti West, Long Beach, 83.000 spettatori; GP Stati Uniti East, Watkins Glen, 60.000 spettatori. Quello stesso anno, tanto per fare pochi esempi, in Francia vi furono 70.000 spettatori, in Austria e Brasile 55.000, in Belgio 73.000, in Olanda 70.000. Numeri imponenti, quindi, al pari di tutte le altre edizioni dei vari GP americani corsi sino al 2007. Evidentemente, agli americani piaceva, piace e piacerebbe andare ad assistere ad una bella, ricca e pimpante F1, a prescindere dalla presenza di piloti e costruttori yankee! Se davvero qualcosa non interessa, non si accorre così numerosi!
Così facendo, la F1 si fa del male da sola, consciamente o inconsapevolmente poco importa. D'accordo aprire le porte della F1 a nuovi Paesi automobilisticamente "emergenti" (come lo fu, nel 1967, lo stesso Canada), tuttavia è importante che non si abusi di tale potere dal sapore di falcidia. Vale a dire, scegliere le cosiddette "nuove frontiere" con senno e cervello e, soprattutto, senza recar danno a quelle platee di pubblico motoristicamente competenti, quali quelle canadesi e statunitensi. Ci dovrebbero essere sedi che, dal calendario di una F1 ideale, non dovrebbero mai uscire: Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, USA, Canada, Australia, Montecarlo, Spagna, Giappone, Belgio. Quindi, è preferibile che si aggiunga nuovamente l'Olanda, infine scegliere Paesi, anche "emergenti", che mostrino e coltivino un sano e genuino interesse per i motori. Le gare in mezzo al deserto lasciamole perdere, per piacere! E lasciamo pure perdere beceri interessi che con le corse c'entrano poco, quali vita mondana, locali, alberghi di lusso; insomma, il sottobosco che piace tanto a Briatore ed Ecclestone! Inoltre, si anteponga il pubblico in autodromo a quello, pur importantissimo, vitale e ormai cruciale, televisivo: insomma, se negli USA e in Canada accorrono in 100 mila, anche a fronte di una non totale copertura TV, è dovere mantenere in calendario quei GP.
Inoltre, boicottando Canada e USA, il mercato dell'auto si dà la cosiddetta zappa sui piedi, considerando l'importanza del mercato in questione. Specie oggi, in una F1 esclusiva e circoscritta ai soli colossi dell'auto (Honda, Toyota, Renault, Mercedes, BMW, Ferrari-FIAT).
Sembra, tuttavia, che l'intenzione sia quella di ritornare negli USA, forse a Las Vegas. E scommettiamo che sarà in notturna? Meglio di niente!
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Troppe variabili da considerare di cui in realtà non ne saremo mai a conoscenza, tanto è una questione di soldi.
Riguardo i numeri degli spettatori non sono d'accordo perchè non consideri che negli States ci sono un "attimino" più di MILIONI DI PERSONE. Questo in percentuale di gradimento conta molto (vendita di spazi pubblicitari in tv e diritti da pagare,ecc).
Inoltre se in Usa ci sono 305Milioni di persone ed al gran premio ci vanno 70,000 spettatori, rispetto alla francia con ad esempio 60 Milioni e ci vanno in 40,000 secondo te dove è maggiore l'interesse distrubuito a livello nazionale? Dove potremo dire che in quel paese interessa la F1 rispetto ad un altro...?
Queste sono le considerazioni e i numeri che poi insieme agli accordi commerciali,rivendita diritti ecc fanno si che un GP venga TOLTO. Anonimo:
Caro Dax, perdonami, ma il tuo ragionamento fa un poco sorridere! Un autodromo ha una capienza fissa, a prescindere da quanti abitanti abbia un Paese! Se in USA vi sono 300 milioni di persone, non è che in 100 milioni possono andare in autodromo, se l'autodromo, magari, ha una capienza massima di 100.000 spettatori! Però, se non erro, erano in oltre 200.000 a vedere gli ultimi GP di F1 corsi a Indy...! Paolo Pellegrini Anonimo:
una volta c'erano i gp di usa est ed ovest dove veniva accontentato più pubblico. magari se tornasse cm è probabile il gp del messico sarebbe meglio Anonimo:
Negli Stati Uniti della F1 non gliene frega niente.
Organizzare là è sempre stato un problema.
Anche in Spagna non c'era tanto seguito per la F1 quanto il Motomondiale, poi è arrivato Alonso.
Quando Alonso arriverà in Ferrari verrà giù l'autodromo di Jerez da quanti spettatori saranno presenti.
Quindi se si vuole che la F1 diventi popolare in USA ci vuole un pilota yankee su una Ferrari.
Non un oriundo ma uno yankee vero, tipo Hayden del motomondiale. Dax:
Paolo ma infatti.Forse mi sono spiegato male io. Intendevo che al GP ci vanno nella massima capienza disponibile, ma i SOLDI, i veri SOLDI li fanno con la vendita dei diritti televisivi,merchandasing,ecc. Se in Usa non sono così appassionati la gente che non va al GP e rimane a casa (quelli con i popcorn di vari post fa... ehehehe scherzo!) non li spendono i soldi per pagare l'evento. Come le TV non vendono gli spazi pubblicitari perchè gli inserzionisti non sono interessati.
E' la solita solfa, ad Ecclestone interessano solo i soldi. Lui non usa altri metri di paragone, non scordiamoci che ha eliminato dei GP che reputo più importanti (...) e solo per un fatto monetario.
La vogliamo dire tutta? I Rifornimenti ai box, io li abolirei per la pericolosità (quest'anno 2 volte abbiamo visto cosa può accedere oltre le macchine che prendono fuoco...) Eppure "l'elfo" li ha introdotti proprio per questo, per dare importanza a disgrazie ecc e aumentare l'audience.
Torniamo alle gare dove si cambiano solo le gomme e solo se si vuole.. ritroveremo finalmente i sorpassi VERI e non quelli fatti con la calcolatrice al pitstop! Anonimo:
x dax
proprio oggi vengo a sapere dal televideo ke in cina ci sarà una riunione delle scuderie x trattare lo stop ai rifornimenti ai box e probabilmente anke le gare più corte. Magari nello stile wtcc
Commenti di:
Riguardo i numeri degli spettatori non sono d'accordo perchè non consideri che negli States ci sono un "attimino" più di MILIONI DI PERSONE. Questo in percentuale di gradimento conta molto (vendita di spazi pubblicitari in tv e diritti da pagare,ecc).
Inoltre se in Usa ci sono 305Milioni di persone ed al gran premio ci vanno 70,000 spettatori, rispetto alla francia con ad esempio 60 Milioni e ci vanno in 40,000 secondo te dove è maggiore l'interesse distrubuito a livello nazionale? Dove potremo dire che in quel paese interessa la F1 rispetto ad un altro...?
Queste sono le considerazioni e i numeri che poi insieme agli accordi commerciali,rivendita diritti ecc fanno si che un GP venga TOLTO.
Paolo Pellegrini
magari se tornasse cm è probabile il gp del messico sarebbe meglio
Organizzare là è sempre stato un problema.
Anche in Spagna non c'era tanto seguito per la F1 quanto il Motomondiale, poi è arrivato Alonso.
Quando Alonso arriverà in Ferrari verrà giù l'autodromo di Jerez da quanti spettatori saranno presenti.
Quindi se si vuole che la F1 diventi popolare in USA ci vuole un pilota yankee su una Ferrari.
Non un oriundo ma uno yankee vero, tipo Hayden del motomondiale.
E' la solita solfa, ad Ecclestone interessano solo i soldi. Lui non usa altri metri di paragone, non scordiamoci che ha eliminato dei GP che reputo più importanti (...)
e solo per un fatto monetario.
La vogliamo dire tutta? I Rifornimenti ai box, io li abolirei per la pericolosità (quest'anno 2 volte abbiamo visto cosa può accedere oltre le macchine che prendono fuoco...)
Eppure "l'elfo" li ha introdotti proprio per questo, per dare importanza a disgrazie ecc e aumentare l'audience.
Torniamo alle gare dove si cambiano solo le gomme e solo se si vuole.. ritroveremo finalmente i sorpassi VERI e non quelli fatti con la calcolatrice al pitstop!
proprio oggi vengo a sapere dal televideo ke in cina ci sarà una riunione delle scuderie x trattare lo stop ai rifornimenti ai box e probabilmente anke le gare più corte.
Magari nello stile wtcc
Alex
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