Il primo BLOG sulla Formula 1: news, foto e video. Dì la tua...
Anno XII
ITALIANI (BRAVA GENTE), DOVETE SOFFRIRE! 08.10.08 - L'italiano, non solo nello sport, è il vittimismo fatta persona. Anche laddove il "torto" sia dalla parte italica. Tuttavia, nella storia dell'automobilismo e della F1, vi sono stati dei casi in cui i piloti italiani sono stati bersaglio di critiche ingiustificate e oggetto di episodi antisportivi. Il più delle volte da parte di altri italiani...
Italiani brava gente, si suole dire. Italiani strana gente, bisognerebbe affermare. Italiani sovente bravi e fessi. Italiani, dovete soffrire! E pure tanto. No, questa volta il vittimismo all'italiana c'entra poco, anzi, nulla. La storia dell'automobilismo ci insegna che l'italico pilota, quand'anche impavido, è spesso costretto a subire sberleffi, pernacchie, penosi vomiti di antisportività e becero tifo. Quanti episodi, quante storie, impossibile snocciolarle tutte. Si potrebbe iniziare da lì, dal "caso Varzi", il grande Achille Varzi. Era il periodo della terribile mescolanza tra sport e Politica (quella vera, quella che decideva i destini del mondo), della propaganda nazista e fascista, delle meravigliose Mercedes, delle strabilianti Auto Union e delle pur sempre competitive Alfa-Romeo della Scuderia Ferrari. Nel 1935, Varzi passò all'Auto Union e...apriti cielo! In Italia, il buon Achille fu accusato di "esser passato al nemico" (alla faccia della alleanza tra Italia e Germania!), di "affarismo e poca sensibilità nei confronti dell'Italia". Enzo Ferrari (ma ci farà il callo) dovette sorbirsi le immancabili quanto patetiche ramanzine da parte della stampa (tanti giornali ma un unico pensiero di Stato), reo di non aver saputo distogliere Varzi dalle lusinghe tedesche. Passo indietro. 3 giugno 1934, GP del Nurburgring. Fagioli, su Mercedes, stava animando la corsa, impensierendo la Mercedes dell'idolo locale Manfred von Brauchitsch per la vittoria finale. Troppo vicino e veloce, Fagioli. Dai box, ecco puntuale l'ordine di scuderia, il piatto forte di casa Mercedes e del d.s. Neubauer: Fagioli doveva lasciar vincere il compagno tedesco. Detto, fatto: Fagioli, con un gesto plateale, rallentò, accostò a bordo pista, scese dalla vettura e proseguì a piedi, consegnando il secondo posto alla Auto Union di Stuck!
E via così, sino al primo "caso Patrese". 10 settembre 1978, GP d'Italia, Monza. La miccia è l'incidente occorso al talento svedese Ronnie Peterson, morto il giorno seguente per embolia gassosa (versione ufficiale, mai del tutto confermata). Ebbene, il Riccardo nazionale è accusato dagli altri piloti (Lauda in testa) e dalla stampa di aver innescato l'incidente: è il colpevole, l'assassino. A Patrese viene impedito di prender parte al GP di USA Est al "Glen". Seguirà una inchiesta burletta, Patrese verrà ufficialmente scagionato e riabilitato. Ma nessuno, in tutti questi anni, ha ancora chiesto scusa e perdono a Riccardo per le vergognose, vigliacche, infondate accuse a lui rivolte. Cinque anni dopo, 1983, il secondo "caso Patrese". GP di Imola, Patrese è in testa, ma poi esce alle Acque Minerali, lasciando campo libero alla Ferrari di Tambay. I tifosi della Rossa gioiscono, scherniscono verbalmente e a gesti il pilota padovano (Padova, Veneto, Italia), colpevole di guidare la "nemica" Brabham e non la beneamata Ferrari. Certamente, per Patrese esser insultato in casa, non deve esser stato un bel momento. Un "caso" che ancora oggi fa discutere, anche coloro che ad Imola quel giorno erano presenti: alcuni ancora giustificano l'accaduto, altri (evidentemente ben più sportivi e ravveduti) condannano i fischi e tutto il resto (e non me lo sono inventato...). Medesima storia nel 2008, ma in Moto GP: Stoner (Ducati, Borgo Panigale, Bologna, Italia) cade, i tifosi di Rossi esultano in modo indecoroso, polemiche a non finire. Ognuno la pensi come vuole, eppure se c'è un momento nero nella storia del tifo ferrarista, eccolo servito. Perché? Semplice: ci si lamenta tanto che non vi siano stati piloti italiani vincenti. Bella ipocrisia: quando li si aveva davanti gli occhi, li si sbeffeggiava solo perché non guidavano la Ferrari! Italiani strana gente, appunto.
Italiani bravi ma fessacchiotti. Al grande Elio De Angelis, nel 1985, toccò sorbirsi Senna. Il box Lotus era tutto per il brasiliano. Elio se ne va, polemicamente, nel 1986, preferendo correre con una pessima Brabham che con una vincente Lotus: meglio ultimo ma con dignità. Nel 1986, è Dumfries il secondo pilota della Lotus, altro scartino "made in F1" che poi farà magie altrove. Nel 1988, toccò ad Alboreto incarnare il vittimismo italico, costretto a lasciar vincere Berger, al GP di Monza, "grazie" ad un ordine di scuderia ordito con l'inganno. Nel 1990, Patrese si prende la rivincita proprio in quel di Imola, vincendo con la Williams il GP. AutoSprint titolava "Per fortuna che c'è Riccardo", ma nel 1991, ecco l'ennesimo "caso Patrese". Il Riccardo, ancora su Williams, vince in Messico, sul bellissimo tracciato Hermanos Rodriguez: eppure, il settimanale non gli dedica la copertina (tutta per Senna ed il suo cappottamento in qualifica). Anzi, in tutto il giornale, incredibilmente, non appare una sola foto del pilota padovano!
E vai così, sino ai tempi di Capelli, Fisichella e Trulli. Il primo, nel 1992, ai tempi della "Ferrarina", è accusato dagli italici esperti e tifosi di esser il male assoluto nonché pessimo pilota, dimenticandosi che era la Ferrari a fare pena (ma guai a criticare la Rossa...) e che Capelli proprio fermo non è mai stato, sin dai tempi della F3. Quindi, ecco Fisico e Jarno, piloti capaci, in più occasioni, di cogliere ottimi risultati, già riposti in soffitta e mai celebrati a dovere. Atteggiamento, questo, tipico di noi italiani: siamo i primi a frignare qualora non vi siano piloti italiani (meglio se bravi e vincenti) in F1 e nelle corse in generale, ma quando ci sono, ecco che ad essi i giornali dedicano le briciole. Se poi questi non corrono per la Ferrari, l'oblio è tappa obbligata. Parliamoci chiaro: i risultati dei piloti italiani, qualora non guidino una Ferrari, vengono accolti più freddamente di quanto non succeda coi trionfi della Rossa. È innegabile, senza nulla togliere all'affetto verso il Cavallino, autentico orgoglio nazionale. Eppure, l'italianità, in linea teorica, è una ed indivisibile!
Italiani, dovete soffrire! Persino ad Enzo Ferrari, durante le qualifiche del GP di Monza 1971, toccò simile sorte: venne ingenerosamente fischiato dai suoi stessi tifosi per scarsa competitività delle proprie vetture. Surreale.
Quando impareremo, noi italiani, ad esser un poco più sportivi e riconoscenti nei confronti dei nostri portacolori, anche coloro non vestiti di rosso?
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Commenti di: Anonimo:
Questo articolo mi sembra un pò inutile e senza senso. Questo sito dovrebbe trattare NEWS ATTUALI su cui commentare, non la preistoria della F1.
PS:Scusa ma Fisichella è stato maltrattato? Oppure con la macchina campione del mondo (Renault) faceva sempre tempi da mezzo schieramento? (mentre Alonso...) Doveva ritirarsi da 4-5 anni, eppure preferisce "galleggiare" solo per dire che è un pilota di F1. Anonimo:
bè ke gli italiani a livello di piloti abbiano combinato sempre poco è un dato di fatto secondo me. Jarno trulli nel 2005 ha fatto la sua stagione migliore andando molto spesso a podio con una tiyota in grande forma sebben aiutata dal regolamento riguardo alle gomme. Fisico in australia 2005 vince il gp e da lì si sperava nell'italiano in lotta x il mondiale (e in un mondiale dove la ferrari era a metà schieramento avrebbe dato le sue soddisfazioni) salvo xò smentirsi nel gp successivo finendo con un incidente. Di capelli ricordo solo la ferrari con 2 ruote sul guard rail a monaco e una pessima figura. Quindi caro Pellegrini, secondo me sei tu ke vuoi buttare benzina sul fuoco xkè ke gli italiano abbiano fatto penare negli ultimi 25 anni è un dato di fatto non una lamenteria.
Alex guga:
A me sembra un buon articolon nel quale, però l'ottimo Pellegrini, non ha il coraggio di affondare la lama nella ferita: dispiace dirlo, ma a tutti i motivi che Paolo cita - compresa l'antisportività di certi giornalisti e tifosi- bisogna aggiungere quello più ovvio: negli ultimi 40 anni non ci sono stati piloti italiani di grandissima statura ma soltanto buoni, a volte ottimi, comprimari. Con una sola eccezione: Michele Alboreto, al quale la sfortuna ed una cattiva gestione del team impedirono di conquistare un meritatissimo titolo mondiale nel 1985; poi anche lui, sfiduciato, è naufragato nel grigiore generale, alla guida di vetture che erano F1 soltanto di nome.
Commenti di:
PS:Scusa ma Fisichella è stato maltrattato? Oppure con la macchina campione del mondo (Renault) faceva sempre tempi da mezzo schieramento? (mentre Alonso...) Doveva ritirarsi da 4-5 anni, eppure preferisce "galleggiare" solo per dire che è un pilota di F1.
Jarno trulli nel 2005 ha fatto la sua stagione migliore andando molto spesso a podio con una tiyota in grande forma sebben aiutata dal regolamento riguardo alle gomme.
Fisico in australia 2005 vince il gp e da lì si sperava nell'italiano in lotta x il mondiale (e in un mondiale dove la ferrari era a metà schieramento avrebbe dato le sue soddisfazioni) salvo xò smentirsi nel gp successivo finendo con un incidente.
Di capelli ricordo solo la ferrari con 2 ruote sul guard rail a monaco e una pessima figura.
Quindi caro Pellegrini, secondo me sei tu ke vuoi buttare benzina sul fuoco xkè ke gli italiano abbiano fatto penare negli ultimi 25 anni è un dato di fatto non una lamenteria.
Alex
Con una sola eccezione: Michele Alboreto, al quale la sfortuna ed una cattiva gestione del team impedirono di conquistare un meritatissimo titolo mondiale nel 1985; poi anche lui, sfiduciato, è naufragato nel grigiore generale, alla guida di vetture che erano F1 soltanto di nome.
Posta un commento