Il primo BLOG sulla Formula 1: news, foto e video. Dì la tua...
Anno XII
LA FORMULA 1 DEL FUTURO GUARDA AL PASSATO: BOZZA REGOLAMENTO TECNICO 15.12.08 - La Formula 1 deve tornare a nuova vita, e non saranno di certo i regolamenti 2009 o quelli futuri approntati da FIA e FOTA a farlo. La proposta del nostro lettore, Giorgio Eric Bucci, va in una giusta direzione, non senza qualche contraddizione di fondo. Ecco, quindi, un'altra proposta di regolamento tecnico futuribile: Paolo Pellegrini risponde al nostro lettore.
Caro Giorgio Eric Bucci, meriteresti un 10+ per la buona volontà: apprezzo molto, nei tratti generali, la tua idea di Formula 1, ma non posso fare a meno di segnalare che, in molti suoi aspetti, risulta "demagogica", forse troppo idealista e troppo teorica (in buona fede, si intende). Se frequenti il sito da almeno poco più di un anno, sarai venuto sicuramente a conoscenza dei miei articoli, del mio modo di pensare, vedere e intendere la F1 e le corse. Saprai che, per me, la sfida tecnica è l'ingrediente primario delle grandi corse e dei più importanti campionati, europei e d'oltre Oceano; sfida che deve concretizzarsi più nella ricerca della varietà tecnica e di soluzioni, che nella tecnologia spinta all'eccesso, specie se ancora assolutamente inconcepibile. Ma, bando alle ciance e addentriamoci nel particolare. La tua proposta di F1 è davvero apprezzabile: ben argomentata ed articolata, egregiamente redatta. Tuttavia, come accennato precedentemente, risulta essere a tratti eccessivamente "idealista": cioè, proponi molte soluzioni impossibili da verificare all'atto pratico. Sfrondando, in particolare sono questi i punti che, maggiormente, palesano lacune e contraddizioni.
Anzitutto, il tetto massimo di budget. Premessa: li voglio proprio vedere, i Team, a stabilire di comune concerto un budget uguale per tutti...! Per i Team più danarosi sarà sempre troppo basso, per quelli "minori" sempre troppo alto! Ma, cosa più importante, come si fa a verificare effettivamente che il budget di spesa massimo sia stato rispettato? Bisognerebbe mandare la Finanza negli uffici amministrativi dei Team ogni mattina, ogni minuto, ogni secondo! Infine, se un Team può investire più di un altro, perché impedirglielo? Se un Team vuole effettuare dei test privati, perché impedirglielo? E se un Team vuole schierare tre, quattro auto come, spesso, avveniva in passato? Libero di farlo. Quelle che vanno limitate, o meglio, auto-limitate da parte dei Team, sono le spese superflue (hospitality, 10 camion per due sole vetture, etc.), gli organici e via dicendo. Ma, anche in questo caso, sono i Team che debbono auto-limitarsi: purtroppo, è sempre molto difficile porre tetti massimi di spesa per regolamento, poiché impossibili da verificare. Tale provvedimento può essere applicato a dei monomarca, ma alla F1 non credo.
Continuando, vi è un altro punto che mi ha fatto storcere la bocca: limitare la potenza dei motori a 815Hp. Bella potenza, non c'è che dire, ma, anche in questo caso, parametro difficilissimo se non impossibile da verificare all'atto pratico. In qualità di studente di ingegneria, saprai bene che quando, in ambito motoristico, si parla di potenze espresse si intende la potenza massima erogata all'uscita dell'albero motore, e non alla ruota. La potenza alla ruota, infatti, per varie ragioni, è sempre inferiore. Pertanto, controllare materialmente in sede di verifiche tecniche la potenza massima erogata da un qualsivoglia motore, significa smontare mezzo retrotreno, mezza auto! Operazione che richiede molto, molto tempo. E poi, quanti motori verificare nel corso del weekend? Sai bene che le verifiche vengono fatte a campione.... Inoltre, per esperienza personale diretta e indiretta, ti confermo che le verifiche tecniche sono, molte volte, quanto di più aleatorio e alla "viva il parroco" esista nel mondo delle corse! Ti parlo da persona che le corse le vive in autodromo, nei paddock, sul campo: verificare un rapporto di compressione, in quei campionati in cui è fisso e stabilito da regolamento, risulta essere operazione assai...anarchica, figuriamoci verificare una potenza massima! Ergo, non sono d'accordo col voler stabilire una potenza massima: non sarebbe storicamente giusto. E poi, dov'è la sfida se tutti i motori hanno la medesima potenza imposta per regolamento? Ormai, raggiungere e superare 815Hp con motori aspirati o sovralimentati è piuttosto facile (ma non con motori elettrici...). Anzi, sorgerebbe il problema contrario: auto-limitare, da parte di Team e FIA, le potenze a suon di restrittori all'aspirazione, limitazione numero di giri, eccetera. Una jungla! A proposito: nel 2011, l'ACO Le Mans vuole imporre 520Hp di potenza massima per le LMP1 e 420Hp per le LMP2: oltre alle potenze obiettivamente basse (per non dire ridicole) per categorie prototipi di campionati (Le Mans Series e American Le Mans Series) eredi del Mondiale Sport-Prototipi e dell'IMSA, sorgerà il problema di verificare all'atto pratico chi sgarra e chi no: auguri, ACO....
Infine, al punto 12 del tuo regolamento tecnico, leggo che "pur avendo molta libertà tecnica, resta invariato per le squadre l'obbligo di schierare durante l'arco del GP due vetture di uguali caratteristiche tecniche, fatta eccezione per l'assetto". Giorgio, vedi, questo è un altro parametro impossibile da verificare, oltre che concettualmente e storicamente "sbagliato". Come si pretende, infatti, di verificare, bullone per bullone, pezzo per pezzo, che due vetture siano effettivamente identiche e "sovrapponibili"? Inoltre, tale provvedimento andrebbe contro la storia della F! e delle corse. Mi vengono, su due piedi, tre esempi immediati, briciole rispetto a ciò che si potrebbe argomentare: GP Messico 1964, la Ferrari di Bandini monta il 12 cilindri, quella di Surtees il V8; GP Italia 1980, qualifiche: Villeneuve porta in pista la Turbo, vettura "ibrida" che anticipava qualche soluzione della 126CK del 1981; Brabham, anno 1982: il Team di Ecclestone porta in gara, durante la stagione, tanto l'aspirata col Cosworth che la Turbo col BMW. E gli esempi sono decine, centinaia, migliaia: vetture con vesti aerodinamiche diverse, motori diversi, addirittura vetture completamente differenti in tutto e per tutto. Varietà: ecco la parola magica. Se un Team vuole sperimentare, nel corso dello stesso GP, più soluzioni, deve essere libero di farlo.
A questo punto, propongo anche io una "bozza", molto più sintetica di quella tua, caro Giorgio, di regolamento tecnico: eccolo.
MOTORE: Cilindrata: 3000cc aspirati; N° cilindri: libero; Sistema di alimentazione: libero; se iniezione, diretta o indiretta (max. 2 iniettori per cilindro); Architettura: libera (linea, V [contemplati tutti gli angoli tra le bancate sino a 180°], boxer, W [qualsiasi angolo tra le bancate], H, rotativo Wankel [numero di camere di combustione e rotori libero]); Alesaggio x corsa: libero; Schema distribuzione: libera; Tipologia valvole: libera; Comando valvole: libero; N° valvole per cilindro: libero; Inclinazione valvole: libera; Diametro e alzata valvole: liberi; Dimensioni albero motore: libere; Sezione cilindri: libera; Regime di rotazione max.: libero; Rapporto di compressione: libero; Raffreddamento motore: libero (liquido, aria, aria-liquido); Trazione: solo su due ruote; Peso motore: libero; Dimensioni motore: libere; Altri parametri, quali le dimensioni delle bielle, la configurazione della camera di scoppio, ecc, sono liberi, lasciando campo libero ai motoristi nel ricercare le soluzioni più redditizie ed originali; Vietati motori a turbina e ciclo Diesel; Possibilità di sviluppo ed elaborazione motore partendo da blocchi di serie; Durata motore: libera e possibilità di sostituzione dell'unità in qualsiasi istante durante il week-end di gara, senza penalizzazioni in griglia. Auspicabile la presenza di motori turbocompressi, verosimilmente di cilindrata non superiore a 1000cc-1400cc, con pressione max. di sovralimentazione fissata a 2 bar; Possibile anche la convivenza con motori dotati di compressore volumetrico, il quale assorbe più potenza ma garantisce coppia a tutti i regimi. Ammessa l'iniezione d'acqua; Ogni Costruttore può optare, per la realizzazione dei suoi motori, per materiali differenti, alla ricerca del miglior compromesso tra affidabilità, semplicità, resistenza alla fatica e leggerezza; Consumo max. in gara: 240 litri e vietati i rifornimenti; Scarichi: n° terminali, disposizione, collocazione e dimensioni liberi. Vietato il KERS e altri sistemi ibridi.
CAMBIO: Numero rapporti: libero + R. Unità montata longitudinalmente o trasversalmente. Durata cambio: libera e possibilità di sostituzione dell'unità in qualsiasi istante durante il week-end di gara, senza penalizzazioni in griglia.
DIMENSIONI: Onde evitare complicate misurazioni di ingombri e distanze per ogni pezzo, componente, area della vettura, decido di dare delle misure di ingombro max., entro le quali ogni Costruttore può agire come meglio crede, facilitando non poco le operazioni di verifica. Lunghezza tot. max. vettura: 4m,50cm, misura entro cui debbono rientrare gli ingombri di muso, ali, strutture diffusore, struttura deformabile posteriore, luce di posizione centrale (luce fissa), scarichi; Passo: max. 3m; la misura del passo è totalmente slegata alla lunghezza totale "fuori tutto" della vettura. Ad esempio, la Ferrari 126C2 del 1982 aveva una lunghezza massima di 4m,33cm, ma un passo di 2m,65cm. Le vetture attuali, invece, pur avendo una lunghezza di poco superiore alla 126C2 di 26 anni fa, hanno un passo di oltre 3m,10cm. N° ruote: max. 4; Larghezza max. vettura: 2m,15cm (misurata "tutto fuori" da ruota dx a ruota sx, anteriormente e posteriormente: valore in vigore sino al 1992). Con tali misure di larghezza, si ritornerà a carreggiate più consone a delle moderne F1, superiori, per quanto riguarda quella anteriore, a 1m,70cm-1m,80cm; Altezza max. vettura: 95cm, misurata dal punto più basso del fondo al punto più alto della presa d'aria dinamica o del roll bar, in caso la\le presa\e d'aria motore sia\siano collocata\e altrove (ad esempio, ai lati, dietro il pilota); Peso min. vettura: 590Kg.
RUOTE E PNEUMATICI: Diametro cerchi: 13'' ant. e post.; Tipologia pneumatici: slick per pista asciutta. Questi saranno disponibili in 3 diverse mescole, utilizzabili ed opzionabili per ogni gara e prive di contrassegni di riconoscimento: Soft, Medium, Hard. A queste opzioni, si aggiungeranno, come ovvio, pneumatici Intermedi (condizioni di pista umida) e Rain (pista bagnata e bagnato estremo). Misure pneumatici ant.: 24'' oppure 25'' x 10'' oppure 11''. Misure pneumatici post.: 26'' oppure 27'' x 16'' oppure 16,25''. Nessun contrassegno di distinzione delle mescole.
PIT STOP: Vietati i rifornimenti in gara. Pit stop, facoltativi, consentiti in gara solo per cambio gomme. Scelta mescole pneumatici in gara: libera; Velocità max. consentita in pit lane: 100km\h.
FRENI: Dischi autoventilanti posizionati outboard o inboard; Diametro dischi: max. 30,5cm; Spessore max. dischi: 3cm; N° pistoncini pinze: libero; Collocazione pinze: libera; Misure e configurazione prese d'aria freni ant. e post.: liberi. Naturalmente, sono consentiti altri sistemi frenanti: volendo, anche i tamburi...!
SOSPENSIONI: Tipologia e schema liberi. Vietate sospensioni "attive", attuate e gestite elettronicamente.
ELETTRONICA E VOLANTE E\O ABITACOLO: Eliminazione centralina elettronica unificata. Vietato ogni tipo di aiuto elettronico alla guida (launch-control, antistallo, traction-control, regolazione freno motore, regolazione differenziale, ecc.). Tanto il pilota quanto il box non possono intervenire in corsa su questi parametri. Comandi principali ammessi sul volante e\o all'interno dell'abitacolo: Ripartitore di frenata; limitatore di velocità entrata in pit lane; neutralizzazione limitatore di velocità; spegnimento motore; comando radio-box; comandi del cambio; folle; retromarcia; frizione; spie segnalazione; spie per visualizzazione in tempo reale bandiere in pista; display multifunzione dati vettura (giri motore, temperatura liquido refrigerante ed olio, marcia inserita, ecc.).
ALETTONE ANTERIORE: Facoltativo; Se presente, collocato debitamente tra e davanti le ruote anteriori. Nessun elemento dell'ala anteriore deve carenare (o sovrapporsi) le superfici delle ruote anteriori. Altezza min. dal suolo paratie verticali laterali: 1,5cm; L'altezza max. consentita delle paratie stesse non deve oltrepassare la misura del raggio delle ruote anteriori; Configurazione alettone: min. 1 profilo alare, max. 4 profili alari; Altezza min. dal suolo del bordo d'entrata alettone: 3cm, consentita in tutta l'estensione del bordo d'entrata stesso; Altezza max. dal suolo del bordo d'entrata alettone: 10cm, consentita in tutta l'estensione del bordo d'entrata stesso; I flap non debbono essere deformabili o variare la loro incidenza sotto l'azione del carico aerodinamico; Incidenza dei flap: libera ma non variabile in corsa dal pilota. Solo i meccanici ai box, in caso di sosta della vettura, possono intervenire manualmente sull'incidenza dei flap. Tutti i profili alari debbono essere contenuti obbligatoriamente all'interno delle paratie laterali verticali. Nessuna appendice aerodinamica deve essere collocata all'esterno delle paratie laterali verticali.
ALETTONE POSTERIORE: Facoltativo: al suo posto, struttura carrozzeria, munita di un solo spoiler, entro misure di lunghezza max. vettura. La struttura non deve oltrepassare l'altezza delle ruote posteriori (esempio: soluzioni Arrows A2 o Lotus 80 1979 o Lotus 88 1981). Se presente alettone posteriore: Collocazione libera, ma debitamente tra le due ruote posteriori ed entro l'ingombro max. stabilito, pari ai 4m,50cm della lunghezza totale della vettura. Corda: max. 60cm, misura entro la quale debbono trovare posto tutti i profili alari; Lunghezza paratie: libera; Altezza tot. alettone: max. 92cm dal punto più basso del fondo vettura; Incidenza dei flap: libera ma non variabile in corsa dal pilota. Solo i meccanici ai box, in caso di sosta della vettura, possono intervenire manualmente sull'incidenza dei flap. N° profili alari, flap e loro disposizione: liberi. Tutti i profili alari debbono essere contenuti all'interno delle paratie laterali verticali. Nessun elemento dell'ala posteriore deve carenare (o sovrapporsi) le superfici delle ruote posteriori. Nessuna appendice aerodinamica deve essere collocata all'esterno delle paratie laterali verticali. I flap non debbono essere deformabili o variare la loro incidenza sotto l'azione del carico aerodinamico.
AERODINAMICA: Vietato impiego di appendici aerodinamiche su masse non sospese. Nessuna appendice aerodinamica deve carenare le ruote anteriori e posteriori.
FONDO VETTURA, DIFFUSORI E VENTURI: Eliminazione del pattino (skid) centrale. Ripristino della deportanza mediante sfruttamento effetto suolo, al fine di favorire i sorpassi (aerodinamica della vettura inseguitrice meno perturbata dalla vettura che precede). Vietate minigonne mobili e scorrevoli, flessibili o fisse. Vietato l'uso di ventole aspiranti al fine di generare effetto suolo. Altezza min. fondo dal suolo: 2cm; Diffusori e Venturi: configurazione, schema, conformazione e dimensioni libere. Le strutture terminali del\dei diffusore\i non debbono superare la misura di ingombro max. totale della vettura, pari a 4m,50cm. Ammesse, naturalmente, soluzioni quali doppio fondo ("minigonne aerodinamiche") e labbri di Borda.
INGOMBRO FIANCATE E FONDO VETTURA: Larghezza max.: fiancate interne alle ruote anteriori. Il fondo vettura non deve oltrepassare in larghezza le dimensioni delle fiancate stesse; Lunghezza fiancate: libera; Altezza fiancate: libera.
PROTEZIONI LATERALI PER LA TESTA DEL PILOTA: Ingombri e dimensioni stabilite dalla FIA ed entrate in vigore nel Campionato di Formula 1 2008.
PROVE E QUALIFICHE: Sessione prove libere (venerdì): 3 ore totali e continuate; Durata sessione qualifiche ufficiali (sabato): 1 ora. Tutti i piloti ammessi e partecipanti all'intera sessione di qualifica. Tutti i piloti ammessi alla gara, schierati in griglia in base ai tempi (dal miglior al peggiore) fatti registrare nel corso dei 60 minuti della qualifica. Quantitativo di carburante libero. Ogni tipo di pneumatico consentito. Numero di giri consentito a ciascun pilota: libero.
WARM-UP E GARA: Warm-up: ripristino del warm-up pregara, dalla durata di 1 ora; Gara: si mantiene il min. di 300Km o durata max. di 2 ore.
Numero meccanici consentito durante gli eventuali pit-stop per vettura: 7
Ripristino del "muletto". Possibilità di vendita telai e motori a Scuderie satelliti e private. Allo stesso tempo, le Scuderie satelliti e private possono, conformemente al regolamento, apportare modifiche alle vetture acquistate, realizzandone, di fatto, delle nuove.
Ebbene, questo è solo una bozza, un assaggio, peraltro nei tratti salienti e generali: sono molti altri, infatti, i parametri da prendere in esame, da coinvolgere e valutare, tanto dal punto di vista tecnico che sportivo. Non solo, ma le F1 possibili sono molteplici: per quanto mi riguarda, potremmo riprendere (fatta eccezione per alcuni punti, troppo liberi o troppo limitanti oppure oggigiorno anacronistici) i regolamenti in vigore sino al 1997 ed applicarli oggi!
Come si può constatare, la bozza contiene molti elementi "liberi", in quanto ogni Costruttore saprà benissimo auto-limitarsi. Ad esempio, inutile limitare l'altezza delle fiancate, in quanto i progettisti sapranno loro da soli optare per la miglior soluzione in termini aerodinamici e di ingombri: certamente, inutile realizzare fiancate altissime! Inutile, inoltre, limitare il numero dei cilindri, poiché i motoristi sapranno ricercare da soli il compromesso migliore in termini di frazionamento, ingombri, peso, razionalità. Inutile, considerando la libertà che offro circa la fattura del fondo vettura (wing-car senza minigonne) e delle ali, vietare esplicitamente le appendici aerodinamiche: con tale regolamento, infatti, sarebbe inutile sviluppare quelle oscene appendici che hanno proliferato negli Anni 2000, sino al 2008 compreso. Negli Anni '70, '80 e '90, infatti, grazie a regolamenti aerodinamici più liberi e logici, non c'era la necessità di farcire le auto con appendici aerodinamiche; le auto erano spoglie, pulite, efficientissime, eppure il regolamento sulla carta non vietava le appendici. Ma, pur non essendo bandite, non venivano usate: semplicemente perché inutili, superflue, ridondanti! Non solo: contemplo anche molti elementi cui fornisco solo i valori massimi. Inutile, infatti, regolamentare tutto al millimetro, come nei casi delle ali, del fondo e delle misure del corpo vettura.
Per quanto concerne i motori, contemplo la presenza di aspirati, sovralimentati, rotativi Wankel. Naturalmente, posso solo definire tale "paragrafo" nelle linee generali. Sulla carta, infatti, è pressoché impossibile stilare un regolamento perfetto e gia equilibrato: l'atto pratico è un'altra cosa, sempre. Nello specifico, mi riferisco alle equivalenze tra aspirati, sovralimentati e rotativi in termini di prestazioni e cubature (specie per i Wankel). Sarebbe interessante tornare a vedere i sovralimentati, turbo in testa, alla luce delle nuove tecnologie (fasatura variabile, materiali, gestione elettronica, etc.).
Caro Giorgio, almeno io e te ci abbiamo provato a realizzare, almeno nei sogni (ci rimangono solo quelli...!), la nostra F1. Chi non risica non rosica, no?
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Commenti di: fra:
caro Paolo, stavolta non credo ti contesterà nessuno. Perchè non provi a postare la tua proposta ai "cervelloni". O l'hai già fatto? Giorgio:
Caro Paolo, finalmente qualcuno con cui avere un confronto ad armi pari! Iniziamo dai bilanci: per quanto riguarda i tetti di spesa e quant'altro, appunto perché le squadre non verrebbero mai a capo di trovare una soluzione comune, deve pensarci la Federazione, così da mettere tutti in riga; le verifiche ai bilanci? Non è neccessario mandare la Finanza ogni giorno, basta che le squadre presentino la contabilità aziendale insieme al progetto vettura (questo viene consegnato ogni anno a inizio campionato già da ora); una specie di cost-report. Non è demagogia, è possibile. Al politecnico dove studio abbiamo una squadra corse che presenta regolarmente il cost-report del progetto che viene iscritto alle gare aperte alle facoltà di ingegneria e viene valutato anche quello. Per quanto riguarda i motori: io apro a qualunque tipo di propulsione: il limite sulla potenza lo impongo perché i motori, se progettati secondo criteri diversi, funzionano secondo parametri diversi e l'unico in comune è proprio la potenza, sempre e comunque. Ad esempio, non si può mettere un limite alla cilindrata se si usano contemporaneamente un Wankel o un alternativo a cilindri, perché il Wanchel a parità di volumetria interna scarica a terra circa il doppio della potenza rispetto al motore "tradizionale"; in più si parla di fare una F1 verde, che contempli pure sperimentazioni su altri propulsori magari ecologici e da qui, ancora, l'unico modo per tenere tutti sullo stesso piano è il controllo della potenza massima. Siccome la F1 deve anche essere sperimentazione, appunto come dici tu, le grandi potenze si raggiungono facilmente, per cui mettere i progettisti in condizione di migliorare, ad esempio, i rendimenti per avere un motore che, con quella potenza, consumi il meno possibile, non mi sembra certo una brutta idea. La verifica non è neccessario farla all'albero; la si può fare tranquillamente alla ruota ben conoscendo le perdite per attriti & co. che i progettisti conoscono e che devono fornire ai commissari insieme a tutto il resto. In fondo viene presentato l'intero progetto della macchina alla FIA all'inizio di ogni stagione, quindi sanno benissimo cosa andare a vedere. Sul fronte del fatto che le vetture devono essere uguali: i regolamenti attuali vogliono quello; se un pilota preferisce un alettone al posto di un altro, lo si fa rientrare nelle regolazioni d'assetto. Per "caratterisitche tecniche diverse" mi riferisco a quelle generali, tipo il motore o altri apparati vitali, che devono essere dello stesso modello, non necessariamente identici da bullone a bullone, ma, ad esempio, entrambi aspirati o entrambi turbo. Spero di essere stato chiaro. Anonimo:
L'articolo di Pellegrini mi trova concorde su tutto, ma vorrei sottolineare come dice Giorgio che il vero problema sono le spese che i team sostengono durante l'anno: gomme, telai, motori, logistica , test etc. il meccanismo si è inceppato perchè i costi di gestione sono esagerati. Limitare il budget e liberalizzare il resto consentirebbe a chi è più bravo di sapersi gestire e ottimizzare i fondi a disposizione.
Gilles27 Giorgio:
Dopo aver ribattuto su quanto concerne le mie idee, ti do qualche piccolo appunto sulle tue: il tipo di telaio-carrozzeria che proponi è stato messo "fuori uso" dalla federazione per questioni di sicurezza: infatti le fiancate vengono imposte con determinati ingombri per consentire l'inserimento delle strutture di protezione dell'abitacolo, che altrimenti non sarebbe in grado di resistere agli urti (e Kubica, dopo Montréal 2007, non sarebbe certo qui a raccontare che dopo quella botta gli faceva solo un po' male il piede); il fondo scalinato fu introdotto nel 1994 dopo Imola per evitare che il fondo piatto, schiacciandosi al suolo sotto la pressione dell'aria agente sulla macchina, andasse ad impedire il passaggio dei flussi sotto la vettura e quindi creare una depressione che rendesse le macchine incontrollabili per via non solo dello strisciamento del fondo stesso sull'asfalto, ma anche dell'onda di pressione che investiva il fondo in fase di rallentamento quando, la diminuzione di pressione aerodinamica sulle ali, faceva risollevare la macchina da terra con un nuovo passaggio di aria tra il fondo vettura e l'asfalto; in più il pattino spesso 1 cm montato sotto lo scalino serve non solo per evitare eccessivi abbassamenti del baricentro e garantire uno spessore che eviti al fondo di strisciare completamente sull'asfalto, ma anche per determinare il piano di riferimento per quasi tutte le misure e che è quello di interfaccia tra pattino e scalino del fondo. L'identico ragionamento relativo al fondo vettura vale con le minigonne, vietate nell'83 dopo l'incidente di Villeneuve dell'82, che sigillavano la macchina a terra mediante una decompressione favorita dalla forma ad ala della macchina (fenomeno chiamato "effetto suolo"), ma che presentavano il grosso problema che, in caso di violenta ripressurizzazione dovuta ad un qualsiasi inconveniente, ad esempio un tamponamento, la macchina stessa diventava un proiettile che si sollevava improvvisamente da terra e schizzava via senza poter essere più ripreso (e l'incidente di Gilles è andato proprio così); le misure delle ali anteriori che proponi sono eccessive in altezza, perché creano troppa pressione sull'asse anteriore (quelle per il 2009 sono troppo larghe) e, in caso di rottura improvvisa, la macchina tenderebbe ad impennarsi (vedi Ratzemberger il 30 aprile 1994); e poi riferimenti come "l'altezza del cerchio" e altre cose del genere sono un po' troppo "alla buona": meglio misure precise date in centimetri e/o millimetri... L'ala posteriore, onestamente non riesco a immaginarla... però mi dà l'idea di un apparto che si usava all'incirca 30 anni fa, se non di più, ed è completamente anacronistico rispetto a quello che può essere un F1 moderna. Per quanto mi riguarda si può benissimo adattare ad oggi, con le opportune modifiche, il regolamento tecnico in vigore tra il '98 e il 2000, vietando le piccole appendici che c'erano già da allora e che si sono evolute nello schifo che c'era quest'anno sulle macchine, e usando le gomme lisce. Sui motori non puoi dire di volere la massima libertà, quando allo stesso tempo permetti solo quelli a benzina e poi, dopo che mi hai scritto che la pressione di sovralimentazione non può essere verificata con facilità, ne proponi dei valori certi. Anche tu ti contraddici. Almeno io credo di essere stato più realista, pensando di permettere "di tutto di più" senza sforare la potenza massima imposta, che si può verificare anche alla ruota, come ti ho già detto, conoscendo gli opportuni coefficienti per poterla calcolare. Ti ricordo che in F1 le verifiche vengono fatte con strumentazioni molto più accurate che in altre categorie, per cui basta inserire nei computer a disposizione dei commissari gli opportuni parametri ed ecco una verifica fatta come si deve. E poi non è necessario verificare tutte le macchine, ma solo quelle che prendono punti; in fondo, se uno bara e non prende punti, vuol dire che la strategia "illegale" che ha usato non ha funzionato e si è dato la zappa sui piedi, come dice un proverbio. Comunque sia, punti di vista a parte, almeno ci abbiamo provato; almeno abbiamo detto la nostra sulla F1 che ci piacerebbe vedere, che non è assolutamente quello schifo ogni anno peggiore che insistono a propinarci. Giorgio:
Caro Paolo, da ieri ho pensato e ripensato alla nostra discussione, se così si può chiamare, ho riletto il tuo articolo e le e-mail che mi hai mandato e sono giunto a questa conclusione. Innanzitutto tu odi gli ingegneri, il motivo lo posso solo intuire, ma non è questo l'importante. Quando hai letto sul sito un articolo che tratta di regolamenti ben scritto e ben argomentato, come tu stesso hai ammesso, ma "troppo teorico e demagogico" perché scritto da uno che studia ingegneria, non hai resistito alla tentazione di voler far vedere che tu ne sai più di un ingegnere e hai elaborato in fretta e furia le tue proposte tecniche che però hanno una grossa pecca: sono molto "alla buona", arrangiate e poco precise, fatte più che altro per agevolare il lavoro di commissari che per pigrizia o impreparazione non rispettano le regole imposte per le verifiche. Altra cosa: proponi delle soluzioni descritte con criteri generici, ma non perché tu non ti sia voluto dilungare in particolari tecnici, ma perché calcoli e misurazioni non sono il tuo forte (parliamoci chiaro: non le sai fare) e hai provato a dare la dimostrazione che quanto studia un ingegnere è solo "aria fritta" e niente di più; l'idea di Formula 1 che proponi poteva andar bene 30 o 40 anni fa, non certo ora. Va bene che si debba rispettare un certo tipo di tradizione, ma non significa che vi si debba rimanere incollati sempre e comunque. La Formula 1 deve essere sì tradizionalista, ma deve saper combinare la tradizione con l'innovazione tecnica che inevitabilmente è presente. Una Formula 1 come quella che proponi non ha più senso di esistere, per il semplice fatto che si utilizzano tecnologie diverse rispetto a quelle di 40 anni fa. Con questo non dico che quella di oggi sia migliore, anzi, le emozioni di una volta erano tutt'altra cosa, ma quello che la F1 deve saper fare è recuperare il suo antico fascino e contemporaneamente evolversi sapendosi adattare al tempo che passa. Io ho fatto questo tipo di lavoro, mi dispiace che tu non ne abbia colto l'essenza. P.s.: Arrabbiati pure, ma io la penso così.
Commenti di:
finalmente qualcuno con cui avere un confronto ad armi pari!
Iniziamo dai bilanci: per quanto riguarda i tetti di spesa e quant'altro, appunto perché le squadre non verrebbero mai a capo di trovare una soluzione comune, deve pensarci la Federazione, così da mettere tutti in riga; le verifiche ai bilanci? Non è neccessario mandare la Finanza ogni giorno, basta che le squadre presentino la contabilità aziendale insieme al progetto vettura (questo viene consegnato ogni anno a inizio campionato già da ora); una specie di cost-report. Non è demagogia, è possibile. Al politecnico dove studio abbiamo una squadra corse che presenta regolarmente il cost-report del progetto che viene iscritto alle gare aperte alle facoltà di ingegneria e viene valutato anche quello.
Per quanto riguarda i motori: io apro a qualunque tipo di propulsione: il limite sulla potenza lo impongo perché i motori, se progettati secondo criteri diversi, funzionano secondo parametri diversi e l'unico in comune è proprio la potenza, sempre e comunque. Ad esempio, non si può mettere un limite alla cilindrata se si usano contemporaneamente un Wankel o un alternativo a cilindri, perché il Wanchel a parità di volumetria interna scarica a terra circa il doppio della potenza rispetto al motore "tradizionale"; in più si parla di fare una F1 verde, che contempli pure sperimentazioni su altri propulsori magari ecologici e da qui, ancora, l'unico modo per tenere tutti sullo stesso piano è il controllo della potenza massima. Siccome la F1 deve anche essere sperimentazione, appunto come dici tu, le grandi potenze si raggiungono facilmente, per cui mettere i progettisti in condizione di migliorare, ad esempio, i rendimenti per avere un motore che, con quella potenza, consumi il meno possibile, non mi sembra certo una brutta idea. La verifica non è neccessario farla all'albero; la si può fare tranquillamente alla ruota ben conoscendo le perdite per attriti & co. che i progettisti conoscono e che devono fornire ai commissari insieme a tutto il resto. In fondo viene presentato l'intero progetto della macchina alla FIA all'inizio di ogni stagione, quindi sanno benissimo cosa andare a vedere.
Sul fronte del fatto che le vetture devono essere uguali: i regolamenti attuali vogliono quello; se un pilota preferisce un alettone al posto di un altro, lo si fa rientrare nelle regolazioni d'assetto. Per "caratterisitche tecniche diverse" mi riferisco a quelle generali, tipo il motore o altri apparati vitali, che devono essere dello stesso modello, non necessariamente identici da bullone a bullone, ma, ad esempio, entrambi aspirati o entrambi turbo.
Spero di essere stato chiaro.
Gilles27
Per quanto mi riguarda si può benissimo adattare ad oggi, con le opportune modifiche, il regolamento tecnico in vigore tra il '98 e il 2000, vietando le piccole appendici che c'erano già da allora e che si sono evolute nello schifo che c'era quest'anno sulle macchine, e usando le gomme lisce.
Sui motori non puoi dire di volere la massima libertà, quando allo stesso tempo permetti solo quelli a benzina e poi, dopo che mi hai scritto che la pressione di sovralimentazione non può essere verificata con facilità, ne proponi dei valori certi. Anche tu ti contraddici. Almeno io credo di essere stato più realista, pensando di permettere "di tutto di più" senza sforare la potenza massima imposta, che si può verificare anche alla ruota, come ti ho già detto, conoscendo gli opportuni coefficienti per poterla calcolare. Ti ricordo che in F1 le verifiche vengono fatte con strumentazioni molto più accurate che in altre categorie, per cui basta inserire nei computer a disposizione dei commissari gli opportuni parametri ed ecco una verifica fatta come si deve. E poi non è necessario verificare tutte le macchine, ma solo quelle che prendono punti; in fondo, se uno bara e non prende punti, vuol dire che la strategia "illegale" che ha usato non ha funzionato e si è dato la zappa sui piedi, come dice un proverbio.
Comunque sia, punti di vista a parte, almeno ci abbiamo provato; almeno abbiamo detto la nostra sulla F1 che ci piacerebbe vedere, che non è assolutamente quello schifo ogni anno peggiore che insistono a propinarci.
da ieri ho pensato e ripensato alla nostra discussione, se così si può chiamare, ho riletto il tuo articolo e le e-mail che mi hai mandato e sono giunto a questa conclusione.
Innanzitutto tu odi gli ingegneri, il motivo lo posso solo intuire, ma non è questo l'importante. Quando hai letto sul sito un articolo che tratta di regolamenti ben scritto e ben argomentato, come tu stesso hai ammesso, ma "troppo teorico e demagogico" perché scritto da uno che studia ingegneria, non hai resistito alla tentazione di voler far vedere che tu ne sai più di un ingegnere e hai elaborato in fretta e furia le tue proposte tecniche che però hanno una grossa pecca: sono molto "alla buona", arrangiate e poco precise, fatte più che altro per agevolare il lavoro di commissari che per pigrizia o impreparazione non rispettano le regole imposte per le verifiche.
Altra cosa: proponi delle soluzioni descritte con criteri generici, ma non perché tu non ti sia voluto dilungare in particolari tecnici, ma perché calcoli e misurazioni non sono il tuo forte (parliamoci chiaro: non le sai fare) e hai provato a dare la dimostrazione che quanto studia un ingegnere è solo "aria fritta" e niente di più; l'idea di Formula 1 che proponi poteva andar bene 30 o 40 anni fa, non certo ora. Va bene che si debba rispettare un certo tipo di tradizione, ma non significa che vi si debba rimanere incollati sempre e comunque. La Formula 1 deve essere sì tradizionalista, ma deve saper combinare la tradizione con l'innovazione tecnica che inevitabilmente è presente. Una Formula 1 come quella che proponi non ha più senso di esistere, per il semplice fatto che si utilizzano tecnologie diverse rispetto a quelle di 40 anni fa. Con questo non dico che quella di oggi sia migliore, anzi, le emozioni di una volta erano tutt'altra cosa, ma quello che la F1 deve saper fare è recuperare il suo antico fascino e contemporaneamente evolversi sapendosi adattare al tempo che passa.
Io ho fatto questo tipo di lavoro, mi dispiace che tu non ne abbia colto l'essenza.
P.s.: Arrabbiati pure, ma io la penso così.
Posta un commento