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IL (QUASI CERTO) RITIRO DELLA HONDA: NON E' SOLO QUESTIONE DI NOME E NUMERI
02.01.09 - Che fa il Team Honda: si ritira o non si ritira? Viene acquistato oppure lasciato al proprio triste destino? Vada come vada, la "faccenda Honda" non è passata inosservata. Ma davvero è un segnale della crisi economica e del settore automobilistico? C'è da preoccuparsi seriamente per la carenza di vetture al via? La realtà è ben diversa da come viene catastroficamente dipinta...

Il ritiro del Team Honda dalla F1 sta assumendo i contorni di una telenovela. Lo compra Tizio, no, lo compra Caio! Notizie da calcio-mercato estivo, in cui tutti dicono tutto ed il contrario di tutto. E la Honda che fa? Prima tranquillizza i suoi piloti (e i suoi oltre 1000 dipendenti profumatamente stipendiati...), poi, più realisticamente, smentisce ogni illazione circa il proprio futuro. Vada come vada, il "caso Honda" è entrato in circolo.

Ufficialmente, la Honda si è ritirata (o dovrebbe ritirarsi) dalla "F1" per ragioni di ristrettezze economiche (se scialacquasse di meno i propri quattrini...). A quanto pare, anche i giapponesi se la passano male: Honda è con l'acqua alla gola, idem Toyota. Per non parlare delle Case francesi, a pezzi, delle tedesche, col capo chino pure loro, e della solita FIAT, che da secoli va avanti a suon di protezionismi e soldi pubblici. Ford, Chrysler e GM sono in squisita compagnia, tanto per chiarire. E' l'ennesima crisi dell'auto: passerà anche questa.

Alla notizia dell'abbandono della F1 da parte della Honda, in molti si sono stracciati le vesti, puntando il dito contro la attuale crisi mondiale dell'auto e gli alti costi della F1. Indubbiamente, la crisi ha giocato un brutto scherzo al potente colosso del Sol Levante, il quale, nel 2009, sarà impegnato in forma ufficiale o semi-ufficiale "solo" in Moto GP, IndyCar e nella ALMS tramite il Marchio Acura ed i suoi fidi Team, tanto in LMP1 che LMP2. E' pur vero, però, che un Marchio prestigioso quale Honda non può più permettersi brutte figure a fronte di investimenti colossali. Ma c'è di più. Il fatto che, proprio ora, la Honda abbia deciso di lasciare la F1 non deve trarre in inganno. La Honda è recidiva: entra per la prima volta in F1 nel 1964, la abbandona a fine 1968, rientra solo come motorista nel 1983, rilascia il circus iridato a fine 1992 (resisterà, negli anni successivi, solo la Mugen-Honda), ritorna nel 2000 fornendo i motori alla BAR, Team che poi assorbirà definitivamente. Ed ora, a fine 2008, la Honda rialza bandiera bianca dopo i recenti insuccessi (i soldi non fanno la felicità...). Insomma, dov'è lo scandalo, dov'è la novità, dov'è la catastrofe?

Il (quasi) certo ritiro della Honda ha fatto un gran rumore solo perché è Honda, un pesce grosso, enorme. Vado a memoria: non ricordo alcun piagnisteo collettivo alla notizia del ritiro della Spyker o della Super Aguri appena un anno fa...! Super Aguri che, peraltro, è stata deliberatamente affossata dalla stessa "mamma" Honda, ad iniziare da Ross Brawn, alla luce della sua sempre più crescente competitività. Questo sì che è un contrappasso dantesco coi fiocchi! Ci si straccia le vesti perché la Honda è sempre la Honda: è un costruttore che tutti noi amiamo, che trasuda storia, tecnologia e vittorie. Ecco spiegato il motivo per cui ha e continuerà ad avere grande risonanza mediatica. Suvvia, è sempre la stessa solfa: quando un costruttore blasonato (e coi soldi) cade, fa rumore e tutti gridano allo scandalo; quando è un Team medio, piccolo (anche se vincente) a rimetterci le penne, a chi frega...? La medesima sorte della Super Aguri toccò a Cooper, Matra, BRM, Brabham, Lotus, Ligier, March, Tyrrell, Arrows e compagnia cantando: imperi dissoltisi nel silenzio e nel menefreghismo generale più totale, sebbene stiamo parlando di costruttori che hanno vinto, strabiliato ed insegnato a tutti qualcosa.

Il ritiro della Honda ha confuso le idee, spiazzato, annebbiato il cervello, facendo emergere una ignoranza storica da far spavento. La storia delle corse è sfaccettata e complessa. Case che vanno e che vengono, Team che entrano e poi escono: un continuo via vai di scuderie, costruttori, Team, motoristi. La Mercedes dominò il biennio della F1 1954-1955, poi uscì di scena perché aveva centrato gli obiettivi prefissati (suonarle di santa ragione a Herr Enzo Ferrari...), prima di rientrare come motorista. Il Marchio Alfa Romeo si ritirò negli Anni '50 (dopo decenni di successi e trionfi) e rientrò alla fine degli Anni '70 (motorista e costruttore), per poi riuscire definitivamente di scena a fine 1985. Si potrebbe parlare della Maserati (iridata nel 1957 e poi ritiratasi), della Porsche, della Lola e di una quantità immane di altri costruttori e motoristi entrati, usciti, rientrati, riusciti dalla porta della F1. Insomma, è normale e fisiologico che Team entrino ed escano, decidano di impegnarsi per poi abbandonare. E' accaduto, accade e sempre accadrà così nel motorismo, dalla F1 alle categorie Prototipi e GT, dalle categorie d'oltre Oceano alle cosiddette categorie "minori". Si pensava che il movimento Sport-Prototipi, dopo l'uscita di scena di Ford, Chaparral, Porsche, Ferrari, Matra, Alfa Romeo & company, si sarebbe dissolto: invece, ha saputo sempre rigenerarsi: ed ecco, quindi, nuovi interessi, nuove Case, l'impegno ufficiale di Porsche, Renault. E poi, gli indimenticabili 9 anni del Gruppo C (1982-1991), con Porsche, Lola, lancia, March, Rondeau, Cougar, Aston Martin, Sauber, Jaguar, Mazda, Toyota, Nissan, WM, Peugeot, eccetera, eccetera, eccetera. Quindi, l'ennesima rinascita, il cui apice è stato toccato proprio nel 2008. La Ferrari, tanto per fare un nome, non partecipò al Mondiale Marche 1968, per ritornarci già nel 1969 e sino al 1973. Negli USA, invece, dopo i fasti della Can-Am, ecco esplodere l'IMSA, trasformatasi, nel 1999, nella ALMS.
E' sempre triste quando i Team, grossi o piccoli che siano, abbandonano una qualsivoglia categoria: tuttavia, funziona così. Facciamocene una ragione.

La priorità che la F1 attuale deve affrontare (e pure di volata) non è quantitativo, bensì qualitativo. Premessa: con poche auto al via, non si va da nessuna parte; le corse diventano scarne, insipide, prive di significato e fascino. La "F1" del presente e dell'immediato futuro sarà un qualcosa di osceno: basta leggere le direttive generali già deliberate dalla FIA e dai Team per rendersene conto. Quindi, qualora nei prossimi anni si riuscisse, per assurda ipotesi, a metter su una griglia composta da 30-35 vetture, la sostanza rimarrebbe inalterata: ossia, la F1 sarebbe sempre un fetido monomarca maldestramente camuffato, gestito da incompetenti e vergognosamente regolamentato. Anche con 30-35 vetture al via, il risultato non cambierebbe di una virgola: avremmo di fronte sempre e comunque una "non F1".
Insomma: prima di assumere nuovo personale, è consigliabile risanare l'azienda.

La questione, oggigiorno, non è tanto il numero, ma la qualità, la varietà, i contenuti tecnici. Spesso, vengono menzionate le griglie ridotte all'osso della F1 Anni '50 e dei primi Anni ?60: certamente è capitato, in più occasioni, di assistere a GP con poche auto al via. Però, la gente dimentica che all'epoca si usciva da una catastrofica guerra mondiale le cui ferite hanno provocato dolore a lungo, che di costruttori in circolazione ve ne erano pochi (ma, paradossalmente, sempre di più di oggi!!), che per qualche anno le vetture F1 erano delle F2 per assenza di autentiche monoposto F1 (gli anni dei mondiali vinti da Ascari, tanto per essere chiari), che i GP in calendario erano la metà di quanti se ne corrano oggi. Quindi, sparare sulla neonata F1 degli Anni '50 e su quella dei primi Anni '60 è quanto mai ingiusto. Numericamente non saranno state il massimo in talune circostanze, ma dal punto di vista qualitativo erano signore Formula 1, eccome: squadre ufficiali, private, costruttori blasonati, scuderie artigianali, una varietà notevole di motori e soluzioni tecniche, piloti che hanno scritto la storia dell'automobilismo. Via, non c'è paragone con la melma di oggi!

Infine, viene sempre menzionata la stagione 1969 quale uno dei punti più bassi a livello di partecipanti mai raggiunto dalla F1. Griglie non affollatissime, quelle del 1969, però che parterre (anche se alcune partecipazioni erano saltuarie): Brabham (Team ufficiale e scuderie private), BRM (Team ufficiale più il Parnell), Cooper (ufficiale più privati), Eagle (non ufficiale), Ferrari, Lotus (ufficiale più privati), Matra, McLaren (ufficiale più privati), Tecno. Per non parlare dei contenuti tecnici e dei piloti.... Via, ci metterei dieci firme per tornare al 1969! E non dimentichiamoci che, in passato, esistevano i "non qualificati".

Il boom si ebbe a partire dagli Anni '70 e per tutti gli Anni '80 e '90: tre decenni davvero ruggenti. Molte, moltissime le vetture al via, griglie più che mai variegate: e con le monoposto non qualificate ci si poteva fare un'altra griglia di partenza! Nono solo le vetture iscritte erano numerose, ma i contenuti tecnici erano di livello eccelso, stratosferico.

Ovvio, periodi di vacche magre capitano, sono capitati e capiteranno ancora. Periodi di vacche magre che, puntualmente, si registrano allorché l'economia mondiale risente di qualche acciacco di troppo. La storia vive di ciclicità. Anche il motomondiale sta vivendo, oggi, un momento di transizione: poche Case, pochi Team, griglie spoglie sia in 125, 250 e Moto GP. Al contrario della Superbike, la cui ascesa pare inarrestabile, sebbene non costi poco. L'importante, dunque, è non perdere la bussola ed il contatto con la realtà, senza gridare allo scandalo e senza isterismi generali.

Scontato: meglio (e sempre auspicabile, si intende) se a prender parte ai GP sono in tanti, tantissimi, una marea: quando si inizia a scendere sotto la soglia dei 18 partenti, significa che qualcosa nel meccanismo si è inceppato. E che belle quelle griglie piene zeppe, colme sino all'orlo! Tuttavia, meglio la F1 degli Anni ?60 anche se con poche auto, che quella del domani o del futuro, ipoteticamente, con 30 monoposto. Meglio la ultra-competitiva e spettacolare IndyCar di ieri con 30 (e oltre) vetture ma con molti costruttori, Team e motoristi, che quella monomarca-monomotore di oggi, anche se sempre spettacolare e con oltre 30 vetture al via.

Fatto è che, a conti fatti, il Mondiale di F1 2009 potrebbe verosimilmente disputarsi con solo 18 vetture al via, alla luce del possibile forfait della Honda.

I problemi che la F1 deve risolvere sono numericamente esigui, ma di immensurabile portata e, volendo, anche di facile risoluzione: rivedere tutti i regolamenti tecnici e sportivi, rendere appetibile ed accessibile la categoria anche a medi e piccoli costruttori, convincere i cocciuti Team già presenti a vendere i propri telai (e naturalmente anche i motori) a scuderie private. L'abilità (e la difficoltà) consiste nel saper attrarre l'interesse di nuovi Team e nuovi costruttori che, oltre ad aggiungersi, rimpiazzino quelli eventualmente ritirati, creando continuo ricambio.

Tuttavia, le intenzioni della FIA non sono chiare. Da un lato, vorrebbe nuovi Team e nuove Case, dall'altro sarebbe favorevole ad un campionato a numero chiuso al fine (che strazio!) di ridurre i costi. Ma che senso ha, allora, frignare quando i Team gettano la spugna e abbandonano i GP? E va da sé che l'abolizione delle scuderie satellite e delle vetture clienti dal 2010, di certo, non contribuirà a rimpolpare la griglia di partenza...! Insomma, la FIA vuole fare dei figli, ma poi a letto usa il preservativo.

Morale della favola 1: dispiace sempre quando un costruttore abbandona le corse, ma non stracciamoci le vesti. Le corse funzionano così, volenti o nolenti. La realtà è spietata.

Morale della favola 2
: solo favorendo l'ingresso e l'iniziativa "artigianale" di Team satellite, vetture clienti (anche da elaborare, trasformare, modificare), scuderie private, medi e piccoli costruttori, motoristi che non siano solo Ferrari, Mercedes e Renault si riuscirà (e si è riuscito in passato) a rimpolpare il parco partenti e a rigenerare le corse.

Morale della favola 3: scordiamoci che un automobilismo circoscritto ai soli "imperi" dell'auto possa garantire spettacolo, continuità nel tempo, qualità ed un numero elevato di partenti. Anzi, è vero il contrario.

Morale della favola 4: tutto sommato, meglio una F1 a 20 auto ma coi regolamenti del 1969, che, per assurdo, a 30 vetture coi regolamenti monomarca 2009, 2010, 2011, 2012, 2013.... Di monomarca in giro, ce ne sono già troppi!

Morale della favola 5: Mondiale di Formula 1 2009, 18 (probabili) auto al via. Regolamenti pessimi, qualità infima, poche vetture ai blocchi di partenza: peggio di così....

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Dax:
1) Honda non lascia per mancanza di soldi, ma per le figure "non consone" all'investimento. Chi continuerebbe a spendere cifre incredibili per essere penultimo?

2) La crisi NON ESISTE. E' una balla colossale, o meglio ha colpito chi possedeva azioni, sia i grandi che i piccoli. In italia chi non ha azioni non ha perso 1 centesimo. Infatti i negozi hanno esaurito tutto, i ristoranti sono pieni come sempre, le feste si sono fatte sulla neve.

3) Qualche casa automobilistica ha preso al balzo la faccenda e sta facendo tagli al personale che prima non avendone la scusa non poteva fare. Tutto dando colpa alla...CRISI!

4) La Porsche è l'unica che è in SUPER ATTIVO, dimostra il bonus dividendo degli azionisti e successivamente un premio in soldi ai dipendenti (per la serie non sappiamo dove mettere i soldi).  

Anonymous Anonimo:
Scusate il fuoritema ma non riesco più ad entrare nella notizia precedente..è successo qualcosa o è il mio pc?

Ferrarista d.o.c.  

Anonymous Anonimo:
Mi dispiace ma non sono d'accordo con le ultime due righe del signor Pellegrini.
Ne ho gia discusso abbastanza..ognuno ha le sue opinioni.

Ferrarista d.o.c.  

Anonymous Arturo:
Pellegrini se sei convinto della morale della favola 5 nessuno ti obbliga a guardare il prox mondiale di f1  

Anonymous Anonimo:
mi dispiace x pellegrini ma io il mondiale 2009 lo guardo sicuramente poi i regolamenti cambiano come storia insegna e ci sono delle ere più o meno belle ed ognuno ha la propria opinione su questo.
detto questo siccome sono innamorato della f1 delle corse a ruote scoperte in generale e della competitività io guarderei anke una corsa di cariole spinte a mano purkè si assista ad un minimo di spettacolo.  

Anonymous fra:
in barba alla rabbia che ci potrà fare io credo che alla fine la guarderemo tutti (almeno fino a che ognuno potrà mantenere la propria identità perchè il vero orrore è proprio il paventato motore unico) perchè le passioni vere soffrono degli scherzi del destino ma non soccombono. Ci lamenteremo, ci staremo male se vedremo che le regole come temuto causeranno delle forzature e stravolgeranno risultati, se produrranno storture e falseranno i valori in campo ....... ma non resisteremo al richiamo delle nostre sirene V8 rosse, argento, bianche o gialle che siano, quando accenderanno i motori non resisteremo al loro canto.  

Blogger bimbo69 ferrarista:
x fra
ottima interpretazione della passione dei\della........F1
SI SI vedrai che ci ritroveremo tutti qui come sempre a commentare un'altro anno
buon 2009 e sempre...FORZA FERRARI  

Anonymous Simone:
anch'io sono d'accordo con fra. Anche se devo ammettere che i nuovi regolamenti (nuovo format delle qualifiche in pole) non mi convincono affatto. Speriamo che abbiano ragione col fatto delle modifiche aerodinamiche che faciliteranno i sorpassi perchè favoriranno lo sfruttamento dell'attrito...staremo a vedere. E' comunque un sollievo che non ci sia il motore unico.  

Anonymous fra:
ciao bimbo!!! Buon anno anche a te.
si, speriamo che il tempo passi in fretta e speriamo di poterli "avvicinare" ancora. Tu che sei del posto se appena appena sai quando sarà la prima uscita (data certa) diccelo, per favoreeeee ....!!!
ciao a tutti e ovviamente Ferrari for ever!!!  

Anonymous Anonimo:
Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog.  

Blogger bimbo69 ferrarista:
x fra e chi vuole, vedrò di informarmi al riguardo.

ps.
X REDAZIONE
bisognerebbe evitare il blog a persone non registrate "E SE NON POSSIBILE QUELLI SENZA NIK." così in questo modo si eviterebbero inutili polemiche,si perchè;.. va bene dire la propia , ma offendere!!!??(ODIO IL CALCIO PER QUESTO)  

Anonymous Mago Zurlì:
se nn fosse x quel pirla con la fionda massa avrebbe vinto !!! ma come si fa ....  

Anonymous Mago Zurlì:
invece di starci scritto una cosa normale dovrebbe starci scritto a bimbo ferrarista : bimbo69 ferrarista ha detto UNA STRONZATTA  

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