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LA F1 CHE FU: COSTOSA ED ACCESSIBILE, SPIETATA E SINCERA, REALISTA NEI FATTI
07.01.09 - Nella F1 del presente e dell'immediato futuro tutto è e sarà in completo disfacimento. Tuttavia, anche in passato, non mancavano discorsi demagogici, scelte sbagliate (specie esaminate col senno del poi), proposte scellerate. Keith Duckworth, padre della Cosworth, propose il recupero d'energia nel 1979, Ragazzoni, nel 1985, l'abolizione delle qualifiche. Eppure, nessuno dava credito a tali insensate proposte. L'essenza della F1 rimaneva intatta, integra, preservata, al sicuro da isterici ecologismi e pensieri politicamente corretti...

C'era una volta la Formula 1 dei Cavalieri del Rischio, delle piste per uomini veri, del ragionevole rischio, del brivido della velocità. C'era una volta la Formula 1 della fantasia, delle gare mozzafiato, dei duelli passati alla storia, delle sane rivalità tra Team e piloti. C'era una volta la F1 delle belle, bellissime e diversissime auto, della libertà progettuale, dei regolamenti tecnici e sportivi in cui prevaleva buon senso, realismo e competenza. C'era una volta la F1 della varietà tecnica, della estrema razionalità, della sconcertante semplicità, della tecnologia più avanzata: un mix esplosivo ed irresistibile. C'era una volta la F1 accessibile anche per gli Osella ed i Minardi di turno, sebbene lo sport del motore non sia mai stato a buon mercato. C'era una volta la Formula 1: quella orripilante, piatta e insipida cosa che ancora si ostinano e si ostineranno a chiamare F1 è e sarà, semplicemente, altro rispetto alla vera F1, sepolta dalle gomme rigate e dalle carreggiate da Topolino prima, e da congelamenti vari e mono-forniture assortite poi.

Ma in passato, era tutto rose e fiori?
No, ovvio.
La Formula 1, sin dalla propria nascita ufficiale (1950), ha dovuto affrontare una miriade di problemi, porre rimedio a periodi di vacche magre, sanare dissapori, dissensi economici, sportivi e tecnici. Dissensi aspri, scontri acerrimi e memorabili: gare boicottate, "scioperi", proteste plateali oggi impensabili perché gli stessi Team sono artefici dello sfascio "made in F1", gare "clandestine" e invalidate, GP corsi con poche vetture al via (ad esempio, Monza 1960 e Imola 1982), Team contro altri Team, autorità sportive contro Team, vetture messe al bando (anche ingiustamente...). Insomma, come direbbe Lauda, anche all'epoca era tutto un gran casino! Si sa, ogni ambiente professionale brulica di squali pronti a sbranare il primo merluzzetto che gli passa sotto il naso. Esisteva lo spionaggio industriale (famoso quello della Ferrari nei confronti della Cooper), esistevano i pessimi manager (taluni finiti in manette), esistevano i furbi e le ingiustizie, i "complotti" ed i giochi di potere, le lobby e le alleanze trasversali. E non mancavano i bari, coloro i quali provavano a fare i furbi violando i regolamenti. I santi, quelli veri, stanno solo in Paradiso.
Nel 1994, poi, abbiamo assistito ad una esplosione di ingiustificata paura all'indomani delle morti di Ratzenberger e Senna: chicane dappertutto, l'Eau Rouge di Spa rallentata e stuprata con pile di pneumatici, come pure in Spagna. Patetico. Fu l'inizio della ossessione per la sicurezza, in barba all'essenza delle corse: il Rischio.

E, anche in passato, non mancavano i soliti discorsi generazionali "della nonna", del tipo "all'epoca mia, era tutta un'altra cosa: quello sì che era guidare!". In tal senso, gli articoli di Clay Regazzoni per "Quattroruote" negli Anni 80 costituiscono oggi una tangibile testimonianza di quanto alcuni discorsi lasciano il tempo che trovano. Clay, pur apprezzando (e anche molto) la F1 dei Senna, dei Prost, dei Piquet e dei Mansell, muoveva qualche critica alle F1 della seconda metà degli Anni 80, con accuse quali "sono troppo facili da guidare, c'è l'elettronica, c'è troppa tecnica e il pilota conta sempre meno!". Sacrosanto: l'elettronica andava, va e andrebbe ridotta all'osso.... Ma Clay, però, si dimenticava (volutamente) un particolare: che le auto da lui guidate nella sua brillante carriera (gomme larghe e slick, alettoni ed effetto suolo, tanto per dire alcune peculiarità) erano distanti anni luce da quelle, ad esempio, degli Anni 50 e 60! Sempre dure, durissime da condurre (anche le wing-car spaccaschiena), sia ben chiaro, ma in misura assai minore rispetto, che ne so, ad una Mercedes W196 del 1955...! W196 che, a sua volta, era assai più moderna e guidabile di una Mercedes W125 o W154 degli Anni 30, e così via, andando sempre più indietro nel tempo. Oggi, e non mi sbaglio, rimpiangiamo le belle, razionali, filanti, proporzionate, efficientissime, difficili, "ruvide" e maschie auto di una volta! Ma allo stesso tempo credo che, anche qui penso di non sbagliare, saranno veramente in pochi a rimpiangere le raffazzonate e caricaturali vetture F1 degli Anni 2000, auto su cui vi sono più porte USB, pulsanti, bottoni e roba elettronica che bulloni, rondelle, valvole e cilindri!

All'epoca, non mancavano i discorsi riguardo le prestazioni dei motori (da livellare, ridurre o aumentare, a seconda delle circostanze), l'esasperazione della aerodinamica, la pericolosità delle vetture e la agibilità di taluni circuiti. Si discuteva attorno alla bravura dei piloti e alla annosa questione dei "piloti paganti". Si è sempre discusso (e sempre lo si farà) attorno ai vantaggi e ai rischi degli interessi economici nello sport del motore. Si discuteva circa il ruolo degli sponsor, dei soldi e dei mezzi di comunicazione nel "F1-show". E non mancavano i discorsi riguardanti la bontà e la fattibilità dei regolamenti tecnici e sportivi. A tal proposito, Clay Regazzoni (sempre lui...) proponeva, sul numero di agosto 1985 di "Quattroruote", niente meno di "E' ora di farla finita con le prove", accusate dall'estroverso svizzero di esasperare le prestazioni delle auto, con pericolose ricadute sulla incolumità dei piloti. Non mancavano, inoltre, i discorsi ciclici circa la denuncia degli alti costi della F1, ai quali facevano puntualmente seguito fumose ricette e soluzioni teoriche (alcune davvero folli) atte a ridurre i costi stessi.

Ma, fiato alle trombe e rullo di tamburi, non mancavano trovate ancora oggi folli, demagogiche, illogiche. "Quattroruote", febbraio 1979: Keith Duckworth, fondatore della leggendaria Cosworth assieme a Mike Costin, proponeva sulle pagine del celebre mensile alcune ricette davvero bizzarre. Egli era favorevole alla diminuzione delle prestazioni dei motori, alla loro "strozzatura" e alla limitazione della portata di carburante. Leggiamo testualmente: "Secondo me tale soluzione è semplice e può essere efficace a condizione che non vengano adottati accorgimenti che consentano di far funzionare continuamente il motore alla massima potenza. Adottando un dispositivo accumulatore di energia (in teoria potrebbe essere un volano), sarebbe possibile mantenere il motore sempre al massimo e accumulare l'energia prodotta durante le frenate per sfruttarla nelle accelerazioni[...]".
O mio Dio, o mio Dio! Sogno o son desto?

Sì, avete capito bene: Duckworth aveva proposto il KERS meccanico (!!), oggi pressoché scartato a vantaggio di quello elettrico! Le pieghe della storia riservano sempre delle assurde sorprese! Una tecnologia, quella del cosiddetto KERS, costosissima, complessa, effimera quanto inutile oggi (specie nelle gare sprint), figuriamoci nel 1979! Non solo: Duckworth auspicava che anche la F1 prendesse una svolta ecologista, seguendo l'esempio della produzione di serie. Allo stesso tempo, auspicava una sostanziale riduzione dei costi (in che modo, però, non lo diceva...)! Riduzione ribadita e augurata, sempre in quel 1979, anche da Derek Gardner, ex progettista delle Tyrrell dal 1970 al 1976. Gardner denunciava gli alti costi di gestione, specie per i piccoli Team, tuttavia non avanzando alcun rimedio pratico e fattibile: peccato, però, che gli Anni 70, 80 e 90 abbiano coinciso con un periodo fertile e d'oro per la F1, emozionante dal punto di vista sportivo, effervescente da quello tecnico, ricco per quanto riguarda la partecipazione di motoristi, costruttori e semplici Team medi, piccoli e artigianali! Cosa bisogna dire, oggi, considerando che la attuale "F1" è roba esclusiva dei colossi dell'auto o di ultra-magnati...?
Non solo: Gardner spingeva per i motori Turbo, Turbo per i quali il suo ex datore di lavoro, Ken Tyrrell, non nutriva alcuna simpatia; non per ragioni tecniche, ma per mere ragioni storico-politiche! Bell'intreccio, vero?

Nonostante tutti questi casini, in passato la F1 marciava regolare, su binari ben tracciati. D'accordo, ogni tanto le veniva la febbre, ma poi si rimetteva in sesto in fretta e più in forma di prima. La perfezione, del resto, non è di questo mondo. Nonostante tutto, la F1 era una cosa seria, avvincente, appagante sotto il profilo spettacolare e sportivo, interessante e coinvolgente sotto l'aspetto tecnico.

Nonostante l'atavico problema degli alti costi (suvvia, non facciamo i finti tonti, il motorismo è sempre stato uno sport costosissimo!!), i Team piccoli e artigianali brulicavano come avvoltoi attorno ad una carcassa: un Minardi poteva accedere alla F1, eccome! Anzi, la storia della F1 (e non solo) è stata scritta da scuderie che definire "fai da te" sarebbe riduttivo! Nonostante gli alti costi, i Team riuscivano a razionalizzare le spese, auto-limitandosi, auto-gestendosi, investendo solo sulle auto, razionalizzando il personale, eliminando il superfluo, senza ricorrere a tetti di budget, a congelamenti, a forniture uniche imposte per regolamento. Nonostante le mille diatribe tra Team e autorità sportive, la F1 ha sempre mantenuto integra la propria identità tecnica e sportiva. Nonostante i quattrini, gli sponsor e gli interessi economici (che non sono un male, anzi, ma occorre maneggiarli con molta cura), il paddock non era blindato, isterico o covo di mega-hospitality e 10 camion a Team. Nonostante il professionismo che sempre ha caratterizzato la F1 (e non solo), l'ambiente viveva immerso in una atmosfera scanzonata, disimpegnata, casereccia, a cominciare dai piloti. E gli organici delle scuderie non sembravano polverosi Ministeri zeppi di zavorra umana, al contrario di quanto avviene oggi: doppioni e triploni di ingegneri, tecnici, consulenti, manager, responsabili, addetti stampa, psicologi. Oltre 1000 uomini per sole 2 vetture, pure congelate e tutte uguali: assurdo!

Nonostante le beghe interne, qualche provvedimento tecnico e sportivo discutibile ed i fisiologici cambi di regolamento per stare al passo con i tempi, la F1 si è sempre saputa rigenerare, imboccando vie quasi sempre consone al blasone e alla tradizione della categoria stessa. A nessuno veniva in mente di perseguire loschi dettami ecologisti "alla Duckworth". A nessuno veniva in mente di addentrarsi nel tunnel altrettanto losco del recupero d'energia profetizzato da Duckworth nel 1979, profezia divenuta triste realtà nella F1 di 30 anni dopo. A nessuno veniva in mente di trasformare la F1 in un osceno, noioso, cavilloso, ridicolo monomarca camuffato (peraltro malamente).

Le proposte bizzarre, folli e ridicole in nome del politicamente corretto, dell'ecologia, dell'appiattimento, dell'inaridimento dei contenuti tecnici e della sicurezza alla massima potenza non mancavano, ma nessuno le prendeva in considerazione. Anzi, venivano tenuta alla larga! Invero, all'epoca erano pochi coloro i quali avevano il coraggio di avanzare proposte insensate. Ma se un qualsiasi scemo, anche di nome Duckworth (che stupido non era ma, evidentemente, nel 1979 non aveva resistito alle sirene ecologiste e politicamente corrette...), nel 1979, avesse proposto le medaglie, o il KERS, quello scemo sarebbe stato linciato. Oggi, invece, gli "scemi" di turno sono la FIA, Ecclestone, i Team stessi: e nessuno li lincia.

Poi, d'un tratto, l'incantesimo si è rotto, l'alchimia è svanita. Oggi, il KERS è realtà, le qualifiche non sono state abolite ma trasformate in pagliacciate incomprensibili, forse si avallerà il sistema delle medaglie e probabilmente la durata delle gare verrà ridotta. E c'è chi vuole una F1 a due manche.

Sono rimasti in vita solo i baracconi, i burattinai, i burattini che se la fanno coi burattinai, gli enormi interessi economici, le torte da spartire, i diritti TV, le hospitality, i dieci camion a Team, i 1000 uomini a scuderia, le affascinanti miss, gli ingiustificatamente altissimi costi sebbene la F1 sia ridotta (e non da oggi) ad un monomarca-monomotore, i risvolti mondani, lo spionaggio (per spiare cosa?), le tribune ancora inspiegabilmente colme nonostante i prezzi dei biglietti alle stelle ed uno spettacolo da sbadiglio libero, le pagliacciate, le medaglie, le continue figuracce di Team che si professano quali il top del professionismo, gli strapazzi e le frasi fatte di piloti, Team manager e giornalisti, i lecchini incalliti, le falsità, le contraddizioni. Sono rimasti i cavilli, piloti troppo spesso comodini che pretendono di partire dietro la Safety Car appena fa due gocce di pioggia, le penalizzazioni a tavolino, i duelli uccisi a suon di cartellini gialli, rossi e calci di rigore inventati da arbitri in malafede. C'è rimasta la FIA che autorizza la Renault a metter mani al proprio motore affinchè adegui la potenza alle altre unità: pazzesco!

Ci vogliono propinare la "Formula 1 verde" ecologista, che ciancia di KERS, fantomatici recuperi d'energia, che monta le gomme Bridgestone con la scanalatura "che non inquina" ma, poi, consente alle scuderie di impiegare le zavorre all'Uranio Impoverito...!

E' rimasta, in poche parole, la buccia, la coccia col verme pasciuto e panciuto, il contorno, il superfluo, una lurida e putrescente patina superficiale.
La polpa, la sostanza ed i contenuti sono belli che spariti, decomposti, marciti, succhiati e risucchiati, masticati e digeriti.

Cercasi Fata Turchina, disperatamente.

- Paolo Pellegrini -

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Commenti di:

Anonymous Anonimo:
A mio parere dovrebbe cercare di essere più conciso, signor Pellegrini; so già che spesso non la pensiamo allo stesso modo, in più la fa dettagliata. Non è che sia un gran stimolo per leggere..

Ferrarista d.o.c.  

Blogger Gilles "27":
Ciccio, quest'articolo lo hai scritto te oppure te lo ha dettato Naomo. Ho preso le ferie per leggerlo tutto. ah ah ah  

Anonymous Anonimo:
questo signore che ha scritto questo articolo ha perfettamente ragione...La F1 di oggi è una cosa patetica...Le nuove generazioni non sanno nemmmeno cos'era la vecchia formula uno...voglio farmi una domanda?ma nel 1990,91,92,93 le formula uno erono cosi' piene di elettronica(come dice qualcuno) che si guidavono da sole come mai vincevono solo Senna,Prost,Mansell?  

Anonymous Anonimo:
x l'ultimo anonimo

vincevano sempre prost senna e mansell xkè avevano le auto migliori e più tecnologicamente avanzate rispetto alla concorrenza.  

Blogger bimbo69 ferrarista:
x pellegrini
sig. pellegrini con tutta la ragione che posso darle volevo solo ricordarle che le nuove generazioni non hanno vissuto con quel tipo di f1, di fatto conoscono solo questa.
Non che io o altri non ricordiamo come era un tempo, ma si sà tutto cambia e il cambiamento comporta notevoli diversità, ma non per questo bisogna dire che sia tutto finito,anche se con regole strambe fa sempre piacere vedere e sentire il suo rombo "l'anima della f1 esiste ancora".
Oggi la f1 sta passando momenti di profondo cambiamento e rinnovamento e io ritengo che per poter essere migliorata nei propi aspetti e renderla nuovamente visibile per quella che è,avra ancora bisogno di essere testata.
Insomma pellegrini bisogna imparare a gurdare avanti e basta piangersi addosso, la f1 la si guarda o non la si guarda,"NOI PER IL MOMENTO ABBIAMO QUESTA"  

Blogger fra:
ciao, è vero che i ragazzi non hanno nemmeno idea di cosa fosse la F1 di una volta e penso sia proprio per questo che c'è un evidente dualismo nelle interpretazioni e nelle valutazioni, una specie di salto generazionale. Tuttavia, pur facendo parte dei nostalgici, cerco sempre di guardare avanti e non perdere l'entusiasmo, del resto prima o poi la imbroccheranno una buona!! Certo che i "vertici politici" chiamiamoli così, sembra proprio che abbiano perso di vista l'obiettivo, facciano un certo qual populismo, cavalchino l'onda sfruttando argomenti di facile impatto socio-cultural-emotivo come comodo paravento senza rendersi conto che si nascondono dietro un dito, che la coperta è corta e le loro mire evidenti.
Ciao e buona giornata  

Anonymous Lampa:
proviamo almeno a vedere come sara il prossimo campionato prima di criticare...certo però che mi trovo d'accordo con Paolo quando dice che le vetture sono troppo standardizzate...è molto piu bello vedere macchine totalmente diverse tra loro che si danno battaglia e magari si equivalgono rispetto ad auto praticamente uguali con adesivi diversi sule calandre.  

Anonymous Anonimo:
non vedo motivazione diversa dalla nostalgia nel far sembrare ancora piu tragica e complicata la situazione di quello che è realmente e in un momento di cambiamento (in positivo rispetto agli ultimi anni) come questo. la f1 non sta diventando una monomarca e mai lo diventerà. le nuove regole miglioreranno lo spettacolo e la competizione anche se il kers sembra una grande stronzata sotto ogni punti di vista (ma almeno aggiungerà incertezza e quindi spettacolo a tutta la stagione), anche se l'elettronica è sempre troppa, anche se sarebbe ora di decidersi una volta per tutte per un formato di qualifiche piu semplice e immediato possibile e dei punteggi migliori, anche se bisogna migliorare i circuiti e licenziare tilke, anche se ai motori che devono durare tante gare preferirei semplicemente dei tetti massimi di budget per quanto difficile possa poi essere riuscire a controllare che vengano rispettati.  

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