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Anno XIII
GIAN CARLO MINARDI RISPONDE A PAOLO PELLEGRINI 13.05.09 - Gian Carlo Minardi, da signore qual è, risponde al nostro Paolo Pellegrini. Il 7 maggio scorso, infatti, mediante l'articolo "Lettera a Gian Carlo Minardi sulla F1 di ieri oggi e domani" era stata gettata la base per un aperto confronto di idee con il fondatore della omonima Scuderia di Faenza. Ecco cosa ci ha risposto.
Egregio sig. Pellegrini, ho letto tutta la Sua lettera e penso che molti dei punti da Lei scritti sono certamente veritieri, ma la mia affermazione su un mio eventuale rientro voleva essere provocatoria e basata su tutte una serie di cose che sarebbe bene analizzare con calma, e che il sottoscritto ha più volte sostenuto nelle riunioni FOCA/FIA in passato. Io ho sempre detto, contro i miei stessi interessi, che la F1 doveva avere poche limitazioni tecniche, ma regole sportive ferree che automaticamente andavano a limitare i costi. Ad esempio, regole che vanno dalla limitazione in pista del personale addetto ai lavori, numero dei meccanici al pit-stop, numero dei motori da utilizzare in una stagione, numero delle gomme per stagione, numero dei giorni per i test, regolamenti stabili, sia tecnici che sportivi, con cicli di tre anni ecc. ecc. Tutte queste scelte automaticamente portano ad una diminuzione dei costi, senza penalizzare l'inventiva dei tecnici. Per il momento non voglio polemizzare più di tanto, ormai il passato è passato e come in tutte le cose esiste un inizio ed una fine. Difficilmente si potrà riaprire un ciclo come quello vissuto dal sottoscritto rifacendo un Team come la Minardi, in quanto era il frutto e il lavoro di anni e anni di sacrifici e organizzazione, una mentalità che oggi non esiste più. La stessa Toro Rosso che vede oggi impegnati molti di quei collaboratori che per anni hanno lavorato al mio fianco, non sarebbe più capace di lavorare in economia. Detto tutto questo, se si verificassero tutte le cosa sopra citate e se ci fosse la garanzia che le regole vengono rispettate, siccome non costa niente sognare, mi piacerebbe tentare di ripartire in una avventura nuova per raggiungere quel podio che è mancato nella mia lunga permanenza in F1. Sarei un bugiardo se non Le dicessi che mi brucia morire non avendo raggiunto questo obiettivo. Spero che sia soddisfatto della mia risposta, comunque certamente ritornerò sull'argomento tramite il mio sito, quindi ci segua e potremo riconfrontarci ancora. Cordialmente. Gian Carlo Minardi
È vero. Le proposte di Gian Carlo Minardi possono essere realizzate perfettamente. Tra tutte, sottolineo quelle di diminuire il numero dei meccanici ai box (come già si fa nelle categorie USA, nella Le Mans Series e in altri campionati a livello nazionale ed internazionale), numero dei giorni di test e, soprattutto, una certa stabilità regolamentare, senz'altro più fruttuosa di repentini, continui e forzati cambiamenti di anno in anno. Proposte, invero, già avanzate e discusse proprio dal sottoscritto in tempi non sospetti. Noi tutti speriamo e confidiamo in un ritorno della Minardi e di Minardi in Formula 1. Certo, vorremmo che sia una F1 ben diversa da quella attuale e da quella dell'immediato futuro. Gli anni Ottanta non possono ritornare, tuttavia si possono ricreare, con la forza ed il volere di tutte le parti, le condizioni affinché la F1 torni ad essere ruggente. Sì spietata e non fatta di santi, poeti e navigatori, ma che sia viva, rigogliosa, spumeggiante, varia aperta ai colossi dell'automobile come alle piccole realtà, senza distinzione alcuna. Quel podio La attende ancora, signor Minardi. Paolo Pellegrini
Commenti di: Anonimo:
MA RAGAzZI !! TOGLIERE LA FERRARIO DALLA FORMULA UNO é COME TOGLIERE LA MERDA DALLE MOSCHE :::é SCUSATE TANTO! Anonimo:
Putroppo Minardi non è riuscito nel suo sogno. Credo che alla fine ci abbia rimesso dei capitali e basta.
Oggi non ce e non ci sarà più posto per una piccola scuderia piena di voglia di fare e idee. Le altre case in realtà guardano malissimo le "New Entry", che cercano di colonizzare con la vendita dei motori.A quel punto ne prendono il controllo "politico" che torna sempre utile pro futuro...
Oggi non ce e non ci sarà più posto per una piccola scuderia piena di voglia di fare e idee. Le altre case in realtà guardano malissimo le "New Entry", che cercano di colonizzare con la vendita dei motori.A quel punto ne prendono il controllo "politico" che torna sempre utile pro futuro...
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