Il primo BLOG sulla Formula 1: news, foto e video. Dì la tua...
Anno XIII
I DOLORI DI LEWIS HAMILTON: FRUSTRAZIONE O VERITA'? 19.05.09 - "Mi sento come tutti quelli che devono stare in prigione anche se sono innocenti. Voglio essere un pilota, non un politico. Non mi diverto più a correre in questa Formula 1". Si esprime così, senza mezzi termini, Lewis Hamilton. Le dichiarazioni rilasciate al 'Times' dal campione inglese della McLaren gettano l'ennesima cattiva luce sullo stato di salute della attuale Formula 1. Esternazioni, quelle di Hamilton, figlie della frustrazione per un campionato sinora negativo, oppure rispecchiano la nuda e cruda verità?
"Mi sento come tutti quelli che devono stare in prigione anche se sono innocenti. Voglio essere un pilota, non un politico. Non mi diverto più a correre in questa Formula 1". Non usa mezzi termini, intervistato dal 'Times', Lewis Hamilton. Mai un campione del mondo in carica di F1 aveva inveito, con così tanta veemenza e schiettezza, sulla F1 stessa, sui suoi meccanismi che la governano e la regolano, sul suo stato di salute. Molti potrebbero pensare, legittimamente, che tali dichiarazioni siano figlie del momento. Esternazioni, insomma, frutto della frustrazione per un campionato sinora assai negativo per la McLaren, per Hamilton stesso e per alcuni comportamenti, davvero immorali quanto antisportivi, che hanno avuto quali carnefici gli uomini del team di Woking e quale vittima proprio Hamilton, costretto a dichiarare il falso al cospetto dei commissari sportivi.
Tuttavia, il buon Hamilton aveva esternato il medesimo pensiero sin dal primo anno di F1. Eppure, nel 2007 e, soprattutto, nel 2008, il Lewis di soddisfazioni se ne è tolte, eccome. A conti fatti, quindi, ad Hamilton questa F1 non piace. Come dargli torto? In questo caso, tuttavia, ad essere incriminato non è il pessimo stato di salute della F1 a livello tecnico e sportivo, bensì l'ambiente della F1 stessa. Un ambiente, invero, che assomiglia sempre più ad una "galera" dalle sbarre dorate e dalle celle a forma di autodromo. Hamilton altro non ha fatto che descrivere compiutamente i caratteri salienti della F1 odierna.
Una F1 autoreferenziale, chiusa in sé stessa, ipocrita, furba, buonista fuori ma carogna dentro, arrogante, caratterizzata da una anacronistica quanto patetica puzza sotto il naso. Un clima, quello della F1 del Nuovo Millennio, irrespirabile, tremendamente pesante. Non una sola parola stonata può uscire dalle bocche iper-controllate e spiate dei piloti, non una lamentela o una esternazione spontanea. I piloti si stanno trasformando, loro malgrado, sempre più in politici equilibristi, dalla dubbia credibilità. Certo è che, suo malgrado e per ovvi motivi anagrafici, Hamilton ha conosciuto, in qualità di pilota, solo ed esclusivamente questa siffatta F1. In questa F1, i piloti non debbono avere amicizie all'interno del paddock. I team e gli sponsor comandano i piloti a bacchetta: dicono loro chi frequentare, cosa fare e quando farlo, dove andare, con chi parlare, cosa dire ai microfoni dei giornalisti. È una assidua guerra di nervi: mai una tavolata in compagnia all'interno del paddock, mai un pranzo o una cena a casa di un qualsivoglia pilota, mai uno scherzo o innocenti "scorribande" durante i weekend di gara, mai scherzosi siparietti con giornalisti, spettatori o chicchessia.
Nulla di tutto ciò. I piloti debbono rispettare un quanto penoso protocollo da Impero giapponese. Basta guardarli in volto: sono tristi, "depressi", emaciati (ora debbono subire anche rigorose diete da taglia 38: pura follia!!), sconsolati, contriti, perennemente immusoniti e contratti, uccelli in gabbia. Ben pagati, serviti e riveriti quanto vuoi, ma pur sempre infelici. Ed un pilota, considerato il lavoro che fa, non può essere infelice per definizione.
Infelicità che emerge e si riscontra solo tra i piloti di Formula 1. Di questa Formula 1. È un caso? Quasi tutti i piloti ancora ambiscono (per mere ragioni di quattrini e di visibilità) alla F1 quale obiettivo finale della propria carriera. Quasi fosse una bellissima donna inarrivabile ed inavvicinabile. Quindi, una volta usciti con la donna tanto sognata, ci si accorge che le manca il cervello, che le puzza l'alito, che ha una voce da oca e che non fa altro che parlare di smalti, rimmel e tronisti. Che tedio, sarebbe. Ebbene, la F1 è come una bella donna dall'alito nauseabondo: tutti la sognano, ma poi...che delusione.
Una F1 da rifondare da cima a fondo, anche sotto questo aspetto, niente affatto secondario e trascurabile. Intendiamoci: la F1 non è mai stata un bosco incantato, con folletti, elfi e fatine. Anzi, la F1 è sempre stata una savana selvaggia e ostica, spietata, talvolta ingiusta, infame, crudele, che ha mandato "al manicomio per esaurimento" molti piloti, i quali hanno preferito trovare sistemazioni (non meno gratificanti, anzi...) altrove. Ma la spontaneità e la disinvoltura non mancavano di certo. Oggi sì.
Forse la F1 non è più un posto per piloti accesi e spontanei come Hamilton, Rosberg e pochi altri. Salvatevi, finchè potete! Di fuori c'è un mondo che vi attende. Consiglio o provocazione?
Commenti di: Anonimo:
MA RAGAzZI !! TOGLIERE LA FERRARI DALLA FORMULA UNO é COME TOGLIERE LA MERDA DALLE MOSCHE :::é SCUSATE TANTO! JEREZ97:
Qualcuno come me con qualche annetto sulle spalle, si ricorderà di Piquet (quello buono) gettare una secchiata d'acqua a Ecclestone prima di un gp o mandare letteralmente a cag....Zermiani in mondovisione sulla griglia di partenza. E chi non si ricorda le collezioni di belle donne che esibivano i piloti fino a qualche anno fa tra gli ultimi Irvine e Berger, ma andando indietro si faceva prima a dire che non era donnaiolo. Secondo me i piloti di questa generazione sono tristi anche perchè fanno sesso solo quando glielo dice il manager. Scherzi a parte ma non troppo, il buon Hamilton ha avuto il coraggio di lamentarsi pubblicamente, ma non può essere che una parte della crisi di Raikkonen sia da ascrivere proprio allo schivo di ambiente descritto nell'articolo???? Anonimo:
Per me questa formula1 ha toccato il fondo i campionati si decidono in tribunale a cause di regole poco chiare ormai lo spirito della f1 e' andato perso. La soluzione migliore e' fondare un campionato alternativo con tutte le grandi marche che gareggiano con regolamenti senza zone grigie e su circuiti e macchine degne del passato e non su sgorbi sgraziati come sono le f1 attuali. In poche parole occorre trombare Ecclestone e Mosley che sono il vero male della f1. Detto questo credo che il malumore di Hamilton non ci sarebbe se guidasse una Brawn ai piloti le ragioni che ho spiegato interessano poco e niente loro vogliono solo vincere. --------------------ROSSO69---------------------- Anonimo:
IO DOMANI DALLA FIA SPERO NELLA SPACCATURA TOTALE, E' DURA DA VEDERE MA E' PER IL BENE DI TUTTI. Anonimo:
sicuramente hamilton e giù perche nn a una machina compettiva credo sia normale sicuramente avesse una mclaren in forma sarebe sul attenti + felice e in testa al campionatto blobb74
--------------------ROSSO69----------------------
blobb74
Posta un commento