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Anno XIII
FORMULA 1 IN SALSA GATTOPARDO: CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE! 26.06.09 - L'accordo FIA-FOTA ha acceso gli animi di tutti noi appassionati. Molti e discordanti i commenti dei nostri lettori: c'è chi pensa che l'accordo FIA-FOTA sia una salvezza, chi, al contrario, che abbia significato l'ennesima porcata-compromesso. C'è chi, magistralmente, ha descritto la situazione con termini gattopardiani: tutto cambia per non cambiare nulla. Mai definizione fu più azzeccata! Ecco perché.
Ripartiamo da lì, da ciò che avevamo scritto nell'articolo "Il futuro della Formula 1: sì alla scissione, ma no al doppione": [...] Il bubbone, ossia la lite FIA-FOTA, è esploso allorché Mosley ha avanzato la scellerata proposta del tetto di spesa. Uno scontro così acceso non si era verificato, in tempi recenti, nemmeno quando Mosley ed Ecclestone avevano osato cianciare di motore unico (peraltro già presente in F1, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo...) e di medaglie. Insomma, sembra solo una questione di soldi e budget, più che di contenuti e di regolamenti tecnici. [...]".
Come volevasi dimostrare, appunto. Maranello, 24 giugno 2009, trionfalistico comunicato Ferrari: "Il Consiglio Mondiale della FIA ha oggi approvato tutte le proposte della FOTA per cui l'anno prossimo ci sarà un Campionato di Formula 1, un Campionato che, come ha chiesto la FOTA, sarà disputato nello spirito della competizione sportiva e tecnologica, che avrà regole chiare e certe, ed un governance trasparente, affidate alla F1 Commission. Tutto questo è teso ad evitare continui cambiamenti decisi da una sola persona e prevede una riduzione graduale dei costi, che nel giro di due anni li riporterà ai livelli di quelli degli anni 90. [...]
Certo che, con tutto il doveroso rispetto verso la Casa di Maranello, ci vuole una bella faccia tosta ed una altrettanta dose di ipocrisia per esternare tali dichiarazioni. Come volevasi dimostrare, appunto. Era solo una questione di soldi e di budget, non di contenuti. La FIA ha comunque vinto: la riduzione, per regolamento, dei costi ci sarà, anche se in altri modi e in altri tempi. Riduzione dei costi, per regolamento, tra il 15% ed il 25% entro il 2011. Insomma, FIA e FOTA hanno inscenato l'ennesimo inciucio, l'ennesima porcata, l'ennesimo compromesso tra simili di gattopardiana memoria: far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla. I Team ridurranno i loro costi, riportandoli a quelli degli Anni 90? Ma che bravi: però, i "draghi" della FOTA, Ferrari in testa, si dimenticano (dimenticano?) che negli Anni 90 si poteva fare un 4 come un 12 cilindri, un V come un boxer, un W come un linea, si poteva montare il motore trasversalmente o longitudinalmente, idem il cambio, si poteva realizzare la F1 più semplice del mondo come la più complessa ed avanzata (e spesso vinceva la prima...!), il muso alto come il basso, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera. E oggi, invece, vietano, per regolamento, anche di far sporgere gli scarichi dalla carrozzeria!
FIA e FOTA volevano ottenere, in sostanza, i medesimi obiettivi: una riduzione forzata e forzosa dei costi e, allo stesso tempo, perpetrare lo stato di appiattimento, uniformità, omologazione e standardizzazione tecnica. Ridurre i costi è legittimo. Tuttavia, occorre vedere come tale operazione viene gestita e pianificata. Oggi, ridurre i costi significa solo ed esclusivamente impoverire, inaridire, appiattire, uniformare la varietà tecnica, eliminare la sostanza e tenere in vita il superfluo. La FIA ha vinto ancora, signori. La FOTA aveva una grande chance, forse irripetibile: rompere il legame con la FIA, dar vita ad una Nuova, Vera F1. Operazione ardua (visto il momento storico all'insegna dell'omologazione) e che poteva comportare alcuni rischi, ma non impossibile. Un campionato "alternativo" fatto anche di business (è normale che sia così!), ma che avrebbe potuto riflettere e accontentare le speranze degli appassionati, dal più semplice ai "palati fini". Ebbene, la FOTA non ha avuto il coraggio di spezzare questo legame, per il semplice fatto che la partita con la FOTA non si giocava attorno ai contenuti tecnici e sportivi della F1, bensì sulla modalità della riduzione forzata dei costi. Trovato il punto di unione, trovato l'accordo.
La FOTA non ha vinto. La FIA ha vinto. La FOTA non ha fatto fuori nessuno, e non avrà più voce in capitolo di quanto non ne abbia già ora. Non ha vinto lo sport, bensì la deleteria politica di Mosley, il quale lascerà felice e contento la dorata poltrona di comandante della FIA. Il volto della F1 non cambierà: è e sarà un monomarca camuffato. Contenti?
La lite FIA-FOTA ha dimostrato, ancora una volta, che ormai i contenuti, la vera sostanza della F1 non interessano più a nessuno, né alla FIA, né alla FOTA. In tutti questi anni, nessun Team ha alzato la voce contro tutte quelle regole e regolette ammazza-Formula 1 promosse e proposte dalla FIA, avallate e sottoscritte dai Team, quindi introdotte con la scusa (balla) della sicurezza, dello spettacolo e della riduzione dei costi tra smaglianti sorrisi, poderose strette di mano e patetiche frasi fatte.
Che tristezza! Come può la Ferrari affermare ciò che ha osato affermare in quel comunicato? Come si può affermare che la F1 sia salva? Come si può affermare che, fatto fuori Mosley, la F1 abbia ritrovato credibilità e la propria identità perduta? Tra l'altro, ribadiamo, la potenza di Mosley è e sarà infinita: gli uomini che hanno dato fiducia a Max Mosley anche dopo lo scandalo nazi-sadomaso sono e saranno ancora lì, seduti sulle loro poltrone, al Palazzo della FIA. Quindi, fate voi i conti....
Nostalgia del passato? Sì, tanta. Un sentimento che cresce di giorno in giorno, di anno in anno. Una nostalgia che non avrebbe ragion d'essere se solo la F1 del Nuovo Millennio fosse in sintonia con la tradizione tecnica e sportiva intrapresa in quel lontano 1950. Una tradizione che, peraltro, affonda le proprie radici nelle corse Anni 30. Una nostalgia che, in questo caso, non esisterebbe, perché vi sarebbe un unico filo conduttore tra le diverse epoche storiche della F1, passate, presenti e future. Ma, ahimè, quel filo conduttore l'hanno reciso brutalmente lor signori della FIA ed i Team a suon di gomme rigate prima e motori unici poi, un divieto qui ed uno là, una limitazione qui ed una lì. Ed ecco, divieto dopo divieto, il risultato. Se questa, attuale F1 fosse bella, avvincente, intrigante, ricca di contenuti, varia (e senza budget limitati per regolamento...) come quella del passato, chi scrive sarebbe il primo, e dico il primo, ad esserne entusiasta. Ma non è così.
Il finale è sempre uno solo. Tarallucci e vino per tutti. Venghino, siori, venghino! Offre sempre la FOTA...
Commenti di: JEREZ97:
Parole sante, non posso che concordare al 110%. Di TARALLUCCI E VINO e CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA, è da tempo che ne scrivo e non sono l'autore dell'articolo anche se scriverei esattamente le stesse cose. Qualcuno non sarà d'accordo, qualcun altro condividerà com'è giusto che sia dove c'è libertà di pensiero e di parola, ma io rinnovo i complimenti all'autore del testo. Saluti a tutti Raffaele:
Sembra scritto da me! Concordo al 1000% Blade Runner:
Ci sono state due tipologie diverse di aspettative. Quelle dei tifosi e appassionati che si aspettavano un campionato di F1 alla vecchia maniera e che si sentono truffati e delusi dal risultato dell'accordo e quelle della FOTA, il cui obiettivo era, nell'ordine: cacciare Mosley, rivedere le regole 2010 e soprattutto mantenere o, al più, ridurre gradualmente il tetto di spesa. Gli appassionati sognavano il ritorno a regolamenti più liberi, a circuiti più selettivi, storici e belli, magari al ritorno di Schumacher. Ma la FOTA è fatta dai grandi team, industrie che impiegano 600-800 uomini nei reparti corse, dove non bastano le idee e le intuizioni, ma occorrono tanti soldi per sviluppare e provare piccoli particolari all'apparenza insignificanti. Non si buttano a mare, in nome dei sogni, investimenti e know-how, non ci si avventura in un futuro fatto di tribunali ed avvocati, di penali e carte bollate se non per necessità. Certamente un mondiale alternativo è possibile: ci sono state grandi manifestazioni di entusiasmo da parte dei tifosi, degli sponsor e delle TV, ma i tempi e i costi di tale operazioni ritengo sarebbero altissimi anche a causa dei probabili strascichi giudiziari. Alla fine ha prevalso la soluzione "politicamente" più accettabile e che, anche se non fa piacere, è l'unica ritengo realmente possibile, piaccia o no. Se è vero che la FOTA può pensare di contare qualcosa, solo il futuro può dirci se questo obiettivo, insieme allo sbandierato interesse per una F1 più consona al rango della classe regina, sarà raggiunto. Giuseppe Raffaele:
Comunque questa storia ha fatto venire a galla tutto il disgusto per la F1 attuale, almeno di positivo c'è questo. Se la Ferrari avesse avuto le palle a mandare a quel paese la F1 ed i suoi giochetti politici ed economici ritornando ad una vera attività sportiva oggi avrebbe avuto una moltitudine di tifosi che l'avrebbero seguita e rispettata, sarebbe forse stata una icona di rivoluzione positiva, di un ritorno a valori reali, oggi invece è semplicemente la Ferrari, fabbrica di auto costose e concorrente, al solo scopo di lucro, in uno Show che si fa passare per sport. Gilles "27":
Sono sempre più disgustato sia da questo campionato "taroccato" che da questa politica da bambini viziati che nulla a che fare col nostro sport. Ciao a tutti gli amanti del vero motorsport. Biotronic:
Ma io mi chiedo una cosa invece: perché quelli come Pellegrini che tirano sempre fango (per non dire peggio) sulla F1 la continuano a seguire? Anonimo:
Che articolo del cavolo, fazioso, per nulla obiettivo! Qualunque cosa fosse successa, qualunque finale alla vicenda, qualunque tipo di regolamento sempre tutti pronti a sparare a zero. Dite prima come vorreste che fosse e poi criticate e non fare i bastian contrari "per principio". Mi associo a Biotronic: smettila di scrivere e guardare la F1!!! Anonimo:
se la ferrari va via dalla formula uno,è come togliere la merda dalle mosche !! ciao.FORZA LOLA!!! CIAO RAGAZZI. Anonimo:
Ragazzi non voglio difendere Pellegrini perche penso lo possa fare benissimo da solo. Penso soltanto che se non vi sta bene ciò che esprime nei suoi articoli potete benissimo cambiare forum. Nessuno vi obbliga a stare qui a postare ede infangare persone che magari ci mettono il cuore in ciò che fanno.
Quelle dei tifosi e appassionati che si aspettavano un campionato di F1 alla vecchia maniera e che si sentono truffati e delusi dal risultato dell'accordo e quelle della FOTA, il cui obiettivo era, nell'ordine: cacciare Mosley, rivedere le regole 2010 e soprattutto mantenere o, al più, ridurre gradualmente il tetto di spesa.
Gli appassionati sognavano il ritorno a regolamenti più liberi, a circuiti più selettivi, storici e belli, magari al ritorno di Schumacher.
Ma la FOTA è fatta dai grandi team, industrie che impiegano 600-800 uomini nei reparti corse, dove non bastano le idee e le intuizioni, ma occorrono tanti soldi per sviluppare e provare piccoli particolari all'apparenza insignificanti.
Non si buttano a mare, in nome dei sogni, investimenti e know-how, non ci si avventura in un futuro fatto di tribunali ed avvocati, di penali e carte bollate se non per necessità.
Certamente un mondiale alternativo è possibile: ci sono state grandi manifestazioni di entusiasmo da parte dei tifosi, degli sponsor e delle TV, ma i tempi e i costi di tale operazioni ritengo sarebbero altissimi anche a causa dei probabili strascichi giudiziari.
Alla fine ha prevalso la soluzione "politicamente" più accettabile e che, anche se non fa piacere, è l'unica ritengo realmente possibile, piaccia o no.
Se è vero che la FOTA può pensare di contare qualcosa, solo il futuro può dirci se questo obiettivo, insieme allo sbandierato interesse per una F1 più consona al rango della classe regina, sarà raggiunto.
Giuseppe
Se la Ferrari avesse avuto le palle a mandare a quel paese la F1 ed i suoi giochetti politici ed economici ritornando ad una vera attività sportiva oggi avrebbe avuto una moltitudine di tifosi che l'avrebbero seguita e rispettata, sarebbe forse stata una icona di rivoluzione positiva, di un ritorno a valori reali, oggi invece è semplicemente la Ferrari, fabbrica di auto costose e concorrente, al solo scopo di lucro, in uno Show che si fa passare per sport.
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