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Anno XIII
IL FUTURO DELLA FORMULA 1: SI ALLA SCISSIONE, MA NO AL DOPPIONE 24.06.09 - A tenere banco è ancora il futuro della Formula 1. L'organizzazione di un Mondiale di F1 ex novo, promosso dalla FOTA, costituisce l'ipotesi più augurabile. Con questa FIA, ovvio, non si può più andare avanti. Attenzione, però, agli effetti collaterali di un'eventuale scissione. Il momento storico che sta vivendo l'automobilismo sportivo non fa presagire nulla di buono...
Povero Mondiale 2009! Il mondiale più trascurato della storia della F1: vuoi per la mancanza totale di un minimo di spettacolo in pista (alla faccia dei nuovi, strampalati regolamenti, KERS in primis...), vuoi perché Ferrari e McLaren annaspano nelle posizioni di rincalzo (ormai il pubblico si è disabituato al sovvertimento dei valori e agli outsider che le suonano di santa ragione ai colossi!), vuoi perché è il futuro della F1 stessa a tenete banco. Già, il 2010. Come già detto, di definito non vi è ancora nulla, né sul fronte FIA che su quello FOTA. Tuttavia, tra le ipotesi più suggestive vi è sicuramente la scissione, dopo quasi 60 anni di vita, della Formula 1. Già si parla di Mondiale "alternativo", che poi alternativo non sarà, in quanto vedrà la partecipazione di quasi tutti i Team FOTA e di altre, nuove scuderie.
Ero a Monza, lo scorso weekend del 6-7 giugno (contemporaneamente al terribile GP di Turchia), ad assistere alla 57° Coppa Intereuropea Storica. Una manifestazione da urlo (e beato chi c'era): Formula 1 dagli anni 50 agli anni 80, Prototipi Gruppo C ed IMSA GTP, Formula 2 anni 70 (le vere Formula 2, mica quella robaccia di oggi voluta da Mosley!), Formula 3 anni 60, 70 e 80, vetture Turismo, GT e Sport anni 50 e 60, Formula Junior. Una varietà incredibile di marchi, costruttori, artigiani dell'auto. Una varietà imbarazzante di linee, forme, soluzioni, motori. Tra le Formula 1, nomi e marchi quali Cooper, Ferrari, Lotus, Williams, Brabham, March, Wolf, Arrows, Shadow, Theodore, McLaren, Osella, Hesketh. Le vetture che furono di Bandini, Moss, Brabham, Lauda, Piquet, Hunt, De Angelis, Mansell, Jones, Pryce, Brambilla, Mass, Jarier, Rosberg, Reutemann, Lammers, Merzario, Peterson. Quindi, di fronte a tutto questo ben di dio, mi sono posto una domanda: "potrà mai ritornare l'essenza di quell'automobilismo? E quella Formula 1?".
Potrà mai, la eventuale, auspicabile nuova Formula 1 della FOTA, riallacciare un filo ideale con la Formula 1 degli anni ruggenti? Il momento storico che sta vivendo l'automobilismo sportivo non è dei più rosei. Le parole d'ordine, infatti sono diventate "omologazione, standardizzazione, minimalismo". Tale ondata omologante al ribasso sta investendo gran parte dello sport del motore, fatta eccezione (ameno per ora, ma le prospettive non sono affatto confortanti) per alcune, ottime (e sempre più sparute) categorie, tutte rintracciabili nelle ruote coperte. Infatti, le categorie per monoposto, oggigiorno, sono tutte indistintamente dei monomarca o simil-monomarca. Deriva omologante che si concretizza attraverso un controllo ossessivo delle prestazioni e dei risultati, mediante regolamenti sportivi eccessivamente macchinosi al fine di ricercare e promuovere una forzata equità tecnica-sportiva in pista, infine, attraverso regolamenti tecnici all'insegna della unificazione, della limitazione, del minimalismo, delle mono-forniture, della standardizzazione, appunto. Ne sono chiari esempi la attuale Formula 1 (da quasi 10 anni, ridotta ad un monomarca maldestramente camuffato), la Indycar (da qualche anno, un monomarca Dallara-Honda, spettacolare ed intelligente quanto si vuole, ma pur sempre monomarca-monomotore), la attuale Formula 3 (telaisti ridotti all'osso e pochissimi motori in circolazione), la Le Mans Series e la 24h di Le Mans che verranno, gli inflazionati campionati monomarca che imperversano sui tracciati di tutto il mondo, spesso male organizzati e molti dei quali terribilmente noiosi (oltre che inutili), a conferma che la formula del monomarca non è sempre garanzia di spettacolo e di lotta.
La "Nuova Formula 1" può rappresentare l'unica via di salvezza. Ma attenzione. Il bubbone, ossia la lite FIA-FOTA, è esploso allorché Mosley ha avanzato la scellerata proposta del tetto di spesa. Uno scontro così acceso non si era verificato, in tempi recenti, nemmeno quando Mosley ed Ecclestone avevano osato cianciare di motore unico (peraltro, già presente in F1, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo...) e di medaglie. Insomma, sembra solo una questione di soldi e di budget, più che di contenuti e di regolamenti tecnici. Se così fosse, male, malissimo. Gatta ci cova, sembrerebbe: i Team di F1, infatti, in questi ultimi 10 anni hanno avallato qualsiasi porcheria regolamentare la FIA abbia ideato e voluto introdurre: dalle gomme scanalate alle carreggiate strette, dalla architettura (e non solo quella) per i motori imposta al "congelamento" dei motori stessi, dal KERS alle nuove norme sulla aerodinamica e così via. E dire che di motivi per cui litigare e rompere con la FIA ce n'erano a bizzeffe già dal 1998...!! Eppure, i Team non hanno mosso un solo dito: se la F1, ora, è quella che è, ossia uno schifo, la colpa è anche loro.
Ora, però, i Team sembrano voler porre rimedio (meglio tardi che mai) a questo irreparabile scempio. È e sarà veramente possibile? Noi tutti, ovviamente, speriamo e vogliamo che la eventuale "Nuova Formula 1" incarni nuovamente la vera Formula 1. La FOTA può farcela. Tuttavia, ecco gli eventuali impedimenti ed effetti collaterali.
Il momento storico, come detto, può giocare un brutto scherzo alla "Nuova F1". Saranno in grado di stilare un regolamento tecnico snello, libero, chiaro, stabile, condiviso, all'insegna della varietà tecnica (che non significa, necessariamente, tecnologia da Star Trek, anzi...) e della ricerca delle prestazioni? Saranno in grado di stilare un regolamento sportivo altrettanto semplice e privo di inutili cavilli? Il momento storico ci insegna che, salvo casi sempre più sparuti, una sana e giusta esasperazione ed altrettanta varietà tecnica non sono più gradite. Anzi, le corse, oggi, debbono promuovere ideali e concetti politicamente corretti: "eco-compatibilità", sicurezza, zero rischi, riduzione (reale o presunta) dei costi, limitazione (reale) delle prestazioni, poche (se non nulle) scelte tecniche, fantasia ridotta al lumicino, vetture che siano tutte pressoché simili. Il tutto, attraverso provvedimenti discutibili e che non si giustificano, anzitutto, con la tanto decantata riduzione dei costi. Parliamoci chiaro: oggi, campionati come la Can-Am, l'IMSA, il Mondiale Prototipi ai tempi del Gruppo C o la stessa ruggente Formula 1 non potrebbero più nascere, nemmeno essere immaginati! Anzi, verrebbero osteggiati! La "Nuova F1", pertanto, potrebbe rimanere invischiata in questa ondata omologante, giustificata sempre con la riduzione dei costi, con la ricerca della sicurezza, della equità sportiva, bla, bla, bla.
Un grave effetto collaterale, inoltre, può essere la creazione di una lobby composta dalle grandi Case impegnate nella "Nuova F1", ai danni dei piccoli e medi team. In questi giorni, infatti, non si è fatto altro che ribadire che "le grandi Case sono l'essenza della F1!" e tutti gli altri sono insignificanti "nani". Neanche per idea, signori. Le grandi Case non hanno scritto la storia della F1, anzi, sono stati i piccoli assemblatori e Marchi come Ferrari ("colosso" oggi, nano ieri) a scriverla. Quindi attenzione: la "Nuova F1" deve accogliere e contemplare anche piccoli e medi costruttori, team privati, artigiani dell'auto, scuderie che provengono dalle formule minori. I Golia debbono convivere con i Davide: anzi, spesso e volentieri sono i Davide a suonarle ai Golia...! Guai, quindi, a fare della "Nuova F1" (come avviene già oggi) una vetrina per i soli colossi dell'auto, aziende per cui le corse rappresentano, spesso, un giocattolo (da giocare finché le cose vanno bene, da buttare quando vanno male...) e non un sano sfogo dettato dalla passione. Fare affidamento solo sulle grandi Case è sbagliato: ce lo insegna la storia delle corse....
Attenzione, infine, alle brutte sorprese che una scissione può comportare. L'esempio della CART americana è ancora vivo. Lotte intestine alla CART portarono alla nascita di due campionati: la CART-Champ Car (fedele ai motori turbo) e la IRL, con motori aspirati e "possessore" della 500 Miglia di Indianapolis. Risultato: la Champ Car (che frattanto si era trasformata in un monomarca-monomotore, dapprima con telai Lola, quindi Panoz), dopo qualche, buono anno di vita, è fallita miseramente, travolta da debiti finanziari, di immagine e per carenza di vetture al via. È sopravvissuta la sola IRL, tuttavia la scissione ha lasciato anche sulla categoria di Tony George le sue ferite: la IRL si è trasformata in un monomarca-monomotore. E dire che in tutta la sua storia, sino alla scissione, la CART era in grado di attrarre costruttori, motoristi, idee (motori diesel, motore a getto, vetture bimotore, ecc) e molti team. Prospettiva, questa ultima, che la "Nuova F1" potrà evitare senza patemi apparenti.
I nodi, come si evince, sono molti. La FOTA ha la grande, unica occasione di ripristinare una ruggente Formula 1, una Formula 1 che, ormai, si può solo ammirare sui libri di storia, nei musei, in splendidi amarcord alla TV e alle manifestazioni per auto storiche. Ma c'è anche il rischio, altissimo, che la "Nuova F1", alla luce del corrente momento storico, nasca quale doppione della attuale F1 "made in FIA"...ma priva del tetto di budget.
La scissione, tuttavia, pare essere al momento la sola strada percorribile. Anzitutto, perché la FIA da una parte ed Ecclestone dall'altra non possono, ora, ricattare la FOTA mediante minacce, pressioni, ritorsioni e vie legali. In secondo luogo, perché la FIA è diventata, ormai, un baraccone di incompetenti, di pessimi politicanti, i quali stanno smantellando pezzo per pezzo il motorsport internazionale (quanto fanno bene gli americani a non avere una Federazione unica e a non fare capo alla FIA!!!). La FIA quale sorta di ONU: un palazzo inutile, mangiasoldi, zeppo di loschi figuri, incapace di prendere decisioni sensate per il bene del motorsport. Due le alternative: un repulisti colossale in seno alla FIA (inverosimile, in quanto Mosley ha piazzato i suoi "amici" sulle poltrone che contano), oppure un distacco dalla FIA stessa da parte della FOTA, con tanti saluti, anche qualora Mosley dovesse dimettersi.
Ma per carità, non fateci finire dalla padella... alla brace!
Commenti di: Stec:
Sembra invece che l'accordo sia stato raggiunto. Come pensavo, non si doveva dare nulla per scontato e infatti il colpo di scena è arrivato. L'unione fa la forza, e la FOTA è riuscita così a farsi ascoltare. Anonimo:
mosley bogau a casa blobb74
Come pensavo, non si doveva dare nulla per scontato e infatti il colpo di scena è arrivato.
L'unione fa la forza, e la FOTA è riuscita così a farsi ascoltare.
blobb74
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