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Anno XIII
SCARTI E SCARTINI DALLA FORMULA 1 DEL "TUTTO E SUBITO" 21.07.09 - Sebastien Bourdais, sei stato nominato. Il Grande Fratello della cosiddetta Formula scarica l'ennesimo pilota valido. Al posto del francese, alla Toro Rosso arriva il giovane spagnolo Jaime Alguersuari, 19 anni, proveniente dalla F3 britannica. I risultati di Bourdais sono stati al di sotto delle aspettative, tuttavia il francese rimane uno dei giovani piloti migliori in circolazione. È solo l'ultimo degli scarti e scartini triturati dalla F1 del "tutto e subito"...
La Formula 1 ha avuto molti pregi (parliamo al passato, grazie), ma anche qualche pecca. Tra le pecche storiche della F1, rimasta ancora in vita, vi è quella di scartare, macinare, triturare, bruciare e buttar via molti piloti validi, per non dire eccellenti. Piloti che, vuoi per una macchina non competitiva, vuoi perché hanno bisogno di più tempo per maturare, vuoi perché sprovvisti di valigiona zeppa di quattrini e sponsor(...), si sono visti sbattere la porta in faccia dalla Formula 1. Una Formula 1 che, storicamente, ha sempre preteso tutto e subito, senza appello.
Sebastien Bourdais è l'ultima vittima di questo meccanismo tritatutto. Il pilota francese della Toro Rosso lascerà il posto al giovane spagnolo Jaime Alguersuari, 19 anni, proveniente dalla F3 britannica. Di lui, dicono un gran bene: vedremo. Fatto è che Bourdais rimane uno dei piloti più completi e veloci nel panorama internazionale attuale. In F1, purtroppo, ha brillato solo in rare occasioni. Lo scorso anno ha chiuso il campionato con solo 4 punti, contro i 35 di Vettel, assoluto talento mondiale: tanta sfortuna, qualche errore di troppo e tanti piazzamenti fuori dai punti. Quest'anno, invece, ha totalizzato 2 punti contro i 3 di Buemi. Insomma, stando ai freddi numeri, Bourdais ha fallito. Eppure, il ragazzo è valido. E parliamoci chiaro, Bourdais non è inferiore a molti altri piloti oggi impegnati in F1.... Bourdais ha esperienza da vendere, sebbene ancora giovane. Ha sempre ottimamente figurato nelle categorie e nelle gare per Sport-Prototipi (secondo posto alla 24h di Le Mans 2009 su Peugeot 908HDi-FAP assieme a Montagny e Sarrazin), ha vinto nella Champ-Car americana e in F3000. C'è anche da dire che, misteriosamente, la Toro Rosso di quest'anno, sebbene sia la Red Bull di inizio stagione (che andava già forte...), non cammina nemmeno a spinta.
Purtroppo, la F1 ha sempre preteso, spesso, tutto e subito, dall'alto del suo blasone fatto anche di puzza sotto il naso, arroganza e snobismo. La F1, troppo spesso (e con chi le pare...), pretende punti, podi e vittorie dopo poche gare, dopo poche stagioni, anche se guidi una vettura da ultime file! E, spesso, ha preferito piloti buoni (o addirittura scarsi) ma danarosi a gente veloce ma squattrinata. Ricordiamo il periodo della Brabham di Ecclestone che, nei primi anni 80, affiancava al velocissimo Piquet tale Ricardo Zunino o tale Hector Rebaque, piloti paganti ma assolutamente inappropriati. Ed ecco che piloti potenzialmente vincenti e da podio quali Derek Bell, Jan Lammers, Johnny Dumfries, Stephane Sarrazin, Emmanuel Collard (che nei test fatti su vetture F1 è sempre andato come o più forte di piloti che hanno corso in F1...), Alex Zanardi, Mauro Baldi, Teo Fabi, Emanuele Pirro, Mika Salo, Takuma Sato, Juan Pablo Montoya, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera sono stati scartati dopo pochi chilometri, dopo poche gare o dopo poche stagioni, spesso dopo esperienze al volante di vetture non competitive.
Ovvio, quindi, che tutti questi piloti sono andati a cercar fortuna altrove (trovandola, eccome!), in categorie non meno competitive ed impegnative della F1 (anzi...). Si sa, la scelta di un pilota non sempre è dettata dalle qualità espresse o potenziali di un pilota. Spesso, i team scelgono i loro piloti perché paganti o perché di nazionalità "amica", come all'epoca di Nakajima padre, imposto alla Lotus dalla Honda, motorista del team inglese, e come avviene oggi con Nakajima figlio, imposto dalla Toyota alla Williams per il medesimo motivo. Ad onor del vero, occorre ricordare che tra i piloti paganti vi sono stati e vi sono tuttora piloti tremendamente veloci, specie tra i gentleman-driver, ricchi di loro e con l'hobby delle corse.
Il tempo è una variabile biforcuta. Può affossare un pilota, come può esaltarlo e valorizzarlo. Il tempo, con molti piloti, è stato malvagio, non offrendo loro l'opportunità di maturare a dovere e di guidare vetture competitive. Con altri, al contrario, il tempo è stato benevolo, concedendo loro molteplici occasioni. Chi l'avrebbe mai detto che Mansell, che ad inizio carriera soffriva maledettamente Elio De Angelis e piangeva di nascosto ad ogni gara con la testa poggiata ai camion del Team Lotus, sarebbe divenuto, dopo ben 11 anni di F1 e mondiali sfiorati, campione del mondo nel 1992? Chi l'avrebbe mai detto che Jenson Button, promessa incompiuta travolta dal fallimento Honda, si sarebbe trovato in testa al Mondiale 2009 con sei vittorie all'attivo?
La F1, in questo senso, ha più volte fallito, trascinata dai suoi ritmi inspiegabilmente nevrotici. La pazienza ed il saper attendere pagano quasi sempre. I risultati ed i punti, strano ma vero, non costituiscono le sole cartine tornasole al fine di verificare la bontà ed il talento di un pilota. Stando ai risultati, insomma, Kubica sarebbe già da scartare...! Se Casey Stoner lo si doveva giudicare per tutte le volte che finiva in terra...chiaro no?
Bourdais, come tanti altri scarti e scartini, non faticherà a trovare una sistemazione consona al proprio talento. A volte, la F1 (oggi più che mai) è meglio perderla che guadagnarla...
Commenti di: Blade Runner:
Strano personaggio, Burdais: poco loquace, restio a mettersi in mostra, porta gli occhiali (orrore in un mondo di vanési!), velocissimo nei prototipi stenta a farsi valere in F1, eppure il talento c'è. Questione di appeal; gli auguro di trovare una sistemazione consona al suo talento. Giuseppe Anonimo:
E' assolutamente vero che molti piloti sono stati scartati troppo presto, senza che avessero il tempo di mostrare tutte le loro doti. E' altrettanto vero, però, che la formula 1 per sua stessa natura si considera come l'elité dell'automobilismo mondiale, quindi pretende tanto dai piloti. La "scrematura" che ne deriva è necessaria, anche se talvolta ingiusta. Non dimentichiamoci poi che ci sono stati piloti con classe da vendere che si sono imposti subito alla ribalta, Hamilton su tutti.
Questione di appeal; gli auguro di trovare una sistemazione consona al suo talento.
Giuseppe
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