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Anno XIII
MONTEZEMOLO: AVREI VOLUTO SCHUMI ANCHE NEL 2010 12.08.09 - In un'intervista esclusiva a "La Stampa", Luca Cordero di Montezemolo rivela il progetto che avrebbe dovuto riportare Michael Schumacher in Formula 1, non solo in sostituzione dell'infortunato Massa ma in maniera stabile su una terza Ferrari nel 2010.
Riportiamo qui sotto l'intervista di ROBERTO BECCANTINI, 'La Stampa'.
Domanda: Che figura. Che marcia-indietro. Presidente Montezemolo, quando l'ha saputo? Luca di Montezemolo: «Lunedì sera. Nei giorni scorsi Michael mi aveva anticipato che sarebbe andato in Germania per un ultimo scanner al collo. Sembrava una formalità».
D: Invece? LdM: «Le microfratture alle vertebre del collo non si sono ancora saldate. E allora, meglio non insistere. Ci mancherebbe. A febbraio aveva avuto quel po-po' di incidente in moto a Cartagena, Spagna, probabilmente sottovalutato, e anche al Mugello, nei primi giri di "ricognizione", avvertiva qualche fastidio. In compenso, dopo la zingarata sui kart, a Lonato, era raggiante».
D: Deluso? Sorpreso? LdM: «Dispiaciutissimo. Per l'entusiasmo con il quale Schumacher aveva accettato l'invito e la sfida, per l'epilogo della vicenda, tanto improvviso quanto assoluto. Ripeto: troppi rischi».
D: Willy Weber, manager di Michael, se lo sentiva. Una rinuncia «obtorto collo». LdM: «Se per un calciatore il punto più delicato è il ginocchio, per un pilota è proprio il collo, costretto a sollecitazioni micidiali».
D: Come l'ha presa, Schumi? LdM: «Cosa vuole. Alla mia "eresia" aveva risposto con l'entusiasmo del ragazzo. Aveva perso quattro chili, aveva raggiunto lo stesso peso dell'ottobre del 2006, quando corse per l'ultima volta, in Brasile. Può immaginare lo stato d'animo».
D: Perché non guardare subito al futuro, perché specchiarsi nel passato, anche se Schumacher è sempre Schumacher? LdM: «Proprio perché Schumacher è sempre Schumacher. Un fuoriclasse che fa la differenza. L?eccezione che conferma la regola. Mi ero rivolto a lui per almeno quattro motivi: 1) ero sicuro che mi avrebbe garantito prestazioni d'eccellenza (traduzione: se non la vittoria, qualcosa di molto simile); 2) offriva serenità a Felipe Massa, serenità che il ricorso a un altro pilota in attività avrebbe potuto incrinare; 3) assicurava un supporto tecnico senza eguali allo sviluppo della macchina; 4) incarnava la volontà di dare una scossa alla squadra e alla Formula 1».
D: Parliamo della Formula 1. LdM: «A Valencia, le vendite dei biglietti languivano: gli organizzatori erano disperati. L'annuncio del ritorno di Michael aveva prodotto un'impennata clamorosa. Per tacere delle ricadute sui media: titoli su titoli, siti intasati, speciali tv».
D: Solo business? LdM: «Ripeto, stiamo parlando di Michael Schumacher. Avrà pure 40 anni, ma resta di un altro pianeta. Preferisco l'asso, anche se stagionato, al mediocre, anche se giovane. Il circo aveva bisogno di una sferzata. Continueremo a batterci affinché dalla prossima stagione ogni scuderia possa schierare tre auto. Preferisco tre McLaren e tre Renault a quattro-cinque Vattelapesca. Con il ritiro della Bmw, c'è poco da dire e molto da fare».
D: Stoner si ferma, Schumacher rinuncia: banale coincidenza? LdM: «Credo proprio di sì. Senza i problemi al collo, Schumi avrebbe corso. L'australiano, viceversa, paga la pressione, lo stress. Oggi più di ieri gli sport "estremi" richiedono una forza psicologica mostruosa. E, naturalmente, un fisico al mille per mille».
D: Può essere che la tragica morte di Dani Jarque, capitano dell'Espanyol, abbia condizionato l'uno «e» l'altro, l'uno «o» l'altro? LdM: «Al di là della straordinaria emozione che ha suscitato, nel caso di Schumi mi sento di escluderlo».
D: E adesso? LdM: «Fiducia a Luca Badoer, uno di famiglia. Il destino gli offre un'occasione unica. Tocca a lui sfruttarla. Noi gli staremo vicino con tutte le nostre forze».
D: Schumacher? LdM: «A conferma del suo attaccamento alla Ferrari, farà da chioccia a Luca. Il quale, fra parentesi, si sta già allenando con il suo preparatore atletico».
D: Certo, non è proprio un anno da incorniciare... LdM: «Non me ne parli. Dalle liti e le risse con Mosley per i regolamenti ai risultati, all'incidente di Felipe. Ci mancava solo il k.o. di Michael».
D: Il futuro? LdM: «Sinceramente: se tutto fosse filato liscio, pensando al 2010 non mi sarebbe dispiaciuto affidare una terza Ferrari proprio a Schumi».
D: Capitolo chiuso? LdM: «Temo di sì: con il collo non si scherza».
D: Sui soldi vi eravate messi d'accordo? LdM: «Al volo, come sempre».
D: Da 1 a 10 quante probabilità di vincere avrebbe avuto a Valencia? LdM: «Veniamo dal secondo posto di Raikkonen a Budapest, per come lo conosco Schumi sarebbe arrivato in alto, molto in alto. Senza dimenticare che, dopo Valencia, avrebbe fatto tappa in Belgio, a Spa, uno dei circuiti preferiti. Mi chiedeva: perché Schumi e non un altro. Perché se ti chiami Ferrari e non arrivi almeno sul podio ti danno del coglione. Con Michael saremmo stati in una botte di ferro».
D: Notizie da Massa? LdM: «Sta recuperando alla grande. Era felicissimo dell'ipotesi Schumi. Mi viene sempre in mente una frase di Zola: quanto ho imparato, all'ombra di Maradona. Ecco: tra Felipe e Michael vigeva lo stesso, identico, rapporto».
D: Reazioni da Raikkonen? LdM: «E chi lo sa. Gli dici bravo, ti risponde thank you. Gli dici che ha sbagliato, ti risponde thank you. È la sua forza, è il suo limite».
Commenti di: francois xavier:
La risposta di Montezemolo su Raikkonen sembra confermare il clima freddino tra la Ferrari ed il pilota finlandese, mentre riguardo alla rinuncia di Schumi il suo 'temo di si' lascia ancora qualche possibilità....
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