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Formula 1 2010: più sport e meno politica

F1 2010

F1 2010

Dicembre: per il motorsport è tempo di premiazioni, esibizioni e bilanci a freddo, prima di riaccendere i motori nel 2010. Calato il sipario sul mondiale di Formula 1 2009 con la noiosissima gara di Abu Dhabi, si chiude uno fra i mondiali più tormentati della storia, sperando che già dal prossimo ci sia più spazio per lo sport e meno per la politica. Ma sarà così?

Il 1° novembre, per la Formula 1 che disputava l’ultimo Gran Premio della stagione fra strutture faraoniche ma sull’ennesima pista orribile nata dalla matita del sempre presente Tilke, era tempo di addii. Durante quell’ora e mezza Jarno Trulli effettuava l’ultimo rifornimento di carburante, ponendo così fine alla regola tecnico-sportiva che forse ha più di tutte influenzato la carenza di sorpassi negli ultimi anni; Kimi Raikkonen, Giancarlo Fisichella, Lewis Hamilton e Heikki Kovalainen usavano per l’ultima volta il Kers, un buco nell’acqua, un dispositivo voluto da molti e usato da pochi, tecnologia vecchia spacciata come ultimo ritrovato della tecnica per dare una parvenza ecologista alla Formula 1; i meccanici dei team mettevano via le termocoperte che in gara non useranno più; Jean Todt completava il suo giro di saluti come nuovo numero 1 della FIA ponendo fine, di fatto, alla presidenza di Mosley.

La bandiera a scacchi chiudeva così un campionato che poteva essere interessante e combattuto, in cui i piccoli hanno schiacciato i grandi, dove gli “assemblatori” hanno battuto sonoramente i loro stessi fornitori, ma macchiato da altre vicende extra-sportive. Un anno che ha visto il trionfo di un team messo insieme in poco tempo, in grado di sconvolgere l’ambiente e dominare nella prima parte di stagione per poi controllare nella seconda. Inseguito da un altro tam giovane, che ha messo in pista una vettura veloce ma fragile; mentre Ferrari, McLaren, Renault, BMW e Toyota non potevano far altro che leccarsi le ferite.

Quella bandiera a scacchi metteva fine ad un mondiale che aveva promesso al suo pubblico un maggiore spettacolo grazie ad un nuovo regolamento tecnico studiato appositamente per favorire i sorpassi. Ma a parte qualche episodio e il gradito e doveroso ritorno delle gomme slick, il pacchetto aerodinamico non ha convinto affatto. E chiudeva in soffitta tutte le diatribe politiche fatte di teatrini ridicoli quali la squalifica di Hamilton, la barzelletta sui profili estrattori, il braccio di ferro tra FIA e FOTA, il crashgate. Tutta roba di cui avremmo fatto volentieri a meno e di cui non ne sentiremo la mancanza, nella prospettiva di vedere presto volti nuovi, macchine nuove, e un modo diverso di disputare i Gran Premi.

Ma già dopo pochi giorni, a motori ancora caldi, arrivano le prime tegole, a dimostrare che la Formula 1 non gode affatto di buona salute. La Bridgestone annuncia il ritiro a fine 2010; la Toyota fa la stessa cosa, ma con effetto immediato. Sulla partecipazione della Renault c’è ancora un bel punto interrogativo.

Così, mentre la Formula 1, costretta da regolamenti insensati, riaccende i motori per far girare in Spagna dei giovani, ci si interroga sul futuro della serie.

Chi fornirà le gomme dal 2011? La Michelin, quando decise di rientrare nel 2001, cominciò a fare i primi veri test nell’inverno del 2000 per arrivare alla stagione successiva già preparati. Per ora non sembra esserci nessun candidato all’orizzonte.

Riusciranno i “capitani coraggiosi”, i team manager alla guida delle nuove squadre iscritte ufficialmente al mondiale 2010 a confermare la loro presenza per tutta la stagione? In fondo erano entrati con la promessa di Mosley del “budget-cap“, il limite di spesa massimo in cambio di maggiore libertà di sviluppo. Riusciranno a correre l’intera stagione e oltre senza più limiti di spesa e con una carenza generale di sponsor? Proprio mentre il crack del Dubai dimostra che, forse, i petrodollari non sono una garanzia e che i mercati arabi tanto cercati non sono poi, forse, così sicuri.

E Jean Todt, appoggiato da Mosley e la cui linea politica non dovrebbe essere troppo differente, riuscirà a riportare equilibrio e serenità alla categoria? O si continuerà con sospetti, scandali piccoli e grandi come nelle ultime stagioni? Probabilmente il 2010 sarà un anno di transizione sotto questo aspetto e vedremo qualche risultato, positivo o negativo, nel 2011. A patto che ci siano gomme a dispozione.

- British grenadier -

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