Parco Chiuso, regola inutile per la F1?

Parco Chiuso
C’era una volta la Formula 1 dei meccanici che dopo le qualifiche abbassavano le serrande dei box, impugnavano pinze, chiavi e cacciaviti e rivoltavano le macchine come fossero guanti. Erano gli anni, nemmeno tanto lontani, in cui le squadre si sentivano autorizzate a studiare soluzioni estreme esclusivamente per il sabato, tipo i motori da qualifica, che poi finivano regolarmente nel cestino la domenica.
Succedeva che si disputavano le prove ufficiali in configurazioni aerodinamiche e meccaniche così esasperate e così diverse da quelle nominali, che nel 2002 su una pista come Monza le vetture finivano per viaggiare anche 3 secondi più veloci rispetto al passo da gara.
Era esaltante, ma pure drammaticamente costoso, perché si spendevano cifre astronomiche per progettare e costruire dei componenti che dovevano resistere solo una manciata di chilometri.
Fu così che nel 2003 Max Mosley si inventò il regime di parc fermé, il parco chiuso, per proibire tutte le modifiche sulle auto fra qualifiche e gara. Un senso poteva esserci allora, adesso non più. Perché i tempi cambiano e le regole pure: la Formula 1 del 2010 è la categoria dei motori contati e congelati, delle scatole del cambio che non si toccano per 4 corse consecutive, delle centraline elettroniche standard e dei muletti proibiti. Spazio per i pezzi usa e getta non ce n’è. Quindi il vincolo del parco chiuso diventa superfluo.
Invece resiste. Nella pagina dei regolamenti, alla voce “parc fermé” il sito ufficiale della Formula 1 riporta che ad eccezione di casi straordinari di avverse condizioni meteo, in generale “sono consentiti minimi aggiustamenti nell’inclinazione delle ali, ma poco altro”, per cui “non possono venire alterate le condizioni di set-up di una macchina fra le qualifiche e la gara”.
Il punto è che alla luce delle regole del 2010 il regime di parco chiuso si riduce al divieto di operazioni elementari e indolori per il portafoglio che potrebbero servire a chi aspetta la corsa per recuperare e che invece si ritrova con le ali tarpate e non può correggersi l’assetto. Poi è ovvio che lo spettacolo ne risenta.
Scritto da: Vittorio Alfieri (GrandChelem.it)











Bravi, è un pezzo che lo dico! Proprio per lo spettacolo bisognerebbe abolire una regola attualmente non solo inutile ma controproducente!
IL PARCO CHIUSO COME DICE L’ARTICOLO CON LE REGOLE NUOVO E’ UNA PURA ASSURDITA’, POICHE’ I MOTORI NON SI TOCCANO LE CENTRALINA PURE IL CAMBIO ANCHE E AVANTI….. PERO’ COME SI E’ VISTO PIU’ VOLTE QUEST’ANNO SI RISCHIA DI AVERE IL SABATO BAGNATO E LA DOMIC ASCIUTTA O VICERSA, E QUINDI CI SI TROVA CON UNA VETTURA CON ASETTO DI ASCIUTTO E UNA CON ASETTO DA BAGNATO, COSA ASSURDA MA COSA C’è DI LOGICO IN QUESTA F1……?????
@Umberto:
solo una precisazione: se cambiano le condizioni meteo fra qualifiche e gara, il regolamento consente delle modifiche, il problema è che si tratta di modifiche comunque limitate, per cui succede che in qualifica (com’è successo in Brasile per esmepio) qualcuno deve “rischiare” un assetto sperando che la domenica gli vada bene