La F1 2010 è fuori dal tunnel, forse!

Photo: Mark Thompson / Getty Images
Ripensando agli eventi dello scorso anno, i tifosi ricorderanno perfettamente la tensione che si respirava nell’ambiente della F1. Ricordiamo soprattutto lo stravolgimento del regolamento rispetto al 2009, che diede poi a scuderie minori e a “vecchie volpi” del calibro di Brawn e Newey la possibilità di portare al successo vetture che non ne conoscevano il profumo.
A rincarare la dose del nervosismo non mancarono le polemiche fin dal primo appuntamento stagionale, quando il fondo “bucato” nel retrotreno della Brawn Gp fece storcere il naso a coloro che lo consideravano illegale e a coloro (forse le medesime persone) che si mordevano le labbra per non aver concepito una soluzione così geniale.
E ancora: i continui dissidi tra la FOTA e la FIA di Max Mosley; la decisione dei team di organizzare un mondiale a parte. E non dimentichiamo nemmeno la vicenda Renault e di Pique Jr; vicenda che si è conclusa con l’allontanamento forzato di Flavio Briatore dalla F1.
Insomma pare evidente che FIA e F1 siano letteralmente “uscite da sotto un treno” in questo 2010 che si preannuncia entusiasmante. L’entusiasmo attorno alla stagione 2010 pare infatti più motivato se si pensa al faraonico ritorno di Schumacher in Mercedes e al passaggio, ormai nell’aria da un anno, di Fernando Alonso alla Ferrari. Ma non è tutto: per la prima volta saranno al via 4 campioni del mondo (dato che purtroppo il mondiale vinto da J. Button si deve considerare e “nessuno può più toglierglielo” come affermò l’inglese nel 2009); ci saranno ben 13 team se tutto andrà come previsto; non ci saranno rifornimenti, ma solo cambi gomme etc….
Ma il punto è: questa è la F1 o ormai è solamente un mero “circo” il cui unico scopo è produrre un profitto? Dov’è la ricerca, lo sviluppo, il portare le vetture al limite grazie al lavoro di ingegneri e progettisti senza le restrizioni degli ultimi anni?
E’ evidente che il “proibire” certe soluzioni a priori ha portato all’evidenziazione di vere e proprie lacune nel regolamento che non sono state colmate equamente. Le vetture sono un’involuzione rispetto al 2007/2008, lo sviluppo è ridotto all’osso, come i test, pertanto anche i costi per scuderia. Risultato? Meno concessioni FIA ai team. Più entrate per Eccleston&co.
E a cosa servirà nel 2011 rivoluzionare nuovamente il regolamento, se quello attuale presenta probabilmente alcune zone grigie?
Ogni Codice necessita di un periodo di “assestamento” grazie al quale perfezionarsi. Nessun Codice infatti è capace di regolamentare ogni aspetto di una realtà, ma deve avere solide basi di principio per affrontare eventi da esso non previsti, vedi i diffusori nel 2009.
Come farà la F1 a stare al passo del suo regolamento?
A mio modesto avviso dovrebbe essere il regolamento a formarsi sulla guida dei team, ma questo, è ovvio, andrebbe a scapito del profitto e dello spettacolo, che deve continuare!
Scritto da: Vincenzo Rubino








