Regole assurde in F1 per qualifiche, carburante, pneumatici e penalità!
La Formula 1 continua a mostrare il peggio di sé. Prima la retrocessione di Hamilton, poi le insensate penalità comminate in gara a Massa e Vettel. Astrusi regolamenti tecnici e sportivi producono eventi falsati senza anima e storia.
Oh sì, che gran figata il Mondiale di Formula 1 2012! Grande equilibrio, vincitori diversi (gioiscono persino Maldonado e la Williams!), una classifica cortissima. Peccato che tale equilibrio sia anche (e sottolineo anche) frutto di un appiattimento forzoso delle prestazioni delle vetture, di regolamenti tecnici ributtanti e di particolari situazioni verificatesi in pista. C’è da piangere per questi regolamenti da vomito, scribacchiati da burocrati senza cervello e avallati da team incartapecoriti colpevolmente complici. Ogni GP è una infinita lagna di forzosi pit-stop: i cambi gomme iniziano dopo una decina di giri scarsa e terminano alla bandiera a scacchi. Onestamente, non se ne può più. La colpa, ovvio, è da imputare alla FIA e ai team, rei di aver delegato alla Pirelli la realizzazione di pneumatici-pappa; i team hanno avallato. Anzi, sono stati proprio questi ultimi a pretendere gomme-pappa per “movimentare i GP” e “accrescere lo spettacolo”. Bella trovata, geni!
Come se non bastassero GP condizionati da pit-stop a raffica (non fa in tempo a delinearsi una nuova classifica che inizia un nuovo turno di cambi gomme), ecco che i team, allo scopo di preservare gli pneumatici per la gara, boicottano le qualifiche. Un comportamento palesemente antisportivo, figlio anch’esso di irragionevoli norme relative al numero di treni di gomme disponibile ad evento. Una aberrazione totale: piloti costretti ai box nella Q3 e costretti quindi a rinunciare ad una possibile posizione più favorevole in griglia affinché preservino le gomme per la gara! Un ritornello che si ripete, ormai, ad ogni GP: nell’ultima manche di qualifica del GP di Spagna al Montmelò, Vettel e Schumacher non hanno ottenuto tempi utili (per loro un bel “no time”). Kobayashi, al contrario, ha parcheggiato la propria Sauber a bordo pista al termine della Q2 (era passato in Q3): ufficialmente per “problemi alla idraulica” (???), tuttavia non è da scartare l’ipotesi della rinuncia “spintanea” alla Q3 (con conseguente risparmio gomme) camuffata da guaio tecnico. I casi della vita.
Le qualifiche ufficiali sono importanti, pertanto debbono essere onorate sino in fondo (salvo imprevisti e impedimenti insormontabili). Operazione che i team non fanno.
Che figuracce monumentali! La Formula 1 ridotta a fare la spilorcia sulle gomme, a risparmiarle manco fosse uno sgangherato campionato parrocchiale per scapoli e ammogliati. E il pubblico pagante? Dov’è il tanto decantato rispetto per il pubblico (in netto calo ma ancora disposto a sborsare cifre assurdamente elevate), costretto ad assistere a qualifiche fantasma, a prove ufficiali burletta? I rimedi, semplici ed intuitivi (ma alla FIA le cose semplici non piacciono) ci sono, basta volerli: treni di gomme liberi e, perché no, il ritorno agli pneumatici da qualifica. E buona notte. E diremo di più: attribuire un punto mondiale all’autore della pole-position. Allora sì che i piloti tornerebbero a spingere come forsennati…! Poche pugnette e gas.
Qualifiche ufficiali, dunque, da rivedere. Le tre manche di qualifica (anche il Mondiale Superbike ha adottato tale sistema) può condurre, inoltre, ad una ulteriore macroscopica aberrazione relativa ai tempi cronometrati e al delineamento della griglia di partenza. Può accadere, infatti, che nella ultima e decisiva manche di qualifica (quella che assegna la pole-position e che scrive la storia delle statistiche di un GP) i piloti facciano segnare tempi più alti rispetto a quelli fatti registrare nelle precedenti Q1 e Q2. Certamente, non il massimo della competizione. Occorre, pertanto, ritornare ad attribuire un ruolo sportivo e storico centrale alle qualifiche ufficiali. Il sistema migliore? Beh, poche storie: un’ora di prove, tutti in pista, numero di giri e gomme libero. Chi va più forte parte davanti. Poche pugnette a gas.
E veniamo all’ennesimo caso che vede suo malgrado Lewis Hamilton protagonista. Ancora una volta, il campione britannico della McLaren è stato preso di mira dai “gufi” della Federazione. Ricapitoliamo. Dopo aver stampato una bella pole-position, Hamilton, consigliato (o meglio, ordinato) dal proprio box, ferma la propria monoposto nel giro di rientro. Le qualifiche sono già terminate. Oltre 4 ore più tardi (cavolo, 4 ore per accorgersi che il serbatoio era quasi vuoto: non saranno troppe?), i lesti e svegli commissari retrocedono Hamilton in ultima posizione, levandogli una sacrosanta pole. La ragione è la seguente: nel serbatoio della McLaren di Hamilton c’è una quantità non regolamentare di carburante. La retrocessione è scattata a seguito della violazione dell’Articolo 6.6.2 del Regolamento Tecnico. Questo Articolo (inserito nell’Article 6: Fuel System) recita: Competitors must ensure that a one litre sample of fuel may be taken from the car at any time during the Event. Except in cases of force majeure (accepted as such by the stewards of the meeting), if a sample of fuel is required after a practice session the car concerned must have first been driven back to the pits under its own power.
Traduciamo: i concorrenti devono assicurare che un campione di un litro di carburante possa essere prelevato dalla vettura in qualsiasi momento durante l’Evento (qualifiche e gara, ndr). Salvo casi di forza maggiore (…), qualora un campione di carburante sia richiesto dopo una sessione di prove, la vettura in questione deve far ritorno ai box spinta dal proprio motore.
Il Regolamento, sebbene criptico in alcune sue parti, parla abbastanza chiaramente: evidentemente, i meccanici McLaren hanno commesso una grave ingenuità, compromettendo la gara dell’incolpevole Hamilton, il quale, con ogni probabilità, avrebbe portato a casa un podio (forse una vittoria) più che sicuro. Si tratta, appunto, di una grave ingenuità e non di una furbata, come sostengono in molti. Infatti, qualche litro in più nel serbatoio non avrebbe in alcun modo influito negativamente sulle prestazioni della McLaren Mp4/27 di Hamilton.
A quanto pare, nel serbatoio della McLaren di Hamilton era rimasto poco più di un litro di carburante, non sufficiente, quindi, a far sì che la vettura potesse rientrare ai box con a bordo il quantitativo di carburante minimo richiesto per le verifiche.
Al contempo, occorre sottolineare la totale inutilità di tale regola. Domanda: a te, cara FIA, cosa importa se una vettura, anziché un litro, ha nel serbatoio, a qualifiche o gara terminate, mezzo litro o una sola goccia di carburante?
Premesso il fatto che le verifiche chimiche del carburante possono essere effettuate anche prima delle qualifiche e della gara (il Regolamento parla di “qualsiasi istante durante l’evento”, quindi anche prima delle qualifiche!), premesso il fatto che basta anche mezzo litro (o anche meno) per ispezionare compiutamente la conformità al Regolamento del carburante (ne basterebbe una molecola!), è bene che tale regola venga quantomeno ridiscussa, riscritta. Ma sarebbe meglio eliminarla del tutto. E poi, perdonatemi: la pena inflitta a Hamilton è assolutamente sproporzionata!
Una regola “scema”, le cui penalità altrettanto sceme vengono applicate (stando a quanto afferma il Regolamento) solo a piloti che non abbiano fatto ritorno ai box durante una sessione di prove. Rosberg e Massa, piloti che quest’anno si sono ritrovati “a secco” a fine gara, non hanno subito alcuna sanzione: stando a quanto “afferma” (ma non esplicitamente!) il Regolamento, è lecito a fine gara parcheggiare la propria monoposto e far rientro ai box a piedi. Tuttavia, nel serbatoio deve esserci sempre e comunque almeno 1 litro di carburante a disposizione dei commissari tecnici. Mah, non si capisce la ragione di questa difformità di trattamento tra prove e gara.
Stop, pausa. E a proposito di “biscotti” serviti freddi dai commissari FIA, niente male le penalità inflitte a Vettel e Massa al Montmelò! Secondo i commissari, i due piloti non avrebbero rallentato in corrispondenza di un tratto di pista segnalato con bandiere gialle (a seguito del tamponamento di Schumacher ai danni di Senna). Roba da matti: ormai, le penalità vengono inflitte in base a sensazioni, a sospetti, a soggettive impressioni. La verità è che Massa e Vettel hanno percorso la curva normalmente, senza superare alcuna vettura e seguendo una andatura compatibile alle condizioni della pista (qualche detrito e nulla più). Eppure secondo i commissari, i due avrebbero dovuto “rallentare”. Rallentare? E di quanti chilometri orari? 10, 20, 35, 50? Mistero…
Ecco, appunto, le penalità. Ormai, si tratta di un ennesimo strampalato ritornello che si ripete sino alla noia: fasulle e ingiuste penalità in grado di condizionare e snaturare oltremodo i risultati dei GP e, quindi, l’esito finale del campionato. Basta, please! Meno “pugnette” e gas.
E terminiamo buttando un occhio alla farsa del famigerato (sulla carta) 107 per cento. Anche al Montmelò, una HRT, quella di Narain Karthikeyan, era rimasta fuori dalla griglia di partenza: non qualificata. E ancora una volta, i commissari hanno fatto uno strappo alla regola (ma sì, che ce frega!), ammettendo alla corsa la vettura in questione. Insomma, la ghigliottina del 107 per cento è, appunto, una autentica farsa: a discrezione dei commissari, le eventuali vetture rimaste fuori vengono escluse o “ripescate”. Un consiglio? Sarebbe più che mai opportuno eliminare la norma del 107 per cento. Ammettere tutte le vetture alla corsa (visto e considerato che le monoposto iscritte al Mondiale non sono 90 ma 24) non costa nulla.
In queste continue pantomime orchestrate dai maghi della FIA, team e piloti non osano alzare la voce: a loro questi pessimi Regolamenti Tecnico e Sportivo vanno bene. Forse andrebbe spiegato loro che, così facendo, si rendono inconsapevolmente ridicoli. Contenti loro…
Scritto da: Paolo Pellegrini









Denis
concordo pienamente! tranne sul fatto del carburante…
Secondo me sarebbe brutto da vedere tutte le vetture ferme 1 metro dopo la linea del traguardo per risparmiare quel decilitro di benzina.
perchè… vero che 1-2 litri di carburante sono qualche centesimo sul giro, ma proprio per questo potrebbe fare la differenza. basti vedere l’ultimo gp dove maldonado era davanti alonso di 17millesimi. e lo stesso quelli dietro erano tutti vicinissimi.
quindi un quantitativo minimo ci deve essere. resta comunque il fatto che il regolamento è molto discrepante ed assurdo in molti frangenti.
massj
Vedo che anche qui vi unite alla massa dei siti sulla formula 1 che sparano a zero su questo campionato. Io non capisco, avete rotto tutti le scatole all’inverosimile quando non si sorpassava e quando il campionato era finito dopo tre gare, e ora sparate a zero. Il tono polemico mi pare inutile e dannoso perché non è collaborativo per migliorare. Questo campionato non è perfetto, ma a me piace molto e trovo che ci siano delle squadre come la Williams o la stessa Ferrari, che pur coin vetture inferiori stanno dimostrando di saper sfuttare al meglio le circostanze di gara e le gomme.
Per quanto riguarda Hamilton, c’è una regola e questa regola va rispettata. Il litro residuo serve per fare delle giustissime analisi sulla conformità del carburante, non capisco dove sia il problema di questa regola.
Idem per le bandiere gialle, bisogna rallentare. I commissari hanno la telemetria a disposizione, vuol dire che Massa e Vettel sono andati alla stessa velocità dei giri precedenti, non c’è molto da sbagliare.
Vabbè, ma mi pare che qui non si possa ragionare, ma solo polemizzare.
françois xavier
E’ curioso e a volte preoccupante l’insofferenza di molti ad un atteggiamento critico. Lo dico in generale, vale per la F1 come per la politica, l’ambiente o la morale…..
Quanto ai sorpassi se ti piacciono quelli artificiali, frutto di gomme sbriciolone, DRS, kers, regolamenti cervellotici, motori congelati (chi più ne ha ne metta)….. buon per te. Io ho visto un’altra F1, quella degli anni ’70, ’80 e ’90 e, francamente, preferisco meno sorpassi ma VERI.
Ciao
Osservatore
Sottoscrivo xavier
Flight
Caro massj, un sorpasso non deve essere una cosa fine a se stessa, ma un momento che regala emozione nel momento in cui due piloti si affiancano e cercano di avere la meglio uno sull’altro, meglio ancora quando si verificano lotte serrate, con sorpassi e controsorpassi. Altro conto invece, è quando si verifica tale situazione, provocata da eventi artificiosi, in cui un sorpasso ha poco senso, e l’evento emozionante, quando si verifica, è più unico che raro.
massj
Francois: anche io seguo la F1 dalla fine degli anni ’70, le gomme che si degradano ci sono sempre state… o preferisci riguardarti abu dabhi 2010 all’infinito? Sul DRS sono contrario, lo abolirei, non abolirei il kers che lascerei però libero.
I motori sono congelati per i costi di sviluppo. Se ci fosse lo sviluppo libero dei motori, avremmo in griglia forse appena la metà dei team presenti.
Fosse per me tornerei ai motori liberi, ma in questa situazione economica, le gomme sono tra le poche variabili per mostrare l’abilità delle squadre e dei piloti oltre che di due o tre aerodinamici.
Nessuna insofferenza ti assicuro, è solo che amo la critica costruttiva anziché la polemica a tutti i costi.
françois xavier
Sono d’accordo, critica costruttiva. Ma se siamo in tanti a criticare non sarà solo per hobby….
A me sembra che con la scusa della crisi la federazione abbia colto l’occasione per plasmare questo sport a favore dei diritti televisivi e degli introiti che ne derivano: siamo sicuri che cambiare regolamenti ogni anno, vietare i test ma consentire lo sviluppo di sistemi virtuali, continuare a redigere regolamenti che permettono interpretazioni varie etc etc. sia il modo di fare economia? La crisi, la crisi….ma quanto costano le gigantesche hospitality?
Per me, semplicemente, una F1 senza ricerca motoristica non ha senso.
L’Ing. Forghieri una volta disse che per lui i regolamenti avrebbero dovuto essere molto più liberi con un unico grosso vincolo, i consumi: abbassando di molto quel parametro ci sarebbe stata una ricerca tecnologica formidabile con importanti ricadute sul prodotto di serie. Com’era un tempo, secondo una filosofia che andrebbe recuperata.
Quanto alle gomme ci sono stati anni targati Goodyear senza alcun problema: gomme da tempo e da gara. La Pirelli non avrebbe alcun problema a produrre pneumatici in grado di coprire l’intera gara. Non sopporto l’idea di una variabile gomme inserita ad hoc per movimentare le gare: a questo punto possono anche creare acquazzoni artificiali….(e c’hanno già pensato….).
A me sta a cuore una certa ‘genuinità’ di ciò che ‘consumo’. Se è artefatto ne faccio volentieri a meno: preferisco un gelataio artigianale con tre gusti a uno che ne propone 20 fatti con le polverine…
Per fortuna a Firenze ci sono tante ottime gelaterie!
Simone
E il bello che Maldonado a fatto il suo giro più veloce con bandiere gialle senza essere poi punito!!! avrebbe vinto Alonso!!
Raziu
E basta con ste lamentele. Pellegrini, si limiti a fare il fotografo, che è meglio!
Marco EL
Articolo senza senso, motivazioni assurde fatte apposta per provocare battibecchi inutili. Se a qualcuno non piace la F1 attuale può benissimo cambiare sport o categoria…
Io trovo che sia la F1 migliore mai vista finora, da 30 anni a questa parte.
Ogni tanto fan vedere in tv le gare degli anni ’70, tanto decantate e che io ho visto quando ero bambino.
Che palle assolute vedere quelle gare….! Poi ogni tanto c’era qualche incidente mortale… che tirava su l’adrenalina.
Domenico
Sicuro di parlare di Formula 1? Perché quella degli ultimi anni a me non sembra affatto la più bella degli ultimi 30; i regolamenti mi sembrano assurdi (un pilota che può difendere solo una volta la propria posizione?! Scherziamo?!); la ricerca sta venendo limitata sempre di più (di questo passo nel giro di pochi anni arriveremo al monomarca); ci sono pochissimi test privati a vantaggio dei simulatori; le gomme sono fatte per essere buttate dopo una decina di giri (e poi si lamentano dei costi alti). Tra gli anni ’70 e ’90 abbiamo visto piloti eccezionali come Gilles Villeneuve, Alain Prost e Ayrton Senna (solo per citarne tre) che sapevano tenere dietro cinque piloti avendo auto poco competitive, fare un giro di pista senza una ruota, guidare sotto una pioggia scrosciante con l’alettone davanti agli occhi che impedisce di vedere la pista, vincere il Gran Premio del Brasile con il braccio indolenzito e il cambio bloccato in quinta… (e con questo non intendo dire che quelli di oggi non valgono niente) e non dire che non c’era spettacolo perché ti basta guardare il duello tra Villeneuve e Arnoux (Francia 1979) o quello tra Senna e Mansell (Spagna 1991). E ci tengo a sottolineare che non ho vissuto queste gare essendo nato nel ’97 e avendo iniziato a seguire questo sport intorno al 2000… comunque sia i gusti son gusti e io penso che la formula 1 del passato sia migliore di quella di adesso.
Luca
Questo articolo sembra scritto da uno che vede la formula uno da marzo 2012.
Quando le qualifiche erano composte da un’ora libera tutti i top team aspettavano 40 e 50 minuti prima di uscire in modo che la pista venisse gommata dagli altri. Quando i motori e le gomme erano libere era molto più semplice il discorso: chi aveva più soldi (Ferrari, McLaren, oggi ci sarebbe anche la redbull ecc..) vinceva! Potevano cambiare un motore a gara, a volte più di uno. C’erano anche i muletti volendo!! Molto meglio così dove a volte anche qualche outsider ci si mette a rovinare la festa dei ricconi e se permetti, da due anni a questa parte riesco a non addormentarmi durante il gp!
L’unica cosa ragionevole in tutto l’articolo è il discorso sulle Pirelli che fanno veramente pena e condizionano le gare. Sulle bandiere gialle il regolamento è chiaro e guardacaso su 24 solo 2 piloti hanno preso la penalità: Vettel immanemente incazzato per la sua posizione in griglia e Massa in fase altamente rosicante data la posizione di Alonso con la stessa macchina.
tgwowgt
Pneumatici: veramente io trovo il tutto molto bello ed interessante, qualsiasi cosa per vedere sorpassi in gara.
Hamilton: non sono per niente d’accordo. La regola del carburante è vetusta, era gia stato avvisato essendo recidivo nella furbata va punito con estremo rigore essendo lui SEMPRE oltre il regolamento in una scuderia SEMPRE oltre il regolamento. Altrimenti passiamo alle bighe in stile ben-hur. Che ci sia un litro o un grammo é ininfluente, é il concetto che conta.
Penalità Vettel Massa: sono assolutamente d’accordo: non si è capito in diretta perchè e avendo poi letto la motivazione pare risibile. Per inciso: per quanto bisogna tollerare un idiota come Shummy? Cosa deve fare per essere radiato?
PaCo
MALDONADO HAI FATTO IL GIRO PIU’ VELOCE CON LE BANDIERE GIALLE PERCHE’ NESSUNO SI CHIEDE IL MOTIVO PER CUI NON E’ STATO SANZIONATO???MA VE NE SIETE ACCORTI O MI SBAGLIO E HO VISTO MALE???A ME QUESTA SEMBRA UNA DISPARITA’ INGIUSTA!!!NON SIAM MICA QUI A SPINGER LE MACCHINE RIMASTE A SECCO!!!REGOLE PRECISE E INNOVAZIONE AL TOP SU TUTTI I FRONTI PER LA REGINA DELLE COMPETIZIONI AUTOMOBILISTICHE!!!
PaCo
MALDONADO HA FATTO IL GIRO PIU’ VELOCE CON LE BANDIERE GIALLE PERCHE’ NESSUNO SI CHIEDE IL MOTIVO PER CUI NON E’ STATO SANZIONATO???MA VE NE SIETE ACCORTI O MI SBAGLIO E HO VISTO MALE???A ME QUESTA SEMBRA UNA DISPARITA’ INGIUSTA!!!NON SIAM MICA QUI A SPINGER LE MACCHINE RIMASTE A SECCO!!!REGOLE PRECISE E INNOVAZIONE AL TOP SU TUTTI I FRONTI PER LA REGINA DELLE COMPETIZIONI AUTOMOBILISTICHE!!!
TheMaxX
Il discorso che va fatto è un’altro.
E’ vero, il regolamento attuale è un pasticcio colossale, regole poco chiare o spesso inutili od inutilizzate, oppure norme incomprensibili che dovrebbero rendere le gare più serrate, ed invece…
Diciamolo chiaramente ci sono cose che in se non sono sbagliate, ma sono applicate male, e ci sono norme assurde che in alcuni casi funzionano ed in altri no.
Le qualifiche:
Personalmente non mi dispiacciono, ma le trovo non vedo il senso di eliminare i piloti in base al risultato durante la qualifica. Un pilota può compiere un paio di brutti giri, oppure non trovare immediatamente il feeling giusto con la macchina, oppure trovare davanti a se diverse volte un pilota lento, e trovarsi costretto così a non riuscire a superare il turno. Si possono fare in modo diverso e migliore, ma sopratutto più equo.
I costi:
Non comprendo tutti questi limiti basati sul costo, se si da un budget massimo da spendere per lo sviluppo della macchina, questi deve essere rispettato, chi dopo, con il denaro disponibile riesce a realizzare l’auto migliore, beh… Ma così facendo ognuno può realizzare potenzialmente la macchina vincente.
Con il sistema attuale sembra che la Fia stia spingendo sempre più a trasformare la F1 in un campionato mono-marca. Abbiamo autoveicoli con un aerodinamica sempre più spinta, sempre più estrema, dove una minima differenza nella posizione di un elemento può rendere un veicolo efficiente o deficitario.
I motori contano sempre meno, le soluzioni tecniche geniali sono sempre aerodinamiche nell’ultimo periodo, ed il regolamento viene costantemente aggirato con escamotage ed astuzie tali che rendono perfino superflue le regole in merito.
Inoltre c’è un sistema di giudici che troppo spesso sembra prendere le decisioni a caso, usando il regolamento ogni volta in modo differente.
In ogni caso non mi trovo d’accordo sul fatto di Hamilton, il regolamento parla di un quantitativo minimo, che dovrebbe essere possibile prelevare in ogni momento, quindi che questo prelievo possa venir fatto ad inizio, metà o fine qualifiche, è indifferente, deve essere in ogni caso possibile effettuare il prelievo, che poi un litro possa essere un esagerazione, ci può anche stare, ma il fatto è che in ogni caso hamilton non arrivava ai box, non avrebbe avuto in ogni caso carburante sufficiente ad un prelievo.
Per le gomme, che sia la pirelli a fare i pneumatici di cartone, che siano le squadre a volerlo, che sia la fia ad imporlo è indifferente, il vero fattore è che i pneumatici danno prestazioni molti vicine, se uso gomme morbide o dure il degrado differisce di poco, come la prestazione, quindi è un idiozia avere questi limiti.
Le mescole dovrebbero garantire prestazioni enormemente differenti, ed ogni team dovrebbe scegliere le due da portare in gara tra le quattro disponibili, in base ai propri calcoli.
Joblack
Non un parola in più! La FIA ha dimenticato che la F1 è quella dove la ricerca della velocità ha un valore assoluto ….altrimenti è una versione del Barnum Circus
FEDOLA
sono daccordo con tutto ma non del carburante perchè tt possono fare la pole cn un litro in meno poi il campionato è cosi equilibrato che un litro cambia
FEDOLA
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Francesco
Dal mio punto di vista concordo con tutto ( ho lanciato un Post l’ altro giorno che era un preludio all’ articolo). Relativamente alle gomme penso che la sfida tecnologica sia una sola anzi sono due: le gomme da tempo e le gomme da durata. Le prime sarebbero fini solo allo spettacolo ( che bello quando c’ erano i motori i freni i cerchioni e le gomme da qualifica!!) le altre avrebbero ricadute sui prodotti di serie . Fare una gomma che dura 310 km e magari e’ meno performante avrebbe piu’ senso, forse rivedremo macchine piu’ “scivolose” e quindi emergerebbero le qualita’ del pilota e della meccanica. Ormai le macchine con le gomme che sono vera e propria colla sembrano correre su un binario.
Secondo me piu’ che l’aerodinamica son le gomme che la fanno da padrone, una volta nelle prove libere si provava il motore evoluzione, il cambio, la benzina nuova, le pinze dei freni, il software della partenza… Oggi le prove libere servono solo a farsi un’ idea delle gomme stop !! Da quanto non vediamo un motore esplodere perche’ il motorista ha osato ???? Bei tempi !!!
Thomas
Io do pienamente ragione a Pellegrini.