Brawn: troppi vincitori nel 2012 non sono un bene per la F1

News Top News — 22 August 2012
Brawn: troppi vincitori nel 2012 non sono un bene per la F1

Nella seconda parte della stagione 2012 di Formula 1 la casualità nei risultati dovrà necessariamente essere ridotta. Queste le parole di Ross Brawn, Team Principal della Mercedes.

L’ex Direttore Tecnico della Ferrari aggiunge anche che questo servirà a mantenere alta l’attenzione degli spettatori fino alla fine del campionato. Forse però se ciò accadesse non potrebbe ripetersi il casuale successo di Nico Rosberg, o no?

“Per il bene della Formula 1 – ha detto Brawn ad Autosport – dobbiamo fare in modo che la casualità non sia eccessiva. Ritengo che ci siano stati durante l’anno alcuni elementi casuali che hanno reso le gare molto spettacolari ma penso che questo alla lunga svanirà se la casualità continuerà a farla da padrona”.

“C’è una simpatica analogia con la pesca – ha aggiunto il Team Principal della Mercedes -. Un pescatore alle prime armi può arrivare a catturare un grosso pesce subito e questo perchè la casualità è molto importante. Ma è anche per questo che questo sport molto divertente per chi lo pratica ma non è certo per gli spettatori”.

Dalla pesca al Motorsport il passo è breve, secondo Brawn: “Ciò che non possiamo avere in Formula 1 è la casualità; non possiamo non sapere minimamente chi vincerà e tu potresti lavorare sodo per migliorare la vettura ma poi non trovare le condizioni per essere competitivo nel week end di gara”.

Brawn non risparmia una critica velata alla Pirelli, dicendo che ora i Team sono in grado di comprendere meglio il comportamento della gomme e del loro range di utilizzo: “Ogni tanto capitano ancora delle cose strane: per esempio un weekend in Red Bull può capitare di vedere Mark (Webber, ndr) dominare e quello dopo poi lo ritrovi ad arrancare, magari con Sebastian (Vettel, ndr) davanti. Queste dituazioni sono difficili da capire”.

Brawn chiude la sua intervista con alcune dichiarazioni un po’ forti, un po’ nostalgiche (se vogliamo) di una F1 che invece vede ora più di un team in lotta per la vittoria in un Gp. Sentite cosa ha detto: “Credo che debbano esserci uno o al massimo due team di riferimento, che possano fare anche da stimolo a tutti gli altri e che questi ultimi debbano lavorare per provare a batterli”.

“Vogliamo (chissà perchè mai al plurale, ndr) vedere i primi due del Mondiale che lottano sempre per le prime posizioni – ha concluso Brawn -, non uno al centro del gruppo e l’altro fuori dai giochi perchè la loro monoposto non riesce a far funzionare a dovere le gomme su quella pista”.

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(3) Readers Comments

  1. Parole sante

  2. Pingback: Brawn: troppi vincitori nel 2012 non sono un bene per la F1 | Blog Sport

  3. Mah…

    Sinceramente questa casualità non dispiace, e non dovrebbe dispiacere a nessun appassionato.

    Certo se questa dipende solo dalle gomme, il discorso è differente.

    Senza invocare il “monomarca” se la parità di forze deriva dallo sviluppo delle auto, se la casualità dipende dall’adattabilità stessa del veicolo alle varie piste, se deriva da fattori imprevedibili od anomali, insomma se fa parte della competizione, tutto va bene.

    Un campionato con sole due squadre in competizione e solo due candidati al titolo è una barba.

    E’ vero che sarebbe più divertente vedere il primo ed il secondo in classifica competere con il coltello tra i denti, ma ciò è più appassionante se dietro c’è un terzo ed un quarto in classifica che non solo lottano tra di loro, ma cercano di lottare anche con i primi due, tanto meglio se poi sono tutti di team diversi tra loro.

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