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Gp Abu Dhabi: la F1 per le vie del deserto

Yas Marina, Abu Dhabi

Yas Marina, Abu Dhabi

Domenica si svolgerà il primo Gran Premio di Abu Dhabi, nella città omonima, capitale dell’omonimo stato. Finalmente dopo quattro anni di lavori intensi la pista è pronta per aprire le danze.

Il primo avvicinamento della F1 a questa gara è avvenuto nel 2007 in occasione del primo Formula One Festival, manifestazione non ufficiale che prevedeva un grande raduno di vetture e piloti di categoria.
Il suddetto Festival avvenne il 3 febbraio 2007, l’annuncio che si sarebbe tenuta la gara, avvenne nel gennaio dello stesso anno.

Indubbiamente i ricchi promotori della gara non hanno badato a spese per la costruzione dell’impianto: tra operai, ore di lavoro, metri cubi di cemento e di asfalto… mi basta questo pensiero per farmi girare la testa e capire sempre più come la F1 si sposta in oriente non perché questo è un campionato del mondo, ma perché in oriente e soprattutto negli Emirati ci sta letteralmente la “grana”.

Il circuito di Yas Marina, per stile, strutture e particolarità necessita diventare il biglietto da visita di questo “staterello” degli Emirati che ha deciso di “usare” la Formula 1 per promuoversi al mondo. Abu Dhabi, levando il petrolio e commercializzazioni affini non ha nient’altro… lo storico rivale, Dubai, ha puntato sullo sviluppo finanziario e immobiliare, diventandone un importantissimo centro nel mondo.

Si partirà alle ore 17, ancora con la luce diurna e gli ultimi giri si disputeranno nel buio della notte medio-orientale. Un affronto allo “staterello” di Singapore e alla sua gara notturna, luce splendente dello stato asiatico, Abu Dhabi risponde con un effetto “giorno e notte” (Day&Night) che servirà ulteriormente a mettere in risalto la particolarità di questa corsa: le luci saranno già accese all’inizio della gara per permettere ai piloti di adeguarsi al completo passaggio all’illuminazione artificiale.

Progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, risaltano le grandi vie di fuga in asfalto che hanno una superficie superiore a quella dell’intera area del paddock. Il rettilineo d’arrivo è in assoluto il più lungo di tutto il calendario della F1, gran bell’aiuto per le vetture che sono dotate tutt’ora del KERS, che farà effettivamente la differenza. Pista dalla struttura moderna e sfarzosa, supera irrimediabilmente la location del GP malese, che per caratteristiche e stili simili era l’unico al quale poterlo paragonare.

Ma ci chiediamo: sarà sufficientemente sicuro questo GP? La F1 ha scoperto questa pista solo venti giorni fa nel corso di un’esibizione di una vettura biposto, è anche vero che tutte le certificazioni FIA sono state rilasciate, ma in una F1 che pensa più all’incognita che alla gara stessa, non mi stupirei se tutto fosse stato “donato” per alimentare sempre più “l’effetto caso” rispetto alla probabilità. C’è una soluzione, utilizzata in pista, che fa storcere i nasi ai più e che dovrà essere attentamente valutata nel corso delle prove libere: le vetture in uscita dai box rientreranno in pista attraverso un tunnel e i piloti che arriveranno lunghi usciranno in una via di fuga che si trova al di sotto della tribuna centrale. Per Ecclestone, questo è un modo di avvicinare la F1 alla gente…
Ma io mi chiedo: alla fine della prima staccata arriveranno ad alta velocità sia i piloti in pista, ma allo stesso tempo anche quelli che arrivano dal tunnel perché la zona non sarà soggetta al limite di velocità. Chi darà la precedenza a chi?

Gli unici che hanno fino ad ora provato questa pista sono i piloti della GP2 Asia Series e Bruno Senna, sceso in pista con una Minardi bi-posto proprio 20 giorni fa.
A detta del giovane brasiliano, il cambiamento di pendenza della pista, è tale da rendere alcune curve cieche, ci sono belle combinazioni di curve veloci e curve lente (le vetture tenderanno a soffrire parecchio di sovrasterzo) e coerentemente si alternano lunghi rettilinei e brusche frenate, come in ogni circuito cittadino che si rispetti.. Una gara di certo impegnativa per i piloti, ma di sicuro e puro divertimento per gli spettatori.
E’ ora di aprire le danze… ma la sala da ballo sarà degna dello spettacolo da mettere in scena?

Yas Marina Circuit

Yas Marina Circuit

DATI TECNICI
Lunghezza del circuito: 5.555 metri
Superficie dell’impianto: 161.9 ettati
Superficie del paddock: 40.000 mq
Superficie delle vie di fuga: 59.100 mq
Larghezza del circuito: dai 12 ai 16 metri
Velocità massima stimata: 317 km/h (curva otto)
Tempo sul giro stimato: circa 1′40”

Scritto da: Eleonora Ottonello

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