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Gp Brasile F1: i giudizi sui protagonisti

Jenson Button

Jenson Button

Il giorno che assegna i titoli iridati a Button e alla BrawnGP, vede il ritorno di Webber alla vittoria, e di Kubica su un podio completato da un Hamilton che non sperava più in tanto dopo un sabato difficile. Resta solo la passerella di Abu Dhabi.

Mark Webber – in ottima forma, ma…
Sembrava che per lui le cose si mettessero male dopo la prima parte di qualifiche. Invece si posiziona benissimo in griglia, e con una buona macchina alla domenica si porta a casa il secondo successo in carriera completando la festa australiana dopo la vittoria di Stoner in MotoGP. Si rende conto subito delle potenzialità della sua vettura su pista asciutta e deve solo aspettare che Barrichello rientri per la sua prima sosta, per costruirsi così sorpasso e vittoria. Quel cambio di direzione al via, però, era un po’ al limite; in altri tempi, con altri protagonisti, sarebbe certamente scattato un drive through.

Robert Kubica – tenace
Risolleva le sorti di un mondiale nerissimo per il suo team con un secondo posto brillante su cui nessuno avrebbe scommesso. Come Webber, costruisce il suo piazzamento dopo il rientro ai box di Barrichello, dopo di che doveva solo tener duro.

Lewis Hamilton – ottima strategia
Parte con le morbide, ma subito dopo la bagarre iniziale decide col team di cambiarle immediatamente e correre il resto della gara solo con le più performanti gomme dure su una strategia ad una sola sosta. Spinge al massimo per tutto il Gran Premio e sul traguardo è terzo. Un podio a cui neanche lui credeva.

Sebastian Vettel – demoralizzato
L’impresa di recuperare così tanti punti in così poche gare non era facile, ma la sua rincorsa finisce il sabato al termine del Q1, alla fine del quale esce dall’abitacolo con un diavolo per capello. Capisce che il suo mondiale finisce lì, ma non è quel 16° posto a pesare di più sul suo campionato, bensì i problemi tecnici e i suoi errori. Domenica prova a tornare fra i primi, ma la leadership necessaria per continuare a sperare era troppo lontana.

Jenson Button – finalmente aggressivo
Si laurea matematicamente campione del mondo nel giorno in cui tira finalmente fuori gli artigli. Per tutto il mondiale ha corso in maniera quasi troppo ragionata: se la macchina era a posto, la vittoria non scappava, altrimenti tirava in remi in barca, anche troppo. Dopo una qualifica difficile, a Interlagos mostra una bella grinta, alla ricerca dei punti sufficienti per chiudere la pratica mondiale in anticipo evitando i patemi d’animo dell’ultima gara. Bravo.

Kimi Raikkonen – sopravvissuto
Lo hanno tamponato, lo hanno chiuso, è passato sopra una pozza di benzina che ha preso fuoco. Ma chiude la corsa a una trentina di secondi da Webber: non male considerando come era iniziata.

Sebastien Buemi – redivivo
Compie buone qualifiche e in gara mantiene un bel ritmo che lo porta a conquistare due punti dopo aver tagliato il traguardo a 35 sedondi dal vincitore. Pensando a come è andata la stagione, il suo non è stato un brutto weekend.

Ruben Barrichello – perseguitato
E’ inutile, in Brasile non deve vincere. Sembrava che per questa volta le premesse ci fossero tutte, invece in gara la macchina non è così veloce come sembrava e dulcis in fundo, tanto per cambiare arriva puntuale il problema tecnico del giorno, questa volta sotto forma di foratura, a rovinare definitivamente la giornata a lui e famiglia.

Kamui Kobayashi – piacevole sorpresa
Sale in macchina, non ha paura di nessuno e lo dimostra con staccate al limite. Cerca di difendere come può la propria posizione con una Toyota via via sempre più lenta. Altri dovrebbero imparare dal suo atteggiamento, duro, ma mai scorretto. Che dire: ci ha fatti divertire.

Giancarlo Fisichella – inguardabile
Spiegateci perché Kobayashi effettua qualche giro nelle libere di Suzuka, e ad Interlagos dà spettacolo, mentre lui dopo quattro gare ancora non riesce a schiodarsi dalle ultime posizioni. Spera nella pioggia, ma quando arriva non è neanche capace di compiere un giro intero, rovinando qualifiche e gara dove viene sverniciato proprio dall’esordiente giapponese. Almeno Badoer aveva l’attenutante di 12 anni di assenza dalle gare.

Vitantonio Liuzzi – fantasma
Ci ricordiamo di lui solo per il botto di sabato, perché in gara è inesistente.

Heikki Kovalainen – inutile per il team
Se ne va via col tubo del rifornimento spargendo benzina in pit-lane, ma è il suo meccanico che alza il “lecca-lecca” in anticipo. Non perde tempo, perché si ferma a un metro dai meccanici della BrawnGP che lo aiutano a ripartire. Ma è tutto regolare? Finisce nono, ma si becca 25 secondi di penalità per lo sprint con la probiscide in corsia box. Tanto era già fuori dai punti.

Romain Grosjean – imbarazzante
Le qualifiche non sono male e riesce a fare molto meglio di Alonso. Ma ogni volta che lo inquadrano è in testacoda, oppure lo stanno sorpassando tutti. Fare peggio di Piquet non è cosa facile.

Nico Rosberg – scommessa persa
Puntano su una gara baganta e preparano la macchina per la pioggia. Il meteo non è dalla loro parte, ma nonostante tutto il ritmo non è male. Fino al crack del cambio.

Adrian Sutil – tutto sprecato
Ha l’occasione per riscattarsi dopo le ultime gare e riportare il team in zona punti. Ma al via entra subito in contatto con Raikkonen, e dopo quattro curve è già fuori dall’abitacolo impegnato in un match con Trulli.

Jarno Trulli – oxfordiano
Finalmente qualcuno che si arrabbia per davvero quando esce al primo giro. Forse la prospettiva di non avere più un sedile per il 2010 ha aiutato a far saltare i nervi all’abruzzese? Ma era davvero tutta colpa di Sutil? Il tedesco, impegnato a seguire Raikkonen uscito lento dalla quarta curva, non gli lascia molto spazio, ma non lo butta neanche fuori: a quello ci pensa lui da solo uscendo dal cordolo. L’occasione per fare punti era ghiotta, peccato.

Bernie Ecclestone – delicato come un panzer
Sostiene che la morte di Senna sia stata un bene per la Formula 1, perché con essa molte più persone hanno iniziato a seguirla. In un dramma, riesce a trovare il lato positivo, quello capitalista su cui ha poggiato le basi per costruire la sua Formula 1, dove l’imperativo è il profitto, e i lati sportivi e umani vengono molto dopo.

Scritto da: British Grenadier

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5 Commenti

  1. L’unico commento che ho letto è quello su Kimi, non male ma io l’avrei concluso dicendo: “E’ giusto che luca cordero si permetta di giubilare un UOMO come KIMI che lotta come un LEONE anche contro il fuoco per tenere un quaquaraquà come mass(o) che già sta rompendo i maroni a tutti per Alonso, come già fece con Kimi”?
    Ma io scrivo più che altro per cercare di aprire un forum di discussione sul tipo di trattamento che viene riservato a noi “NON PALLONARI” da tutte le reti televisive (col digitale + di 200) ma tutte PENOSAMENTE e RIGOROSAMENTE uguali !!!!!! E’ mai possibile che nella serata del lunedì non vi sia un programma perlomeno DECENTE al di fuori di quella penosità noiosa e ripetitiva di giornalstucoli che blaterano di solo sempre ed unicamente del mondo pallonaro ripetendo sino allo svenimento sempre e sempre le stesse trite e ritrite noiosissime cose?
    Oppure non sarà che nella lotta dello “schare” Noi contiamo come il nulla assoluto?
    Se così fosse dobbiamo reagire o continuare ad essere succubi questo “status impositivo”?

  2. cos’era il mio commento faceva schifo o cosa che non l’avete pubblicato?

  3. Bella recensione, concordo pienamente.
    Sarà l’atmosfera brasiliana, il calore del pubblico o la situazione del giocarsi il tutto per tutto senza calcoli o progetti a lungo termine, fatto sta che molti hanno tirato fuori una cattiveria che non si vedeva da tempo, compiendo sorpassi azzardati e staccate al limite. Bello.

  4. Ottime valutazioni, mi colgono pienamente d’accordo. Forse, darei qualcosa in più a Kovalainen, se non si conta la penalità, ha fatto sempre meglio di Fisichella! Di quest’ultimo preferisco proprio non parlare..
    Per me ilò campionato è ancora da finire: da Ferrarista mi sento ancora in lotta per il terzo posto, non che ci sia da vantarsi, ma almeno davanti alla McLaren! Ma con una macchina sola sarà durissima.
    Per Carlo: sono d’accordo con te, ma qui in Italia è tempo perso: che sia un giornale o un programma sportivo parlano solo, o quasi, di calcio! CHE PALLE! Non se ne può più! Tutti che litigano per falli o rigori inesistenti, tutti che saprebbero gestire la squadra meglio del CT! BASTA! Oltre al calcio ci sono altri sport, incominciamo a parlarne e la gente incomincia ad appassionarsi;

    Sempre forza Ferrari

  5. Un campionato del mondo mediocre si è meritato un campione del mondo di stampo mediocre. Più che fare i complimenti a Jenson Button (ovviamente a lui vanno fatti sportivamente) bisognerebbe fare i complimenti a Ross Brawn, alla macchina che è riuscito a fare e all’affare che ha fatto a farsi vendere la vecchia scuderia per il valore simblico di una sterlina. Un personaggio in grado di vincere con qualsiasi scuderia in cui ha militato, escludendo l’esperienza 2008 alla Honda, bisogna solamente elogiarlo ed attribuirgli il merito della vittoria finale. Jenson si ritrova campione del mondo un pò “per caso”. Mai si è visto un campione del mondo che nelle prime gare è un cannibale, e poi corre con i remi in barca tutto il campionato…per lo meno gli ultimi campioni del mondo a mio avviso hanno alternato momenti di gloria a momenti di deficit in maniera proporzionale. Speriamo l’anno prossimo con Alonso alla Ferrari di rivedere i grandi talenti dell’automobilismo, come lo stesso spagnolo, Massa, Hamilton e Raikkonen lottare per il mondiale fino all’ultima curva dell’ultimo giro, come lo è stato per l’anno scorso.