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Gp Giappone: i giudizi

PagelleSi ritorna a Suzuka e sulle sue belle curve da brivido. Ma ad essere protagonisti sono gli incidenti, che riaprono il capitolo della sicurezza del tracciato giapponese spesso accusato di essere troppo pericoloso. Vettel domina e continua a sperare anche se il distacco da Button è notevole a sole due gare dal termine. Buon podio di Trulli, mentre Hamilton e Raikkonen hanno ormai solo il compito di battersi per il terzo posto delle rispettive scuderie.

Red Bull – Fiduciosi
Come a Silverstone, le caratteristiche della pista giapponese esaltano le qualità aerodinamiche della creatura di Newey e la vittoria non sfugge, ma il titolo costruttori è ormai perso. Per Webber però, il weekend finisce nelle libere di sabato mattina. Vettel, invece, costruisce il suo trionfo martellando soprattutto nelle prime esse sfruttando le capacità della propria monoposto; tiene una porta aperta per il titolo mondiale, almeno matematicamente, perché 16 punti a due gare dal termine non sono pochi da recuperare. Comunque ci crede.

Toyota – Reazione tardiva
E’ probabilmente la miglior Toyota vista in tutto l’anno e, almeno a metà, fa bella figura davanti al suo pubblico, dopo averne fatta una pessima il sabato sotto la tribuna centrale. Peccato per l’assenza di Glock, perché potevano chiudere un bel weekend. Il podio di Trulli creerà qualche dubbio in più in chi deve decidere sul futuro del team che si sta saldamente posizionando al quinto posto fra i costruttori.

McLaren – Tentano ancora la rimonta
Parte bene Hamilton e conferma il momento positivo della McLaren; Vettel era imbattibile, e non c’erano speranze per la vittoria, ma nel finale qualcosa non va (forse il Kers) e deve cedere a Trulli. Rosicchiano un punto alla Ferrari e si giocheranno la terza piazza ad Abu Dhabi; ma per adesso entrambi i team sembrano poter fare affidamento su un solo pilota. Meno bene invece Kovalainen ma in uscita dai box è protagonista.

Raikkonen – Tenace
In partenza non ha spazi e deve restare dietro; sembra lento nelle prime fasi di gara, ma con le gomme morbide le cose cambiano. Recupera e passa Heidfeld col gioco delle soste. Si avvicina a Hamilton, ma nel finale non riesce ad attaccare l’inglese e si deve accontentare del quarto posto, comunque da non buttare.

Nico Rosberg – Costante
La solita gara, sempre più pesante degli altri, sempre fra gli ultimi a rifornire. Errori non ne commette e tanto basta per portarsi a casa un quinto posto a cui di più con la sua Williams non poteva aspirare.

Bmw – Professionali
Continuano ad impegnarsi nonostante le decisioni commerciali e molti punti interrogativi sul 2010. Qualche punto anche oggi e in classifica costruttori possono ancora battersi con la Renault per un settimo posto che non è molto, ma se dovessero correre la prossima stagione in ristrettezze economiche, potrebbe rivelarsi utile.

BrawnGP – Ragionieri
La vittoria non era alla loro portata, ma il loro Gran Premio è condizionato dalla penalizzazione (giusta) per non aver rispettato le bandiere gialle nel Q3. Il team, dal suo punto di vista, amministra il vantaggio nella classifica costruttori e ormai solo mezzo punto li separa dalla vittoria. Per quanto riguarda i piloti è Button, a cui va il merito di averci mostrato uno dei due sorpassi della giornata, ad amministrare il suo vantaggio giocandosi un jolly su Vettel; mentre Barrichello ha solo un Gran Premio in meno per recuperare. A San Paolo possono chiudere entrambe le pratiche.

Renault – Inesistenti
Va bene la penalizzazione di Alonso che condiziona la sua gara, ma complessivamante è buio pesto. Compreso Grosjean che fa quasi rimpiangere Piquet.

Fisichella – Imbarazzante
In qualifica Webber era già fuori e tenersi dietro quattro piloti per entrare in Q2 non era una missione impossibile. Fallisce miseramente e in gara, mentre il compagno di squadra lotta per il podio, di lui non si hanno notizie tranne che per l’umiliante sorpasso subito all’uscita dalla pitlane da Kovalainen. Eppure venerdì era molto fiducioso dichiarando di sentire un sensibile miglioramento nel feeling con la vettura rispetto ai due precedenti Gran Premi. Menomale.

Force India – Ridimensionati
Di Liuzzi non è pervenuto, mentre Sutil non si qualifica male, ma vanifica tutto in gara con un altro testacoda in un tentativo di sorpasso e una rischiosa ripartenza che lasciava intravedere la replica dell’incidente di sette giorni fa. Poi sporfonda fuori dai punti.

Nakajima
Nakajima chi!? Ah, Satoru! E’ sempre un piacere riverderlo ospite ai box perché la mente torna agli anni in cui correva insieme a questi mostri che hanno reso frizzante la Formula 1 a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90. Bei ricordi.

Sebastien Buemi e Jaime Alguarsuari – Demolitori
Le prestazioni delle Toro Rosso non sembrano male, ma si rendono più protagonisti per i numerosi incidenti, troppi. I due giovani piloti regalano ai loro meccanici un surplus di lavoro, mentre Alguarsuari regala ai telespettatori l’unico brivido del Gran Premio quando il sonno stava ormai per prendere il sopravvento.

- British Grenadier -

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