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Crisi in F1? No, se ne va solo chi non vince!

Honda, Toyota e Bmw

Honda, Toyota e Bmw

La crisi del settore auto c’è, non si può certo negare. E hanno fatto molto scalpore le uscite dalla F1, l’una dopo l’altra, di tre importanti costruttori mondiali del calibro di Honda, Bmw e Toyota. Per tutti, o quasi, la crisi avrà avuto il suo peso ma a ben guardare i tre team ononimi sono stati i soli a non vincere nulla negli ultimi anni.

Spieghiamoci meglio e partiamo dal considerare i titoli mondiali piloti degli ultimi 4 anni: 2006 Alonso (Renault), 2007 Raikkonen (Ferrari), 2008 Hamilton (McLaren), 2009 Button (Brawn Gp-Mercedes).

Negli stessi anni il mondiale costruttori è andato per due volte alla Ferrari (2007 e 2008) e per una volta a Renualt (2006) e Brawn Gp (2009).

Sarà un caso che le 3 grandi case automobilistiche presenti il prossimo anno (Ferrari, Mercedes, Renault) in F1 siano le stesse che hanno vinto negli ultimi 4 anni?
A nostro avviso no e Honda prima e Bmw e Toyota poi pagano sì la crisi ma pagano anche la carenza o totale assenza di risultati.

Gli enormi investimenti che la F1 moderna ha richiesto, possono essere giustificati dai manager dei team davanti ai Consigli di Amministrazione delle case con i risultati, con i ritorni dovuti all’esposizione mediatica (figlia dei risultati) e in minima parte con un travaso di tecnologia verso la produzione di serie.
Quando manca tutto ciò l’unica parola che si può mettere all’avventura in F1 è una sola: FINE!

Scritto da: Andrea Gallazzi

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4 Commenti

  1. Sono d’accordo!

  2. E’ un’analisi giusta. La crisi c’è ma con i risultati il boccone non è così amaro. Se bisogna spendere per farsi ridere dietro, allora il gioco non vale la candela.

  3. Perfettamente d’accordo, considerato che Honda e Toyota erano due team con un budget molto elevato. Però mi chiedevo di quale travaso tecnologico si parla, considerato che attualmente si puo giocare solo sull’erodinamica, dato che il motore è congelato.
    Vorrei però focalizzarmi sulla decisione dell’Honda. Con un budget immenso non è riuscita a mettersi in evidenza. Ha venduto il team per un dollaro a Brawn, che con un paio di sponsor, quindi con pochi soldi, è riuscito a vincere tutto. E quel famoso dollaro, gli è sicuramente tornato indietro con enormi interessi, dopo l’acquisto ultimo della Mercedes. Cecità nipponica o tattica vincente di Brawn?

    Saluti

  4. Sono parzialmente d’accordo, bisogna vedere se ci sarà al via anche la Reanult l’anno prossimo. Secondo il mio modesto parere questo è il risultato della lotta che c’è stata tra Costruttori ed Ecclestone/Mosley. I costruttori hanno perso e molti se ne stanno andando, la F1 sta ritornando saldamente in mano ai britannici (l’anno prossimo il Cosworth la farà da padrone) e per controbilanciare le forze la Ferrari ha avuto il contentino di avere Todt alla presidenza della Fia.
    Grazie e saluti!