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Ferrari contro Mosley ma sono solo canzonette!

Max Mosley, ex Presidente FIA

Max Mosley, ex Presidente FIA

La Ferrari va all’attacco di Max Mosley e della sua politica. Una critica che giunge tardiva, peraltro assai scomposta e fumosa. Ecco cosa dice la Ferrarri. Chi ha ragione e chi torto.

“Questa è l’eredità che ci ha lasciato. Si volevano abbattere i costi per consentire alle piccole squadre di entrare in F1? Ecco i risultati: team che zoppicano o spinti da mano invisibili, uno lo stanno cercando a Chi l’ha visto. Nel frattempo, abbiamo perso BMW, Toyota, e alla Renault è rimasto poco più che il nome. Ne valeva la pena?”

Queste le parole Ferrari. Un attacco deciso e diretto a Mosley. Eppure…ahi, ahi, ahi, signora Ferrari, mi è caduta sull’uccello! Non vogliamo dare ragione a Mosley (anzi, faremo il contrario), tuttavia la Casa di Maranello ha preso l’ennesimo granchio. Ecco i perché.

Tutti i team di F1, indistintamente, invocano da anni la riduzione dei costi, Ferrari compresa, avallando qualsiasi schifezza abbia deciso la FIA. La riduzione dei costi non c’è mai stata, tuttavia FIA (da Mosley e Todt, tanto sono la medesima persona…) e FOTA affermano di sì. Già, perché secondo i suddetti organismi la riduzione dei costi in F1 è avvenuta mediante il congelamento dei motori, l’architettura dei motori imposta, l’adozione del KERS nel 2009 ed altri balzelli tecnico-regolamentari i quali, secondo lor signori, avrebbero contribuito a contenere i costi. Falso, falsissimo.

Mosley ha individuato (una cosa giusta passiamogliela!) nella mancanza delle cosiddette “piccole scuderie” una delle innumerevoli carenze della F1 odierna. Tuttavia, l’ex (mica tanto) presidente FIA ha messo in atto soluzioni assai disacutibili affinche si richiamassero in F1 nuovi team. Della nuova partita, per ora, sono Mercedes (che altro non è che la Brawn GP), la Lotus (Lotus? Sì, come no…) e la Virgin Racing. Degli altri team, sino ad ora, silenzio di tomba. La US F1 è dispersa in azione, idem la Campos.
Insomma, la ricetta Mosley pare non stia funzionando.

Sul fronte “grandi team”, di nuovo c’è il team Mercedes, il quale, come abbiamo già detto, è sorto dalle ceneri dell’iridata Brawn GP (certo, Mercedes potrebbe fare di più…). BMW e Toyota hanno abbandonato senza troppi rimpianti, Renault sopravvive per grazia ricevuta. In questo caso, al contrario di quanto pensi la Ferrari, BMW e Toyota hanno lasciato la F1 non certo per colpa di Mosley, bensì per ragioni proprie. È noto: i grandi team entrano ed escono dalle corse come e quando vogliono; se vincono si fanno grandi, se perdono escono dalla finestra di soppiatto, evitando di continuare a fare brutte figure. Storia vecchia, storia presente, storia futura.

Ed è anche da polli ritenere che l’automobilismo sportivo debba reggersi solo ed esclusivamente sulle grandi Case: non vi è errore più madornale di questo. Anzi, è vero il contrario: sono stati e sono ancora i piccoli costruttori, i piccoli e medi team ad aver incarnato e ad incarnare la linfa vitale e storica dell’automoblismo sportivo. Le garndi Case attirano solo sponsor ed attenzione mediatica, ma le griglie di partenza le riempiono… “gli altri”!

Alla fine della fiera, il nocciolo del discorso è sempre il medesimo: la F1 ha perso la bussola, in tutti i sensi. Si è cercato di abbattere i costi e di attirare l’interesse di nuovi team attraverso provvedimenti demagogici quanto insensati e, sinora, fallimentari. Con il solo risultato di aver distrutto la Formula 1, tanto dal punto di vista tecnico che sportivo. Non solo: in tutti questi anni, FIA e costruttori hanno pensato (male) di trasformare la F1 in una categoria chiusa, una sorta di casta ad uso e consumo delle sole grandi Case (Ferrari\FIAT, BMW, Mercedes, Toyota, Honda, Renault), estromettendo all’origine i piccoli team o, quanto meno, accogliendo sotto l’ala della F1 solo alcune scuderie legate a magnati compiacenti e ben accetti dall’intero circus e a megasponsor.

Il risultato, disastroso, è sotto gli occhi di tutti.

Le domande, stringi stringi, sono sempre quelle. Come mai all’epoca della F1 del fare, dei test illimitati, dei costi non controllati per regolamento, i piccoli costruttori la facevano da padrone? Come mai, all”epoca della F1 del fare, le grandi Case erano soverchiate numericamente (e non solo…) dalle piccole e medie realtà automobilistiche, le quali hanno scritto e tracciato la storia della F1 stessa? Come mai, oggi, periodo nel quale si ciancia un giorno sì e l’altro pure di riduzione dei costi, i team piccoli non esistono più in F1(suvvia, non crediate che Force India, Red Bull, Toro Rosso e Virgin siano degli squattrinati senza arte né parte…!)? Come mai, all’epoca della F1 del fare, nasceva ad ogni GP (e badate che non esagero…) un nuovo team pronto a buttarsi nella mischia della F1 (che è sempre costata uno sproposito)?

Queste sono le domande alle quali FIA e FOTA (e Ferrari) debbono rispondere. Il resto, sono solo canzonette.

Scritto da: Paolo Pellegrini

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13 Commenti

  1. Di carne al fuoco e di domande ce ne sono tante ma io preferirei evitare polemiche, se e ma. Purtroppo di fondo i dubbi posti da Pellegrini sono veritieri e condivisibili a mio parere però, perchè lanciare il sasso nello stagno proprio adesso che si sta per avviare un nuovo mondiale e cercare di avvelenare ancora l’ambiente? Signori io dico una sola parola BASTA! Basta polemiche, Basta ripicche, Basta sospetti. Evitiamo di cadere nella banalità dei discorsi di stampo calcistico del rigore si o no, del fuori gioco si o no.
    Quello che è stato è stato, un invito rivolto a tutti gli appassionati e alla redazione: torniamo a parlare di F1, quella vera che si corre in pista!

  2. Sono cresciuto con la Formula 1 delle prequalifiche per cui non posso che sottoscrivere!

  3. Ma che F1 ai visto tu? Io ricordo anni di dominio Mclaren poi Williams e poi Ferrari, con Renaul quando mai i piccoli team vincevano??? Spero non ti riferisci alla preistoria!!! La verità è che la tecnologia moderna è troppo avanzata (e quindi costosissima…gallerie del vento… materiali compositi…elettroniche megasofisticate) per team senza enorme denaro disponibile da investire in ricerca e sviluppo.

  4. grande jerez 97! BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!! Le abbiam capite tutti ste storie… non tirate ancora la corda che non sorve a nulla!!!!!!

    chissa perchè ma son sicuro che dovrò riscrivere le stesse parole ancora tante volte….

  5. Ma io questi piccoli team che la facevano da “padrone” non li ho visti! La Minardi, la Jordan, la Stewart, e tanti altri, non esistone più perchè non c’erano abbastanza soldi per continuare a essere “visibili” agli Sponsor…poi una cosa…Virgin, Force india, etc. sono piccoli team, nei risultati, non nei soldi, quindi significa che nella F1 non bastano solo i soldi… la conoscenza e l’esperienza serve tantissimo, anzi è fondamentale…
    Questi ricconi che si buttano nella F1, sono convinti che spendendo di più della Ferrari, possono vincere il mondiale, ma a loro interessa investire 100 per far fruttare 110, anche se non vincono niente….

    Quel genio di Mosley voleva abbatter i costi per vedere una F1 standardizzata, dove conta “solo” il pilota…beh per quello esistono i campionati monomarche… nella F1 non “deve” contare solo il pilota, ma tutti e due, anzi il trio, Meccanici-Pilota-Auto fa vincere le gare!!!

  6. Firmo e sottoscrivo ciò che dice Jerez97, le polemiche le fanno i tifosi di calcio dal lunedì al venerdì e comunque non servon e non risolvono nulla, al massimo aggiungono ulteriori dubbi e di quelli ce ne sono già troppi.
    Comunque se si vuole parlare di soldi non dimentichiamo che la passata stagione è stata vinta da una squadra nata dalle ceneri di un’altra, ma di certo non disponeva di tanti soldi quanti ne potevano disporre le grandi squadre, inoltre non dimentichiamoci, per esempio, degli anni neri di McLaren o Ferrari che certamente hanno sempre avuto disponibilità economiche non indifferenti! Di sicuro non è detto che chi ha più soldi vince ma chi li spende “meglio”.
    Ma ora basta, la data è vicina chi c’è c’è e chi non c’è si arrangia, anzi meglio, perchè con la nuova assegnazione dei punti i team minori avranno più possibilità di guadagnarne.
    Forza Ferrari

  7. Discorso condivisibile sotto tutti gli aspetti, a cui però occorre aggiungere una piccola riflessione.
    Posto che a decidere le sorti della Formula 1 sono tre soggetti, cioè FIA, FOTA e FOM (la Formula One Management gestita da Ecclestone e che il Pellegrini non ha menzionato), bisogna chiedersi: l’attuale confusione regolamentare del campionato è stata voluta principalmente da FIA e FOM (la FOTA si è aggiunta solo nel 2008), il che significa che la Formula 1 “del fare” in cui poteva vincere anche l’out-sider, come avveniva in passato, non piaceva a questi soggetti: cosa ci guadagnano tutti nell’aver eliminato la Formula 1 di una volta? E da qui un’altra domanda: cosa ci guadagnano questi tre soggetti (quindi FIA, FOM e FOTA) nel continuare con questa politica? Se avessero voluto accontentare gli appassionati a cui piace vedere le auto rinnovate di gara in gara, guidate da piloti non costretti ad agire secondo assurde regole-lotteria, lo avrebbero già fatto.
    È di questo che bisogna parlare. Ormai sappiamo che i regolamenti della Formula 1 sono distanti da qualsiasi logica di competizione tecnica e sportiva, ma nessuno si chiede perché.
    Oltre ai soldi, ovviamente… Quella è la motivazione più ovvia. E se anche fosse solo quella, c’è da dire che hanno toppato clamorosamente, perché la F1 attuale guadagna principlamente dalle televisioni, che però, man mano che si va avanti, perdono spettatori perché ai “palati fini” questa Formula 1 piace sempre meno.
    Allora? Come si spiega tutto ciò?

  8. sinceramente partendo dagli anni 70, i vincitori sono stati per la precisione
    Anno Scuderia/Motore
    1970 Lotus/Ford
    1971 Tyrrel/Ford
    1972 Lotus/Ford
    1973 Lotus/Ford
    1974 Mc Laren/Ford
    1975 Ferrari/Ferrari
    1976 Ferrari/Ferrari
    1977 Ferrari/Ferrari
    1978 Lotus/Ford
    1979 Ferrari/Ferrari
    1980 Williams/Ford
    1981 Williams/Ford
    1982 Ferrari/Ferrari
    1983 Ferrari/Ferrari
    1984 Mc Laren/TAG–Porsche
    1985 Mc Laren/TAG–Porsche
    1986 Williams/Honda
    1987 Williams/Honda
    1988 Mc Laren/Honda
    1989 Mc Laren/Honda
    1990 Mc Laren/Honda
    1991 Mc Laren/Honda
    1992 Williams/Renault
    1993 Williams/Renault
    1994 Williams/Renault
    1995 Benetton/Renault
    1996 Williams/Renault
    1997 Williams/Renault
    1998 Mc Laren/Mercedes
    1999 Ferrari/Ferrari
    2000 Ferrari/Ferrari
    2001 Ferrari/Ferrari
    2002 Ferrari/Ferrari
    2003 Ferrari/Ferrari
    2004 Ferrari/Ferrari
    2005 Renault/Renault
    2006 Renault/Renault
    2007 Ferrari/Ferrari
    2008 Ferrari/Ferrari
    2009 Brawn GP/Mercedes

    Vista questa lista, mi chiedo: Dove sono i “piccoli costruttori”?
    A parte Tyrrel e Benetton e Brown GP mi sembra chiaro che le piccole squadre non hanno mai realmente fatto la differenza.
    Inoltre se si osserva anche i due “outsiders” erano in quel momento spalleggiati dal motore più forte del momento.
    Unica eccezzione è la Brawn GP, che sinceramente ha vinto grazie a motivazioni politiche, insomma il fondo estrattore a doppia azione che la Brawn e pochi altri hanno usato era ai limiti del regolamento, e se non era per la “lite” tra i leader della FOTA e Max Mosley di certo sarebbe stato considerato diversamente.

    Il piccolo costruttore in F1 non ha mai fatto davvero a dfferenza, di certo in molti casi è stato l’ago della bilancia, la differenza tra i big che si contendendevano il campionato.

    Il fatto è che ormai se si vuol vedere qualche squadra differente dai soliti Big Vincere, serve che alcune tecnologie siano condivise.

    Le grandi squadre devono condividere alcune tecnologie, e soluzioni tecniche.

  9. Peccato che in Formula 1 debbano vincere le idee migliori e chi le mette in campo per primo; condividerle non serve a niente, solo a fare macchine tutte uguali. Se una squadra non ha l’idea vincente è giusto che arrivi ultima.

  10. Il fatto è che ci sono tecnologie/idee che si possono condividere, perchè da sole non fanno la differenza e tecnolgie/idee che la fanno.

    Se i piccoli costruttori non dovessero fare tutto da zero, ma avessero la possibilità di ottenere alcune cose già create dai grandi allora sarebbe meno difficile che succedano certe situazioni, e lo spettacolo di certo ne guadagnerebbe.

  11. Praticamente parli dell’idea di istituire i “team satellite” tipo quelli che ci sono nel motomondiale. Se la metti su questo piano l’idea non è male e all’interno della FIA farebbero bene a pensarci.

  12. Per come la vedo io, in fondo cos’erano le citate Williams, McLaren, Lotus, Tyrrell, Benetton ex Toleman? piccoli team fondati e gestiti da uomini con la passione per le corse che gli scorreva nelle vene e che hanno avuto i meriti e ovviamente anche la fortuna di diventare team di riferimento.
    Hanno voluto l’invasione di massa dei grandi marchi dell’automobile dai budget illimitati? e cosa hanno fatto? sono scappati non appena le cose sono iniziate ad andare male. Cosa hanno portato alla Formula 1 la Toyota e la BMW? E cosa hanno portato invece gli artigiani della Lotus, della Williams, della McLaren, della Tyrrell?
    La Leyton House non se la ricorderà nessuno, non ha vinto niente. Eppure ha lanciato nel Circus un tecnico come Newey, che su quelle monoposto ci faceva gli esperimenti più bizzarri. Nei primi anni ‘90 entravano in campo cambi dietro il volante e sospensioni attive, mentre Migeot lasciava tutti a bocca aperta alzando il muso della Tyrrell. E 20 anni dopo cosa hanno fatto i signori delle grandi marche? marketing. Solamente puro marketing.
    Possiamo parlare di regolamenti e budget, ma di base la Formula 1 non deve essere un’elite chiusa dove solo pochi prescelti possono entrarci. Non dev’essere un serbatoio dove far girare un po’ di soldi e poi darsela a gambe appena le cose smettono di andare come vuole il consiglio d’amministrazione. La Formula 1 dev’essere una categoria aperta a tutti, un serbatoio sì, ma di passione e di idee. Vuoi provare ad entrare? porti una macchina, provi a qualificarti; non ce l’hai fatta, ma magari hai mostrato un’idea tecnica interessante come i deflettori o l’ala aggiuntiva a sbalzo che poi copieranno tutti. La Formula 1 deve essere un sogno da realizzare. Il resto sono polemiche che lasciano il tempo che trovano.

  13. Ecco. British granadier ha colto uno dei nodi del problema.

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