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Gp Austalia F1: i giudizi da Melbourne

Button, il vincitore - © McLaren

Button, il vincitore - © McLaren

Gran Premio spettacolare, ricco di duelli, di sorpassi e di errori che fa dimenticare la noia della gara d’apertura. Merito della pioggia o della pista non disegnata da Tilke? E dovremo aspettare ancora molto per rivedere una gara così?

Jenson Button – temerario
Già dal venerdì si mostra più a suo agio rispetto alla gara inaugurale e nel corso delle qualifiche è costantemente più veloce del compagno di squadra. Parte quarto, con buone prospettive mentre la sensazione generale è che la vittoria sarà un affare fra Red Bull e Ferrari. Si tocca con Alonso, poi decide in maniera coraggiosa di montare subito le slick: sembra un azzardo che non paga, invece dopo una deviazione sulla ghiaia inizia a guadagnare tempo sufficiente per recuperare posizioni mentre gli altri seguono il suo esempio appena capiscono che l’inglese c’ha visto giusto. L’uscita di scena di Vettel gli facilita la vita, e si porta a casa una vittoria che lo aiuterà psicologicamente nella difficile convivenza con Hamilton. Non è mai stato un pilota dallo stile spettacolare, ma dimostra a Melbourne di saper guidare con intelligenza, attento alle gomme, senza strapazzare la macchina, cancellando i dubbi che aleggiavano su di lui in Bahrain. Le corse si possono vincere anche così. Da campioni del mondo.

Robert Kubica – stupendo
Ancora una volta entra nel Q3. Scatta benissimo al via e guadagna diverse posizioni. Poi il pit-stop a cui segue un’attenta gestione dei pneumatici. Non guida per un top team, nonostante il nome, ma su un suo secondo posto non avrebbe scommesso nessuno. Non avrà dato spettacolo con recuperi e sorpassi come altri piloti, ma oggi è comunque stato fra i migliori in pista.

Felipe Massa – Mr grip
Sabato di fronte ai giornalisti pronuncia “grip” nove volte ogni dieci parole dette. Già nell’ultima sessione di libere lo si vedeva in difficoltà nelle curve più lente alle prese con un notevole sottosterzo. La cosa si ripete in gara, che inizia con una splendida partenza. Per il resto deve solo resistere fino al secondo podio stagionale che significa il consolidamento della seconda posizione in classifica mondiale. La scelta della Ferrari di non farlo rientrare per favorire Alonso probabilmente è giusta dal punto di vista del risultato complessivo per il team.

Fernando Alonso – tenace
E’ il primo a qualificarsi dietro le velocissime Red Bull, provando in tutte le maniere a ridurne il distacco. Parte malino e alla prima curva è fermo dopo un normale incidente di gara. Poi inizia una spettacolare rimonta dove mostra grinta e poca voglia di perdere tempo a studiare i punti migliori in cui attaccare gli avversari. Restiste a Hamilton nel finale, con gomme strapazzate da una lunga rimonta. Vista com’era iniziata, il quarto posto non è male per il suo campionato; va bene così.

Nico Rosberg – concentratissimo
Continua a fare il suo lavoro con calma e sangue freddo ed è nuovamente davanti a Schumacher dopo le qualifiche. Riesce a stare lontano dai guai e su una gara impostata su due pit stop si porta a casa un quinto posto niente male, grazie anche all’incidente fra Hamilton e Webber. La Mercedes, però, necessita di miglioramenti, è indietro rispetto ai diretti rivali; inoltre Webber non avrà sempre giornate negative e Vettel non avrà sempre noie tecniche.

Lewis Hamilton – da applausi
E’ protagonista dell’intero weekend sotto vari aspetti a cominciare da vicende extrasportive sulle quali si crea una sassaiola eccessiva perché, diciamocelo, gli altri 23 piloti non sono certo dei santi. Sul tracciato di Melbourne si mostra un po’ in difficoltà rispetto a Button e non riesce a passare il Q2, a detta sua a causa del traffico, che suona un po’ come una scusa visto che in 15 minuti è l’unico insieme a Rosberg a non migliorare il proprio tempo registrato nel Q1. Fa un reset mentale in griglia e in gara dà spettacolo esibendosi in diversi sorpassi, uno dei quali bellissimo all’esterno della veloce chicane a metà pista ai danni di Rosberg. Sceglie di fare due soste, recupera tantissimo sul terzetto Kubica-Massa-Alonso. Poi il tentativo di sorpasso, forse un po’ tardivo, ai danni dello spagnolo e l’incolpevole uscita di pista a seguito del tamponamento ricevuto da Webber. Per quanto ha mostrato oggi meritava qualcosina di più. Vista la velocità che aveva, forse ha perso troppo tempo dietro a Kubica prima di fare la sua seconda sosta.

Vitantonio Liuzzi – bravo
E’ ancora una volta dietro a Sutil in qualifica e non riesce ad andare oltre la Q2. Ma in gara le cose vanno meglio. E’ anche lui del gruppo di piloti che cambia gomme una sola volta dopo pochi giri e la scelta paga, perché riesce così a regalarsi un settimo posto che vale punti prezioni per la sua squadra, la Force India, che conferma la bontà del proprio progetto e i passi avanti rispetto al 2009.

Rubens Barrichello – valoroso
Per la seconda volta consecutiva riesce ad entrare nel Q3, per la seconda volta riesce ad andare a punti. La sua Williams sembra migliorata rispetto a due settimane fa, o almeno più a suo agio sul circuito australiano. Lo si vede poco, ma conclude ottavo dopo aver optato per una strategia a due soste. Positivo, ma c’è ancora molta strada da fare.

Mark Webber – inconsistente
Avrebbe preferito essere in pole nella gara di casa, ma deve accontentarsi del secondo posto. Perde la posizione al via, poi si rende protagonista di errori e di duelli in cui ne esce sconfitto. Manca di lucidità, e nuovamente fa perdere al team punti preziosi. Proprio lui che almeno guida la Red Bull che non si rompe.

Michael Schumacher – nervosetto
Già al sabato si lamenta con Alonso, reo a suo dire, di averlo ostacolato in qualifica. Alla prima curva si ritrova con l’ala anteriore rotta, dopo un contatto proprio con lo spagnolo. Si ritrovano entrambi in fondo allo schieramento, ma mentre il pilota della Ferrari recupera con grinta, lui è più lento e si pianta dietro la Toro Rosso di Alguersuari sul quale riesce ad avere la meglio solo nel finale. Non il massimo. Mostra nervosismo e l’immagine dal camera car che lo vede farsi superare da Di Grassi lascia perplessi.

Jaime Alguersuari – difesa a oltranza
In gara si tiene Schumacher dietro per diversi giri, sicuramente per lui una bella soddisfazione, anche se avrebbe sicuramente preferito restargli davanti fino alla fine perché avrebbe significato la conquista del primo punto mondiale. Si riscontra un miglioramento in qualifica, che lo porta al Q2, ma è sempre dietro a Buemi, quest’oggi eliminato al primo giro da Kobayashi.

Pedro De La Rosa – spione
Va un pelino meglio per la Sauber, e lo spagnolo porta la macchina al traguardo evitando il doppiaggio. Le monoposto svizzere sono le prime a montare un sistema simile a quello McLaren per mandare in stallo l’ala posteriore. Considerando che era collaudatore per il team inglese fino allo scorso anno, chi avrà fatto la soffiata?

Heikki Kovalainen – costante
Un altro Gran Premio portato a termine, anche sebbene con due giri di distacco. Anche lui effettua un solo pit stop e dimostra che anche la sua Lotus riesce a farsi a Melbourne 50 giri con un set di gomme morbide. Una base tecnica valida sembra esserci.

Karun Chandhok – bravo
Arriva ultimo a cinque giri da Button. Ma per quanto la prestazione possa sembrare insignificante, per il team è un bel risultato riuscire a portare al traguardo una macchina dopo il travagliato debutto di un paio di settimane fa. E nella classifica costruttori sono davanti alla Virgin, i cui piloti non hanno ancora visto la bandiera a scacchi.

Timo Glock, Lucas di Grassi e il team Virgin – situazione difficile
I commentatori applaudono per il fatto che sono riusciti a ridurre il gap nel Q1 con i primi. Tutto vero, anzi no, falso. Perché in proporzione, rispetto al Bahrain è sì calato il distacco, ma in percentuale è aumentato. Un passo indietro, quindi, e sommando anche le persistenti difficoltà idrauliche che disturbano il lavoro, non si può dire che la situazione sia buona. Inoltre devono rivedere la scocca per alloggiare un serbatoio più grande altrimenti non finirebbero alcune le gare. Che tanto per ora non finiscono in ogni caso; comunque sia un errore grave, gravissimo. Branson è sempre sorridente, ma nel frattempo devono cominciare a tenere d’occhio anche la HRT oltre la Lotus.

Sebastian Vettel – primo “zero”
E’ in testa in tutte le sessioni di qualifica, dimostra che la sua Red Bull dal punto di vista della prestazione pura, è al momento difficile da battere. Parte bene sull’umido e cambia gomme con un giro di ritardo rispetto ai suoi diretti avversari. Non sembra spremere la sua vettura, dà più l’impressione di controllare gli altri, consapevole della posizione non pericolosa delle Ferrari e del fatto di riuscire a mantenere Button a distanza. Il guasto è da aggiungere alla lista di quelli già visti da febbraio a oggi e rappresenta il primo pesante “zero” in classifica. Il mondiale è lungo, ma non concretizzare il potenziale mostrato deve essere frustrante. Tornato ai box, visibilmente deluso, si lascia andare davanti ai microfoni con un non proprio oxfordiano “brakes my balls” che l’interprete riesce a dribblare abilmente.

Adrian Sutil – occasione persa
Si comporta meglio di Liuzzi nelle prove, dove riesce nuovamente ad entrare nel Q3. In gara però, è vittima di noie al motore che lo costringono all’abbandono. Peccato, poteva portare altri punti al team.

Vitaly Petrov – weekend difficile
La bionda manager non era particolarmente felice nel vederlo eliminato nel Q1 insieme ai tre team più lenti; in effetti, fa peggio rispetto al Bahrain. Diverse posizioni guadagnate in partenza sono un ottimo inizio di una gara che però finisce dopo qualche giro nella via di fuga.

Bruno Senna – non giudicabile in gara
La sua gara finisce presto per i soliti problemi di gioventù della propria monoposto. In qualifica fa meglio di Chandhok, ma attenzione, solo per pochi centesimi.

Nico Hulkenberg – non giudicabile in gara
Si qualifica ancora una volta al sedicesimo posto, mentre Barrichello riesce a entrare nella top 10. La sua gara dura solo poche curve prima di essere travolto da Kobayashi.

Kamui Kobayashi – funambolico
In prova regala spettacolo, sempre al 110%, spesso oltre i limiti in uscita di curva. Poche centinaia di metri dopo il via si ritrova con l’ala anteriore incastrata sotto la macchina, rotta non si sa come. Senza direzionalità non può che chiudere gli occhi e fare “strike” usando Hulkenberg e Buemi come birilli.

Jarno Trulli – meglio guardare alla Malesia
Non riesce a predere parte alla gara per problemi tecnici, e al sabato è battuto da Kovalainen. E’ solo un weekend da dimenticare.

L’angolo degli orrori
Questa settimana: FIA
Ancora una volta concede una deroga alla Renalt per intervenire sui propri propulsori. Non si capisce cosa ci stia a fare la regola sul congelmento dei propulsori se tanto viene oltrepassata su richiesta. Tanto vale lasciare campo libero allo sviluppo: alla Formula 1 non farà male.

Scritto da: British grenadier

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6 Commenti

  1. E Chandhok???

  2. Ho letto il commento di Chandhok. Hanno fatto bene a rimuoverlo perché ha usato toni non adeguati. Ognuno di noi deve esprimere le proprie opinioni utilizzando toni rispettosi. Buon lavoro della redazione! Hanno fatto benissimo.

    Per quanto mi riguarda darei un giudizio un po’ più positivo per Webber, è vero ha fatto tantissimi errori ma è un pilota che attacca sempre e lotta.
    Darei un giudizio meno negativo a Schumacher che non aveva a disposizione una Ferrari (è vero anche che Rosberg si è comportato benissimo) per recuperare il gap a causa del contatto iniziale. Inoltre deve prendere ancora le misure ed il ritmo gara.

    Alonso ottimo. Senza l’errore al via avrebbe facilmente vinto la gara. Forse anche con l’errore se in qualche modo riusciva a sorpassare Massa. Comunque è stato bravissimo ed intelligente a non rischiare collisioni ed auto-eliminazioni con Massa stesso ed accontentarsi del 4° posto. E’ stato un grande anche per questo motivo.

  3. Ops… Scusate nonostante seguo la formula 1 sempre Chandhok! non so proprio che sia se non vedo la lista dei piloti! ahahah
    L’ho scambiato per un Nickname ed il commento forse in un altro blog! ahahah

  4. ahhh emno male…pensavo che Chandhok fosse impazzito e si fosse intrufolato nel blog ad offendere tutti…:-D

  5. Due gare due figuracce, dove sono i tifosi Michelino, che tra le tante cose doveva ribaltare i valori i valori in pista con la sua proverbiale capacità?

  6. button bella strategia ma anche tanta fortuna