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Viaggio nella terra dei canguri, Gp d’Australia preview

Australia

Dopo due settimane d’attesa si riaccende l’urlo intenso dei motori e torna attuale l’odore della benzina. Domenica si correrà il GP d’Australia a Melbourne e solo allora potremmo vedere se i valori in campo espressi nella prima gara dell’anno si riconfermeranno oppure se avremmo delle sorprese.

Domani si accenderanno i motori nella terra di canguri e dei koala. Il tracciato dell’Albert Park ospita il GP d’Australia dal 1996, quando fu scelto come sede al posto di Adelaide, anche se dobbiamo ricordare come già dal 1953 al 1956, furono organizzate due gare di F1, non valide per il campionato del mondo.

Il circuito che è situato nell’omonimo parco, è collocato in una zona residenziale ricca di impianti sportivi, a sud di Melbourne, la seconda tappa del campionato del mondo che avrà come sponsor principale la compagnia aerea Quantas, al posto della banca ING che si è ritirata dalla F1 alla fine della scorsa stagione a causa della spy story che vedeva Briatore e Piquet JR tra i protagonisti principali.

Vedremo il rinnovarsi della sfida infinta che ci ha tenuto col fiato sospeso in occasione della gara in Bahrain: Ferrari VS Red Bull atto II!
In Australia avremo la seconda parte del duello: una Red Bull molto veloce in qualifica; ma poco affidabile, dettaglio che ha da sempre caratterizzato le vetture estremizzate di Newey.

Una Ferrari di poco meno veloce, ma estremamente affidabile anche se, tralasciando il problema di Vettel, le due vetture in gara avevano riscontri molto simili.

La grande attesa ci sarà per la McLaren e per la Mercedes la quale lo scorso anno, sotto il nome di Brawn GP, qui segnò una fantastica doppietta. La situazione della McLaren è un po’ diversa: nelle ultime fasi della gara scorsa, ha dimostrato di essere una vettura estremamente veloce, anche se non abbastanza per reggere il passo di Ferrari e Red Bull.

Ma tornando ai giorni nostri: il circuito dell’Albert Park misura 5.303 km ed è ricavato dalle strade cittadine che fanno da perimetro al lago artificiale. I piloti percorreranno la pista per 58 volte, per una distanza di 307.574 km. Circuito dall’asfalto abbastanza abrasivo (per questo motivo la Bridgestone fornirà coperture soffici e dure), anche se stiamo parlando di una pista cittadina, trattasi di tracciato anomalo in quanto in tre punti, le monoposto toccano i 300 km/h e la media si aggira sui 225 km/h. Un circuito che si snoda tra 16 curve ( 10 a destra e 6 a sinistra) e svariati allunghi, condizione che non aiuta i freni a lavorare alla perfezione a causa del poco tempo che hanno a disposizione per raffreddarsi tra una curva e l’altra. I punti di sorpasso esistono, eccome! Il principale è rappresentato dalla 1° curva, una chicane destra sinistra, che vede molte volte i piloti terminare oltre l’asfalto.

Pista di grande entusiasmo e di grande spettacolo: pensiamo alla gara ricca di emozioni dello scorso anno, gli innumerevoli incidenti avvenuti negli anni per fortuna senza conseguenze. Quest’anno abbiamo un velo nero che aleggia sulla pista: la questione sicurezza sollevata dai piloti già lo scorso anno. Ma perché questo? I piloti, e in particolar modo Felipe Massa, hanno criticato la decisione della federazione di correre al tramonto, per permettere agli europei di vedere la gara in orari più decenti, i giochi di luce e ombre causati dagli alberi e la luce del sole all’orizzonte che li colpisce agli occhi, sono due costanti estremamente pericolose per chi corre a quelle velocità!

Qui nessuno vuole augurare niente a nessuno, ma finché qualcuno non si fa davvero del male, la federazione continuerà a fare orecchie da mercante: questo è lo smacco per tutte quelle persone che con l’arrivo di Jean Todt alla presidenza, speravano in una F1 diversa.

Scritto da: Eleonora Ottonello

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