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Gp Cina, viaggio nel paese della censura

Gp Cina

Venerdì si alza il tendone sul circus iridato della F1 e dopo 15 giorni d’attesa potremmo gustarci nuovamente il nostro piatto preferito, questa volta in salsa cinese.

Questo week end la Cina ospita la 4° prova del campionato del mondo di F1 sul circuito di Shanghai, progettato nel 2003 e realizzato nel 2004 dall’architetto tedesco Hermann Tilke, progenitore dei circuiti di ultima generazione assieme a quello della Malesia, di Abu Dhabi e del Bahrain.

Ci troviamo nella periferia nord della metropoli multietnica di Shanghai, nella zona dello Ja Ding, luogo dove prima dell’arrivo della F1, non c’era altro se non che una palude.
Il disegno della pista dello Shanghai International Circuit ricorda l’ideogramma cinese dello “Shang” (= sopra), che da appunto il nome alla città ospitante, ma non è solamente la forma particolare della pista che punta l’attenzione su questo evento: anche il disegno delle strutture, come ad esempio le tribune, è avveniristico, alcune delle quali progettate come se fossero enormi foglie di loto, pianta d’origine orientale.

La gara si è affacciata sul campionato del mondo per la prima volta il 26 settembre 2004: fu vinta da Rubens Barrichello con la Ferrari. L’edizione 2005 verrà ricordata perché incoronò per la prima volta la Renault campionessa costruttori e verrà ulteriormente rimarcata negli annali per l’edizione 2006 dove, Michael Schumacher si aggiudicò la sua ultima vittoria (91°), per ora, in F1.

Nel 2007 abbiamo assistito all’addio dei sogni iridati da parte di Lewis Hamilton, ma il destino ha saputo rifarsi proprio a favore del giovane inglese l’anno seguente consegnandoli in mano una bellissima vittoria che lo mantenne in gioco per il titolo iridato. Quella del 2009 fu un’edizione spettacolare, svoltasi completamente sotto la pioggia che vide trionfare le due Red Bull, primo Vettel e in seconda posizione Webber.

Il circuito è lungo 5451 metri ed è suddiviso in 14 curve totali, rispettivamente 7 a destra e 7 a sinistra, abbiamo due lunghissimi rettilinei, tra i quali troviamo il rettilineo record di lunghezza dell’intero campionato del mondo con i suoi 1175 metri, dove i piloti potranno sfruttare l’effetto scia delle monoposto proponendoci sorpassi spettacolari e a questo riguardo il team che sta facendo più paura è la McLaren grazie alla loro soluzione aerodinamica che facilità lo spostamento dell’ala posteriore direttamente dalle virgolettate “mani” del pilota.

Necessita trovare un assetto che necessariamente non penalizzi i rettilinei rispetto ai tratti guidati, scegliendo conseguentemente un carico medio-alto che garantista un efficiente livello di aderenza lungo tutto il tracciato. Sarà fondamentale all’inizio riuscire a guadagnare un buon vantaggio per evitare di rimanere imbottigliati nella prima curva che assomiglia a una spirale.

Il cruccio per ogni team sarà la durata delle gomme e con quest’idea in testa facciamo un passo indietro al 2007. Hamilton, saldamente leader della classifica iridata di quell’anno vide sfumare le proprie possibilità di aggiudicarsi il titolo quando all’ingresso della pit-lane dovette ritirarsi, con gomme completamente usurate e rimane nelle nostre menti proprio quella gomma anteriore sinistra letteralmente distrutta, quella più sollecitata del lotto.

In Cina verranno portate le mescole più dure in base a quanto detto dalla Bridgestone, ma ciò comunque non permette un respiro di sollievo in quanto rispetto al 2007, le vetture saranno molto più pesanti e quindi anche le gomme posteriori avranno un degrado più veloce.

Se nello scorso GP di Malesia, era attesa una pioggia mai caduta, potremmo rivedere “la nostra amica” proprio in questo fine settimana perché le previsioni sono parecchio variabili con annunciati cambiamenti di temperatura e di condizione atmosferica: se venerdì sono previste entrambe le sessioni sotto a un bel sole, non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda il sabato e la domenica, quando dovrebbero arrivare grigi nuvoloni portatori di pioggia.

Se fino ad ora abbiamo detto che i team sono spaventati dall’eccessivo consumo delle gomme e si pronostica anche il pericolo pioggia, sembrerebbe strano eppure c’è un qualcosa del quale anche noi dovremmo preoccuparci: la censura, non a caso ho voluto dare al mio pezzo quel titolo.

La Cina, nonostante diversi appelli da parte dell’ONU e le conseguenti riforme è il 1° stato mondiale dove i cittadini non hanno diritti ma solo doveri, dove non è ammessa alcuna libertà e i suoi abitanti non sanno nemmeno cosa vuol dire avere la possibilità di enunciare liberamente le proprie idee e questo sistema ingiurioso viene applicato non solamente agli abitanti della Cina, ma anche ai turisti più o meno importanti… sono riusciti a metterci di mezzo anche la F1.

Quando i piloti hanno raggiunto l’immenso circuito di Shanghai, con tutte le sue innovazioni e tecnologie mai avrebbero immaginato di avere una spiacevole sorpresa: non riuscivano ad accedere e a condividere testi e foto sui loro account di Twitter. Questo perché? Il governo controlla non solo i media ma anche il mondo di Internet.

Twitter per chi ancora non lo sapesse è un social network che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo di massimo 140 caratteri e molti protagonisti ed ex del circus iridato hanno un account che aggiornano anche direttamente dal proprio cellulare.

Tuttavia i nostri beniamini hanno trovato il modo di scappare alla censura cinese: Karun Chandhock, Mike Gascoyne, Heikki Kovalainen e diversi giornalisti hanno trovato il modo di aggirare il controllo del governo cinese grazie ai preziosi consigli di alcuni “simpaticissimi tifosi” incontrati in aeroporto.

Lasciatemi aggiungere una cosa: nel XXI secolo non ci dovrebbero essere paesi dove non è permessa la libertà di pensiero, paesi che quotidianamente violano i diritti degli esseri umani, paesi potenti e basati sul capitalismo che pur di crescere ancora uccidono i propri figli. La FIA non può continuare a chiudere gli occhi su eventi del genere al momento di decidere chi può o non può entrare a far parte del calendario iridato. Voto 0 = pessimo esempio.

Scritto da: Eleonora Ottonello

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2 Commenti

  1. Devo dire, amici, che Eleonora scrive sempre ottime presentazioni dei circuiti di F1. Davvero piacevoli e ricchi di notizie. Brava!

    Per precisione, novizia di dettagli, statistiche, dati sul circuito e albo d’oro mi ricorda Gianfranco Mazzoni, il quale, a differenza di molti, a me non dispiace per nulla…anzi…meglio di Meda e Reggiani!

    Brava Eleonora.

  2. Bella presentazione, anche se trovo un pò ipocrita la chiusura, in cui si tende a dimenticare il mondo in cui viviamo e dove lo sport nazionale è diventato dar addosso alla Cina, dimenticando le nostre di colpe: come nella parabola in cui si critica la pagliuzza nell’occhio di chi ci sta di fronte senza vedere la trave che abbiamo nel nostro occhio.
    Lungi da me difendere la Cina (Free Tibet!), ma se dovessimo escludere la Cina per i motivi suddetti, ci sarebbero anche i paesi arabi da escludere, poi dovremmo escludere anche i nostri paesi, i paesi occidentali, dove c’è si libertà di pensiero e dove non si “uccidono i prorpi figli” “pur di crescere ancora”, ma si uccidono i figli degli altri: noi viviamo nel benessere perchè abbiamo creato un sistema che sottrae ricchezza e risorse al restante 80% della popolazione: il capitalismo occidentale.
    Dovremmo anche aver cacciato da tempo la Bridgestone dalla F1 visto quello che combina in Liberia (http://www.stopfirestone.org/), altro che mancata libertà di pensiero… ma non lo facciamo… perchè comunque anche le altre compagnie fanno lo stesso, ma soprattutto perchè, anche se generalmente cerchiamo di far di tutto per non pensarci, è così che “gira il mondo”… se così non fosse, ad esempio, dovremmo pagare le gomme 5 volte quello che le paghiamo ora… sai quanto ci arrabbiermo se di colpo ci quintuplicassero il prezzo degli pneumatici quando andiamo a cambiar le gomme all’auto…
    …e lo stesso discorso vale per il 99% dei beni di comsumo che acquistiamo…
    La Cina il più grande mercato del mondo, mercato che fa gola a tutti quanti: è impensabile rinunciare ad una vetrina come un gran premio di F1 perchè si tratta di un paese in cui non c’è libertà di pensiero, perchè al business della libertà del pensiero non gliene può fregar di meno, il business non vede gli uomini e i diritti, ma solo i cosumatori e le merci.
    O si cambia il sistema che “fa girare il mondo” o lo si accetta per quello che è, ma accantonando le ipocrisie che utiliziamo per cercare di sentirci almeno un pò apposto con la coscienza e ricordandoci che noi non siamo migliori dei paesi verso cui spesso puntiamo il dito…